
Il volume raccoglie gli Atti del Convegno di Studio promosso dalla Facoltà Teologica dell'Italia Settentrionale nel febbraio 2013, dedicato al tema della fede come forma dell'agire, della fede cioè che plasma l'agire. Non sono pochi né di poco conto infatti gli interrogativi che la fede cristiana solleva nel mondo e di cui il magistero della chiesa si è fatto portavoce in questo Anno della fede. Non si tratta, in assoluto, di questioni inedite: per molti aspetti accompagnano la fede cristiana fin dal suo primo sorgere e sono note da tempo. Ma in ogni epoca questioni e interrogativi si ripresentano con rinnovata acutezza e chiedono rinnovata considerazione. È sollecitata l'attenzione di quanti, credenti o non, cercano una più attenta esplorazione dell'esperienza umana nel nostro tempo. L'intelligenza teologica ne è direttamente investita. I saggi raccolti nel volume mettono particolare attenzione alla struttura pratica della fede, alla sua situazione attuale, alla caratterizzazione biblica della fede del discepolo, al rapporto tra fede e rito e alla qualità spirituale della fede cristiana.
Sapere cosa siamo, cosa dobbiamo essere e come possiamo arrivare a esserlo è da sempre una questione cruciale per l'uomo. Le scienze naturali e la filosofia, sia pure la meno materialistica, sono rimaste spesso balbuzienti nel dire compiutamente quella realtà invisibile e senziente che è l'anima umana. Hanno avuto sì a cuore il bene dell'uomo, ma non si sono soffermate a formare la struttura della persona in vista di una vita anche ultraterrena. Negli anni 1932-1933, dalla sua cattedra di Münster Edith Stein sottolineava invece con forza il valore di quel "soffio divino" che è dentro l'uomo, unico elemento a partire dal quale è concepibile parlare di persona e di una scienza che si occupi della sua educazione.
Da un Carmelo francese, cattolico ma di rito bizantino, a uno skite in Romania e alla fondazione della Fraternità Sant'Elia, il percorso è stato lungo ma sempre in ascolto dello Spirito e della riflessione della Chiesa, per dare all'umanità e alla storia una risposta che, nel nostro oggi, cogliesse mutamenti e balzi in avanti, all'insegna sempre della preghiera sacerdotale di Gesù: «Che tutti siano uno». Se ne ripercorrono i passi, che affondano le loro radici ben più lontano, per comprendere questo vissuto ecumenico dai tanti risvolti.
Oggi è chiesto alla donna di essere pensante da se stessa, al femminile, avendo superata o trovandosi in fase di superamento dell'ipoteca androcentrica. Si apre così, in questo secondo numero dell'annata, un possibile ventaglio di riflessione: la donna Edith Stein; il suo pensiero sulla donna; la sua azione concreta per la donna; oggi il "pianeta" donna.
Il volume nasce come catalogo di una mostra organizzata per la XXXIV edizione del Meeting per l'amicizia fra i popoli di Rimini. E' legato alla mostra omonima itinerante, che sarà riallestita in varie città italiane.
Sussidio in cui si può trovare qualsiasi tipo di informaizone relativa alla Diocesi di Milano, dal numero di telefono di un parroco alla composizione dei direttivi dei seminari diocesani alle notizie statistiche delle sette zone patorali.Diviso in sette parti a seconda degli argomenti trattati (persone e ministeri nella Chiesa universale e locale, parrocchie e clero della diocesi, istituto di cultura e insegnamento, assistenza spirituale e sociale e il clero) e concluso da un'appendice, il testo risulta essere di facile consultazione.
Anche quest'anno, in occasione del Natale, il cardinale Angelo Scola ha voluto scrivere il proprio tradizionale augurio alle famiglie. "Andarono senza indugio", questo il titolo della letterina 2013. L'Arcivescovo desidera, con questa lettera, incontrare ogni singola persona attraverso i sacerdoti e il messaggio che rivolge alle famiglie è di fare come i pastori, di lasciarsi sorprendere da Dio. Egli ci precede sempre, ci ama per primo. Fa il primo passo, non calcola sul nostro amore, non pretende una reciprocità. Se lo desideriamo, Egli si fa trovare e viene a casa nostra. Il Natale è la festa del Dio vicino. Egli ci raggiunge ovunque. Non solo nelle chiese, ma all'aperto, nei luoghi della vita concreta, in tutte le realtà del quotidiano dove gli uomini amano e lavorano, riposano, soffrono e lottano per una vita buona.
"Quale omaggio alla Madre in occasione della presente raccolta, vorrei rifarmi, a modo di prefazione, al brano di un documento pontificio dove Paolo VI ci rimanda alla Vergine non solo come via veritatis, ma anche come via pulchritudinis: via da seguire se si vuole raggiungere la beatitudine promessa. Una beatitudine che non può essere tale se, appunto, è solo verità. La verità da sola può fare anche male. La verità la possiedono anche i dannati. Ma la bellezza!... Infatti Dostoevskij dice che sarà la bellezza a salvare il mondo. E io, senza sconvolgere nessun ordine, ma solo per dire quanto più mi preme, precisamente vorrei qui proclamare, avanti a ogni altra urgenza, la via della bellezza." (David M. Turoldo)
Uno scritto in forma di dialogo tra Padre Arturo e Gesù, scritto in un momento particolare di sofferenza intima. Pregare sempre non significa, impegnarsi nel ripetere continuamente formule e invocazioni, ma vivere un'esistenza contrassegnata da quella che i Padri chiamavano memoria Dei, il ricordo costante di Dio". Unico scritto in forma di dialogo tra Padre Arturo e Gesù; il sofferente e il consolatore, come dice lui stesso. "

