Matrimonio e verginità sono differenti narrazioni dell'amore cristiano, due diversi modi di amare che coesistono l'uno in funzione dell'altro. Partendo da questo assunto, don Aristide Fumagalli indaga, dal punto di vista etico e psicologico, su quali siano le forme sane della relazione femminile nel celibato maschile, spesso identificato con quello presbiterale, che in realtà nella storia ha trovato varie forme di espressione.
Un percorso di riflessione e approfondimento per il nuovo anno pastorale con riflessioni per la condivisione e la crescita delle fraternità presbiterali. Percorsi di ascolto, approfondimento, confronto e studio personale tra presbiteri.
Il volume - supervisionato dal Vicepostulatore della causa di Canonizzazione della Beata Speranza di Gesù, padre Massimo Tofani, fam - traccia, in modo agile e coinvolgente, un ritratto a tutto tondo della beata Madre Speranza: ripercorre la sua vita, le sue esperienze mistiche per concentrarsi infine sulla sua Opera: il Santuario dell'Amore Misericordioso. «La vita di Madre Speranza è stata una continua unione con il "Buon Gesù". Unita a lui ha dato vita a due Congregazioni Religiose, alla costruzione di collegi per l'educazione della gioventù più povera, case per la cura dei malati e infine l'opera più grande: il Santuario dell'Amore Misericordioso» (padre Massimo Tofani, fam, dalla Prefazione). A noi e al nostro tempo, spesso preda della disperazione, la beata Madre Speranza di Gesù insegna a vedere luce dentro ogni tenebra. Ci ricorda che siamo figli amati; ci fa presente il vero volto di Dio che è Amore Misericordioso.
La vita consacrata ha iniziato la sua corsa agli albori del cristianesimo. Oggi è opportuno domandarsi se sta correndo nella direzione giusta, per servire la Chiesa, vivere per l'umanità, cercare vie nuove per l'annuncio del Vangelo. Chissà che anche per terzo millennio lo Spirito Santo non stia disegnando qualcosa di nuovo per la vita consacrata. Lungo la stori: della Chiesa ha mostrato di saperlo fare con molta creatività, spalancando sempre nuovi orizzonti. Parlare di futuro della vita consacrata allora non è un azzardo, non è un' operazione di futurologia. Ci si può interrogare su come, oggi, vivere i valori fondamentali che sono all'origine della vita consacrata, in modo da affrontare le sfide del presente e del futuro, e cercare di cogliere alcuni indizi che lasciano intravedere le piste che si si possono percorrere. Così, dopo una parte analitica che considera la situazione, la crisi numerica e anche qualitativa della vita consacrata, dopo l'analisi dei documenti del Concilio Vaticano II e del ricco magistero successivo fino ai nostri giorni; il libro lascia intravedere il kairos di un nuovo inizio, e la prospettiva profetica di camminare verso una nuova sintesi, vitale ed esigente, per la vita consacrata del nostro tempo.
Questo volume è un contributo fondamentale nella promozione di una cultura della tutela e prevenzione degli abusi nella Chiesa, con un focus particolare sulla formazione di consacrati e sacerdoti. Il libro raccoglie riflessioni interdisciplinari, testimonianze e strumenti operativi offerti durante incontri organizzati da USMI, CISM e il Servizio Nazionale per la Tutela dei Minori della CEI. Attraverso temi come l'abuso di potere sessuale, spirituale e di coscienza, il volume invita a un approccio integrale che unisce ascolto, giustizia e prevenzione, promuovendo un ambiente formativo sicuro. Le esperienze raccolte offrono percorsi di guarigione, sensibilizzazione e conversione per costruire comunità più responsabili e rispettose della dignità di ogni persona.
Una riflessione teologico-spirituale sul futuro della vita consacrata, che - secondo l'Autore - sta nella capacità di non lasciarsi trascinare dalla logica del "mondo" e nella volontà di essere fratelli e sorelle di coloro che vivono il travaglio di questo mondo sofferente e inquieto, afflitto dalla povertà e dalla fragilità. Per riuscire in questa missione, è però necessario "ritrovare" quel chiostro che forse era stato "perduto", ovvero riscoprire e dare forma al «bisogno, comunque ritornante nella persona umana, in forma segreta o manifesta, esplicita o implicita, a volte perfino mascherata, di ritrovare la dimensione verticale che tutti ci costituisce» (dalla prefazione del card. Marcello Semeraro).
Il 2024 si colloca al centro di celebrazioni francescane in ricorrenze di ottavi centenari: il 2019 l'incontro di Francesco con il Sultano Melek-el-Kamil, il 2021 la redazione della Regola non bollata, il 2023 l'iniziativa del Presepio a Greccio, il 2025 verrà ricordato il Cantico delle Creature, il 2026 la morte di San Francesco, il 2028 la canonizzazione del Poverello. Dunque l'anno 2024, VIII Centenario della Stimmatizzazione di San Francesco a La Verna sembra il fulcro interpretativo della sua vicenda umana e cristiana. L'evento fu fedelmente annotato dai biografi contemporanei, qualcuno pure testimone delle ferite sul corpo del santo dopo la morte, e variamente interpretato da teologi come San Bonaventura o autori francescani. In tutti si riscontra un accordo: esso ebbe caratteristiche uniche (le mantiene fin ad oggi), fu il primo tramandato nella storia della Chiesa ed è mistero. Il presente studio ha voluto rispondere ad alcune domande rimaste sospese, cercare di capire il contenuto e il messaggio del "mistero di La Verna".
Nel 1688 vede la luce a Venezia una rara edizione delle Estasi maddaleniane dal titolo "La Vita e Ratti di S. Maria Maddalena de' Pazzi", oggetto della presente ricerca. Edito da un curatore anonimo, che ha accesso ai manoscritti custoditi nel monastero fiorentino di Santa Maria degli Angeli, luogo di vita della Santa, l'importante volume offre, dopo la biografia di Vincenzo Puccini del 1609, una nuovo e più ampio canone dell'esperienza mistica maddaleniana.
Questo testo si può definire una guida indispensabile e preziosa per ogni carmelitano secolare scalzo.