Questo libro si inserisce all'interno di una collana più ampia che vuole guidare il lettore in un cammino finalizzato a rendere accessibile a tutti i preziosi insegnamenti di Gesù sul vivere nella Divina Volontà.
Ogni argomento viene presentato attraverso una sequenza di meditazioni che si susseguono secondo un iter cronologico che comincia dal primo volume, fino all'ultimo, rendendo chiaro e comprensibile un insegnamento profondo e spesso complesso. Dice Gesù a Luisa: «La Mia Parola è come pioggia che feconda la terra, e il segno per riconoscere se ciò che è scritto in queste pagine è frutto della Mia Parola, è se germina Virtù». (Volume VI, 12 dicembre 1905)
Lasciamoci quindi guidare da Gesù, facendo della preghiera, della parola di Dio, e dei sacramenti, il cuore vivo della nostra vita cristiana.
Prima il personaggio, poi l'uomo. O forse è sempre stato il contrario? Alla vigilia dei novant'anni, Lino Banfi apre per la prima volta lo scrigno dei suoi ricordi più intimi e profondi. Molto prima della fama, e ancor prima di trasformare il dialetto pugliese in un amato tesoro nazionale, c'era semplicemente Pasquale Zagaria nato ad Andria. In questo memoir, l'attore condivide il terrore delle bombe durante la guerra, la breve parentesi in seminario e il freddo delle notti passate per strada da ragazzo, inseguendo un sogno impossibile: diventare famoso. Dai modesti esordi nell'avanspettacolo accanto a Domenico Modugno alle prime comparsate nei film con Franco e Ciccio, il "fenomeno Banfi" ha conquistato, passo dopo passo, il cuore del Paese: decine di film da protagonista, show televisivi con milioni di telespettatori, fiction di successo lo hanno reso un volto familiare della televisione e un protagonista del grande schermo, regalandogli infine l'affettuoso titolo di "nonno d'Italia". Il suo calore unico e l'umorismo gli hanno permesso di stringere un'amicizia speciale e duratura persino con papa Francesco. Eppure, dietro la leggendaria comicità si nasconde una storia di profonda resilienza. Attraverso i momenti più bui della vita - i pensieri suicidi in giovane età, la crisi di fede, la malattia e la straziante perdita dell'amata moglie Lucia - ha sempre trovato il modo di lasciare che l'ironia lo guidasse attraverso il dolore. In questo memoir commovente e sincero, Lino Banfi esce per la prima volta dal personaggio e apre le porte del suo cuore per condividere una risata, una lacrima, una riflessione sul vero significato di una vita vissuta pienamente.
«David e Fred sono sempre stati appassionati di cacce al tesoro. E di canoa. E di tennis. E di life hacks. E di Fortnite. E di ricette di TikTok. Ma soprattutto di cacce al tesoro.» Così, quando si imbattono nell'App dei tesori nascosti si lasciano coinvolgere in un gioco che li trascina in giro per il mondo a caccia di manufatti occulti. Almeno fino al giorno in cui i due fratelli, raccogliendo l'ennesima sfida, si ritrovano in una piccola piazza della loro città, nei pressi di una grossa fontana. In quel momento il telefono di Fred comincia a comportarsi in modo strano... Seguendo le indicazioni dello smartphone, si addentrano in un bosco dove, nelle acque di uno stagno alimentato da una cascata, trovano uno scrigno contenente una strana moneta dall'aspetto antico. La missione si direbbe conclusa. Eppure, quello che sembra soltanto l'ennesimo tesoro recuperato si rivela ben altro: una chiave capace di schiudere qualcosa di molto più grande e di trasformare i due fratelli nei protagonisti di un'incredibile avventura, un'inarrestabile sequenza di sfide, labirinti, codici e indizi al cospetto dei quali soltanto il tuo aiuto, lettore, potrà permettere loro di trovare di volta in volta una soluzione, e condurli a una verità finale.
Il libro ripercorre le vicende politiche dell'area che va dal Marocco all'Iran, una regione strategica per la presenza del petrolio e lacerata da molteplici conflitti. Sono tracciati due secoli di storia: dalla spedizione napoleonica in Egitto e dalle riforme dell'impero ottomano fino alla caduta del califfato, dall'espansione coloniale ai processi di decolonizzazione, alle svolte della rivoluzione iraniana e alla crisi irachena; dal conflitto arabo-israeliano fino agli avvenimenti più recenti, segnati dalle primavere arabe, dall'emergere dell'ISIS e dal fallito golpe turco.
Libro coeditado con la Universidad San Dámaso (Madrid).
Este libro reúne la sólida aportación de Mons. A. Stankiewicz, que fue insigne Decano de la Rota Romana, al análisis del matrimonio y de la justicia en la Iglesia. Con una estructura clara en dos partes, el volumen examina el derecho sustantivo matrimonial y la normativa procesal que rige la actividad de los tribunales de la Iglesia. En el ámbito matrimonial, el autor realiza un recorrido de toda la evolución doctrinal, desde la herencia romanista hasta la formulación del Código de 1983, destacando la ordenación del pacto conyugal al bien de los esposos y a la procreación y educación de la prole (c.1055 § 1). Aborda con particular rigor las causas de nulidad derivadas de vicios del consentimiento, en especial la incapacidad psíquica (c. 1095), la simulación total o parcial del vínculo (c. 1101 § 2) y las consecuencias de la violencia o el dolo (cc. 1098; 1103). La sección dedicada al Derecho Procesal Canónico ofrece un estudio detallado de los fundamentos del proceso matrimonial canónico, a la luz de la tradición canónica, del Código de 1983, de la instrucción Dignitas connubii y de la última reforma realizada mediante el motu proprio Mitis Iudex Dominus Iesus, valorando su función en la correcta y ágil tramitación de las causas. Una obra, en fin, que aspira a ser de referencia obligada para todos aquellos canonistas y juristas que estén comprometidos con la verdad y la salus animarum.
Antoni Stankiewicz es una figura insigne en el ámbito del Derecho canónico, con una trayectoria que integra una amplia experiencia judicial y una intensa dedicación a la investigación y a la docencia. Especialista en Derecho Matrimonial y Procesal Canónico, ha desempeñado un papel esencial en la clarificación de la doctrina y en la orientación de la actividad de los tribunales eclesiásticos. Su labor como Auditor y, posteriormente, Decano del Tribunal de la Rota Romana ha contribuido, de modo decisivo, a la unidad y correcta interpretación de la jurisprudencia matrimonial en la Iglesia, garantizando una aplicación coherente de sus principios en las causas de nulidad del matrimonio. Su producción académica y judicial aborda con especial profundidad los vicios del consentimiento y los requisitos de capacidad para contraer matrimonio. Su estudio atento de la tradición canónica y su lectura actualizada de los desarrollos normativos lo sitúan entre los juristas más autorizados en la materia, reconocido por su rigor intelectual y su servicio a la verdad.
Per trent'anni abbiamo creduto di vivere nell'era della globalizzazione: mercati aperti, catene produttive planetarie, cooperazione economica destinata a rendere la guerra sempre meno probabile. Quell'illusione è finita. Oggi l'economia parla il linguaggio delle strategie militari, e al tempo stesso la guerra torna a essere più «normale». Le nazioni combattono sempre con i missili e le portaerei, ma anche con dazi e sanzioni, il controllo di tecnologie strategiche, il dominio su risorse energetiche e materie prime critiche. Le catene di approvvigionamento diventano strumenti di pressione geopolitica. Le aziende private sono arruolate nella competizione tra potenze. I generali entrano nei consigli d'amministrazione e i governi tornano a fare politica industriale per difendere la sicurezza nazionale. È la nuova epoca della geoeconomia, dove commercio, tecnologia, finanza e potenza militare si fondono in un unico campo di battaglia. In questo libro Federico Rampini racconta come siamo arrivati a questa svolta storica e cosa significa per il futuro dell'Occidente. Spiega le nuove dimensioni della rivalità tra Stati Uniti e Cina, destinata a dominare il XXI secolo; perché la Russia resta una minaccia strategica; perché la corsa alle tecnologie decisive - intelligenza artificiale, energia, semiconduttori - determinerà i nuovi equilibri di potere e come è entrato in crisi il modello europeo, un continente che per decenni ha potuto permettersi il lusso del pacifismo perché altri garantivano la sua sicurezza. La storia non ha mai smesso di essere governata dai rapporti di forza. Oggi lo scopriamo di nuovo, mentre le guerre divampano, la capacità militare riemerge come ultima garanzia della libertà, e la sua assenza può risultare fatale. Perché, nel mondo che sta nascendo, pane e cannoni tornano a essere inseparabili: la prosperità economica e la sicurezza nazionale sono ormai due facce della stessa realtà. E ignorarlo è il più pericoloso degli errori.
Come è accaduto che un santo africano sia diventato il protettore del primo imperatore sassone? Nella cattedrale di Magdeburgo si trova la tomba di Ottone I, simbolicamente protetta da una statua di san Maurizio, rappresentato con la pelle nera e i tratti somatici di un africano subsahariano. Quando Ottone I scelse san Maurizio come protettore dell'impero sapeva quale era il colore della sua pelle? Cosa significava essere «nero» ed essere africano per un sassone come Ottone? Attraverso la storia di questo santo e delle sue rappresentazioni, Giuseppe Albertoni ci guida nella comprensione del rapporto tra colore della pelle e percezione dell'altro nel corso del medioevo e ricostruisce l'immagine che l'allora Europa cristiana si faceva del mondo.
Crescere è un atto di coraggio. Ogni età è importante, con i suoi rischi, ma anche con le sue straordinarie potenzialità. Nella formazione di un ragazzo ogni anno può essere decisivo, soprattutto nella misura in cui un adulto è capace di essere presente. Perché, pur senza sostituirsi agli sforzi che un giovane deve saper affrontare, adulto è chi sa testimoniare una vita buona accompagnando, incoraggiando, ricominciando sempre. Anche se i giovani a volte ci guardano come fossimo estranei, siamo noi la loro "prima scuola". E per educare dobbiamo "esserci" e non delegare. Non possiamo abbandonarli in balìa di se stessi. La nostra cura per l'educazione sarà il prezioso e insostituibile tesoro che lasceremo loro in eredità.
Le vicende mediorientali, come tutte le altre tristi vicende internazionali di questo e del passato secolo, sono piuttosto complesse e alcune rimarranno chiuse alla nostra comprensione ancora per molto tempo. Rispetto ai grandi conflitti ottocenteschi, quelli del XX e del XXI secolo hanno mietuto molte, troppe vittime civili. Ciò ha prodotto per contrappasso la nascita di nuove categorie giuridiche, come i crimini di guerra; e di categorie morali, come quella delle responsabilità di guerra. Questo libro nasce dal proposito di riflettere sulle drammatiche vicende mediorientali dopo il 7 ottobre 2023, analizzando le quali non di rado si sono confrontate opinioni polarizzate. Dopo l’eccidio perpetrato da Hamas era necessario fissare alcune riflessioni, sia pure come azione civile scaturita da un evento tragico e inimmaginabile. Oggi la pace a Gaza e in Medio Oriente rimane un obiettivo lontano, con molteplici ostacoli politici, militari e umanitari ancora da superare. E l’idea di "un territorio due Stati" rimane non solo del tutto inattuata dal lontano 1947, ma anche piuttosto utopica, a fronte di alcune realtà che sono sotto gli occhi di tutti, e che questo libro ha cercato di cogliere nella loro essenza. Pur così a ridosso dei fatti, si è cercato di mantenere un’esposizione rigorosa, basata su un controllo attento delle fonti disponibili nell’auspicio che, in un futuro ancora imprecisato, nuovi documenti si aprano agli studiosi.
Viviamo in una società che è in realtà un aggregato di villaggi dove si avvicendano e amalgamano diversi colori e alterne abitudini in un vivido arcobaleno dai toni fluorescenti. Oggi sono in declino i valori universali, le gerarchie di valori condivisi: lo Stato moderno non rappresenta più i cittadini e si accolgono i leader populistici che calamitano le passioni e le inclinazioni dei singoli. In breve, sono giunti i nuovi barbari. Che non vivono in società ma in comunità, e si avvolgono nel manto dei loro segni di riconoscimento e autoriconoscimento, come il lusso o il tatuaggio, moltiplicandosi come cellule impazzite: più che di una società, siamo diventati membri di una tribù. E le tribù sono racchiuse nei loro territori che i loro membri tutelano gelosamente dinanzi a ingerenze e contaminazioni. Ogni tribù ha il proprio stile di vita. Sono state generate dai circoli privati, da piccole comunità autoreferenziali: hanno conquistato il caravanserraglio della Rete, dei social, che tutto accolgono e tutto vomitano. Le tribù sono un’eredità antica che si innesta già nell’origine della modernità, dalla quale Elio Franzini prende le mosse per condurci sino al dibattito su moderno e postmoderno, sino al presente e alle politiche della corporeità che lo nutrono. Federico Vercellone, affidandosi anch’egli a una genealogia storica che va dall’avanguardia espressionista sino ai movimenti della sinistra radicale, enfatizza l’idea che il vero rischio del nostro presente non è la crisi del Sé e dell’identità bensì il suo contrario. Siamo esposti all’inflazione prodotta da mille identità che, affermando insistentemente sé stesse, logorano e disgregano il vincolo che le congiunge.