
Come il Vangelo, ripetuto ogni domenica da duemila anni e divenuto un’abitudine a cui non si fa quasi più caso, anche tutto il resto è divenuto parte del nostro orizzonte: in questo modo abbiamo perso la capacità di provare meraviglia e stupore di fronte alla bellezza, dando tutto per scontato. Ecco perché serve documentarsi per scoprire quanto è bella la nostra fede e avere le armi necessarie a fronteggiare chi dice il contrario. Questo volume, quarto capitolo della serie Il Kattolico, riprende l’omonima rubrica di Rino Cammilleri sul mensile apologetico “Il Timone”: ogni capitolo è dedicato a un argomento diverso, da leggere nell'ordine che ognuno preferisce. Volete sapere perché diavolo Pilato condannò Gesù? Cristo è veramente nato il 25 dicembre? Che fine fecero i prigionieri borbonici di Garibaldi e soci? A questi e altri quesiti Cammilleri risponde con il suo stile umoristico ma chiaro, decisamente cattolico.
Un libretto che raccoglie pensieri dedicati a... te: È per te il risveglio della primavera e il profumo delle rose... È per te la brezza leggera del mattino e la canzone del cuore... È per te il firmamento stellato e la quiete della notte... Illustrato a colori, è un simpatico regalo per una persona cara.
Tu sei speciale: tre parole per te che nascono dal cuore.
I nostri sogni sono lucciole che escono di nascosto la notte, e incontrandosi, si raccontano verità a voce bassa...
Un libretto per dirti: "Mi stai a cuore". A me importa, a me sta a cuore, a me interessa, mi riguarda, me ne prendo cura, io ci tengo, io ci sono.
"Diventare monaco nel cuore di una metropoli, vivere una vita contemplativa nel deserto delle città" (Pierre-Marie Delfieux)
“Cento minuti sul Vangelo. Per capire chi è Lui”, di padre Maurizio Botta, è un corpo a corpo con la Parola senza finzioni. L’autore, sacerdote della parrocchia di Santa Maria in Valicella a Roma noto per i suoi incontri “Cinque passi al mistero” e per il seguitissimo blog che porta lo stesso nome, ci accompagna in un viaggio al centro del Vangelo con un linguaggio diretto e contemporaneo, che può arrivare a tutti ma che non rinuncia per questo alla bellezza, all’intensità e alla verità della “buona notizia”.
“Io voglio questa buona notizia, solo questa. Io voglio essere regnato da Dio. Io voglio avere Dio per Re. L’unica cosa che mi interessa. Per nient’altro vale la pena vivere.”
Padre Maurzio Botta cerca di restituire il vero volto di Gesù, la Sua vera identità, troppe volte distorta, impoverita. Il Gesù del Vangelo, invece, non può che affascinare per la portata del Suo messaggio e dei Suoi gesti. Ognuno poi può decidere di accoglierlo o di rifiutarlo, in piena libertà.
“C’è un invito rifiutato, un’indelicatezza profonda, un anteporre cose buone e lecite all’immensità del Dono. Ancora una volta una libera scelta. Il problema è che c’era la Roma…”
Cercare un nuovo linguaggio per parlare di Dio oggi è da sempre stato il desiderio più grande di padre Silvano Fausti. In tutta la sua vita ha cercato di realizzare questo desiderio servendo la Parola soprattutto tramite la lectio e i corsi di esercizi spirituali e con uno stile di vita semplice e fraterno. Chi incontrava Silvano, incontrava la Parola e la strada per arrivare al Signore. Ma anche il mondo circostante e la realtà storica diventavano più chiari, aprendo a ciascuno un inaspettato percorso di discernimento. Il lettore potrà qui ripercorrere questa esperienza attraverso le risposte di padre Fausti agli interventi di alcuni lettori della rivista dei gesuiti Popoli. Nel suo stile incisivo, positivamente provocatorio e spesso paradossale, Silvano prima di tutto ascolta l'interlocutore, benevolmente, con attenzione; poi, prima di rispondere, si mette in ascolto della Parola di Dio. E alla fine risponde e non si tira indietro, consapevole che c'è un'unica storia da vivere come discepoli. Nella seconda parte sono raccolti alcuni contributi di Silvano, scritti a partire da alcuni passi degli Atti degli Apostoli, «una specie di suo testamento spirituale», scrive nell'introduzione l'amico padre Beppe Lavelli che ha accompagnato Silvano fino all'ultimo viaggio.
All'inizio della notte da sempre i cristiani innalzano lodi al Signore e intercedono per tutta l'umanità di cui vogliono essere voce. È nel buio di quest'ora che, a partire dalla Regola di Benedetto, sono state pronunciate le parole indirizzate da un priore ai suoi fratelli e alle sue sorelle, e qui radunate in un'unica raccolta inedita. Parole sapienti, che appartengono alla tradizione e nel vangelo cercano luce; parole per questo capaci di illuminare il viaggio interiore di chiunque sia alla ricerca di un senso, di un "oriente" per la propria vita.
Un libro non solo sul viaggio esteriore delle genti, ma sul viaggio interiore dell'anima. L'autrice offre un nuovo modo di vedere i migranti e di interpretare noi stessi e il nostro «viaggio» di vita.
Ci sono giorni in cui non si può stare tranquilli: la punteggiatura delle pagine di agenda corrispondenti riporta alla fine di ogni appuntamento un punto interrogativo. I punti di domanda sulla nostra vita sono fastidiosi, sono come un tarlo che scava il legno per nutrirsi della sua polpa, scavando fintanto che la struttura rimane apparentemente in piedi; ma arriva il momento in cui il nostro legno è indebolito e rischia, svuotato all'interno, di crollare. A volte si riesce a eluderli per un po', adottando varie strategie. Si risponde d'impulso, nel modo più sbrigativo possibile: ho sempre fatto così, gli altri fanno così, mi hanno detto di fare così. Altre volte pensiamo che la domanda sia rivolta soltanto ad altri e si trovi sulla nostra agenda per errore: per fortuna non è successo a me, non mi riguarda... Eppure le domande sono la nostra grandezza, ci aiutano concretamente a uscire dagli stereotipi e dall'anonimato. Le domande sul senso dell'esistenza sono la zattera che traghetta verso il futuro la nostra vita.
Benché si viva in un contesto in cui è difficile parlare di santità, tuttavia non ci si può esimere dal parlarne, poiché è una ineliminabile esigenza del Battesimo nel quale i fedeli sono stati immersi. La santità non è un lusso concesso solo a persone privilegiate, ma una "chiamata" universale, che trova attuazione nel terreno fecondo della "risposta" dei battezzati e produce negli uomini uno stato di vita speciale e soprannaturale, perché essa permette ai fedeli di partecipare alla natura divina e di essere «in grado di gustare sempre più e meglio i tesori della vita divina e progredire fino al raggiungimento della perfezione della carità».

