
La tempesta prodotta da Nietzsche attraverso «uno scatenamento totale di tutte le capacità simboliche» non poteva passare inosservata. L'Occidente, che ha scommesso sui "maestri del sospetto" per la sua emancipazione, non ha ancora trovato la risposta al folle della "morte di Dio" e soprattutto alla domanda: con cosa lo sostituiremo? Il destino di Nietzsche fu legato al suo annuncio: «Conosco la mia sorte. Un giorno sarà legato al mio nome il ricordo di qualcosa di enorme - una crisi, quale mai si era vista sulla terra, la più profonda collisione della coscienza, una decisione evocata contro tutto ciò che finora è stato creduto, preteso, consacrato. Io non sono un uomo, sono dinamite». L'Occidente vive questo spasmo e con lui anche il cristianesimo alle prese con la sua crisi di identità fra cielo e terra. L'alternativa di Nietzsche "il Crocifisso o Dioniso" è una provocazione ancora irrisolta, che si tenta di eludere ma che continua a lacerare le coscienze di tutti.
Il libro si svolge tra due punti focali. Nel primo si discute su quale modello di scienza si può fondare oggi la teologia, evitando lo scoglio del riduzionismo scientifico che impone alla teologia il suo quadro epistemologico e il difetto opposto della strategia di auto-immunizzazione, per cui alla teologia basterebbe la sua credenza interna. Nel secondo fuoco si prendono in esame due documenti di teologia liturgica, Desiderio desideravi (2022) di papa Francesco e Gestis verbisque (2024) del Dicastero per la Dottrina della Fede, per corroborare la tesi della necessità di una teologia comparata; una teologia che ha bisogno delle scienze umane per esercitare il suo compito critico riguardo alla mediazione rituale della fede e per non essere emarginata dal dibattito pubblico.
Il volume, scritto in collaborazione con il compianto Aldo Natale Terrin, fenomenologo delle religioni, e con Sergio Manghi, sociologo della conoscenza, propone, a 1700 anni dal Concilio di Nicea, un dibattito sulla possibilità di una razionalità nuova, non più medio-platonica, per dire la fede cristiana. È evidente che oggi è in atto una crisi epistemica nella ricerca teologica perché categorie classiche - come sostanza, ipostasi e via discorrendo - trovano udienza solo fra gli addetti ai lavori. Il problema è che Nicea ha prodotto il Simbolo apostolico, che ancora oggi unisce le Chiese e i cristiani, pur non comprendendone più il linguaggio. La proposta di un "Sacro ecologico" nella versione di Gregory Bateson, discussa nella seconda parte del libro, può rappresentare una solida piattaforma epistemologica per ribadire la fede, superando sia l'ontologizzazione metafisica classica sia l'antropocentrismo moderno, in un quadro ecosistemico in cui la coscienza originaria del sacro può delineare una svolta per l'annuncio cristiano.
Il volume intende mettere a fuoco il metodo pastorale proprio della liturgia, nel contesto della svolta pastorale promossa dal Concilio Vaticano II. Riconoscere la forma specifica della pragmatica rituale è essenziale non solo per evitare riduzionismi, ma anche per scoprire il grande contributo che essa può dare oggi alla vita di fede, nel quadro di una pastorale organica.
Il cinquantesimo anniversario del Concilio Vaticano II ha offerto l’occasione propizia per mettere a fuoco in questo volume il tratto forse più qualificante e più controverso di questo evento ecclesiale: la pastoralità. Essa mette in gioco non semplicemente una strategia operativa, ma un nuovo modello epistemologico del pensiero teologico che si apre al mondo e alla cultura; la scienza liturgica ne è interessata in modo radicale. In questo quadro, viene presa in considerazione anche la sensibilità tipicamente moderna e postmoderna che riconosce il valore assoluto dell’individuo, irriducibile rispetto ad ogni altra pretesa sociale o religiosa. Qual è il posto dell’“io” nel “noi” della Chiesa e della liturgia? Come si possono raccordare nel rito il valore della comunità e la centralità del soggetto, in una cultura sempre più spostata sull’individuo e sui suoi diritti? A illuminare queste tensioni concorrono i diversi studi raccolti in questo volume.
"Caro Salutis Cardo", celebre frase di Tertulliano (De resurrectione mortuorum, VIII, 6-7), scelta come motto e insegna dell’Istituto di Liturgia Pastorale «Santa Giustina», delinea in stile lapidario e con rara efficacia la funzione della carne di Cristo e nostra nel mistero della salvezza e nella liturgia. La collana, curata dall’Istituto e articolata in tre sezioni (Contributi, Studi, Sussidi), intende offrire a studiosi, operatori liturgici e al pubblico la ricchezza di pensiero e il fervore di stimoli propri di una chiesa che celebra e vive in maniera cosciente il suo mistero.
Il volume presenta gli atti del 32° Convegno di Ravennatensia dedicato a mons. Francesco Lanzoni in occasione dei 150 anni dalla nascita. Figura poliedrica e di rilievo nel contesto della cultura cattolica di fine Ottocento e inizio Novecento, il sacerdote faentino è noto per le sue pionieristiche ricerche nel campo dell'agiografia e della storia ecclesiastica antica. Egli ha contribuito a gettare le basi per una evoluzione del metodo storico-critico in Italia, nel solco della migliore tradizione della storiografia erudita europea. Il Convegno, attraverso il contributo di esperti, ha offerto una riflessione a tutto tondo sull'itinerario religioso e scientifico del Lanzoni, mettendone in luce non solo il percorso formativo, educativo e culturale, ma anche i tormenti spirituali e i suoi inevitabili confini, che non di meno rendono per tanti versi ancora attuale la sua opera storiografica e agiografica.
Frutto di una felice collaborazione tra storici, teologi e pastoralisti, il volume propone gli atti del convegno su L’apporto della Chiesa di Bologna al concilio Vaticano II e la ricezione del concilio nelle Chiese dell’Emilia-Romagna, organizzato dal Dipartimento di teologia dell’evangelizzazione della Facoltà teologica dell’Emilia-Romagna. Il convegno, patrocinato dalla Conferenza episcopale italiana, rappresenta il primo tentativo in Italia di riflessione su scala regionale della ricezione del concilio.
I vari contributi consentono di ben individuare sia gli ambiti che sono stati privilegiati, sia le figure – vescovi, sacerdoti e laici – che si sono maggiormente distinte nel lavoro di traduzione delle novità conciliari. Gli esiti di speranze, entusiasmi e delusioni vissuti in quegli anni sono inoltre approdati nelle Chiese di oggi e contribuiscono a definirne l’attuale volto poliedrico.
Sommario
Presentazione (M. Tagliaferri). Saluto al convegno (C. Caffarra). La ricezione del concilio in Italia (A. Riccardi). I. L’apporto della Chiesa di Bologna al concilio Vaticano II. L’apporto del cardinal Lercaro al concilio (liturgia, ecclesiologia, ecumenismo) (M. Fini). L’apporto della Chiesa di Bologna nella discussione conciliare sulla Chiesa nella modernità (G. Turbanti). Testimonianza sul concilio (L. Bettazzi). II. Concilio e postconcilio nelle diocesi dell’Emilia-Romagna. La Conferenza episcopale emiliana e flaminia (M. Tagliaferri). La diocesi di Bologna: le dieci commissioni (G. Gervasio). La diocesi di Reggio Emilia e Guastalla (D. Gianotti). La diocesi di Rimini: l’episcopato di mons. Emilio Biancheri (1953-1976) (A. Turchini). La diocesi di Ravenna: Salvatore Baldassarri, un vescovo «fuorviato» dal concilio? (M. Tagliaferri). La diocesi di Piacenza (L. Bavagnoli). La diocesi di Fidenza (A. Frati). La diocesi di Parma (P. Trionfini). L’arcidiocesi di Modena-Nonantola (M. Nardello). La diocesi di Carpi (E. Galavotti). La diocesi di Ferrara (1954-1976) (A. Zerbini). La diocesi di Imola (1959-1989) (A. Ferri). La diocesi di Faenza (R. Cerrato). La diocesi di Forlì-Bertinoro (F. Zaghini). La diocesi di Cesena-Sarsina (W. Amaducci). La diocesi di S. Marino - Montefeltro (E. Ciccioni). Conclusioni (M. Tagliaferri). Elenco degli autori.
Note sul curatore
Maurizio Tagliaferri è professore di storia della Chiesa medievale, moderna e contemporanea alla Facoltà teologica dell’Emilia-Romagna (Bologna), dove dal 2006 coordina il Dipartimento di Teologia dell’evangelizzazione. È segretario generale dell'Associazione italiana dei professori di storia della Chiesa e presidente del Centro studi e ricerche antica provincia ecclesiastica ravennate (Ravennatensia). È uno dei direttori del Dizionario delle diocesi d’Italia (San Paolo). Autore di vari saggi e monografie, collabora con riviste teologiche e storiche. È membro della redazione della Rivista di Teologia dell’evangelizzazione (responsabile settore recensioni).
Il volume raccoglie gli Atti del convegno del Dipartimento di Teologia dell'evangelizzazione della Facoltà Teologica dell'Emilia-Romagna, appuntamento nato dal duplice desiderio di fare un bilancio sull'oltre trentennale attività della Scuola teologica bolognese e di riqualificare la riflessione e la ricerca sullo statuto epistemologico della disciplina. L'intento è mettersi in dialogo con le altre scuole teologiche che si occupano della stessa materia, con l'obiettivo di superare la frammentarietà in cui vive la teologia contemporanea.
Il card. Tagle affronta tre dimensioni fondamentali dell'esperienza cristiana: la Parola di Dio, spesso "annunciata" dai poveri più che proclamata dai biblisti; la dimensione comunitaria, che trova in Maria il suo emblema più eloquente; la missione alle genti, vista in Asia, continente di minoranza per la chiesa. L'autore fa ricorso a uno stile narrativo, in cui la riflessione teologica si coniuga felicemente con la freschezza della vita del pastore d'anime.
Descrizione
Il volume mette a tema Abramo, il padre della fede. È un testo a due voci. La primaripercorre, attraverso i dati biblici, l’esperienza di vita e di fede del primo patriarca. Un’avventura che Abramo ha vissuto con la sua famiglia, in particolare con la moglie Sara e il figlio Isacco. Emerge la figura di un uomo chiamato a lasciare le sicurezze che aveva per mettersi in viaggio guidato da una presenza Altra che gli ha sempre chiesto tutto senza misura. È proprio nel viaggio che l’esperienza di Abramo si consuma e diventa significativa. La seconda voce riprende il dato biblico e, grazie a una lettura psicologica, riflette su alcune esperienze del patriarca, in particolare quella del lutto. Abramo, l’uomo di Dio e da Lui scelto, non è risparmiato dalle difficoltà della vita come nessun altro uomo o donna della Bibbia. Infatti, essere credenti non esonera dalle svolte difficili e tragiche della vita. Il lutto è uno stato emotivo che caratterizza la vita di ogni persona, il sentimento del lutto può accompagnare anche momenti importanti di cambiamento, legati a trasferimento geografico, alla separazione, alla morte… A partire dal dato biblico si desidera far comprendere che la vita ci porta alla scoperta della morte e non solo fisica, terribile verità per tutti. È saggio quindi sviluppare una riflessioni che tematizzi come l’accompagnamento alla morte o l’elaborazione di qualsiasi altro lutto, sia un’arte.
Biografia
Roberto Tadiello
docente di AT presso lo studio teologico Lurentianum e il polo accademico Marcianum di Venezia. Ha conseguito la licenza e il dottorato presso lo Studium Biblicum Franci scanum di Gerusalemme.
Marco Bennati
psicologo psicoterapeuta, specialista in psicosessuologia, baccalaureato in teologia. Nell'Amazzonia brasiliana ha lavorato in ospedale con pazienti leucemici e in un consultorio psicologico dei quartieri meno abbienti dove ha affrontato i molteplici problemi del disagio sociale.
Da un Dio etnico e vendicativo a un Dio che si pente del male minacciato: percorso di conversione divina. Il libro del profeta Giona racconta una storia ricca di colpi di scena e accentuazioni emotive. Tutto è "grande": grande la paura, grande il timore, grande la città di Ninive, grande la collera del profeta e naturalmente grande è il pesce. È una narrazione fantastica, ma imbevuta di un messaggio più attuale che mai. La salvezza che Dio opera a favore del "pagano", del "diverso" e del "nemico" si radica nel Dio creatore di ogni essere che vive e respira sotto il sole.

