In queste pagine don Angelo Casati, in dialogo con Francesco Occhetto, ripercorre la sua vita, la vocazione sacerdotale e l’amore per i silenzi, le montagne, il volto di Cristo e i volti di uomini e donne incontrati, ascoltati, abbracciati. L’autore riflette anche sulla poesia: una parola amica che nasce dalle profondità silenziose, dai cuori che ardono e soffrono, dalla vita offesa e insieme offerta, dalle notti e dai giorni del vivere, dell’amare, del cercare. Ne emerge un cammino che conduce all’umano, con Dio che accompagna, come compagno di viaggio, fuori dagli steccati delle convenzioni, verso un volo libero e audace.
Don Tonino Bello ha lasciato di sé una impronta indelebile difficilmente eludibile nella società contemporanea, da numerosi punti di vista: poeta, costruttore di pace, non violento, uomo di Dio e soprattutto uomo del Sud, luogo che lo ha visto nascere, formarsi e agire con quella partecipazione "innamorata" che ha sempre caratterizzato il suo intervento in favore degli ultimi del mondo. Pienamente addentro ai processi di cambiamento, Don Tonino non si è limitato esclusivamente a contribuire al rinnovamento in ambito spirituale: il suo influsso ha permeato la sfera civile, culturale e persino politica della società, facendo di lui un "pastore scomodo" ostinatamente schierato dalla parte dei più deboli. Questo libretto si propone di tracciare un ritratto dell’uomo e del sacerdote sulle cui orme si cerca di proseguire ancora oggi: nessuna pretesa di esaustività o di completezza di fronte a una figura talmente peculiare e multiforme da sfuggire a qualsiasi tentativo di categorizzazione. Un ritratto che vuol essere anche un commosso e sentito ringraziamento a un uomo straordinario che ha profondamente segnato l’esistenza e la coscienza di intere generazioni.
"Era una nave che conosceva la sua meta, capitano era un coraggioso esploratore che non si limitava a consultare le carte e voleva aprire vie nuove".
Amerigo e Laura
"Ho incontrato Sammy ed è stato un dono, perché incontrare l'allegria, la curiosità, l'intelligenza incarnate insieme in una persona è un dono raro.
La cosa che mi fa impazzire è quanto amore c'è intorno a te, Sammy".
Dalla prefazione di Jovanotti
"La finalità della mia vita è nettamente segnata: essere nel mondo il missionario del Signore: e quest’opera di apostolato va da me svolta nelle condizioni e nell’ambiente in cui il Signore mi ha posto". In queste parole, Giorgio La Pira esprime la direzione profonda della sua esistenza: un laico che, nel cuore del Novecento, ha scelto di vivere la fede non come mera apparenza, ma come impegno concreto nella società. Il saggio, ripercorrendo la vasta bibliografia di scritti del Sindaco Santo, restituisce con chiarezza il ritratto di un protagonista capace, ancora oggi, di parlare al mondo con il suo pensiero e la sua azione: oltre le ideologie, la politica intesa come servizio, la pace come scelta di vita.
Don Giovanni non ha vissuto l’arrivo di Papa Francesco, non ha potuto leggere l’Esortazione Apostolica Gaudete et Exsultate (19 marzo 2018), la Lettera Enciclica Fratelli tutti sulla fraternità e l’amicizia sociale (3 ottobre 2020) e l’Esortazione Apostolica Dilexi te, del Santo Padre Leone XIV (4 ottobre 2025). Ma certamente egli avrà goduto ed esultato per la profonda sintonia con quanto don Giovanni ha vissuto e testimoniato in tutta la sua vita. C’è una consonanza evidente tra il Concilio Vaticano II, specialmente le Costituzioni Lumen Gentium e Gaudium et Spes, il pensiero e l’esperienza di don Giovanni con il magistero di Papa Francesco e Papa Leone nel parlare di santità.
Il volume raccoglie gli interventi proposti in occasione del convegno di studi organizzato nel 400° anniversario del martirio di Girolamo De Angelis (1567-1623), missionario gesuita in Giappone. Gli autori, provenienti da università italiane e straniere, da facoltà teologiche e dalle istituzioni culturali della Compagnia di Gesù, affrontano per la prima volta, in un’ottica interdisciplinare, la complessità dell’opera del beato De Angelis e la sua rilevanza nel favorire l’incontro tra Oriente e Occidente, sia sul piano culturale e religioso. I contributi raccolti nel volume - corredati da una ricca bibliografia, trascrizioni di manoscritti coevi, testimonianze artistiche e documenti d’archivio alcuni dei quali inediti - offrono l’opportunità di approfondire la vita e le opere di Girolamo De Angelis nel contesto dei rapporti e delle relazioni che ne hanno plasmato la formazione, la spiritualità, la tensione evangelizzatrice. Al tempo stesso, permettono di comprendere le sfide affrontate dai gesuiti nelle missioni in Asia Orientale.
Samuel David Luzzatto (1800-1865), anche noto con l’acronimo Shadal, è assai studiato per le sue traduzioni e i suoi commenti biblici e come docente presso il Collegio rabbinico di Padova. In onore della lingua santa indaga un aspetto finora inesplorato della sua figura: gli anni di formazione giovanile, gli studi e le opere composte prima del trasferimento a Padova. Muovendo dalla vasta mole di materiale inedito custodito negli archivi, si focalizza sulla centralità della lingua e della letteratura per la costruzione dell’identità ebraica. Luzzatto viene così collocato all’interno del complesso mondo ebraico del XIX secolo, in dialogo con la Wissenschaft des Judentums e la cultura europea dell’epoca. Fin dagli anni giovanili emerge quindi la sua posizione circa i problemi più dibattuti dell’ebraismo coevo: le questioni relative al culto, l’ebraico come lingua di utilizzo letterario ed epistolare, il rapporto con il governo asburgico. Con appendice antologica inedita in ebraico con testo a fronte.
Don Gabriele Vecchione presenta Dall’altra parte della notte di Massimo Stefanini. Gli inizi di un amore, i primi incontri, il matrimonio, due figli stupendi… La famiglia felice di un bel romanzo. Finché una forma acuta di depressione colpisce Cristina, la moglie di Massimo, e da quel momento la storia diventa una lotta nel buio contro un nemico invisibile. Solo la fede, lumicino notturno, brilla ancora in un cielo senza luce, e la speranza che forse, dall’altra parte della notte, Qualcuno stia già scrivendo pagine nuove a quel romanzo apparentemente incompiuto.
John Henry Newman (1801-1890), canonizzato da papa Francesco il 13 ottobre 2019, appartiene ai più grandi pensatori cristiani dell'Ottocento. Appassionato ricercatore della verità e convertito al cattolicesimo (1845), egli «diventa oggi un faro sempre più luminoso per tutti quelli che sono alla ricerca di un preciso orientamento e di una direzione sicura attraverso le incertezze del mondo moderno» (papa Paolo VI, 1975). Le sue opere arricchiscono la teologia, la sua persona viene già venerata in tutta la Chiesa. Non sorprende, quindi, che molti vedono in lui un nuovo dottore della Chiesa. Il volume intende anzitutto offrire un breve tratto biografico e teologico di Newman. Fa poi sentire la sua chiara ed equilibrata voce su alcune questioni cruciali della vita ecclesiale: lo sviluppo della dottrina cristiana, la testimonianza dei fedeli, l'unicità della Chiesa, il significato della coscienza, le caratteristiche di un cuore apostolico. Appare così la straordinaria attualità della vita e del pensiero di questo teologo santo. Come scrisse il cardinale Joseph Ratzinger già nel 1990: «Newman appartiene ai grandi dottori della Chiesa, perché egli allo stesso tempo tocca il nostro cuore e illumina il nostro pensiero».
Per trent’anni, Annalena Tonelli ha vissuto e lavorato nel Corno d’Africa tra le comunità più vulnerabili, curando migliaia di malati di tubercolosi, lottando contro l’HIV, difendendo i diritti di donne e bambini. Rifiutava la gloria e le etichette: né santa, né martire, né missionaria. Solo una presenza silenziosa e ostinata, disposta a tutto pur di servire. Questo libro ripercorre gli ultimi anni della sua vita, tra incomprensioni, sospetti, violenza e una fede incrollabile, fino all’ultima notte a Borama.Il ritratto intimo e potente di una donna che ha fatto della compassione la sua unica missione, e del silenzio la sua testimonianza più profonda.
«Ho chiara la mia missione, occuparmi dei fratelli e, come dice La Pira, avvicinare il cielo alla terra, portare un po’ di cielo in terra». Sono tante le vite che meritano di essere raccontate, quella di Damiano è una stella che vuole regalare un po’ di bagliore a chi vorrà prestare attenzione. Un ragazzo normale, figlio della provincia veneta, innamorato del creato, impegnato nel mondo per Dio e per gli uomini. La sua è una storia di felicità non nonostante la malattia — è nato affetto da atresia biliare —, ma proprio grazie alla malattia. Un libro che è il racconto di un percorso interiore ma anche testimonianza di vita e di vite, attraverso gli scritti di Damiano e le parole dei tanti amici e fratelli che lo hanno incontrato e gli sono stati vicini durante il suo cammino. Damiano ha generato la Vita in chi gli è stato intorno, la Vita è quella eterna, il rimettere in relazione gli uomini con Dio, con il Padre. In lui, molti hanno scoperto e riscoperto la propria relazione con Dio.
Un padre e il suo giovane figlio in cammino, una giornata di montagna che sembra la più bella, e poi — in un attimo — tutto cambia. Francesc Torralba racconta l’ultimo giorno di vita di Oriol con sobrietà e onestà: descrive i passi sull’irto sentiero, lo sgomento e il silenzio che cala quando la tragedia sopraggiunge. Senza enfasi né retorica, la narrazione si snoda tra il resoconto intimo di quel giorno e i pensieri raccolti, in seguito, nel silenzio, lasciando emergere il senso di un vuoto profondo e privo di parole. È l’esperienza di chi ha dovuto affrontare un dolore incommensurabile, ma sceglie di parlarne con uno sguardo calmo e amorevole. Questo libro non è solo il racconto di un lutto, ma anche un’esplorazione filosofica che, attingendo alla profondità del pensiero di Søren Kierkegaard, cerca di dare un senso a ciò che sembra assurdo. L’autore condivide le lezioni apprese, dalla necessità di "ammettere" il dolore senza la presunzione di "superarlo", alla consapevolezza che, nonostante la perdita, è possibile ritrovare una nuova, imperfetta felicità. Ne risulta il racconto di un cammino di guarigione che non nega il male ricevuto, ma lo trasforma in testimonianza d’amore. Tramite l’esperienza personale si rompe il tabù della morte: chi si trova nella tempesta del lutto incontrerà in queste pagine un’umanità sincera e parole autentiche, in cui riconoscersi e sperare.