Quale percezione abbiamo del mistero che viviamo nell'Eucarestia domenicale? L'Eucarestia è il vero gesto rivoluzionario che Gesù ha compiuto e lasciato alla sua Chiesa. In essa Egli ci mostra il volto di un Dio paradossale, la cui qualità non è l'onnipotenza, ma l'amore. Questo libro è una riflessione sul senso della celebrazione eucaristica, un aiuto a far scaturire e rimbalzare questo dono immenso attraverso una verifica da condurre con l'aiuto di domande a cui rispondere alla fine di ogni capitolo.
É necessario riscoprire il ruolo del dialogo nella Chiesa, nella società e nella politica. Dialogare é un gesto essenziale dell'interazione umana e della trasformazione sociale. Esso non si esaurisce nella comunicazione intima o nello scambio tra persone affini. Lo stile dialogico di Gesù continua a ispirare azioni e conversazioni popolari mettendoli sotto il segno della misericordia e della partecipazione. Occorre dilatare il dialogo per avviare processi di riforma ecclesiale. Bisogna incoraggiare le pratiche di rinnovamento sociale per edificare città più giuste, eque e solidali.
Rivolto ai bambini dell'età prescolare, il libro rimette al centro dell'attenzione il vero Natale. Attraverso semplici attività manuali come colorare figure e attaccare adesivi, il bambino ripercorre gli avvenimenti del tempo della nascita di Gesù. Con sticker adesivi per ricostruire il presepe. Età di lettura: da 4 anni.
Il gioco consiste nel trovare le doppie carte, sul sistema del conosciuto gioco di memory, trovando anche le differenze che ci sono tra le 2 carte. Un altro modo di giocare è simile al gioco dell'Uomo nero o dell'Asino. A turno ognuno prende una carta, senza vederla, dal giocatore alla sua sinistra: se la carta forma una coppia con un'altra già in suo possesso le scarta entrambe. Vince chi resta senza carte in mano. Perde chi resta con la carta Pietro in mano. Allegato il libretto con consigli sul galateo.
Pane Quotidiano accompagnerà i tuoi momenti di preghiera e i commenti alla Parola tratti dagli scritti e dalle meditazioni di don Oreste ti offriranno spunti per la riflessione e per la meditazione.
Una rilettura del Vangelo di Marco, con gli occhi non dello studioso ma del contemplativo che si chiede: «Gesù, cosa hai provato quando ti sei trovato in questa situazione?». Pagina dopo pagina il lettore viene coinvolto in questo percorso, come se fosse lui stesso a chiedere a Gesù, vivo oggi, di aprirgli il suo cuore e di svelargli i suoi sentimenti.
Nelle parole di Julián Carrón un contributo alla giornata mondiale del 14 maggio 2020 voluta da papa Francesco e che avrà come tema “ricostruire il patto educativo globale”. «l’educazione è dare il senso della vita, non è una parola, è un’esperienza. Il problema dell’educazione riguarda innanzitutto noi adulti, perché da noi dipende la possibilità che i giovani, i nostri giovani, possano incontrare una strada per il loro cammino. E una strada umana, non è un insieme di discorsi e di parole, di istruzioni per l’uso, ma una vita che si comunica con ragioni adeguate… educa non chi fa propaganda, ma chi si impegna a suscitare qualcosa che è nei ragazzi e ne mette in moto la libertà».
Il libro che tutti i parrocchiani dovrebbero regalare ai loro parroci
Con l’ironia e la profonda sensibilità che lo contraddistinguono, ecco Curtaz con due libri gemelli che raccontano cosa significhi essere parte di una parrocchia oggi, mettendosi contemporaneamente nei panni dei parroci e dei parrocchiani, rendendo possibile uno sguardo a 360 gradi su un rapporto unico e sfaccettato.
Far parte di una parrocchia oggi è una cosa complessa. E lo si sa. Curtaz, che da decenni frequenta e conosce varie comunità in tutta Italia, prova a scrivere in “Pastori”, con il suo linguaggio che qui è davvero senza peli sulla lingua, una sorta di “teologia pastorale” per il prete nel mondo (e nella Chiesa) di oggi, alla ricerca delle origini di quella che è chiamata vocazione e alla ricerca di un senso per il lavoro quotidiano di molti pastori che devono confrontarsi con una società per la quale fede e morale sono degli “accidenti”.
Il ribaltamento di prospettiva avviene in “Pecore”: per un membro di una parrocchia il percorso di Fede può rivelarsi complesso, in quanto viviamo tempi di grandi cambiamenti e radicali trasformazioni. Il mondo e la Chiesa in cui siamo cresciuti sono in evoluzione e, spesso, troppo spesso, l’esperienza di fede che abbiamo vissuto in un determinato con-testo non è più significativa per le persone che oggi abbiamo attorno, spingendoci a riflettere su chi finora abbia occupato le chiese e le parrocchie per poi abbandonarle.
Che si metta nei panni del parroco o del parrocchiano, Paolo Curtaz affronta in profondità i grandi temi da cui dipende il futuro della nostra fede, sempre con lo stile provocatorio e diretto che lo caratterizza.
Secondo la fede cristiana, Dio è Amore: ma come è possibile crederci davanti al dolore del mondo?
Una frase del Vangelo, pronunciata da Gesù poco prima di morire, “Dio mio.
Dio mio, perché mi hai abbandonato?” e lo spunto e il viatico di Coriasco per leggere, da un’originale prospettiva agnostica, il grande mistero di Dio € uno dei passaggi nevralgici del Cristianesimo.
A mezza via tra il saggio teo-filosofico,il pastiche e il racconto autobiografico, nelle pagine s'incrociano il sacro e il profano, la mistica e la cronaca, virgolettati autorevoli e le digressioni spicciole dell’autore, un agnostico travagliato, anomalo, bisognoso d interrogare e d’interrogarsi. Temi altissimi e talvolta complessi, ma offerti al lettore — credente o meno che sia — con un approccio diverso da quello dei trattati teologici e con uno stile sempre divulgativo e leggero: alla ricerca ci nuove ipotesi di dialogo e di fraternità credenti e non credenti: le stesse suggerite all'autore dalle sue personali frequentazioni con Chiara Lubich e la beata Chiara Badano.
Il risultato è un’indagine appassionata e stimolante sui rapporti tra fede e ragione, religiosità e ateismo, storia e teologia: un viaggio nell’intimo di citazioni - dai Padri della Chiesa a Papa Francesco, da Pascal a Simone Weil, da Einstein a Charlie Brown - , alla ricerca di un senso meno effimero del vivere e di nuove risposte alle eterne domande umane: “Chi siamo, da dove veniamo, e dove stiamo andando?”.
«La immagino, metaforicamente, come la pioggia, le cui gocce possono cadere con leggerezza, oppure trasformarsi in piccole bombe d'acqua e inondare, abbattere dighe. Tuttavia, così come le prime gocce di pioggia ci avvertono del possibile precipitare del tempo, così l'ansia suona un primo "campanello" che ci mette in allerta e attiva le nostre risorse, a protezione di noi stessi e degli altri».
Coinvolge tutti i genitori e li accompagna in tutte le sfide di crescita dei loro ragazzi: l'ansia è un'esperienza universale e trasversale che lambisce ogni età, affolla i pensieri, attraversa normalità e patologia. Nel tempo ciclico di una famiglia, l'ansia assume diverse tonalità e scaturisce proprio dagli effetti della crescita dei figli, delle dinamiche di coppia, della maggiore o minore permeabilità di una famiglia al discorso e agli eventi sociali.
Un libro come un compagno di viaggio, una raccolta di preziose riflessioni per comprendere questa "presa sull'anima" e viverla non come un fardello ma come una mappa nell'impegnativo ma anche straordinario cammino di madri e padri.
La teologia di cui qui si parla è la teologia cattolica: ovvero lo studio del mistero di Dio che trae la sua originaria e originale ispirazione da quel rabbino itinerante che è stato Gesù di Nazareth. Ebbene, proprio da lui la teologia parte e riparte, ogni volta, lungo la storia. Per questo, quando è altezza della sua missione, la teologia intrattiene profondi rapporti con le dinamiche della cultura al cui interno essa si realizza, apprendendone la “lingua”. solo così potrà parlare “di Gesù” e “a partire da Gesù” agli uomini e alle donne che ha concretamente davanti. Ed è stato proprio questo il gigantesco lavoro di mente e di cuore realizzato da teologi come origene, Agostino, Anselmo, Tommaso, Newman, de Lubac, Rahner, von Balthasar, Ratzinger, Kasper, Sequestri, Salmann, Theobald, per citare solo alcuni dei teologi più importanti presentati nel volume. Il saggio intende quindi illustrare la struttura che governa collaborazione del sapere teologico e tratteggiare i modi in cui esso, nel corso dei secoli, abbia saputo declinarsi in sapiente consonanza con il cambiare dei tempi e soprattutto con la mutazione dei desideri profondi degli uomini e delle donne appartenenti alle differenti generazioni che dall’inizio dell'era cristiana abitano la terra. Ed è così che, alla fine del breve ma inteso viaggio che queste pagine propongono, anche il lettore potrà dire: «evviva la teologia!».
L’autore affronta il tema della fragilità in chiave biblica, da genesi ad apocalisse, passando per i salmi e Paolo. La riflessione sfocia in un invito a riappropriarsi del senso della fragilità della vita, senza la quale non ci sarebbe nemmeno la libertà umana. Questa fragilità, che tanto infastidisce in quanto Tange continuamente tutti con aspetti di vario genere, sia umani che cosmici, in realtà è la con di ti o sine qua non per vivere un’esperienza di libertà, dove non si è automi, predeterminati solo a fare il bene, ma soggetti che, nell’ambito della storia, possono scegliere di vivere con creatività, con sentimento, con fantasia. Pensato e composto prima della diffusione del coronavirus, aiuta a individuare percorsi di salvezza anche in mezzo a situazioni negative.