
"Per fedeltà d'amore"è un viaggio intenso e coinvolgente alla scoperta della figura di Ildegarda di Bingen, monaca, profetessa, guaritrice e musicista del XII secolo, riletta attraverso una lente contemporanea. Francesca Serra intreccia spiritualità, antropologia, medicina e poesia in un'opera che esplora la vocazione come risposta a una chiamata d'amore, e la fedeltà come radice profonda del prendersi cura di sé, degli altri e del mondo. Questo libro parla al cuore e al corpo: invita a rallentare, ad ascoltarsi, a ritrovare equilibrio interiore e senso del sacro nella vita quotidiana. La visione ildegardiana della salute - intesa come armonia tra anima, corpo e natura - si rivela sorprendentemente attuale in un'epoca segnata da ansia, disconnessione e fragilità. Attraverso un linguaggio accessibile ma ricco di profondità, Serra ci accompagna in un percorso di guarigione del sé, dove la spiritualità non è evasione ma pratica concreta, radicata nel vivere, nel sentire e nel condividere. Un libro che consola, ispira e restituisce forza vitale.
La Riforma protestante rappresenta un momento di svolta per il rapporto delle donne con la Bibbia. La crescente alfabetizzazione e il focus sulla dimensione profetica dell'azione ecclesiale aprono loro nuove possibilità di acquisizione e trasmissione del testo sacro, nonostante la chiusura dei monasteri comporti la perdita di spazi di autodeterminazione femminile. La struttura patriarcale della società che impedisce alle donne il diritto di partecipazione resta sostanzialmente invariata; eppure, nonostante ciò, donne di tutti gli strati sociali hanno avuto la possibilità di leggere la Bibbia nelle diverse traduzioni volgari e di confrontarsi su questioni di fede non solo nello spazio privato, ma anche nella sfera pubblica. Il volume illustra questo processo, offrendo studi dedicati alle interpretazioni femminili della Bibbia nell'Europa centrale, occidentale e meridionale, nelle Isole britanniche e in Scandinavia.
Il Diario si presenta come uno strumento prezioso che permette di trasmettere oggi il turbinio di emozioni che seguì l'ambasceria in ogni luogo visitato. Non vuole essere un contributo esclusivamente innovativo basato solo su documenti inediti, ma cerca di raccogliere, presentare e illustrare il periodo che la legazione Tensh? trascorse in Italia, riprendendo fonti manoscritte e a stampa già note, frutto di ricerche precedenti, e affiancando a queste elementi nuovi e originali emersi grazie alle indagini di molti autori coinvolti. La proposta e l'analisi di questa documentazione permettono di far conoscere il contesto storico-politico, socio-culturale e religioso presente nei vari stati della Penisola
È la sorpresa del Conclave per la successione di Francesco. Primo Papa dell'America del Nord, per quarant'anni missionario e vescovo in Perù. Leone XIV, al secolo Robert - "Bob" - Francis Prevost, è nato il 14 settembre del 1955. I 133 cardinali elettori lo hanno chiamato a guidare la Chiesa in un tempo in cui il mondo è segnato da quella che papa Bergoglio chiamava la terza guerra mondiale a pezzi. I primi gesti, le prime parole per capire come sarà il suo Pontificato a partire dal grande tema della pace; come affronterà questioni del dialogo ecumenico e interreligioso; quali saranno i suoi rapporti con gli Stati Uniti, dove ha già avuto divergenze con il presidente e il vicepresidente, e dove viene considerato il meno americano dei cardinali americani. Quale la sua attenzione per i migranti, il Sud del mondo, la povertà. L'inizio di un viaggio per cercare di conoscere Leone XIV e per scoprire qualche piccola curiosità.
Sensibili alle urgenze culturali del mondo attuale, i saggi di questo libro presentano una riflessione metodologica, storica e storiografica, su storia delle religioni e storia del cristianesimo, mettendo a fuoco categorie e parole chiave del discorso storico-religioso. Propongono, inoltre, approfondimenti che spaziano dal politeismo greco-romano al paganesimo dei barbari, dal rito al sacrificio, dalla storia della stregoneria fino al paganesimo contemporaneo. E invitano a guardare le religioni quali fatti innestati nel quotidiano; quali prodotti e produttori di storia; come fenomeni antropologici che impattano sui legami sociali e sulle strutture culturali; come generatori di dinamiche da gestire con adeguate strategie, ma anche come risorse di senso.
Pur costretti dalla loro stessa immagine pubblica a una postura di asciutta razionalità, per tutto il corso dell'età moderna i monaci benedettini cassinesi si mostrarono profondamente fiduciosi non solo nella possibilità dei miracoli, ma anche nella capacità, posseduta da speciali oggetti, di favorirne il verificarsi. Ma quanto era radicata la credenza che taluni oggetti giocassero un ruolo primario nel provocare eventi prodigiosi? La presente ricerca prende in considerazione questo peculiare aspetto dell'esperienza religiosa maturata nella più grande formazione monastica dell'età moderna: la Congregazione benedettina cassinese.
Qual era il segreto di Pier Giorgio Frassati, giovane torinese morto a 24 anni, aperto, gioviale, sportivo, abile alpinista, impegnato politicamente, esempio di freschezza, gioia di vivere e grande generosità verso i più poveri? L'indissolubile connubio fra la fede e la vita, tra l'accoglienza del Vangelo e l'azione concreta nei diversi ambiti della realtà. Pier Giorgio era infatti convinto che la fede debba confrontarsi con tutto l'arco dell'esperienza umana, senza steccati, negli ambienti in cui si vive. «Un modello che può insegnare qualcosa a tutti» lo definì Filippo Turati, stupito perché «ciò che si legge di lui è così nuovo e insolito che riempie di riverente stupore anche chi non condivide la sua fede».
Protagonista e spettatrice degli eventi degli anni Settanta, l'Azione cattolica fu segnata dagli animatissimi dibattiti interni e dalla guida impressa dai presidenti nazionali (prima Vittorio Bachelet e poi Mario Agnes). Molte furono le tensioni provocate dall'unificazione organizzativa e soprattutto dal nuovo atteggiamento dell'associazione rispetto alla politica, e in particolare verso la Democrazia cristiana. Alla fine, più che un arretramento dalla scena pubblica, la "scelta religiosa" seguita al nuovo Statuto del 1969 fu un adattamento - ritenuto necessario - alle mutate condizioni della società e alle nuove traiettorie lungo cui l'Ac intendeva accompagnare il cattolicesimo uscito dal Concilio vaticano II. Addentrarsi nei "lunghi anni Settanta" dell'Azione cattolica - come è ora possibile attraverso i contributi presentati in questo volume - significa osservare con occhio critico un passaggio rilevante nella storia dell'Italia repubblicana e del cristianesimo. Le ricerche, svolte su documentazione d'archivio inedita e su moltissimi periodici, permettono così di scoprire protagonisti, luoghi e temi di una storia dalle origini composite e dagli esiti in parte imprevedibili.
Il Giubileo rappresenta un evento di grazia che richiama all'esigenza di una rinascita morale e spirituale e all'urgenza di dareforma a una prassi di vita radicalmente rinnovata. Questo evento, peculiare della tradizione cattolica, affonda le sue radici nelmondo ebraico, ma soltanto nella storia millenaria della Chiesaraggiunge un ruolo di altissimo prestigio, dal punto di vistastorico, morale e teologico, grazie alla ricchezza del simbolismoche esso porta con sé. Nel contesto contemporaneo, poi, il Giubileo intreccia anche i linguaggi dell'arte, della letteratura, dellamusica e della filosofia. Il volume che viene proposto ai lettorivuole raccogliere questa densità di contenuti e significati, conl'auspicio che l'annuncio della speranza cristiana raggiunga ilmondo contemporaneo - non più animato da una speranza atutto tondo ma che si accontenta di micro-speranze, utili alla gestione del presente o dell'immediato - anche grazie alla ricchezza dell'evento giubilare, colto nella sua dimensione ecclesiale ein quella culturale
La storia del cristianesimo in Giappone è tanto preziosa e commovente quanto sconosciuta ai più. Dopo una rapida fioritura grazie all'arrivo dei missionari europei nel XVI secolo, i cristiani andarono incontro a una serie di crudeli persecuzioni che portarono decine di migliaia di martiri, lasciando solo un piccolo gruppo di credenti a tramandare la fede nel segreto per oltre duecentocinquant'anni. L'ultima grande prova fu nel 1945, quando la bomba atomica venne sganciata proprio sul quartiere cristiano di Nagasaki. 17 marzo 1865. Mentre sta leggendo il breviario nella chiesa appena inaugurata a Oura, presso Nagasaki, padre Bernard Petitjean viene avvicinato da un piccolo gruppo di contadini. Una tra loro gli sussurra: «Abbiamo lo stesso cuore!» Dopo duecento anni di silenzio, i "cristiani nascosti- del Giappone rivelano la loro esistenza. Papa Pio IX li definì "il miracolo d'Oriente-. Il cristianesimo si era diffuso rapidamente in terra nipponica grazie all'opera dei gesuiti - primo fra tutti Francesco Saverio - e degli ordini mendicanti sbarcati nel XVI secolo. Dopo cinquant'anni di inarrestabile fioritura, la comunità dei fedeli andò incontro a violente persecuzioni che culminarono nella distruzione di tutte le chiese e nella cacciata degli stranieri dalla terra del Sol Levante: iniziava l'epoca del "paese blindato -, un isolamento che sarebbe terminato solo nel XIX secolo. Restava uno sparuto gruppo di cristiani, nei pressi di Nagasaki, i quali, trasmettendo la fede nel segreto, dovettero attendere sette generazioni prima di poter tornare allo scoperto. Nel 1945 la bomba atomica esplose proprio sul quartiere abitato dai cristiani di Nagasaki: il terzo sterminio di quel popolo in quattrocento anni.Questo saggio ripercorre gli sviluppi del cristianesimo in Giappone, dalle origini sino ai nostri tempi, inquadrandone le vicende nell'evolversi del contesto storico. Nel corso della narrazione, spiccano figure di grande fascino, tra cui il beato Giusto Takayama Ukon, considerato il più eccellente samurai del suo tempo; i servi di Dio Takashi Paolo Nagai e sua moglie Midori Marina Moriyama, la cui storia sta appassionando decine di migliaia di lettori in tutto il mondo; la venerabile Maria delle Formiche, che scelse di vivere con i più poveri. Accanto alle vicende dei cristiani, si aprono interessanti finestre su numerosi aspetti della cultura giapponese, come la cerimonia del the, i samurai, il buddhismo, il mito dell'imperatore, il boom economico nel XIX e XX secolo.
Se la misericordia non è virtù estemporanea nella Chiesa, non lo è neppure l'attenzione pastorale alle persone a diverso titolo "migranti". Lo dimostra il legame con il Giubileo, che identifica la condizione del migrante con quella dell'homo viator, cioè di ogni uomo e donna sulla terra.Il volume evidenzia, a partire da fonti di archivio inedite, il processo di maturazione della sensibilità sociale e pastorale che conduce dal Giubileo del «generale ritorno» indetto da Pio XII nel 1950 al «Giubileo per tutte le culture» del 2000, fino a identificare, nel 2025, i migranti come «missionari di speranza».Di cosa fanno memoria migliaia di rom, sinti e marittimi insieme a Paolo VI nel 1975? In che modo rifugiati e artisti dello spettacolo viaggiante celebrano il passaggio di millennio nel 2000? Che senso hanno, per gli emigrati italiani, i presunti UFO nei cieli del 1950?Dall'analisi dei più recenti Anni giubilari, ordinari e straordinari, emerge un quadro vivido della mobilità, della società e della Chiesa degli ultimi 75 anni, libero - oltre che dalla colpa, per misericordia - anche dall'ipocrisia.

