Il volume si propone come un percorso guidato alla scoperta dei luoghi e dei segni francescani a Venezia, con l’obiettivo di intrecciare storia, arte e spiritualità in una narrazione accessibile e coinvolgente. Attraverso un approccio che unisce la dimensione storica a quella esperienziale, la guida accompagna il lettore tra chiese, conventi, opere d’arte e testimonianze della presenza francescana, offrendo al contempo approfondimenti storico‑artistici e spirituali. L’opera intende valorizzare anche gli angoli meno conosciuti della città, proponendo itinerari alternativi ai percorsi turistici consueti, per favorire una conoscenza più autentica e contemplativa di Venezia.
Sacri, santi e inviolabili è un viaggio dentro la storia e l’identità dei Caminanti di Sicilia, una comunità nomade a lungo invisibile e fraintesa. È un libro anch’esso nomade, a metà strada tra ricerca storica, antropologia e letteratura di testimonianza. Qui non si racconta "dei Caminanti", ma "con i Caminanti": attraverso voci, ricordi e immagini che si intrecciano in un’unica narrazione corale. Fotografie in bianco e nero e parole di cento colori restituiscono i cardini della loro esistenza: la famiglia come nucleo vitale, il ruolo spesso silenzioso ma centrale delle donne, i mestieri tradizionali, il gergo segreto del baccagghiu, l’organizzazione sociale, la spiritualità. Un racconto che dai carretti di fine Ottocento arriva fino a TikTok e all’iperconnessione dei nostri giorni, mostrando come i Caminanti stanno rimodellando la propria fisionomia. Le storie, i ricordi, le aspirazioni, le trasformazioni di questa comunità misteriosa finiscono così per arricchire il racconto della Sicilia (e dell’Italia intera) di una voce che è quella di una popolazione rimasta finora ai margini. Mettersi in ascolto significa impedire che uomini, donne e bambini attraversino la storia senza essere riconosciuti, senza che la loro parola trovi spazio e durata.
La sofferenza psicologica non nasce solo nella mente, ma prende forma nel corpo e nelle relazioni. La Psicoterapia Integrata della Regolazione Emotiva e Psicosomatica (PIREP) nasce da questa prospettiva: un modello clinico che integra neuroscienze, teoria dell'attaccamento e psicodinamica per comprendere come i sistemi emotivi, corporei e relazionali possano perdere integrazione e generare disagio. Al centro del processo terapeutico non vi è soltanto l'interpretazione, ma la regolazione condivisa dell'esperienza: è nella relazione, attraverso segnali impliciti di sicurezza, che il paziente può tornare a sentire, pensare e abitare se stesso. Le tecniche di ristrutturazione cognitiva e gli interventi sulla mentalizzazione sono impiegati entro una cornice psicodinamica che valorizza l'intersoggettività, il transfert, l'alleanza e i processi profondi di integrazione degli stati del Sé, per favorire quello che si potrebbe definire un body-mind insight, una comprensione incarnata dei processi emotivi e somatici. Il volume offre una cornice teorica e operativa che connette regolazione autonomica e neurocezione, mentalizzazione e corpo, trauma evolutivo e funzionamento interpersonale, integrando processi bottom-up e top-down. Vengono inoltre presentati strumenti originali di valutazione - tra cui il PDI, il DIQ e l'ISS - che permettono una lettura integrata della disregolazione psicosomatica, della dissociazione dell'intimità e del Sabotatore Interno. La PIREP propone una ridefinizione radicale del lavoro clinico: non intervenire per "cambiare il paziente", ma creare le condizioni in cui il sistema possa ritrovare sicurezza, integrazione e nuove possibilità di connessione. La sicurezza non è un obiettivo della terapia: è la condizione da cui ogni cambiamento diventa possibile. Un testo rivolto a psicoterapeuti, clinici e studiosi interessati a un modello contemporaneo capace di unire corpo, mente e relazione in una prospettiva realmente integrata.
Ufficialmente nessuna enciclopedia o storia del cinema italiana riporta l’esistenza di opere di contenuto antisemita. La ricerca contenuta in questo volume, frutto di oltre quattro anni di lavoro, prova che fu prodotto un numero consistente di film, documentari e cinegiornali fin dal tempo del cinema muto alla caduta del fascismo. Gli intellettuali che le realizzarono si prestarono a farle sia per motivi commerciali sia per scopi ideologici di propaganda.
Persona: «Professore, posso chiederle una cosa al volo?» Linguista: «Certo, mi dica...» Persona: «Ma si deve dire è piovuto o ha piovuto?» Linguista: «Si può dire in tutti e due i modi.» Persona: «Ah.» Parole che cambiano d'uso e di significato, oscillazioni e incertezze nella grammatica, trappole dell'ineleganza e della ripetizione coatta. Derive che restringono l'uso della scrittura accurata, e mettono in pericolo la parola di buona qualità. Il braccio di ferro tra l'inglese e il nostro italiano, sempre più dominato dalla lingua globale ma anche capace di avvalersene a proprio vantaggio. Le responsabilità reali della lingua per gli atteggiamenti di discriminazione sessista o razzista, e quelle meno reali che le vengono a torto attribuite. L'inadeguatezza del mezzo scritto se si vuole dialogare davvero, e i danni concreti che le chat fanno alla comunicazione. Tutti questi fenomeni caratterizzano il momento della storia che stiamo vivendo. Forse mai prima di oggi la lingua è stata un terreno così fitto di incertezze. Lombardi Vallauri le prende in considerazione una per una, analizzandole con la perizia del linguista di professione e al tempo stesso suggerendo soluzioni realistiche da adottare nel nostro quotidiano.
Una biografia del servo di Dio cardinale van Thuan raccontata dalla sorella Élisabeth, con la collaborazione di padre Stefaan Lecleir, nel contesto della sua vita familiare, del sacerdozio e della vita in prigione. Il racconto si concentra in particolare sulla sua profonda vita spirituale, sulle grandi sofferenze durante i tredici anni di prigionia, sulla sua forte capacità di amicizia con i nemici e la profonda venerazione per Cristo nell'eucaristia. la vicenda umana e di fede del cardinale è ben documentata e include numerose testimonianze di quanti lo hanno conosciuto personalmente.
Il volume documenta per la prima volta la diffusione dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, nata a Milano nel 1921, nelle diocesi del meridione d’Italia. Già nei primi anni di vita l’Ateneo costituisce nel Sud, attraverso la Gioventù Femminile di Armida Barelli, la Giornata universitaria e l’Associazione Amici, una rete di sostegno che assicura un intenso legame con l’intero Paese. La ricerca ha interessato in particolare Basilicata, Calabria, Puglia, Sicilia e Sardegna. Vi hanno partecipato ricercatori locali e docenti di varie università, confermando la vocazione nazionale della Cattolica, riconosciuta come Ateneo dei cattolici italiani. Un compito che si realizza in vari modi: elaborando, accanto ai corsi curriculari, una cultura di riferimento per la vasta ed articolata realtà della cattolicità italiana e perseguendo una formazione piena e autentica della persona. Contribuire allo sviluppo intellettuale e morale di ogni studente significa, come scriveva Padre Gemelli, preparare una gioventù alla quale «è affidato il compito arduo di promuovere in se stessa e negli altri e quasi di sintetizzare nella propria azione lo sviluppo della vita nazionale». I saggi raccolti nella pubblicazione fanno emergere un panorama interessante della società e della sensibilità culturale delle regioni coinvolte e un’articolata rete di relazioni umane. Una rete di cui fanno parte anche gli studenti che, recatisi a studiare a Milano, una volta rientrati nei luoghi d’origine e divenuti professionisti stimati si sono posti al servizio dello sviluppo del territorio, impegnandosi anche sul piano amministrativo in numerose città. Nell’insieme le ricerche offrono un’immagine inedita della Cattolica, vista dalla "periferia" e un ricco spaccato della realtà culturale dell’Italia meridionale nei decenni centrali del Novecento, in cui si integrano le interessanti testimonianze di numerose figure in contatto con l’Ateneo e con il suo Rettore. Sono così offerti numerosi spunti e sollecitazioni per ulteriori approfondimenti. Prefazione di Elena Beccalli.
Capitano nella vita certi momenti in cui nel grigiore della quotidianità si apre uno squarcio inaspettato, un balenio di qualcosa che ci sorprende ma nello stesso tempo sentiamo familiare. Sdraiati in mezzo all’erba di un prato o davanti all’acqua ferma di un lago la mattina presto, per un attimo ci sembra di essere circondati da una vastità smisurata al di là di ogni percezione, eppure avvertiamo che è sempre esistita, solo non l’avevamo notata prima. E può capitare anche in certe situazioni di crisi o di sofferenza, così come nell’ordinarietà della giornata. Per un istante ci sentiamo vibranti e insieme tranquilli, consapevoli di un mistero e avvolti da un’epifania che ci acquieta. Capita anche ai bambini, veri maestri di stupore silenzioso. Questi momenti sono un assaggio di cosa sia la contemplazione. Uno stato non solo dei grandi mistici, ma alla portata di tutti. Proprio ad accompagnare sulla via della contemplazione chi ne sentiva il desiderio si è dedicato per gran parte della vita Franz Jalics, che in questo libro ci mostra il cammino da intraprendere in un modo preciso ma semplice, quasi da ‘eserciziario spirituale’, e soprattutto condividendo la sua esperienza personale. Un cammino fatto di fede, di filosofia, di meditazione della Scrittura, di preghiera, ma anche di vita attiva. Perché il lavoro spirituale riguarda il nostro essere più autentico, una specie di presentimento della nostra vera patria, e la contemplazione non va separata dalla vita quotidiana, che anzi inonda di luce.
Cento anni fa, nell’ambito dell’esperienza della Gioventù Femminile di Azione Cattolica Italiana, Armida Barelli presentava, sulle pagine della rivista «Fiamma Viva» nel numero di ottobre 1926, il valore della ricorrenza, evidenziando l’attualità del "Santo di Assisi". Lo faceva in un tempo che ha molti collegamenti con il nostro: tempo di lotte e di guerre, di divisioni e di paure, di grandi disuguaglianze economiche; tempo di sfide come quella posta da una rinnovata presenza delle donne nella chiesa e nel mondo, dall’esigenza di uno stile più fraterno nelle relazioni e nella partecipazione alla vita sociale e alla ricerca del bene comune. Armida Barelli sollecita altri come padre Agostino Gemelli, Maria Sticco, mons. Saverio Ritter, attraverso le pagine della rivista, a scrutare, con lo sguardo della fede, i segni dei tempi, i germi di futuro e di speranza che, testimoni come Francesco, sono capaci di ispirare e di sollecitare. Partendo dal testo di «Fiamma Viva» (che viene trascritto integralmente), ritroviamo così in filigrana suggestioni forti anche per il cammino di questo ottavo centenario del Transito di Francesco, che muore mostrando tutta la sua umanità che i testi agiografici non riescono a nascondere; muore, infatti, come un uomo che vuole vicino a sé le persone care, che ricorda i dolci di frate Jacopa, che non dimentica il suo legame con la madre Terra, che accoglie la morte come sorella. Come allora anche oggi questa lettura sull’attualità del messaggio di Francesco di Assisi è affidata a voci diverse, contemporanee e significative, che ci aiutano, da una parte a meglio conoscere la figura di Armida Barelli, ma spingono avanti anche la riflessione, perché questo centenario non sia solo uno sguardo al passato, ma tracci linee per il presente e il futuro.
La consapevolezza che la morte è inevitabile diventa per l'uomo necessità di dare comunque un senso alla vita, «sempre bella se la si pone in rapporto con l'esistenza, dall'inizio alla fine». I percorsi filosofici di Leopardi, Kierkegaard, Nietzsche, Heidegger e Bonhoeffer convergono nell'idea che esistere è più del semplice esserci. E' vita che aspira a essere più che vita: non immortalità o felicità eterna, ma orizzonte di significato capace di «rendere urgente ogni attimo». Se Socrate è stato il primo ad affermare che l'esistenza è irriducibile a cosa fra le cose, Gesù ha insegnato ad aprirsi a ciò che la eccede, a scoprirla capace di amare nonostante tutto e sempre di più. La fede cristiana offre allora un sostegno non soltanto per vivere nel tempo, ma per vivere il tempo, senza averne paura. Quest'opera postuma di Umberto Regina - scrive nella Prefazione Francesco Totaro - è «una valorizzazione appassionata dell'esistenza, da pensare e anzitutto da vivere nella sua dignità radicale, aperta al possibile e al dinamismo della propria realizzazione».
Negli ultimi tre decenni le scienze della vita hanno visto un’accelerazione straordinaria di conoscenze e di nuove tecniche. La biologia ci pone oggi domande filosofiche ed etiche inaggirabili, modificando profondamente le nostre idee sulla natura e sulla naturalità. In questo libro, Telmo Pievani - evoluzionista di fama internazionale, titolare della prima cattedra italiana di Filosofia delle scienze biologiche, saggista e comunicatore - fa il punto sui dibattiti più appassionanti che riguardano la storia naturale, la genetica, l’evoluzione umana, gli aggiornamenti della spiegazione darwiniana. Con un approccio pluralista e non riduzionista, vengono affrontate le grandi domande dell’evoluzione. Il programma di ricerca evoluzionistico si è, infatti, arricchito di scoperte formidabili che lo hanno aggiornato, integrato e rivisto: l’epigenetica; le simbiosi; il trasferimento genico orizzontale; il ruolo attivo dell’organismo; la plasticità; i vincoli di sviluppo; la selezione di gruppo; le interazioni fra evoluzione biologica e culturale. Scritto con piglio narrativo e senza tecnicismi, "L’albero della vita" si rivela una guida imprescindibile che affronta, tenendo uno sguardo lungo nel tempo e nello spazio, le grandi questioni del presente.
Tra XI e XII secolo, l’Europa latina cambia volto: la crescita economica e l’ascesa di nuovi gruppi sociali spingono verso la delimitazione puntuale di ruoli, poteri, competenze e verso l’espansione commerciale, militare e religiosa. Questo grande tema storico si riconosce in nove eventi e documenti - non tutti eclatanti e strettamente interconnessi - dell’anno 1087, un anno come tanti, poco ricorrente nei libri di storia. L’autorità papale - come definita dal cardinale Deusdedit - si pone alla guida dell’intera Cristianità saldandosi a un territorio e non più ai singoli titolari. Le incoronazioni di Corrado il Salico in Germania e di Guglielmo il Rosso in Inghilterra fissano i princìpi della monarchia elettiva e di quella ereditaria. Il Cristianesimo si radica in Scandinavia con la vittoria del cattolico Ingold sul pagano Sven. I Normanni invadono la Sicilia araba, mentre le navi pisane e genovesi espugnano il porto di Mahdia in Tunisia. La traslazione da Myra a Bari delle ossa di san Nicola ci parla della appropriazione latina di un culto greco ma anche di vivaci marinerie e scambi commerciali. E così l’atto che comprova la truffa del mercante veneziano Vitale Zopulo ai danni del ‘collega’ Domenico Juliano, presentati per nome e cognome secondo la tendenza a definire le identità individuali riconoscibile anche nella scherzosa Postilla amiatina.