
La religiosità ha costituito uno degli aspetti che più intensamente ha segnato la vita di Gabriela Mistral fin dalla sua infanzia. Le poesie qui raccolte sono il frutto della traduzione del volume Poesía Religiosa curato da Pedro Pablo Zegers Blanchet e testimoniano il rapporto con la religione della poetessa cilena - Premio Nobel per la Letteratura 1945 - e il suo rapporto con la figura di Gesù.
L'invocazione del Nome (nota anche come "preghiera del cuore") ha conosciuto ampio sviluppo, soprattutto nella tradizione orientale della Chiesa; anche in occidente, seppur in modo non organico, ha vantato uno sviluppo, grazie al culto e alla devozione dei fedeli. Ma cosa significa "pregare il Nome di Gesù"? Quali frutti può portare nella vita del credente? L'Autore di queste pagine, sempre sostenuto dalla Scrittura e dai testi dei Padri della Chiesa, propone un percorso di conoscenza, approfondimento e pratica concreta di una forma di preghiera che da secoli alimenta la fede di innumerevoli cristiani. L'intimità con Cristo e la pace interiore che si sperimentano sono tra i frutti più belli dell'invocazione del Nome.
Ogni passo dei Vangeli è un'avventura dei sensi. Gesù si lascia ungere con oli profumati, mescola il fango con la sua saliva, chiede di essere gustosi come il sale, offre la sua stessa carne da mangiare. Ogni episodio della sua storia apre a interpretazioni controverse. E i primi a fraintenderlo sono proprio i discepoli. Dopo aver raccontato con taglio cinematografico movimenti, discorsi e percorsi del «personaggio» Gesù, Antonio Spadaro torna a confrontarsi con i testi evangelici e ne intraprende una lettura nuova e sorprendente. Attraverso lenti squisitamente letterarie, dà vita a un universo di suoni e odori, sensazioni tattili e immagini, che parlano delle sfumature dell'esistenza umana e del pericolo della libertà. Il Maestro non è un replicante divino paracadutato sulla terra per farsi portavoce dell'Eterno. Pretende di essere veramente Dio e pienamente uomo. Ma non basta la carne per essere umani: è necessaria la libertà. Da queste pagine Gesù sfonda la «quarta parete», si volta verso i lettori e chiede loro: «E voi chi dite che io sia?». Prefazione di Liliana Cavani.
Sei felice? È questa la domanda che spariglia le carte e fa venire a galla le contraddizioni persino di una vita apparentemente perfetta. Giovane laureata a pieni voti, Elena ha la solidità degli affetti familiari, una relazione stabile, una carriera avviata e una promozione in vista. Ma anche un’angoscia dentro che non sa spiegarsi e a cui nessuno sembra prestare ascolto. Finché un giorno, nel silenzio avvolgente di una chiesa, si sente accolta, compresa, in pace. E tutto cambia. La gioia diventa compagna delle sue giornate, e più la condivide, più si moltiplica. In questa testimonianza schietta e illuminante sul senso della vita e il coraggio della libertà, suor Elena Francesca ci affida oggi parole di speranza, rivolte a tutti. Ci guida alla scoperta del silenzio, la voce che non delude, e della preghiera, forza misteriosa in grado di raggiungere anche le ferite del cuore più nascoste. Ribalta ogni logica del mondo e infonde la fiducia necessaria a guardare paure e fragilità che nascono da dentro, per imparare a convivere con noi stessi e con gli altri, instaurando relazioni autentiche, consapevoli di non essere mai da soli. Dalla gioia di una vita che inizia a realizzare se stessa, nasce il desiderio di diffondere il messaggio che è possibile spezzare le catene delle aspettative e dei traguardi effimeri, vincere il rumore assordante del mondo, in cerca di una verità che ci interroga nel profondo: quanto siamo disposti a perdere per trovare noi stessi?
Gli scritti contenuti in questo libro vorrebbero offrire un contributo per la comprensione della Parola di Dio nella civiltà contemporanea: ai credenti, a quanti si pongono in ricerca religiosa ea coloro che si considerano atei in modo onesto pensoso. Nati dalla predicazione nell'assemblea liturgica e ampiamente rimaneggiati, essi adottano un linguaggio laico, per nulla clericale e scevro da quelle astrattezze sacrali che risultano incomprensibili ai più, quando non anacronistiche desuete; tengono principalmente conto della vita della comunità cristiana nel cui grembo sono stati concepiti, ma senza chiusure all'attuale contesto socio-culturale. Soprattutto, sono imbastiti dal filo della speranza, questa virtù tenace in grado di rendere affidabile la fede credibile l'amore. E di liberare dalla Pasqua quella forza eversiva che intercetta e si innesta nelle ansie di liberazione degli individui e delle società umane rendendoci tutti, come Gesù, l'unico vero sovversivo, strenui partigiani dell' impossibile accaniti cultori dell'utopia evangelica. Vengono così a profilarsi in questo testo i tratti di una spiritualità secolare o dell'essere-aldiquà del cristianesimo, come direbbe Bonhoeffer, la sola in grado di persuadere nel profondo donne e uomini del nostro tempo.
Attraverso la lettura del "De pace fidei" Monaco affronta il tema della pace tra le religioni in Cusano. Per il filosofo tedesco il riconoscimento della stessa ricerca di Dio è il fondamento per la pacificazione tra le religioni che non sacrifichi la pluralità dei riti, ma anzi che l'esalti, vedendovi le molteplici manifestazioni di una stessa umana ricerca e preghiera all'unico Dio.
chiara lubich vive la sua avventura mariana in sintonia con la chiesa dei nostri giorni. Alla scuola di maria, la chiesa da una parte conserva la parola; dall altra, perr, l approfondisce in stile dinamico.
Come dimostrano i saggi teologici introduttivi, la figura di Chiara Lubich può essere collocata accanto alle più grandi personalità della spiritualità cristiana di tutti i tempi. Ella è la depositaria di un particolare dono dello Spirito, il "carisma dell'unità", che Giovanni Paolo II ha più volte additato quale luce di Dio per il nostro tempo. Questo carisma è infatti un dono di luce finalizzato alla realizzazione dell'unità invocata da Gesù al Padre. Essa ha in Dio la sua sorgente e trova in Lui il suo modello. Di tale unità, l'umanità ha urgentemente bisogno. Da più di sessant'anni Chiara Lubich ne vive, ne parla e ne scrive. La pertinenza di questo suo "magistero" è stata riconosciuta in tutto il mondo da specialisti di varie discipline, da responsabili di Chiese e da autorità di diverse fedi e convinzioni. Il presente volume ne offre per la prima volta una esposizione organica. Il percorso tracciato negli scritti di Chiara Lubich introduce il lettore al suo pensiero. Partendo dalle prime intuizioni e dai tratti più caratteristici della sua spiritualità, evidenzia la novità della sua originale interpretazione del cristianesimo e le molteplici implicazioni concrete, civili ed ecclesiali che ne derivano. Siamo in presenza di una vera dottrina spirituale, foriera di una cultura della reciprocità. Tutti i generi letterari di cui si è servita l'Autrice sono presenti in questa antologia: lettere personali e manifesti programmatici, magistrali lezioni accademiche e frasi stringate come aforismi, discorsi pubblici e colloqui intimi e personali. Questo volume, già edito con successo dalla Mondadori, è stato finora tradotto in spagnolo, francese, portoghese, inglese e polacco. Per la presente nuova edizione il suo curatore, un esperto studioso della spiritualità dell'unità, ha proweduto a un suo aggiornamento, che è stato rivisto dalla stessa Lubich. Al testo si affiancano due saggi sul valore teologico e spirituale del carisma dell'unità, la bibliografia completa delle opere di Chiara Lubich e una rassegna dei principali scritti sulla sua figura, due dettagliate schede sulla sua biografia e sul Movimento dei Focolari, nonché un corposo indice tematico. Frutto di competenza e di amore, questo libro è una vera piccola "summa" che consente di conoscere in profondità una delle più suggestive spiritualità del nostro tempo.
L'Autrice presenta nel volume la vocazione dei focolarini sposati nata all'interno del Movimento dei Focolari fondato da Chiara Lubich, vocazione che ha avuto in Igino Giordani - scrittore, politico, giornalista - il suo “battistrada”. Si tratta di una realtà nuova nella vita della Chiesa: i focolarini sposati sono infatti chiamati a consacrarsi a Dio nel focolare, comunità di vergini e coniugati della quale fanno parte integralmente, pur continuando a vivere la propria vita familiare. Tale consacrazione personale a Dio non interferisce con il sacramento del matrimonio, anzi, perché chiamati ad amare Dio come il “tutto” della propria vita, essi sono aiutati ad amare il marito o la moglie ed i figli con lo stesso amore di Dio. Il volume ne ripercorre la nascita, gli sviluppi e lo specifico.
Un invito alla mutua conoscenza in un mondo che fa i conti con la diversità. Storie e volti di dialogo interreligioso e interculturale.
Un libro autobiografico, che non è un’autobiografia: ma piuttosto la constatazione che, guardando gli anni trascorsi dall’adolescenza, l’autore ha attraversato – sempre dalla sua Carpi, sempre da laico, sempre con più dubbi che certezze – diverse stagioni del dialogo. Da quello speranzoso e ottimista a oltranza di un post-concilio parrocchiale e grintoso a quello aperto a tutto di un Paese che si è trovato da un giorno all’altro religiosamente pluralistico; da quello, denso di angoscia, dopo eventi tragici come quelli dell’11 settembre a quello, continuamente messo in discussione, condannato dal clima culturale generale a essere letto come l’anticamera del relativismo; fino a quello di papa Francesco che invita a camminare insieme senza curarci troppo delle differenze dogmatiche. Tante storie, tanti volti, tante buone pratiche, più o meno riuscite, ma in ogni caso affrontate con passione, l’unica cosa che dà sale a una vita.
È una ricca antologia di scritti tratti dalle numerose opere di don Luigi Pozzoli, curata da due suoi amici.
Tre sono le parti che raccolgono questi scritti: 1) pagine tratte da scritti religiosi e omiletici; 2) tratte da scritti letterari, per lo più ritratti di autori del Novecento e analisi delle loro opere; 3) pagine autobiografiche o tratte da scritti occasionali, tra cui molte dedicate agli amici illustri, da Santucci a Ravasi, da Bearzot al pittore Nastasio.
Maestro di spiritualità religiosa, nei suoi numerosi libri e saggi, don Luigi Pozzoli ha percorso la letteratura del Novecento, di cui era appassionato cultore. Da questo percorso sono nate le riflessioni sul dramma dell’uomo presenti in tanti suoi libri, da Cristo insonnia del mondo (1979), a Profili: Cioran, Canetti, Camus, Céline (1997), frutto in gran parte delle conferenze tenute per anni al Centro San Fedele di Milano.
Copiosa poi la raccolta delle omelie, ben 8 volumi (molti pubblicati da Paoline: Dio il grande seduttore, Sul respiro di Dio, Un Dio innamorato, L’acqua che io vi darò), incentrate sulla meditazione dei testi sacri nella prospettiva cristocentrica di una vicinanza all’uomo sorretta dalla speranza.
Negli ultimi anni Luigi Pozzoli ha lasciato anche traccia di sé, della sua vita, in alcuni scritti autobiografici, dai due volumi di Pensieri vagabondi (2006) all’ironico ed elegante L’abito rosso (2003), una sorta di testamento lieve e ironico, ricco di osservazioni sulla vita quotidiana e sui sentimenti più riposti della sua anima.
"La vita cristiana è paradossale. È possesso e ricerca. È sicurezza e insicurezza. È gioia e inquietudine. È una vita mossa, contrastata, esposta a diverse contraddizioni. All’amore non si comanda. Chi si sente obbligato, non ama. Le questioni di cuore non possono essere regolate dalla legge. La legge esige, l’amore libera. La legge proibisce, l’amore crea. La legge è anonima, l’amore è personale". (L’autore)
Punti Forti
È un invito alla lettura dei suoi scritti, sia religiosi che letterari, il cui valore, riconosciuto da poeti, artisti e scrittori, risiede, oltre che nei contenuti, spesso controcorrente, anche nella nitidezza classica della sua prosa.
Il testo ha la prefazione del card. Ravasi e la Postfazione di Roberto Righetto, giornalista di Avvenire. Evento: il primo anniversario della morte avvenuta il 18 dicembre 2011.
Autore
Luigi Pozzoli (1932-2011), sacerdote e scrittore milanese, laureato in lettere, per decenni insegnante nei licei e in seguito parroco della chiesa di Santa Maria del Paradiso a Milano. Con Paoline ha pubblicato numerosi libri di spiritualità.
Curatori
Laura Bosio ha esordito in narrativa con I dimenticati (Feltrinelli 1993, Premio Bagutta Opera prima), seguito da Annunciazione (Mondadori 1997; nuova edizione Longanesi 2008), Teresina. Storie di un’anima (Mondadori 2004), Le stagioni dell’acqua (Longanesi 2007, Finalista Premio Strega), D’amore e di ragione. Donne e spiritualità (Laterza 2012).
Bruno Nacci, traduttore e saggista, ha curato opere di Hugo, Baudelaire, Chateaubriand, Flaubert, Chamfort, Nerval, Laclos e Canetti. Studioso e traduttore di Pascal, ha curato tra l’altro l’edizione Garzanti dei Pensieri (1994).

