C’è un testo nel Vangelo di Giovanni di fronte al quale è impossibile non commuoversi: è la vicenda del cieco nato (Gv 9). L’evangelista la costruisce come un processo penale in tre atti: l’inquisitoria, la citazione dei testimoni e l’udienza con relativa sentenza. L’imputato in queste pagine è Gesù: avrebbe infranto il riposo sabbatico e continuato a farsi «uguale a Dio», rischiando di autocondannarsi? A Gesù sta a cuore ridonare vita e agli altri? A chi giudica? E a chi legge? Il lettore, accogliendo queste pagine di spiritualità biblica come un itinerario di scoperta di Dio, può scegliere chi essere e da che parte stare nell’accogliere le logiche di Dio, spesso decisamente destabilizzanti.
Questa edizione del Codice di diritto canonico, a cura della Redazione di «Quaderni di diritto ecclesiale», presenta: il testo integrale - latino e italiano - del Codice, aggiornato al 31 maggio 2024, comprensivo della nuova edizione del Libro VI; i rimandi alle fonti dei singoli canoni; le interpretazioni autentiche; l'indicazione degli articoli dell'istruzione Dignitas connubii a lato dei canoni del Libro VII; in appendice: il testo del Libro VI abrogato. Il volume si affianca al Codice di diritto canonico commentato, sempre a cura della Redazione di «Quaderni di diritto ecclesiale». Edizione riveduta e aggiornata.
Data la progressiva diminuzione numerica dei sacerdoti, sono sempre più frequenti i casi di piccole comunità che non possono avere ogni domenica la celebrazione eucaristica. In questi casi, a determinate condizioni, è possibile tenere assemblee domenicali affidate a ministri designati. Questo sussidio, consegnato alla Chiesa piemontese ma utile a tutte le realtà locali, aiuta i responsabili di queste iniziative a celebrare il giorno del Signore nel modo più rispettoso e aderente alla situazione attuale. Il volume offre l’ampio documento con le indicazioni rituali per una corretta celebrazione, e dieci schemi celebrativi per tutti i tempi dell’anno liturgico. In appendice, il Direttorio della Congregazione per il culto divino sull’argomento, e un estratto dal documento “La celebrazione dei sacramenti. Orientamenti e norme”, della Conferenza Episcopale Piemontese.
La gioia non arriva a comando, ma possiamo certamente optare per essa, dato che abbiamo la facoltà di scegliere se essere costantemente assillati dai problemi di questo mondo oppure se, pur senza chiudere gli occhi davanti alle difficoltà, rivolgerci consapevolmente agli aspetti belli della vita: la bellezza della natura, la gratitudine per le persone che ci sono vicine, per la nostra famiglia, i nostri amici. Non possiamo sapere che cosa ci riserva il futuro, ma possiamo decidere se guardare la vita con lenti scure o attraverso quelle della gratitudine. Qualcosa per cui essere grati c’è sempre: la nostra vita, il fatto di essere diventati ciò che siamo attraverso mille difficoltà, il sorriso amichevole che qualcuno ci regala nella vita di tutti i giorni.
Cardine e fulcro dell'interpretazione cristiana della realtà non sono le istituzioni ecclesiastiche, le dottrine e le norme etiche, e nemmeno la Bibbia e i sacramenti, ma una figura storica, un uomo vissuto duemila anni fa: Gesù di Nazaret. In lui, come dice il dogma cristologico, Dio si è fatto uomo. Quest'idea, tuttavia, suscita molti interrogativi, non solo per gli uomini di oggi. Il presente saggio delinea la lotta della chiesa antica per formulare una più profonda comprensione dell'incarnazione e aiuta a coglierne la rilevanza attuale. L'esposizione offerta da Franz Dünzl dimostra in molti punti con quale perizia egli si sia mosso, pur nel quadro della storia della chiesa, esplorando questioni esistenziali. In quelle vicende si alternano tesi e antitesi, trionfo ed esilio, slancio e disfatta: ogni compromesso per il quale si è combattuto viene di lì a poco rimesso in discussione, richiedendo ulteriori approfondimenti. E questo rende plasticamente tangibile quale abisso intellettuale e spirituale ci sfidi ad affrontare la convinzione di fede che Dio si è fatto uomo.
Come entrare nel mistero della Trinità? In che modo questo cuore imperscrutabile della fede cristiana può illuminare l'esistenza di ogni persona? Come, infine, il mistero che è Dio può fare luce sull'enigma dell'essere umano? Emmanuel Durand, uno dei teologi contemporanei che hanno dato nuova ispirazione agli studi trinitari, ci offre qui la sua opera più rigorosa e pedagogicamente chiara per quanti vogliono accostarsi al Mistero che è il Dio di Gesù. Fra le grandi questioni che il domenicano francese affronta in modo semplice e preciso vi sono l'ambiguità di molte rappresentazioni della Trinità e il rapporto delicato fra il Dio dei cristiani e il Dio unico del giudaismo. Ma egli si dedica soprattutto alle implicazioni concrete della fede trinitaria - le sue "ricadute" etiche e politiche, potremmo dire - su quella comunità che è la chiesa, sulla nostra concezione (e la nostra pratica) dell'amore umano, sul nostro rapporto con l'altro e su altre dimensioni-chiave della vita. La Trinità cristiana, "sminuzzata" nelle sue risonanze più ampie e più attuali.
Origene, il grande Padre della Chiesa di lingua greca del III secolo, si sarà salvato oppure no? Il suo nome dovrebbe essere considerato tra i santi oppure tra gli eretici? Nel corso dei secoli questa domanda ha appassionato gli studiosi. Questo volume offre la traduzione italiana, accompagnata dal testo latino a fronte e da alcuni saggi di approfondimento, della Disputatio de salute Origenis, una grande apologia di Origene composta dall’umanista Giovanni Pico della Mirandola (1463-1494). Secondo la Disputatio de salute Origenis «è più ragionevole credere che Origene sia salvo piuttosto che dannato». Questo testo di Pico della Mirandola rappresenta una pietra miliare dell’umanesimo e, più in generale, della storia del pensiero, e anticipa i criteri esegetici con cui la critica moderna interpreta Origene.
Vacanze di Natale. Scuole chiuse. In un piccolo borgo i ragazzini si divertono con poco. Marco propone una gita al fiume con le biciclette. Quello che però doveva essere un pomeriggio spensierato si trasforma in tragedia. Andrea, il suo migliore amico, cade a terra e muore dopo aver battuto la testa. L'intera comunità piomba nel silenzio. Marco non esce più di casa se non per andare tutti i giorni al cimitero. Interrogativi, domande e perché senza risposta. Arrabbiato con Dio lo combatte in tutti i modi ma per delle vie misteriose, a distanza di due anni, Marco conosce un ragazzo speciale, Andrea e si ritroveranno dopo alcune vicende, la notte di Natale, ai piedi della mangiatoia contemplando Gesù Bambino e pregando insieme.
«È significativo che un laico affronti l'argomento delle virtù. Vuol dire forse che si avverte il bisogno di dire certe cose che probabilmente non sono sufficientemente considerate da chi si occupa della cura pastorale. Il tema delle virtù è un tema trasversale a tutta la Chiesa, cui nessuno si può sottrarre. In ogni caso già il fatto che il libro, curato con competenza, stia qui, merita una sincera stretta di mano a Lucchini. Pure il titolo scelto per questo testo è indicativo. È solo il battesimo che ci innesta nella vita di Dio, ci fa figli nel Figlio e ci abilita a vivere una vita nuova, da redenti, liberati da ogni timore». (Dalla Presentazione di Marko Ivan Rupnik)
Tre verbi, spesso utilizzati in successione dall'evangelista Luca, costituiscono il filo rosso di questo volume: ascoltare, custodire, realizzare. Li ritroviamo in particolare nella figura di Maria, che si chiede che senso abbiano le parole rivoltele dall'angelo dell'annunciazione, nei pastori, riferite al bambino appena nato, e al termine della parabola del seminatore. Attraverso la sua Lectio, padre Gargano invita a crescere nella conoscenza del testo, ricordando san Gregorio Magno («Le parole di Dio crescono con chi le frequenta con amore»), e a desiderare di essere tutt'uno con la parola del Vangelo. L'autentica Lectio divina, come insegnano i Padri della Chiesa, è quella che trasforma l'uomo al punto di divenire offerta agli altri come testo da leggere.
«L’incidenza della Legge circa lo svincolarsi della libertà dallo stato di mera potenzialità» e «il rapporto causale che intercorre tra due libertà situate a gradi diversi di attuazione» sono i due plessi vitali su cui Edda Ducci riflette nelle pagine di questo attualissimo libretto. Essi rappresentano «tratti di un lento camminare, in cui avvertire una crescente sensazione d’ignoranza, proporzionata all’approfondirsi e all’esistenzializzarsi dell’analisi». Il compito affinché ci si possa direzionare verso il cammino che porta alla Libertà, l’autrice lo delega all’educazione, ad una «forza debole», attraverso cui può passare l’umanazione e senza cui può dilagare la disumanazione. Sono pagine che non hanno la pretesa di essere esaustive, che non intendono essere il resoconto di un’indagine; pretendono molto meno, «essere un “brogliaccio” di future riflessioni per chi legge», come lo sono state per la stessa autrice. Il loro fine è quello di far sentire e comprendere come il limite sia essenziale ad ogni superamento, ad ogni ipotesi di trasgressione, ad ogni crescita del potenziale, di quel misterioso potenziale umano «dicibile come il diventare l’io che si è».
Il re Davide è tra i più famosi e affascinanti personaggi della Bibbia: l'arte, la letteratura e la cinematografia hanno trovato in lui una inesauribile fonte di ispirazione e hanno cercato di illustrarne la complessità: il coraggio del condottiero, l'astuzia del conquistatore di Gerusalemme, la saggezza del re, la poesia dell'autore di salmi e inni. Senza dimenticare gli elementi di debolezza, come nel caso dell'uccisione di Urìa a motivo della sua bella moglie Betsabea. Fratel Luca esplora in questo libro un altro aspetto del grande re d'Israele, il più importante anche se probabilmente il meno noto ai lettori: Davide è un uomo scelto da Dio perché è "secondo il suo cuore". E ciò che rende ancor più significativo questo titolo di merito è il fatto che non sia attribuito ad altri in tutte le Scritture. Se dunque Davide è secondo il cuore di Dio, allora conoscere Davide - è la tesi dell'Autore - ci avvicina al cuore stesso di Dio, ce ne fa conoscere e incontrare qualche tratto.