Prezioso volume che dimostra il valore dell'influsso dei Francescani nella formazione e della diffusione del Messale Romano nel XIII secolo. L'edizione semi-critica del Missale Franciscanum Regulae e fondamentale per la storia del Messale Romano e per il francescanesimo L'opera presenta il contenuto di un codice liturgico francescano che risale al 1200. Con l'edizione semicritica del manoscritto del Missale Franciscanum Regulae, conservato nella Biblioteca Nazionale di Napoli, l'autore offre la trascrizione completa del testo, introdotta da uno studio storico-critico che ne contestualizza la collocazione storica e il valore liturgico. La presente edizione costituisce un ulteriore elemento per evidenziare, tra l'altro, l'influsso dei Francescani nella formazione e diffusione del Missale del Medioevo.
Le Metamorfosi del poeta romano Ovidio sono tra le opere fondamentali della cultura classica e sono state definite nel XVII secolo una vera e propria "Bibbia per gli artisti". Il celebre poema epico intreccia racconti che vanno dal caos originario alla nascita del cosmo, popolati da divinità, eroi e mortali e segnati da continue trasformazioni che hanno dato forma alla mitologia occidentale. Nel corso dei secoli questi miti, ricchi di passione, gelosia, desiderio e inganno, hanno ispirato generazioni di artisti e continuano ancora oggi ad alimentare l'immaginario contemporaneo. Pubblicato in occasione della mostra "Metamorfosi. Ovidio e le arti" alla Galleria Borghese di Roma, il catalogo esplora l'influenza delle Metamorfosi sulle arti visive dall'antichità ai giorni nostri. Sculture di Cellini, Bernini, Rodin e Bourgeois dialogano con dipinti di Tiziano, Correggio, Caravaggio e Rubens, restituendo la straordinaria fortuna figurativa dei miti ovidiani attraverso epoche, linguaggi e sensibilità differenti. Riccamente illustrato e corredato dai saggi di Francesca Cappelletti, Claudia Cieri Via, Bart Ramakers, Frits Scholten e Lucia Simonato, il volume offre una lettura approfondita del rapporto tra mito e arte, mostrando come i racconti di Ovidio continuino a parlare con forza alla nostra immaginazione e alla cultura visiva occidentale.
Stuzzicare l'interesse di chi non crede portandolo a ragionare su un mondo a lui ignoto ma per nulla assurdo, ed esporre serenamente a chi crede un tema spesso trascurato o snobbato da certa teologia e predicazione che impone così alla fede cristiana una deriva intellettualistica e moralistica: ecco i due fini di queste pagine. La morte del diavolo accompagna, accelera o addirittura precede la morte di Dio. Il nostro modesto ragionare tratteggia una figura molto simile a quella della copertina: un soggetto personale davvero esistente, potente, inquietante, astuto, che osserva attentamente l'uomo per trascinarlo nel suo regno di malvagità e di orgogliosa solitudine. Un soggetto, tuttavia, che non merita di essere assecondato e, ancora meno, celebrato: il suo sguardo, per quanto ostile, punta intimorito e rassegnato verso l'alto e lascia trasparire la consapevolezza della creatura decaduta, ormai perdente e vinta, sapendo che gli resta poco tempo (Apocalisse 12,12).
Le più belle avventure dell'Iliade narrate da una mamma ai suoi figli. Le grandi gesta di Achille, Agamennone, Paride e tanti altri eroi, i capricci degli dèi che stabiliscono il destino degli uomini, una città in fiamme, dee affascinanti e astute. Tutta l'avventura dell'Iliade in un classico che ha accompagnato generazioni di lettori. Età di lettura: da 8 anni.
Che cos'è la Qabbalà? Rispondere è complesso: il termine si riferisce a un vasto panorama di speculazioni dottrinali, pratiche liturgiche e strutture spirituali che sfuggono a qualsiasi definizione univoca. Ma è partendo da quest'interrogativo che nel volume prende avvio un percorso alla scoperta di una dottrina assai variegata, frutto dell'adattamento di materiali antichissimi a situazioni sociali in costante evoluzione. Un itinerario nello spazio e nel tempo che privilegia il ruolo svolto dalla nostra penisola nella diffusione della sapienza ebraica segreta e nello sviluppo delle sue diramazioni cristiane.
Nell’epoca in cui tutto è diventato user-friendly, quella della fede rimane un’avventura impegnativa e per questo degna della libertà. La prosa cristiana - comprensibilmente, in un tempo complesso come il nostro - ha preferito tacere il tema e rassicurare tutti: una certa retorica, poco accorta, rischia però di banalizzare l’insegnamento esigente di Gesù. Questo libro non offre soluzioni, ma è un invito a riscoprire la bellezza e i pericoli del cristianesimo. Forse, così, smetteremo di pensare che credere in Dio, una delle questioni che ha impegnato l’umanità per millenni, significhi confrontarsi con orizzonti di piccolo cabotaggio. Occorre piuttosto esporsi alle radicali domande che il vangelo pone al nostro modo di stare al mondo. Di attraversare i pericoli del cristianesimo ne vale senz’altro la pena: quando ci si cimenta con il difficile, la vita è sottratta alla legge della necessità e dischiude l’incanto che custodisce sotto la sua dura scorza.
Per mezzo secolo l’Occidente ha basato la sua crescita economica su settori immateriali come servizi, finanza, proprietà intellettuale, economia della conoscenza. Non era sbagliato, ma dalla pandemia agli odierni conflitti, le tensioni globali ci costringono a rivedere quella certezza: l’economia immateriale poggia su risorse concrete, in molti casi rare e concentrate. Dall’intelligenza artificiale alle reti, dalla transizione verde alle «catene» delle materie prime, ciò che sembrava incorporeo rivela radici profondamente materiali. Non siamo passati «dagli atomi ai bit», siamo in un mondo che ha bisogno di entrambi, simultaneamente e in misura crescente. La poliedrica analisi contenuta nel volume suggerisce una rotta per orientarsi.
Alla fine del IV secolo, Girolamo decise di tradurre l'Antico Testamento in latino dai manoscritti ebraici a lui disponibili, e non dal testo greco "tradizionale". Questo fatto provocò la reazione di Agostino, il quale riteneva che la traduzione greca della Settanta dovesse essere il punto di partenza per ogni traduzione, poiché godeva dell'autorità degli apostoli. Le due grandi figure dell'Occidente latino si confrontarono in un dibattito dialettico in cui si delineavano chiaramente i due principi in tensione che hanno determinato l'accoglienza del testo biblico fino ai nostri tempi: il valore del testo "originale" ('hebraica veritas') e l'autorità del testo recepito dalla Chiesa ('Septuaginta auctoritas'). Di fronte a questa "battaglia" si pongono alcune questioni molto attuali: è possibile parlare di un testo canonico dell'Antico Testamento? In quale lingua si trova quel testo? Su quale testo dovrebbero basarsi le nostre traduzioni liturgiche? Esiste un testo "originale" della Bibbia? Può una versione antica diventare superiore al testo che traduce? Qual è il valore della Settanta?
In questo primo romanzo della trilogia di Tolkien, il lettore conosce gli Hobbit, minuscoli esseri saggi e longevi che vivono in un idilliaco paesino agricolo. La piccola comunità è turbata dal destino quando il giovane Frodo, convinto dal misterioso stregono Gandalf, è costretto a partire per Mordor, il paese delle tenebre, per distruggere il terribile Anello del Potere, giunto nelle sue mani per una serie di incredibili circostanze. Un gruppo di Hobbit lo accompagna e, strada facendo, si associano alla compagnia Elfi, Nani e Uomini, anch'essi legati al destino di Frodo. Le tappe del cammino li conducono attraverso molte esperienze, finché la scomparsa di Gandalf, trascinato negli abissi da un'orrenda creatura, li lascia senza guida.
«Credo che la Chiesa abbia bisogno di esplorare nuove strade per essere più inclusiva e accogliente nei confronti di coloro che hanno bisogno di riscoprire o trovare la fede. Così questo libro è per me un nuovo tentativo di costruire un ponte di speranza, di portare Dio nella vita di tutti.» Dopo aver raggiunto una certa popolarità sui social network grazie alle sue poesie e alle battaglie in difesa degli animali, don Cosimo Schena ha iniziato a ricevere migliaia di messaggi da tutta Italia, un'ondata di richieste di aiuto, di un consiglio, o meri sfoghi di persone che in lui hanno visto qualcuno capace di ascoltare e capire, senza giudicare. E don Cosimo ha risposto a tutti, nessuno escluso, offrendo una via semplice ed efficace per ritrovare la serenità: interpretare la vita, tanto gli eventi lieti quanto quelli tragici, alla luce della Bibbia, per trarne il buono e riscoprire il bello dell'esistenza. È da quei messaggi, alcuni raccolti in queste pagine, che è nato il libro che avete tra le mani: non un manuale di self-help, ma una «messa tascabile» da portare con sé e in cui trovare conforto e comprensione, nel quale l'autore ha racchiuso una serie di consigli evangelici pratici per superare le difficoltà e ricominciare ad apprezzare il proprio presente, con le sue sfide ma anche con i momenti felici che spesso diamo per scontati. Interagendo con gli utenti, don Cosimo si è reso conto con stupore di quante persone siano alla ricerca di Dio, soprattutto quelle più lontane dalla Chiesa: questo libro, come il mezzo social, è per lui un ponte, il tentativo di tendere una mano verso chi è in difficoltà e dirgli che non è solo, che per tutti la fede può aprire le porte di un posto dove sentirsi a casa.