Alcune delle più belle riflessioni del Papa emerito Benedetto XVI sul tempo più forte dell'anno liturgico, sulla penitenza e sul sacramento della riconciliazione.
El libro litúrgico es esencial para el estudio de la liturgia. Con esta denominación se entienden dos tipologías de textos: en primer lugar, están los libros escritos íntegramente para su uso en el culto público o redactados para su organización, es decir, composiciones para la celebración o instrucciones prácticas para que esta se desarrolle; en segundo lugar, está aquella categoría de libros litúrgicos que no están compuestos para los fines descritos, contienen instrucciones litúrgicas, pero no han sido compuestos para su uso directo en el culto. En ellos se encuentran las fórmulas y los ritos que constituyen la liturgia. La intención de este volumen es proporcionar al lector una primera herramienta de acceso a las fuentes de la liturgia latina, en la forma que más tarde se establecerá como «romana». No faltan publicaciones sobre el tema, pero, como se ha elegido en el título, la presente obra ha pretendido y seguirá siendo una introducción para que los estudiosos de la liturgia y los estudiantes que inician su andadura académica por los caminos de la scientia liturgica puedan utilizar el texto para dar sus primeros pasos en la investigación y, a través de la bibliografía, encontrar fácilmente material para su estudio posterior.
Com'era la Pasqua al tempo di Gesù? Quali erano le speranze ebraiche per il Messia? Qual era lo scopo di Gesù nell'istituire l'Eucaristia durante la festa di Pasqua? E, soprattutto, cosa intendeva Gesù quando disse: «Questo è il mio corpo... Questo è il mio sangue»? Per rispondere a queste domande, Brant Pitre esplora le antiche credenze ebraiche sulla Pasqua del Messia, la miracolosa Manna dal cielo, il misterioso Pane della Presenza, fino a giungere all'Ultima Cena. Prefazione di Scott Hahn.
Uno studio importante, esauriente e scorrevole al contempo, per tutti coloro che desiderano, su basi rigorosamente bibliche, chiarirsi le idee a proposito di un soggetto così attuale e discusso qual è l'imprescindibile persona della Trinità, lo Spirito Santo.
La proposta per l'estate pensata dall’Azione cattolica dei ragazzi vuole accompagnare i più piccoli a mettersi in cammino con Gesù attraverso la figura di Geremia, il profeta mandato da Dio al popolo d'Israele come messaggero di speranza. I bambini e i ragazzi dai 6 ai 14 anni sono aiutati, attraverso 7 tappe, a rileggere la loro fede e le loro relazioni alla luce di ciò che la Scrittura ci narra, il fuoco dell'amore, perché la condivisione dei propri talenti
arricchisca il gruppo e la comunità.
All'interno del sussidio, per ogni tappa, sono disponibili:
uno schema per la preghiera e una celebrazione legata al percorso;
le attività differenziate per fasce d’età;
il grande gioco, che prende spunto dal brano evangelico che guida
ogni giornata;
alcuni semplici suggerimenti per una narrazione drammatizzata.
Questo strumento si completa con il materiale disponibile online (schede per un laboratorio creativo, inno del campo, indicazioni per la costruzione della regola di vita personale).
Questo saggio è il manifesto di un gigantesco progetto transdisciplinare di filosofia e antropologia della complessità. Edgar Morin sostiene che bisogna porre fine alla riduzione dell'uomo a homo faber e homo sapiens. Homo, che apporta al mondo magia, mito, delirio, è dotato nello stesso tempo di ragione e sragione: è sapiens-demens. Rifiutando una concezione ristretta e chiusa della vita (biologismo), una concezione insulare e sopra-naturale dell'uomo (antropologismo), una concezione che ignora la vita e l'individuo (sociologismo), Edgar Morin delinea una concezione complessa dell'uomo come a un tempo specie, società e individuo. È una visione radicalmente ecologica della nostra condizione terrestre, che raccoglie la sfida di inventare una nuova immagine dell'umano, nell'avventura spaesante dell'era planetaria.
Il Sermone della Montagna è il centro ed il cuore del messaggio di Cristo e vi è dipinta l’immagine dell’uomo nuovo, mentre la liturgia è definita dal CVII culmen et fons della vita della chiesa: siamo dunque di fronte alle due realtà più importanti del Cristianesimo. Come non essere affascinati dall’opportunità di studiare in quale modo possano essere messe in relazione?
Le Beatitudini sono le prime parole del Sermone della Montagna: in un certo senso sono l’“esclamazione” della forma della vita nuova e come tali compaiono nei libri liturgici. Di più: le Beatitudini, come e quanto il Sermone della Montagna, sono un evento, ma anche la liturgia è un evento, perché ogni volta che si svolge un rito avviene un fatto puntuale della storia nel quale Cristo si fa realmente presente. Le Beatitudini sono escatologiche, ma anche la liturgia ha una natura escatologica, perché annuncia e rende disponibile la vita divina in Cristo risorto.
Cosa succede dunque quando nella liturgia si leggono, si cantano, si pregano le Beatitudini, e più in generale un testo biblico? In che modo il contesto liturgico modifica o come realizza la proclamazione delle Beatitudini? Si può parlare di un’esperienza delle Beatitudini che si dona nella liturgia? Perché le Beatitudini e la liturgia hanno qualcosa in comune, come ad esempio la dimensione escatologica? Questo, e molto altro, è il tema dello studio del nostro autore.
Lo studio Beatitudini e Liturgia è il tentativo di porre in relazione due realtà centrali del Cristianesimo che presentano una peculiare connaturalità, sia sul piano della trasmissione della Vita divina, sia sul piano dell’ἔσχατον.
Maurizio Munzi (1957) vive a Verona, ha tre figli e uno in cielo, è laureato in Scienze della Produzione Animale (Facoltà di Agraria di Bologna), diplomato in Erboristeria (Facoltà di Farmacia di Urbino), ha conseguito il baccalaureato in Sacra Teologia presso l’Istituto S. Bernardino di Verona (affiliato alla Pontificia Università “Antonianum” di Roma) e la licenza in Sacra Teologia con specializzazione liturgico-pastorale presso l’Istituto di Liturgia Pastorale S. Giustina di Padova (incorporato al Pontificio Ateneo S. Anselmo di Roma). Con Fede & Cultura ha pubblicato il romanzo Svegliarsi con Lina (2012) sulla bellezza del fidanzamento e del matrimonio cristiano e lo studio, L’origine ebraica della liturgia cristiana: la berāḵāh modello della ἐυλογία della chiesa primitiva (2020).
Bastone e calzari sono gli unici strumenti veramente necessari perché la missione della sequela si compia. Quello del discepolo è un cammino di fedeltà, che dallo stare in ascolto ai piedi di Gesù lo porta fino al compimento del suo mandato. Il testo offre un interessante e insolito viaggio attraverso il Vangelo di Marco, avendo come guida proprio il tema del discepolo. L'autore, passo dopo passo, analizzando i punti fondamentali del Vangelo, dalla chiamata dei primi quattro discepoli fino alla passione di Gesù, ci mostra come Marco non costruisca una semplice narrazione ma piuttosto esponga una vicenda storica nella quale trovano risposta i quesiti sul discepolato, che altro non sono che i quesiti della nostra vita.
Il "Commento al Cantico dei Cantici" di Nilo di Ancira è il più antico commento greco completo a questo libro biblico, mentre gli altri commenti giunti fino a noi si fermano prima della fine. Eredita le prestigiose tradizioni esegetiche di Origene, Gregorio di Nissa e Evagrio Pontico. Nella sua esegesi Nilo fa una sorta di romanzo la cui eroina è una prostituta che sceglie di cambiare vita per diventare degna delle nozze con il re. Essa è figura metaforica dell'anima umana e dei suoi moti interiori. Composto tra la fine del IV secolo e l'inizio del V secolo, tratta diversi temi della vita spirituale la cui mira è la comunione di vita con Dio. Il Cantico è una profezia dell'unione del Verbo eterno con l'anima umana, che si realizza nella storia della salvezza mediante la morte e risurrezione di Gesù Cristo ed è resa a noi contemporanea attraverso la liturgia della Pasqua e del battesimo. Nelle ultime pagine Nilo presenta la persona umana completamente partecipe della luce e della gioia di Cristo glorioso asceso alla destra del Padre. Testo critico di Marie-Gabrielle Guérard. Introduzione, traduzione e note di Maria Benedetta Artioli.
Stiamo attraversando un periodo di grande battaglia tra il Bene e il Male.
Sappiamo che alla fine vincerà il Bene e che Maria Santissima, nostra Madre e Regina, schiaccerà la testa a quel serpente antico che in questi ultimi anni, con grande arroganza e prepotenza, minaccia ognuno di noi nei nostri punti deboli, le nostre famiglie, la nostra società, il mondo intero e e la stessa Santa Chiesa.
Recentemente, in obbedienza anche alle esortazioni che ci sono giunte dagli ultimi Pontefici, San Giovanni Paolo II, Papa Benedetto XVI e Papa Francesco, abbiamo sentito il bisogno di completare la nostra Consacrazione Maria Santissima con la Consacrazione a a San Giuseppe, che lo Spirito Santo e la Chiesa hanno da sempre chiamato: "Potente protettore del popolo cristiano, di ogni famiglia e di tutti coloro che a lui si rivolgono".
Come Maria Santissima, anche San Giuseppe è considerato onnipotente per Grazia. Se infatti Dio- Padre gli ha dato autorità facendolo padre di Gesù-Uomo, questa autorità resta anche in Cielo e Gesù, che non ha dimenticato tutti sacrifici compiuti da San Giuseppe in terra, non può certamente negarci una richiesta che gli presentiamo attraverso colui che è è stato il suo padre putativo.
É per questo che numerosissimi Santi hanno lasciato scritto che qualsiasi grazia si chiede a Maria e Giuseppe non verrà mai negato.
Ecco lo scopo di questo nostro lavoro:
Ricordare che San Giuseppe ci è stato donato da Dio affinché lo accogliamo come nostro vero padre spirituale, per essere da lui e da Maria Santissima protetti da ogni male e e guidati al Paradiso.