
Ampia trattazione in quattro parti sull'argomento "Dio è amore", espresso dall'apostolo Giovanni nella sua prima lettera: 1. L'Antico Testamento è la storia di un Dio padrone? Una lettura argomentativa: affermazioni, sviluppi, contraddizioni, interrogativi. 2. Passaggio al Nuovo Testamento: Dio salva per amore e con l'amore. 3. Eros, agape, amor, dilectio, caritas nel confronto teologico e culturale dei secoli cristiani. 4. La carità nella sistematica teologica.
Cogliere la sfida dell'incontro con l'altro e con Dio è il filo conduttore delle pagine del volume, che propongono un'ipotesi pastorale articolata in riflessioni e indicazioni operative interdisciplinari, elaborate con "il futuro negli occhi e il passato nel cuore", perché il Vangelo è futuro e il futuro non si può costruire senza essere ben radicati nel passato. Questa scelta comporta anche la maturazione di una visione della Chiesa e di una pastorale missionaria, samaritana, segnata dalla tenerezza e dalla misericordia, capace di lasciarsi ospitare dall'altro, chiunque esso sia, qualunque storia abbia. Il metodo di lavoro è quello della Teologia pastorale, che comporta tre fasi distinte, ma interdipendenti: l'analisi critica della situazione, l'elaborazione di criteri teologici nel contesto odierno e l'offerta di elementi per progettare la pastorale. Pertanto, il testo si divide in tre parti. La prima offre al lettore un tentativo di comprendere il contesto odierno, ponendosi sia sul versante culturale che su quello della presenza e dell'azione della Chiesa italiana; la seconda mette a fuoco l'obiettivo del volume indicando che cosa comporti la cultura dell'incontro o dell'inclusione; la terza, infine, traccia una possibile strada per comunicare il messaggio favorendo la cultura dell'incontro con Dio e con l'altro segnata da orientamenti e operazioni, per un cambio di prospettiva pastorale. La riflessione si propone di accompagnare il cammino di ministri ordinati...
Prefazione di mons. Domenico Sigalini.
Descrizione dell'opera
Nei seminari e nella letteratura che riguarda la vita spirituale dei presbiteri diocesani, i consigli evangelici di povertà, castità e obbedienza non sono oggetto di particolari approfondimenti e vengono evocati prevalentemente nel loro aspetto moralistico o riservati alla vita religiosa dei consacrati.
Il volume si propone di esaminare i tre impegni nella loro ricchezza dottrinale, spirituale, ascetica e pastorale, considerandoli come un unico consiglio visto da tre prospettive diverse. Il punto di riferimento è infatti unico – Cristo – la finalità è identica, cioè vivere l’amore a Dio e al prossimo secondo il carisma della vocazione presbiterale, e la prospettiva è diversa in base al contenuto specifico. L’obiettivo è mostrare come i consigli non siano qualcosa di secondario o accessorio all’identità sacerdotale, ma una parte integrante tanto da coinvolgere la dimensione spirituale e apostolica del presbitero.
La prospettiva del testo è pedagogica, perché i destinatari sono soprattutto i seminaristi che stanno compiendo il loro cammino formativo e i presbiteri già impegnati nell’attività pastorale.
Sommario
Premessa. Abbreviazioni e sigle. I consigli evangelici. Poveri per amare Dio e il prossimo. Casti per amare Dio e il prossimo. Obbedienti per amare Dio e il prossimo. Nei consigli il riflesso della vita trinitaria.
Note sull'autore
Giuseppe Fossati, docente di Teologia spirituale e di Teologia della vita religiosa, è sacerdote della Congregazione di San Giuseppe. È autore di numerose pubblicazioni, tradotte anche in spagnolo, portoghese e inglese, su san Leonardo Murialdo e sulla storia dei Giuseppini.
"Abele e Caino si incontrarono dopo la morte di Abele. Camminavano nel deserto e si riconobbero da lontano. Sedettero in terra, accesero il fuoco e mangiarono. Tacevano, come fa la gente stanca, quando declina il giorno? Alla luce delle fiamme, Caino notò sulla fronte di Abele il segno della pietra e, lasciando cadere il pane che stava per portare alla bocca, chiese che gli fosse perdonato il suo delitto. Abele rispose: Sei tu che mi hai ucciso o io ho ucciso te? Non ricordo più" (Jorge Luis Borges). La consapevolezza che il perdono è una realtà complessa e delicata, non riducibile a una codificazione giuridico-sociale, appare già in un curioso dato statistico: nell'ebraico biblico, che è una lingua di soli 5750 vocaboli, sono ben otto i verbi a disposizione per coprire semanticamente un'esperienza dallo spettro tematico variegato e carico di sfumature, iridescenze e sfaccettature. Perdonare fa parte di quella particolare "economia" dell'amore che non calcola ma dona e spezza la catena rigida del dare-avere, creando un nuovo regime nei rapporti umani.
Come raccontare, oggi, a una società ferita e provata da tante delusioni, la bellezza del matrimonio e della famiglia? È quanto si è proposto papa Francesco indicendo il Sinodo sulla famiglia non per ripetere una lista di precetti e verità, che non riscaldano il cuore della gente, ma per "farsi carico, con responsabilità pastorale, degli interrogativi che questo cambiamento d'epoca porta con sé". Papa Francesco ha voluto un Sinodo "audace", che sperimentasse la strada della "carità creativa". Ai Padri sinodali ha chiesto "un confronto sincero, aperto e fraterno". Ora, due autori di eccezione, mons. Vincenzo Paglia, presidente del Pontificio Consiglio per la famiglia, e Antonio Sciortino, direttore di "Famiglia Cristiana", riprendono in forma di dialogo i temi del Sinodo e affrontano con chiarezza e coraggio il momento storico vissuto oggi dalla famiglia. Pagine di riflessioni e piste innovative sui tanti nodi da sciogliere a riguardo della famiglia e del matrimonio. E anche sulla questione dei divorziati risposati e l'accesso ai sacramenti, che tanta attenzione ha monopolizzato sui media. Materiale prezioso non solo per chi ha seguito i lavori del Sinodo straordinario, ma ancor più indispensabile per chi vorrà continuare a dare un contributo alla riflessione e al discernimento in vista delle risposte che il Sinodo ordinario del 2015 dovrà dare alle tante attese suscitate. Ad arricchire il volume, sono stati inseriti in appendice i documenti più importanti del Sinodo...
Oggi più che mai assistiamo alla crescente difficoltà (persino da parte dei battezzati) di vivere il sacramento della riconciliazione in tutta la sua pienezza. Questo libro nasce dal desiderio di spiegare il valore del perdono e di quanto bisogno abbiamo, noi cristiani e più in generale tutti gli uomini, di riscoprire i tesori che esso nasconde. L'autore presenta in modo semplice attraverso una storia, un racconto di vita e di amicizia - la bellezza di ciò che avviene nella riconciliazione. Un'esperienza di malattia diviene il contesto di uno scambio incalzante, sul quale si affacciano due volti di una medesima umanità: i problemi a volte inaspettati dei ministri sacri e l'inconsapevole tendere dei lontani verso Dio. Preti e non credenti vi appaiono accomunati dal loro essere uomini e, in quanto tali, uniti dal comune senso di precarietà e di incertezza che a tratti la vita mette davanti e dal bisogno di essere in qualche modo riscattati. Sullo sfondo, la ricerca di una grande libertà: quella che vive nel lasciare che qualcuno ti prenda per mano.
Il volume, collocato all'interno del percorso di riflessione condotto dalla Fondazione Lanza di Padova, mette in dialogo un teologa e una filosofa, proveniente dal mondo laico, sul tema del bene comune: ne emergono intrecci inattesi e prospettive cariche di futuro. Incatenare l'attuale sistema economico -civile.
Un francescano, teologo e giornalista, che ha percorso la strada della fede, dello studio e della comunicazione, si interroga sul significato di annunciare, oggi, i vizi e le virtù, la pena e la gloria", all'uomo dell'iphone."
Atti della due giorni di studi sul Sacramento della Penitenza nel bicentenario della Ricostituzione della Compagnia nella Chiesa universale. Riflessioni su uno degli aspetti più intensi del ministero sacerdotale, con una particolare attenzione al versante antropologico del Sacramento della Riconciliazione tenendo sullo sfondo l'esperienza umana e spirituale vissuta da S. Ignazio e fissata negli Esercizi Spirituali. Pur indirizzandosi soprattutto all'area della spiritualità gesuitica, la ricerca interessa direttamente l'ambito pastorale e in particolare il ministero dei Confessori e dei Formatori.
Sinodo "approssimato" significa la coraggiosa pratica di un "pensiero incompleto e aperto". La Chiesa non solo "si approssima" alla storia dei soggetti legati da matrimonio, ma sa di dover intervenire "per approssimazione", con uno stile di vicinanza appassionata e di discernimento accurato. Le famiglie felici e quelle infelici hanno una storia, che deve essere riconosciuta e che non può essere retrodatata solo in chiesa. Ne deriva l'esigenza "pastorale" di traduzione e di trascrizione delle concezioni medioevali in un nuovo contesto.
Quattro percorsi biblici che aiutano a leggere la propria storia di fede, la fatica della ricerca, la scoperta di un dono. Figure diverse e situazioni diverse, che tutti coinvolgono, come popolo, come lontani in avvicinamento, come singolo, come coppia. In tutte, la presenza di Dio che previene e guida, che suscita e sostiene.

