
La poesia di Emanuela Ghini, giunta qui a una nuova matura prova, lascia trasparire la ricchezza del suo mondo interiore e del suo itinerario umano e spirituale, sempre teso all'essenziale, fin dagli anni della sua formazione, vissuta nel respiro del Concilio e alla scuola di maestri quale Giuseppe Dossetti, cresciuta nel solco della spiritualità carmelitana e al tempo stesso profondamente biblica. La relazione dell'anima con Dio si fa così dialogo aperto sulle relazioni umane e sul mondo,che vivono sospesi sull'orlo del mistero.
Nella nostra vita abbiamo tutti ricevuto: vita, cure, attenzioni, istruzione, sguardi, amore. Noi viviamo del dono degli altri. C'è chi mette in dubbio che gli uomini siano veramente capaci di gratuità. Effettivamente i nostri doni sono tutti imperfetti. Eppure nelle nostre relazioni ci sentiremmo traditi se ricevessimo qualcosa di meno della gratuità, se percepissimo nei gesti della cura un secondo fine. Il dono è una scelta semplice, ma tiene aperte le domande più importanti: Cos'è una società giusta? Cos'è la felicità? Cos'è l'autentica ricchezza? Come dobbiamo vivere?
Il presente lavoro nasce “sul campo”, come esperienza di Lectio divina nella comunità di San Lazzaro, in Lecce, che da anni vive l’incontro settimanale con la Parola. Una lettura sapienziale per aiutare le sorelle e i fratelli ad accostarsi alla Parola con il desiderio di mangiare di questo pane e di bere questa acqua che zampilla per la vita eterna; di essere illuminati nel cammino di fede e di testimonianza di vita in questo nostro tempo bisognoso di luce e di formare comunità dove la Parola non sia ornamento, ma vita. È una esperienza di ascolto, di confronto comunitario, di preghiera, di contemplazione del dono grande della Parola che è luce sul nostro cammino, seme che il Signore vuole seminare nei nostri cuori. Il Signore vuole continuare a realizzare, attraverso l’oscura e luminosa via dell’ascolto orante della sua Parola, capolavori della sua misericordia, quasi sua trasparenza in questa nostra storia, nelle famiglie, nelle comunità cristiane e laddove Lui chiama ad essere chicchi di grano per diventare pane “divino” per sfamare chi ha fame di Dio e dell’uomo.
Le riflessioni offerte non hanno pretesa alcuna se non il porsi, come umile offerta a coloro che cercano Dio e desiderano mettersi davanti alla sua Parola, per gustarla, contemplarla, sentendosi abitati e per annunciare quanto ha fatto il Signore.
"Figli carissima... con le mie stesse mani ti reco in dono questo libro: te l'offro con premura materna, perché tu, a tua volta, leggendolo, impari a vivere di cielo e non più di terra. Questo libro è d'oro, figlia mia: esso formerà la tua fortuna spirituale e la tua felicità anche terrena... Coloro che lo accoglieranno con amore saranno i primi fortunati figli che apparterranno al regno del "Fiat Divino."
Luisa Piccarreta, mistica di Corato, passò circa 62 anni della sua vita in un letto, nell'offerta totale di sé a Dio. Scrisse per obbedienza 36 volumi che hanno la fonte sorgiva nella preghiera del Padre nostro: sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra. "Libro di Cielo" è, in modo sintetico, il titolo voluto da Luisa ai suoi 36 manoscritti, fedelmente ritrascritti dagli originali e stampati in tomi. Il tomo 12 comprende gli ultimi due volumi 35° e 36°.
I nostri Padri ci insegnano a leggere l'incontro di Gesù con il (giovane) ricco come un pressante invito a non ovattare il cuore con la ricchezza del mondo. Ogni discepolo - in maniera più o meno radicale, a seconda della vocazione specifica di ciascuno - è chiamato a servire un solo padrone, che non è Mammona, ma Gesù Cristo e il suo amore. Possano queste pagine riecheggiare efficacemente l'accorato Messaggio di Papa Francesco per la Quaresima 2017, e prepararci al prossimo Sinodo dei Giovani dell'ottobre 2018 (S.E. Mons. Enrico dal Covolo).
La corsa come luogo di incontro e di confronto con se stessi e con i propri limiti, ma anche con i propri talenti. La corsa come relazione che apre all'amore per gli altri che è ad immagine dell'amore di Dio per noi. È proprio dalla corsa che parte don Alessio Albertini per parlare ai giovani. Perché questo libro "non è una conversazione banale, è una 'chiacchierata' che affascina, una stupenda sequenza di storie autentiche, trapuntata da parole sincere, contrassegnata da spontaneità e solidità sapienziale. [...] Un lungo viaggio in poche e agili pagine che "l'autore ha descritto non solo punteggiandolo di grandi attori dello sport, ma ha saputo corredarlo di quelle caratteristiche proprie dell'accompagnatore che ascolta e consiglia, che accetta la provocazione e la sa riversare in risposte chiare, comprensive, accettabili e piene di senso, aderenti alla vita del giovane. Questo accompagnamento permette di toccare temi, suscitare reazioni, esprimere sentimenti, aprire l'anima, la coscienza su tanti problemi della vita che attanagliano i giovani d'oggi.Si parte dal tema dell'amore per sentirsi chiamare per nome, dalle testimonianze al tempo che passa e che sorprende, dal sogno alla finitezza, dal coraggio e dal talento alla resilienza e alle lacrime amare, dal genio femminile al combattente per giungere al traguardo." (Dalla Prefazione del card. Lorenzo Baldisseri)
Questo trattato pratico di devozione mariana, improntato sul modello dell’Imitazione di Gesù Cristo, sarà una guida preziosa, una regola di vita, per tutti coloro che desiderano meglio conoscere e amare la Madre di Dio e Madre nostra.
“Felice chi imita Maria, perché imitando Maria imita Gesù, il Re e il primo modello di tutte le virtù! La vita di questa Vergine è una lezione universale”.
"Uno sguardo teologico sulla vita delle comunità religiose è quanto mai necessario oggigiorno, in un tempo in cui sembra purtroppo prevalere una lettura funzionalista o meramente psicologica delle relazioni comunitarie. I superiori timorosi o amanti dello statu quo ne potranno trovare stimolo a riappropriarsi della cura spirituale di coloro che gli sono affidati. Gli energici difensori della legge uno sprone alla discrezione e alla carità paziente Acquaviva ci aiuta a ricordare che non può tenersi in piedi una comunità di fratelli senza padre, né una comunità di "padri" totalmente assorbiti dagli "affari fuori casa", dove oramai nessuno guarda più l'altro con lo sguardo buono e sanante di Dio." (Dalla Presentazione di don Giuseppe Forlai)
Quante volte sorgono in ciascuno dei propositi di cambiamento, che poi si infrangono riprendendo contatto con la vita quotidiana, con la forza di inerzia delle abitudini, con il disincanto generato da altri precedenti tentativi andati male? Cosa significa "cambiare", specialmente da adulti? È Nicodemo, nel Vangelo di Giovanni, a farsi portavoce di questi interrogativi: «Come può un uomo rinascere quando è vecchio?». Da questa domanda nasce un percorso, che si intreccia con la vicenda di Gesù di Nàzaret, e segna idealmente le tappe di un cammino di conversione: per vivere altrimenti occorre iniziare a leggere altrimenti la propria storia, imparando così a scorgere il Regno di Dio lì dove mai avremmo sospettato che fosse.

