
La liberta' secondo le diverse concezioni e secondo quella cattolica. Il problema della liberta' dal punto di vista religioso, viene affrontato in modo sistematico e divulgativo. La liberta' costituisce l'essenza e il valore piu' alto dello spirito umano, ma la liberta' dell'uomo non e' assoluta, e neppure e' riducibile all'arbitrio del singolo, come oggi purtroppo la si intende. La liberta' umana e' invece una liberta' creata, che responsabilmente e consapevolmente si decide per il bene, come risposta ad una chiamata divina. Il senso ultimo della morale non puo' essere trovato in questo mondo, e presuppone una concezione dell'uomo ben lontana dal materialismo e dal nichilismo oggi imperanti: non c'e' liberta' dunque, che in riferimento a quell'Assoluto (Dio) come Liberta' suprema, dalla quale l'uomo e' derivato come liberta' finita". "
Il silenzio non consiste nel semplice vuoto di rumori, ma è un'assenza/presenza di "qualcosa" ("silenzio parlante"), di parole già dette e di parole taciute. Il silenzio è colto come la capacità di sospendere la parola per fare deserto, espressione altrettanto eloquente quanto quella del linguaggio parlato. Se oggi il rumore impera, riscoprire il senso delle "parole non-dette" (silenzio) è di estrema importanza per progredire sul versante dell'essere contro il frastuono dell'apparire e la chiacchiera insignificante.
Secondo F. Nietzsche, il nichilismo è lo "smarrimento dei valori tradizionali - Dio, Verità, Bene - e lo scivolamento verso il trivellante sentimento del proprio nulla". In un mondo frutto del caso, l'uomo si ritrova senz'anima, destinato al niente della morte e senza un fine soprannaturale. Contro questo modo di concepire l'esistenza, si espongono a livello multidisciplinare (teologia, filosofia, psicologia, morale) non solo le contraddizioni interne del nichilismo, ma anche quelle dei suoi precursori (agnosticismo, materialismo, ateismo, scientismo, laicismo). Particolare attenzione viene data alla fondazione religiosa della libertà, della morale e dell'amore (contro il relativismo) e alla critica delle concezioni di Dio come Nulla e Ineffabile (misticismo, teologia negativa). Guidano lo studio il realismo e il pensiero cristiano, due prospettive che offrono risposte per superare le precarietà della vita (divenire, vuoto, male, angoscia) e intravedere la presenza dell'Assoluto. In Appendice, le classiche "dimostrazioni dell'esistenza di Dio" esemplificano la perenne validità di una "metafisica dell'essere" profondamente anti-nichilista.
Libertà e amore sono i valori più alti dell’uomo; tuttavia, nonostante le loro legittime autonomie, non sono valori assoluti, né tanto meno appesi al nulla di una vita mortale (esistenzialismo e nichilismo), ma si giustificano solo come derivati dalla libertà creatrice del «Dio-Amore» che fornisce di un senso ultimo tutta la morale e la convivenza umana. Il pensiero cristiano offre in merito risposte esaurienti sul mistero del mondo, superandone le contingenze, i relativismi e i laicismi; affermando la verità del bene e riconoscendo la Trascendenza. Uno studio divulgativo che miscela sapientemente antropologia e teologia, morale e politica.
Lettura biblico teologica di Proverbi 1-9.31 in una prospettiva pedagogica. Un cammino sapienziale per guidare il giovane e il credente all'incontro con Dio secondo le Scritture. Il commento si sviluppa in dieci capitoli in cui l'autore si confronta con i diversi metodi e approcci al fine di arricchire l'ermeneutica biblica. Dal contributo "classico" del metodo storico critico a quello delle scienze umane (antropologia, sociologia, psicanalisi), lasciando spazio sia al dialogo con i padri della Chiesa.
"Lodate il Signore, perché egli è buono, perché eterno è il suo amore". La celebrazione del Piccolo Sinodo della nostra montagna è stata il segno della misericordia del Padre che mediante il dono del suo Spirito continua a dirigere le comunità del suo Figlio unigenito.
La nozione di "legge della gradualità" è tornata ad assumere un rilievo primario nel dibattito teologico-morale a seguito della pubblicazione di Amoris Laetitia, pur rimanendo ancora indeterminata sotto un profilo teorico. Il presente studio si propone come un dittico nel quale analizzare i testi magisteriali e contributi teologici riguardanti questa nozione (prima parte) e offrire un'ermeneutica (seconda parte) che consenta l'assunzione radicale dell'istanza che questo principio suggerisce, ovvero l'imprescindibile ruolo della storia soggettiva nella costituzione dell'identità singolare del soggetto agente.
Ripercorrendo nella forma agile dell’intervista la vita e la formazione di don Enrico Chiavacci, il libro si presenta come uno “spaccato” del mondo teologico nella Chiesa pre e post Conciliare. Viene rivissuto l’ambiente culturale cattolico nella Firenze degli anni ’50, con la presenza di personalità di spicco (Giorgio La Pira, David Maria Turoldo) che avrebbero influenzato da vicino il futuro rinnovamento della Chiesa. Il dialogo procede fra coloriti ricordi personali e acute “messe a fuoco”, affrontando infine i punti nodali nel dibattito sulla morale cattolica, in particolare l’etica della sessualità e quella politico-sociale.
Un testo inedito di Enrico Chiavacci che propone un'esplorazione ad ampio raggio intorno all'etica contemporanea, alle sue possibilità di interpretare le complessità di questo tempo, alla sua importanza in un futuro da costruire.
Il libro si presenta come un invito a riflettere sull'annuncio cristiano in materia morale
Invito alla teologia morale non è un trattato di teologia morale, bensì svolge un semplice ruolo propedeutico: invita - appunto - a riflettere sull'annuncio cristiano in materia morale.
Due i motivi di questa scelta di Enrico Chiavacci. Innanzitutto, l'attenzione a tanti e singoli assillanti problemi etici non deve far perdere di vista la visione e la comprensione del quadro di riferimento in cui i singoli problemi sono collocati. In secondo luogo, l'annuncio cristiano non annulla l'esperienza e la riflessione semplicemente umana: di conseguenza la teologia morale si impegna a creare un'interfaccia fra la propria tradizione (il proprio statuto scientifico) e le esperienze e le conoscenze umane in culture diverse e in ambiti diversi.
Ora questo fortunato libro esce in ottava edizione, con una nuova Postfazione che delinea la figura dell'autore, ricostruisce il suo contributo originale all'etica teologica in Italia ed evidenzia i pregi di questo breve scritto.
«Questo è un invito rivolto a chiunque operi nel campo della riflessione umana: un invito a sentire la teologia morale come una proposta seria, come una compagna di cammino affidabile e rispettosa. Dove l'attenzione e la preoccupazione per l'altro, chiunque sia, si fa principio etico ineludibile nel decidere di se stessi».

