
Volume agile e divulgativo sull'esperienza del sacerdozio: pagine di comunione, magistero di preghiera, gioia di vedere Gesù e annunciarlo al mondo.
Dalla lettura di omelie pronunciate in occasione di particolari celebrazioni, traspaiono la gioia e la logica dell'amore, fondamenti necessari per vivere in modo autentico il ministero sacerdotale: per «essere preti e non fare i preti».
Nell'odierna organizzazione ecclesiastica sono previste le Conferenze episcopali nazionali le cui funzioni sono sempre più significative tanto da costituire un punto di riferimento per tutto l'episcopato di uno Stato, sia in ordine all'attività pastorale, sia in riferimento alle relazioni con la società civile, anche istituzionalmente organizzata. Accanto a queste si annoverano Conferenze episcopali regionali, con una limitata attività a carattere essenzialmente pastorale. Lo studio di Alberto Fabbri sulla Conferenza Episcopale Marchigiana, istituzione con un'attività più che centenaria, che va dal periodo immediatamente successivo all'unificazione italiana fino ai nostri giorni.
Testi scelti di san Pier Giuliano Eymard in cui propone una spiritualità eucaristica per quei fedeli laici che sentono forte l'esigenza di fare dell'Eucaristia il centro e la forza plasmatrice della loro vita. Una spiritualità adatta e alla portata di tutti, il cui fondamento è l'amore di Dio per noi, rivelato in Gesù Cristo, celebrato e accolto nella celebrazione eucaristica, contemplato e adorato nella preghiera di adorazione. Testi che, in un linguaggio accessibile, conservano tutta la loro carica ispirativa.
Descrizione dell'opera
Proposto ora in maneggevole versione economica, il volume costituisce forse l'opera più importante di Paul Evdokimov, che, nella piena maturità interiore, vi esprime l'essenza della spiritualità ortodossa. Egli affronta la crisi spirituale dell'uomo d'oggi e ne trova le soluzioni nella grande tradizione orientale e dei Padri greci, da lui interrogati con le parole e i problemi del nostro tempo.
Descrivendo il tipo umano ormai dominante, Evdokimov insiste sull'agitazione, il sovraffaticamento, il logoramento nervoso. In queste condizioni l'uomo ha più che mai bisogno di un'ascesi, intesa non come cammino di sofferenza, ma come «disciplina della calma e del silenzio, ricercati periodicamente e regolarmente, in cui ritrovare la capacità di fermarsi per la preghiera e la contemplazione, anche in mezzo a tutti i rumori del mondo, e soprattutto di ascoltare la presenza degli altri». La via che l'autore propone a tutti gli uomini del nostro tempo è quella di un "monachesimo interiorizzato", per poter giungere a pregustare sin d'ora il "sapore" del Regno: il silenzio, la pace, la dolcezza della presenza divina.
È ciò che molti occidentali smarriti - anche cristiani - cercano spesso nello yoga, nello zen, nella meditazione trascendentale: per l'autore, l'autentica trascendenza consiste piuttosto nel recuperare il senso della Chiesa come mistero e come mistica.
Sommario
Prefazione (O. Clément). Introduzione. I. L'incontro. 1. L'ateismo. 2. La fede. 3. Le dimensioni della vita spirituale. 4. I pericoli dell'ignoranza e l'arte ascetica. 5. Gli elementi costitutivi della vita spirituale. 6. Natura o essenza della vita spirituale. 7. Le diverse età della vita spirituale. II. L'ostacolo e la lotta. 1. Le negazioni del male e le affermazioni del bene. 2. I tre aspetti del male e del Maligno. 3. L'inferno e la dimensione infernale del mondo. 4. La sofferenza degli uomini. 5. Il messaggio della Pentecoste. 6. I Padri del deserto. 7. Il monachesimo interiorizzato. 8. L'essere umano. 9. L'ascesi della vita spirituale. 10. Lo sforzo ascetico. 11. Il progresso della vita spirituale. 12. Le passioni e la tecnica della tentazione. III. I carismi della vita spirituale e l'ascesa mistica. 1. L'evoluzione della spiritualità in Oriente e Occidente. 2. Il passaggio dall'Antico al nuovo Testamento. 3. I carismi della vita spirituale. 4. Lectio divina. 5. Il sacerdozio universale dei laici nella tradizione orientale. 6. L'ascesa mistica. Indici.
Note sull'autore
Paul Evdokimov (1901 - 1970) è stato uno dei più famosi teologi russi. Ha ricevuto l'ordine di lettorato nella Chiesa ortodossa russa. È vissuto in Francia, dove è stato professore di teologia morale all'Istituto San Sergio di Parigi; ha insegnato anche all'Istituto ecumenico di Bossey. Tra il 1945 e il 1955 ha collaborato al gruppo della rivista di carattere interconfessionale Dieu vivant. Durante l'ultima sessione del concilio Vaticano II è stato invitato dal Segretariato per l'unione dei cristiani a rappresentare l'Istituto San Sergio. Fra le sue opere, le EDB hanno pubblicato la traduzione italiana de L'Ortodossia (1981).
«Pubblicata nel 1965, L'Ortodossia è una magistrale opera di sintesi che ha fatto epoca e ha procurato al suo autore il titolo di dottore in teologia da parte dell'Istituto ortodosso San Sergio di Parigi. Paul Evdokimov supera qui ogni teologia di scuola, ogni concezione tradizionale dei vecchi trattati di "dogmatica", per elaborare una sintesi originale del pensiero ortodosso» (dall'Introduzione di O. Clément).
Il saggio intende presentare la natura dell'Ortodossia, favorendo nel lettore occidentale l'intelligenza del mondo ortodosso. Costituisce quindi un quadro completo dell'Ortodossia, sia pure prettamente russa, nel quale i molteplici aspetti - l'uomo e il suo rapporto con Dio, l'ecclesiologia, la mariologia, il diritto canonico, la liturgia, i sacramenti, l'escatologia - sono equilibrati e fusi in una costruzione omogenea. L'Ortodossia appare qui come la più alta realizzazione del cristianesimo nella storia, che raggiunge il suo culmine con il trionfo sull'iconoclastia. L'icona rappresenta il culmine della spiritualità ortodossa, l'espressione piena del vivere in Dio.
Sommario
Prefazione (O. Clément). Introduzione all'edizione italiana (E. Lanne). Introduzione storica. 1. Introduzione. 2. Bisanzio dopo Bisanzio. 3. Pro domo sua. I. L'antropologia. 1. Le premesse orientali della teologia patristica. 2. L'antropologia. 3. Le origini e i fini. 4. L'antropologia della deificazione. 5. L'ascetismo. 6. L'esperienza mistica. II. L'ecclesiologia. III. La fede della Chiesa. 1. Il dogma. 2. Il compito dogmatico dei concili e la loro eredità. 3. Il diritto canonico. 4. La Bibbia. 5. In dubiis libertas. 6. La tradizione. IV. La preghiera della Chiesa. 1. La categoria del sacro. Il tempo sacro. Lo spazio sacro. 2. Iniziazione all'icona. 3. La liturgia. 4. I sacramenti. V. L'eschaton o le cose ultime. 1. La Chiesa nel mondo o le cose ultime. 2. L'escatologia. 3. Ortodossia ed eterodossia. Breve bibliografia generale. Piccolo dizionario della teologia ortodossa. Indice dei nomi.
Note sull'autore
Paul Evdokimov (1901-1970) è stato uno dei più famosi teologi russi. Ha ricevuto l'ordine di lettorato nella Chiesa ortodossa russa. È vissuto in Francia, dove è stato professore di teologia morale all'Istituto San Sergio di Parigi; ha insegnato anche all'Istituto ecumenico di Bossey. Tra il 1945 e il 1955 ha collaborato al gruppo della rivista di carattere interconfessionale Dieu vivant. Durante l'ultima sessione del concilio Vaticano II è stato invitato dal Segretariato per l'unione dei cristiani a rappresentare l'Istituto San Sergio. Fra le sue opere, le EDB hanno pubblicato la traduzione italiana de Le età della vita spirituale (22009).
"Dal portale regale di Chartres a Michelangelo, dall'icona di Rublev alle scuole russe italianizzanti del XVIII secolo, si constata una perdita progressiva del senso sacro", osserva Evdokimov. "Il sacro si sposta verso il "bello" estetico, l'essenza religiosa scompare dinanzi all'elemento narrativo, aneddotico, al piacevole, al ritratto somigliante, al complicato". Non accade così nel mondo dell'icona, dove il sole non tramonta e la luce è senza attenuazioni. La maggiore espressione figurativa del mondo ortodosso esprime il meriggio abbagliante dell'incarnazione, senza ombre né oscurità, e le sfumature vengono espresse solo dal contrasto dei colori, al di fuori di ogni artificio di illuminazione e di prospettiva. Se ogni dipinto è posto in un triangolo chiuso, composto dall'artista, dalla sua opera e dallo spettatore, l'icona spezza quel triangolo e afferma la sua indipendenza sia da chi la realizza che da chi la contempla. Essa non suscita l'emozione, ma l'avvento di un quarto elemento, l'avvento del trascendente di cui attesta la presenza. L'artista scompare dietro la tradizione che parla e l'opera d'arte diviene lo scaturire di una presenza dinanzi alla quale non si può restare solo spettatori.
Sacramento dell'amore costituisce la prima anta del dittico (la seconda è La donna e la salvezza del mondo) che Pavel Evdokimov ha dedicato ai carismi propri dell'uomo e della donna, come anche al "mistero" (in senso sacramentale) dell'amore umano. è superfluo dirlo: l'eros non ha trovato posto nel cristianesimo storico, se non, ma logorato, nelle imprese spirituali del monachesimo. Il Sacramento dell'amore mette in tensione le due espressioni dell'apostolo: In Cristo non c'è nè uomo nè donna" e "Nel Signore la donna non è senza l'uomo, nè l'uomo senza la donna". ciascuno, al di là di ogni definizione funzioanle, è collocato nella piena dignità di persona. E contemporaneamente è ristabilita la consustanzialità nuziale, i due poli trovano posto dentro l'intera immagine divina.
Evdokimov vuole lanciare un messaggio preciso: il matrimonio deve essere visto come la consacrazione dell’amore umano, ovvero mediante la celebrazione liturgica è lo stesso amore creaturale dell’uomo e della donna a essere investito delle energie del Regno e costituito segno/partecipazione dell’amore di Cristo e della chiesa, anzi dello stesso amore trinitario. L’amore coniugale diventa la materia del sacramento del matrimonio ... Evdokimov scrive un libro che utilizza insieme e liberamente fonti orientali e occidentali, pensa a una teologia personalista del matrimonio a due polmoni, capace di esprimere quanto di meglio oriente e occidente avessero allora da dire sul mistero del matrimonio. E scrive con grande forza di pensiero, con ricchezza di intuizioni e con ampiezza di riflessione; molte pagine non lasceranno indifferente il lettore e offriranno punti di vista originali su tanti aspetti della teologia.
(dalla “Prefazione” di Basilio Petrà)
Pavel Evdokimov (San Pietroburgo 1901 - Meudon 1970), conseguì la licenza in filosofia alla Sorbona e quella in teologia all’Istituto di teologia ortodossa San Sergio, dove fu professore di teologia morale. È stato direttore del Centro di studi ortodossi San Sergio di Parigi, membro del comitato direttivo dell’Istituto ecumenico di Bossey e del Consiglio ecumenico delle chiese di Ginevra. Ha partecipato, in qualità di osservatore della chiesa ortodossa, al concilio Vaticano II. È considerato uno dei maestri della teologia e della spiritualità ortodossa del xx secolo.
«La bellezza è discesa dal cielo per salvarci» aveva scritto Platone. «La bellezza salverà il mondo» confermano Dostoevskij, Solov'ev ed Evdokimov. Tutti sono d'accordo, anche oggi, sull'importanza della bellezza. In questo libro, lo stesso Evdokimov intraprende un lungo viaggio attraverso le avventure dell'arte moderna, fino a scoprire che la radice dell'esistenza umana è abitata dal desiderio di trascendere ogni limite: ebbene, la bellezza e le sue rappresentazioni sono i fragili custodi di questo insopprimibile anelito. La domanda di fondo, però, rimane: chi libererà la bellezza da coloro che vogliono impadronirsene a scopo di potere, di ricchezza, di dominio sull'altro? Solo l'esperienza della bellezza nella sua forma assoluta - è la risposta del grande pensatore russo - ossia solo l'esperienza indicibile (e irrappresentabile) di Dio può restituire alla bellezza il suo splendore originario e l'anelito che da essa viene. Il detto e il non detto, il mostrato e l'inseguito, la forma e il simbolo aprono e apriranno sempre gli spazi per la ricerca della verità da parte dell'umano. L'icona della tradizione ortodossa, con la sua arte, si presenta come la perfetta realizzazione di questo tentativo di "liberazione della bellezza". Un testo classico per riscoprire lo splendore del vero e la bontà del bello.
«L'uomo e la donna sono creati per una reciprocità comunionale e Dio, quando parla, non li separa. E Satana invece che li separa, quando si rivolge alla donna sola (comportandosi così, dice Evdokimov, proprio perché è la donna che è religiosamente determinante). Da qui nasce poi un vero e proprio «scisma ontologico» e da ultimo l'opposizione del maschile e del femminile. Se Dio dice dolorosamente ad Adamo: "Dove sei?", l'uomo e la donna continueranno sempre e tragicamente, ma anche con una nostalgia paradisiaca, a porsi reciprocamente la stessa domanda. Pavel Evdokimov evoca a grandi linee, nel corso della storia, questa guerra tra il maschile e il femminile, con l'alternarsi del matriarcato e del patriarcato. Il movimento contemporaneo di liberazione della donna si dirige a tentoni verso un rinnovato incontro dell'uomo e della donna. Ma la donna è tentata dall'esclusione dell'uomo, da atteggiamenti viriloidi. La libertà della donna, al pari di quella dell'uomo, ha bisogno di essere salvata. Essa esige che si esplorino degli aspetti che troppo a lungo sono rimasti solamente impliciti nel cristianesimo». (dalla prefazione di Olivier Clément)
L'ascesi parla le lingue del mondo: le traduzioni latine de "Gli otto spiriti della malvagità". Grazie alle antiche traduzioni latine dei testi del primo monachesimo orientale, è possibile osservare lo sviluppo della analoga letteratura in occidente. Tra le versioni note, ne restano due de gli otto spiriti della malvagità, raccolta di sentenze ascetiche di Evagrio Pontico, lette e citate da autori spirituali di ogni tempo, tra cui Gregorio Magno. Redatte probabilmente tra V e VI secolo, il volume ne propone la prima edizione critica con traduzione italiana, insieme ad un lavoro che ne mette in risalto i caratteri peculiari e il rapporto con gli scritti coevi e successivi.

