
Sferzante, commossa e provocatoria riflessione sul valore del Natale, non come una memoria del passato, ma come un'avventura che consacra il presente, trasformando la quotidianità nel diario in cui Dio continua a scrivere la sua storia con l'uomo. Questa riflessione sul valore del Natale invita il lettore a non cadere nella "eresia" di una festa svuotata del suo significato autentico, contrapponendo la retorica del potere e dei consumi alla fragilità disarmante del Dio-bambino. Attraverso pagine che incalzano e interrogano, l'opera conduce nel cuore del mistero dell'Incarnazione: il Verbo che si fa carne, agnello e pane. Non si tratta di una semplice nota liturgica, ma di un invito a "custodire il respiro di Dio" nel proprio presente, trasformando i sensi e la ferialità dei giorni in una realtà sacramentale capace di rivelare il volto di un Dio che sceglie la debolezza per conquistare l'uomo. È un diario spirituale che spinge a guardare la vita con gli occhi di Gesù: uno sguardo benedicente, colmo di tenerezza e pietà, che non si ferma alle apparenze ma cerca il cuore dei fratelli.
«Pagine intense, di quotidiano stupore della vita. Con la gioia di un fiore che nasce, per un bel libro letto, per un gesto di sincera amicizia. Con la “voce” di Santucci, Turoldo e di tanti altri “compagni di viaggio”. E soprattutto con uno sguardo sensibile e attento su tante questioni sociali e religiose» (dalla prefazione di Luca Frigerio).
Un piccolo, prezioso libro che tenta di delineare una spiritualità per l’uomo di oggi. Un “tonico” per l’ansia, ricco di riferimenti e suggestioni letterarie e filosofiche, in aiuto a chi è alla rincorsa perenne di una serenità dell’animo anelata e mai realmente conquistata. Contro ogni sforzo, inutile, di eliminare l’inquietudine dalla vita, l’autore disegna una inversione di rotta: che guarda alla drammaticità come ad una componente fondamentale dell’uomo, rivaluta il carattere “destabilizzante” della fede e afferma il paradosso di una vita cristiana come lotta per la conquista della Salvezza.
La piccolezza nel Vangelo è una delle dimensioni più sottolineate ed ha un fascino straordinario. A questo fascino si è arreso Dio che, attraverso l'incarnazione di Gesù ha voluto esprimere tutta la sua predilezione per le creature piccole, povere, fragili, semplici, emarginate. L. Pozzoli, nella prima parte di questo saggio, considera le caratteristiche di chi è piccolo nel vangelo; nella seconda parte declina la piccolezza in molte dimensioni della vita, nella gioia, nella saggezza, nel pianto, nel tempo, nella preghiera, nella politica; nella terza parte presenta personaggi ed episodi evangelici legati alla piccolezza: la nascita di Gesù, i due vecchi del tempio Simeone e Anna, il cireneo che porta la croce, i discepoli di Emmaus ed altri.
Un volume per dire che il mistero, troppo grande per ogni pretesa di chiarezza razionale, si affida ad un approccio più umile e leggero, guidato dalla segreta pedagogia dello Spirito. Suggestioni: come il biblico ramo di mandorlo che nel cuore dell'inverno suggerisce il sorgere della vita.

