
Come è accaduto che un santo africano sia diventato il protettore del primo imperatore sassone? Nella cattedrale di Magdeburgo si trova la tomba di Ottone I, simbolicamente protetta da una statua di san Maurizio, rappresentato con la pelle nera e i tratti somatici di un africano subsahariano. Quando Ottone I scelse san Maurizio come protettore dell'impero sapeva quale era il colore della sua pelle? Cosa significava essere «nero» ed essere africano per un sassone come Ottone? Attraverso la storia di questo santo e delle sue rappresentazioni, Giuseppe Albertoni ci guida nella comprensione del rapporto tra colore della pelle e percezione dell'altro nel corso del medioevo e ricostruisce l'immagine che l'allora Europa cristiana si faceva del mondo.
Gli studi su vassalli e feudi negli ultimi decenni hanno vissuto un profondo rinnovamento che ha messo in discussione la stessa legittimità del concerto di feudalesimo. Data la specificità di alcuni temi affrontati, tuttavia, i nuovi approcci faticano a uscire dalla cerchia degli specialisti. Superando tale barriera, il libro offre uno strumento aggiornato a chi voglia studiare feudi e vassalli medievali o sia curioso di comprendere quale sia stato il loro ruolo nella società medievale. Nella prima parte, sono presentati i principali modelli storiografici che hanno dominato per decenni gli studi sul feudalesimo e, nella seconda, è proposto un itinerario tematico nelle attuali linee di ricerca, scandito dalla lettura diretta delle fonti.

