Questo Compendio è indirizzato innanzitutto a coloro che debbano affrontare lo studio del Diritto ecclesiastico in vista delle prove orali in occasione di concorsi pubblici ed esami di abilitazione professionale. In particolare, il Curatore e gli Autori hanno prestato massima attenzione ad agevolare l'apprendimento della materia innestando i contenuti della c.d. parte speciale su un’ampia trattazione della c.d. parte generale (disciplina costituzionale e sistema delle fonti), che di solito presenta le maggiori difficoltà per lo studente.
Al contempo, si è scelto di trattare non solo i temi "classici"
del Diritto ecclesiastico, ma anche argomenti più recenti, così da fornire un quadro il più possibile completo e attuale della materia.
L’epoca che stiamo vivendo, che molti chiamano "post-moderna", è complessa e drammatica. Per poter vivere appieno è importante saper cogliere il messaggio di novità contenuto nei Vangeli, perché è avvicinandosi a Dio che l’uomo si arricchisce di dignità. Ma ci sono degli ostacoli: l’affievolirsi della coscienza del Trascendente, l’affermarsi di teorie sulla "morte di Dio", o anche solo le troppe distrazioni del nostro quotidiano. L’autore ci invita ad affrontare i momenti difficili con amore e razionalità, mantenendo al primo posto il messaggio di Gesù, affidandoci in particolare agli insegnamenti di Papa Francesco e senza mai perdere la speranza nel futuro.
Questo libro, commentando la Parola di Dio della domenica e degli altri giorni festivi, si inoltra nel variegato mondo del sacro confrontandosi con le altre religioni, per scoprire inevitabili diversità come pure somiglianze significative ed elementi comuni. Nel pieno riconoscimento della libertà religiosa, il confronto con le altre espressioni del divino non rischia di relativizzare la sana dottrina o di sfociare in pericolose forme di sincretismo; non si prefigge di proporre una sorta di religione universale, né di cercare accostamenti forzati e improbabili. Al contrario, esso vuole portare ad approfondire il mistero cristiano, perché esso rifulga in tutto il suo splendore. Molti sono gli autori che hanno presentato i loro commenti sulla liturgia della Parola, ma nessuno è giunto a proporre un confronto così articolato e sistematico con gli altri universi del sacro, sia del mondo antico che di quello moderno, comprese le religioni "nuovissime". Per questo l’opera rappresenta un unicum nel suo genere.
Il libro offre gli strumenti più aggiornati per uno studio efficace delle politiche pubbliche nel nostro paese. Nella loro analisi empiricamente fondata, e sulla base di specifici riferimenti teorico-interpretativi, gli autori - tutti qualificati esperti della materia - illustrano le caratteristiche e la portata del policy change (in termini di cambiamenti dei processi e della performance) avvenuto nei 25 anni della cosiddetta «seconda repubblica».
Che cosa significa letteratura per i Greci? In che cosa consiste un autore all'interno di una tradizione ancora indissolubilmente legata all'oralità? Che cosa rimane dell'arte greca quando viene ricondotta alla sua origine religiosa? La risposta di Nietzsche a questi essenziali interrogativi nei suoi corsi universitari di Basilea.
"Possiamo dunque immaginarci il lettore greco al tempo di Isocrate, un lettore lento che sorseggia una frase dopo l'altra con occhio e orecchio pazienti, capace di degustare uno scritto come un vino pregiato, sentendo tutta l'arte dell'autore; un lettore per il quale scrivere è ancora un piacere, una persona che non va stordita, ubriacata o tirata per i capelli, ma che possiede davvero la naturale disposizione d'animo del lettore ... Silenzioso, attento, libero da preoccupazioni, sereno, un uomo che ha ancora tempo". Edizione italiana condotta sul testo critico originale stabilito da Giorgio Colli e Mazzino Montinari.
"Esistenza e coesistenza", pubblicato postumo per la prima volta nel 1987, raccoglie le lezioni di un corso universitario tenuto da Eugen Fink per la prima volta nel 1952-53 all’Università di Friburgo. Al centro dell’argomentazione si trova la possibilità di un nuovo accesso fenomenologico alla comunità. Fink mostra come la relazione tra esseri umani si fondi su una forma di coesistenza, ossia un "essere-l’u-no-conl’altro", che prescinde da condizioni psicologiche e sociali, ma precede anche ogni forma rappresentativa basantesi sulla soggettività moderna. La comunità trova la propria istituzione invece nel prendere parte quotidianamente ai significati simbolici di cose che accompagnano la nostra esistenza nel mondo, come la bara, la culla e il tavolo. L’utilizzo quotidiano di tali oggetti rimanda continuamente ai fenomeni fondamentali dell’esistenza umana, con un nesso implicito con la "vita" cosmica degli enti, tra ciò che si dà alla presenza e ciò che invece presente non lo è più. Tali argomentazioni condurranno Fink a una concezione della comunità lontana da ogni analogia con i gruppi di animali (branco, stormo, gregge), ma anche a una presa di distanza da ogni idealità comunitaria definita esclusivamente secondo una concezione spirituale dell’umanità.
«Credo nel diritto internazionale e incoraggio tutti a impegnarsi, con intelligenza e coraggio, affinché l’accordo che gli Stati hanno sottoscritto, e che ora stanno violando in un contesto di impunità senza precedenti, sia difeso e rispettato. Una società che rinuncia al diritto è una società che si condanna alla violenza e al puro arbitrio del più forte. Io, in una società simile, mi rifiuto di vivere, e mi rifiuto di lasciarla in eredità ai miei figli. E ai vostri.» (Francesca Albanese) Questo libro raccoglie, per la prima volta in traduzione italiana, i sei Rapporti sulla situazione nel territorio palestinese occupato scritti dalla Relatrice speciale Francesca Albanese, preceduti da un ampio saggio introduttivo dell’autrice, che ne racconta la genesi e lo spirito. Un documento imprescindibile per conoscere la realtà in cui il popolo palestinese è costretto a vivere da decenni, l’occupazione e l’apartheid, le violenze che continuamente subisce, culminate nel genocidio in corso. Un contesto che non può essere ignorato se si vogliono capire i fatti e l’attualità, fino al 7 ottobre 2023, ai crimini perpetrati da Hamas e alla risposta inaudita di Israele. Ciò che colpisce di queste pagine e fin dal primo rapporto sul diritto all’autodeterminazione del popolo palestinese, presentato alle Nazioni Unite nell’autunno del 2022, è la profondità analitica affiancata a una fortissima passione civile, quella che l’autrice trasmette a chiunque la ascolti. Più le epoche storiche sono buie, più è essenziale avere dei punti di riferimento autorevoli. Francesca Albanese lo è diventata grazie al suo lavoro e al suo instancabile impegno.
Uno dei maggiori storici italiani del Novecento esplora il fenomeno della guerra: dal dominio della fanteria e degli scontri diretti nel mondo antico alla cavalleria medievale; dalla rivoluzione dell'artiglieria negli assedi e nei campi di battaglia alla costituzione di eserciti permanenti e centralizzati. Fino al Novecento, il secolo di Auschwitz e Hiroshima, con due conflitti mondiali seguiti dalla guerra fredda. L'analisi di Arsenio Frugoni, corredata da un ricco apparato iconografico, mostra come il fenomeno bellico rifletta le trasformazioni politiche, economiche e sociali delle diverse epoche. Un libro quanto mai contemporaneo: «Le guerre che recentemente si sono combattute, o che sono in corso, il continuo pericolo che la "coesistenza" di potenze dai diversi interessi e dalle contrastanti ideologie possa rompersi d'improvviso, sono realtà del tempo di "pace" che stiamo vivendo. Ma la realtà della guerra, così come la realtà della miseria, dell'ignoranza, dell'ingiustizia, non sono condizioni necessarie della società umana».
Da anni, in Italia, si discute su possibili interventi del legislatore in materia di fine vita. L’eutanasia e il suicidio assistito vengono rappresentati da coloro che ne reclamano la legalizzazione come atti di civiltà e di pietà nei confronti delle persone malate. Tuttavia, i dati provenienti dai Paesi dove queste pratiche sono state già introdotte restituiscono un quadro ben diverso, allarmante sotto il profilo della salvaguardia delle persone più fragili e vulnerabili. La stessa Corte costituzionale italiana, nel ribadire che lo Stato ha il dovere di tutelare la vita, ha sottolineato la necessità di contrastare le derive sociali e culturali che possano indurre le persone malate a scelte suicide, quelle medesime pressioni che sono una triste realtà nei Paesi che hanno riconosciuto nel proprio ordinamento il "diritto di morire". Dignità umana, solidarietà, libertà, diritto alla vita, autodeterminazione, cure palliative: sono le parole chiave di questo volume, nel quale il tema del fine vita è affrontato in tutta la sua complessità, attraverso contributi di agile lettura che consentono di approfondire la materia sotto il profilo giuridico, medico, etico e filosofico. Un volume che propone ai lettori un viaggio attraverso gli argomenti posti a fondamento delle istanze eutanasiche, per svelarne le contraddizioni e per ricordare l’enorme differenza che c’è fra l’accompagnare a morire e l’accompagnare nel morire.
La guida "Roma e il meglio del Lazio" è la pubblicazione storica del Gambero Rosso che da oltre trent'anni racconta i migliori sapori della città più bella del mondo (e della sua regione). Il volume racchiude un excursus sul meglio della ristorazione capitolina, con le recensioni di circa 1000 indirizzi tra ristoranti, trattorie, bistrot, wine bar, birrerie e pizzerie, insieme ai locali per una sosta informale o veloce, che copre l’intero arco della giornata. E inoltre i migliori cocktail bar, le pasticcerie, i caffè, le gelaterie, le pizzerie al taglio e le paninerie, per uno street food di qualità. La mappa si concentra su Roma, ma non mancano i dintorni, con i riflettori puntati sulle migliori insegne della regione. A corredo anche i più validi indirizzi per una spesa d’autore.
In questa ottava raccolta di sguardi sulla complessità dell’oggi - le guerre, le difficoltà del quotidiano, le paure e le speranze dei più giovani - don Mario Vatta torna a gettare una luce sul presente opaco che viviamo, condividendo con il lettore la sua determinazione a comprendere meglio ciò che accade e l’ostinata speranza che tempi nuovi e più giusti prevarranno. Don Mario ha vissuto quanto scrive. Parole come giustizia, accoglienza, sostegno e comprensione, così presenti negli articoli per il quotidiano "Il Piccolo" qui raccolti, declinano la dedizione concreta e costante che lo ha impegnato lungo tutto la vita. Sempre dalla parte di quel largo e composito universo di deprivati, emarginati e oppressi, in larghissima parte specchio di una giustizia mancata, che ama chiamare «la nostra (la sua) gente».