"Camilla: una ragazza bella! Bella esteriormente ma ancor più bella interiormente": così iniziava l’omelia del funerale di Camilla Cecconi, ragazza di 21 anni morta dopo essere stata investita (mentre si recava in chiesa per la Messa) da un’auto il 25 agosto 2024, studentessa di matematica al primo anno e catechista nella sua parrocchia. Un breve testo - scritto in occasione del primo anniversario della scomparsa - che non è una biografia, ma che parte da alcuni suoi appunti scritti dall’agosto 2023, in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù di Lisbona, all’agosto dell’anno successivo. Poche pagine che ci raccontano di Camilla la vitalità, la gioia, l’attenzione all’altro specialmente ai più "piccoli", la fede semplice ma forte di una ragazza dei nostri giorni che ha amato e che anche morendo ha seminato amore.
Questa è la storia vera di Maria Domenica, madre di nove figli, che ha scelto di affidare ogni passo della sua vita alla Provvidenza. Attraverso racconti semplici e profondi, l’autrice narra l’amore per il marito, la gioia della maternità, le prove della malattia e le luci della fede. Un’autobiografia che diventa testimonianza di speranza, dove ogni evento si trasforma in preghiera, e ogni pagina è attraversata dalla certezza che Dio è sempre presente, anche nei momenti più bui.
Ignazio di Loyola è stato senza dubbio un santo rivoluzionario, non solo per la creazione della Compagnia di Gesù che tanto influsso ha avuto nella Chiesa e nella politica, ma anche per l’elaborazione della pratica degli ‘esercizi spirituali’. In modo sorprendente per il tempo, Ignazio coinvolse le donne in questa pratica che conferì loro una consapevolezza di sé e un’autonomia impensabili nel Cinquecento. E fu proprio grazie alle donne ricche e potenti che si radunarono attorno a lui e che lo sostennero con grande forza agli inizi del suo percorso spirituale, che Ignazio riuscì ad aver accesso alle corti papali e imperiali che poi abbracciarono la sua proposta nel pieno della Controriforma. Eppure, lo stesso Ignazio finì per escluderle dall’istituzione che aveva fondato. Una scelta poco comprensibile visto che lo stesso papa Paolo III Farnese aveva inizialmente approvato l’ingresso femminile nella Compagnia, salvo poi, su insistente pressione di Ignazio, estrometterle ufficialmente nel giro di pochi mesi. Perché compie questa scelta? Questa domanda è il centro di una vera e appassionante indagine nella biografia del santo che apre scenari inediti e invita a riconsiderare non solo il passato, ma anche il futuro di una questione che continua a interrogare la Chiesa contemporanea.
Maria Maddalena Frescobaldi (sposata Capponi), dama di compagnia di due granduchesse e madre dello storico, pedagogista e statista Gino Capponi - antesignano dell’unità d’Italia e convinto europeo - è stata dichiarata venerabile da Papa Francesco il 14 marzo 2024. Vissuta in un periodo storico difficile, segnato da illuminismo, giansenismo, quietismo, Rivoluzione francese e invasione napoleonica, Maddalena fu interiormente colpita dalla situazione di sfruttamento della donna, in particolare della prostituta. Si adoperò instancabilmente per restituire alla figura femminile la sua bellezza e dignità originaria. Accolse giovani donne desiderose di cambiare vita e altre libere da esperienze negative, favorendo una comunione centrata sulla memoria della Passione di Cristo e di Maria, fonte di guarigione e riscatto. Dal suo coraggio e dalla sua fede sono sorte nella Chiesa le Suore Passioniste di San Paolo della Croce, che tuttora continuano la sua missione carismatica in 28 nazioni del mondo.
Queste pagine raccontano la riscoperta di un Amore, di un rapporto filiale tra una giovane donna e Dio Padre. Il luogo in cui si svolgono gli eventi non è uno qualsiasi, ma un posto molto speciale: Assisi. Come san Francesco, anche Fortuna conosceva il Signore per sentito dire, ma non ne aveva mai fatto un'esperienza autentica. Arrivata nella piccola città umbra viene a contatto con una realtà fatta di incontri, di parole ascoltate e meditate, di preghiera, di lacrime, di gioia. Con grande semplicità e un tocco di umorismo tipicamente napoletano, l'Autrice prende per mano il lettore e racconta come la Provvidenza abbia guidato ogni suo passo per condurla dalla "schiavitù dell'Egitto" a una terra dove "scorre latte e miele". L'intento di Fortuna è proprio quello di testimoniare come la potenza della Resurrezione è un dono che Dio vuole fare a ogni persona, in qualsiasi condizione si trovi: basta solo aprire il cuore e mettersi in ascolto.
Un medico, un missionario, un uomo coraggioso e mite, sostenuto da una fede incrollabile. Padre Giuseppe Ambrosoli aveva deciso da ragazzo che avrebbe vissuto da comboniano al servizio dei poveri e che per questo avrebbe lasciato il suo paese, Ronago (CO), gli affetti e l'azienda familiare. Destinazione: Uganda. Partito nel 1956 con la nave Africa, dopo un avventuroso percorso su una jeep in mezzo alla savana, trovò a Kalongo, ai piedi di quella che è chiamata la Montagna del Vento, un dispensario per la maternità, una piccola capanna con il tetto di paglia. Nel giro di pochi anni, grazie alla sua caparbietà, alla grande capacità di medico e sacerdote, allo spirito manageriale ereditato dalla famiglia, quel piccolo centro divenne un grande ospedale. Ma la guerra civile irrompe nella vita dell'ospedale, stravolgendola. L'ordine di evacuazione è perentorio e padre Giuseppe, costretto in sole 24 ore ad organizzare la carovana di pazienti, medici e infermieri, lascia Kalongo senza tornarvi mai più. Lui, medico al servizio dei più poveri, muore a Lira, isolata dalla guerra, senza la possibilità di essere curato. Tutto finito? No. L'ospedale di Kalongo, protetto dai suoi abitanti, dopo tre anni rinasce e prosegue la sua opera di cura dei più vulnerabili. Quella storia di dedizione al prossimo e caparbietà umana continua ancora oggi con la Fondazione voluta dalla famiglia Ambrosoli e dai missionari comboniani, che hanno raccolto l'eredità di padre Giuseppe per dare sostegno e continuità ad un miracolo d'amore. Como, Milano, Kalongo. Migliaia di chilometri di distanza, rumori e odori diversi, ricchezza e povertà. Ma padre Giuseppe e la sua opera hanno ridotto le distanze, unito l'Ospedale e la Fondazione, i medici ugandesi e i volontari italiani, il bisogno di ricevere e la voglia di dare. Premessa di Mario Calabresi. Prefazione del card. Gianfranco Ravasi.
Un libro pieno di speranza: la storia dei fratelli Gravina, tre vulcani della gioia. Affetti da una malattia invalidante affrontano morte chiamandola "la nostra festa".
Margaret Karram, presidente del Movimento dei Focolari dal febbraio 2021, affronta in queste pagine una delle sfide più urgenti del nostro tempo: ricostruire legami autentici tra le persone in un mondo segnato da conflitti, polarizzazione e individualismo. Occorre ridare nuovo senso al vivere insieme, rimettendo al centro il bene comune e la solidarietà, indispensabili per costruire un futuro di pace. Con la sua esperienza personale e quella di tanti uomini e donne che vivono la spiritualità dell’unità proposta da Chiara Lubich, l’autrice ci guida alla scoperta delle radici e delle possibilità di una società fondata sulla prossimità, sul dialogo e sulla fraternità. Con la prefazione del Card. Pierbattista Pizzaballa.
In occasione dei 130 anni dalla costituzione della Federazione della Cooperazione Trentina, la Fondazione don Lorenzo Guetti, istituita nel 2012 per volontà della Provincia autonoma di Trento, della Comunità di valle delle Giudicarie, dei Comuni delle Giudicarie Esteriori e della Cooperazione trentina, propone al lettore una selezione di pensieri tratti dalle opere di Guetti. In poco più di vent’anni, dal 1878 al 1898, don Lorenzo, instancabile innovatore sociale, diede alle stampe più di 500 saggi, articoli, corrispondenze pubblicate sui principali organi di stampa locali. I suoi pensieri, qui condensati, trattano di cooperazione, ma anche di agricoltura, turismo, emigrazione, politica e bene comune.
Questo libro si distingue per la sua capacità di restituire la figura di don Oreste Benzi in tutta la sua vitalità, attraverso un dialogo vivido e personale che ne fa emergere l'umanità, il carisma e la forza profetica. Il testo, scritto con uno stile diretto e coinvolgente, accompagna il lettore in un viaggio intimo traricordi, aneddoti e riflessioni, offrendo uno sguardo autentico sulla vita del sacerdote dalla "tonaca lisa" che ha saputo rivoluzionare il concetto di accoglienza e giustizia sociale. Attraversoepisodi inediti e testimonianze dirette, il libro diventa non solo un racconto biografico, ma anche unprezioso strumento di riflessione sui temi dell'inclusione, della fede vissuta e dell'impegno civile. Pensato per un pubblico ampio e trasversale - dagli operatori pastorali agli educatori, dai ricercatori spirituali agli appassionati di storie di vita vera - questo volume si propone come una lettura capace di ispirare, interrogare e lasciare il segno.
024858. Per lo Stato comunista, don Titus Zeman non è più un uomo.
È solo un numero.
Per Dio, invece, resta un sacerdote, un testimone, una stella che continua a brillare anche quando per il mondo sembra spezzata. Arrestato, torturato e condannato per aver aiutato giovani seminaristi a fuggire oltre il confine, Titus affronta la prigionia con la sola forza della fede. Nelle celle gelide, tra silenzi e umiliazioni, impara che la vera libertà non è quella esterna, ma quella che nasce da un cuore fedele fino alla fine. La stella spezzata è un romanzo ispirato a una storia vera: la vita di un sacerdote slovacco che ha sfidato il regime per amore di Dio e della sua vocazione.
Un racconto intenso, dove la luce della speranza attraversa le tenebre della persecuzione e ci ricorda che nessun potere può imprigionare lo spirito di chi crede davvero.
Adèle Dani, pseudonimo di Elena Maria Palatini, è nata nel 1959 a San Vito di Cadore, dove vive. Laureata in tedesco, ha insegnato a lungo in scuole di vario ordine e grado e da alcuni anni traduce libri per ragazzi e articoli per riviste cattoliche.
Nel settembre 2020, la facoltà di teologia di Lugano (Svizzera) ha ospitato un simposio internazionale in occasione del centesimo anniversario della nascita di Leo Scheffczyk (1920-2005), nominato cardinale da san Giovanni Paolo II per i suoi meriti teologici. Scheffczyk ha sviluppato una profonda sintesi della fede cattolica. Allo stesso tempo, era aperto alle molteplici esperienze che possono avvicinarci al mistero di Dio. Dopo una discussione sistematica del tema della "esperienza" (tra scienze naturali, filosofia e teologia), il volume offre vari contributi al dialogo del cardinale con teologi contemporanei, partendo dal Concilio Vaticano II (tra i quali Karl Rahner, Edward Schillebeeckx, Leonardo Boff, Joseph Ratzinger e Hans Urs von Balthasar). La parte seguente si dedica all'importanza e all'esperienza della grazia. Altri temi riguardano il realismo salvifico, lo sviluppo dei dogmi, il principio di 'et-et' e l'essere cattolico nel contesto della globalizzazione.