
Nuova edizione del primo volume del conosciuto testo di Anthony de Mello, "La preghiera della rana", arrivato nel 2017 alla diciottesima edizione. Quelle che il volume propone sono storie e aneddoti che appartengono a Paesi e culture diversi, provenienti soprattutto dal mondo orientale, ma che fanno parte del patrimonio spirituale di tutta l'umanità. Raccogliendoli e ripresentandoli, de Mello ha offerto e continua a offrire al lettore un filo rosso di saggezza e di umanità che lo costringerà a ripensare in modo diverso molte cose, la vita e se stesso.
Con l’aiuto dei Padri monastici e in particolare dei Racconti di un pellegrino russo, l’autore intende delineare un percorso per entrare nella preghiera del cuore e farci trasformare da essa. Infatti, per dialogare con Dio bisogna imparare a dialogare con il cuore.
La preghiera di semplicità è la preghiera alla portata di tutti. È la strada facile per gustare le gioie profonde della preghiera. È imparare a versare il cuore di Dio con fiducia e semplicità come sa fare un figlio affettuoso con il papà o con la mamma, condividendo problemi o debolezze, gioie o pene per vivere nella luce di Dio tutte le cose della giornata. In sostanza è un comunicare semplice e cordiale con Dio per ringraziare, riparare, chiedere, dividere con lui ogni affanno e problema e avere luce su quello che desidera da noi. Un libro che sgorga fresco dall'esperienza e dal cuore di Padre Gasparino e della sua Scuola di preghiera.
Sovente ci sentiamo chiedere: io voglio imparare a pregare, ma da dove devo partire? In pratica, cosa devo fare? Che cammino seguire? Il libro cerca di rispondere a queste domande in modo semplice e concreto. Come scrive l'autore nell’introduzione: "È importante suggerire ai giovani delle norme semplici e pratiche e chiedere loro di sperimentarle" perché "il cristiano non può stare in piedi senza preghiera, l’esperienza quotidiana lo conferma per tutti".
Conoscere l’esperienza dei Padri del Deserto significa mettersi in ascolto della loro voce, eco fedele di un’altra Voce, forte e impetuosa come il vento che spazza le aspre solitudini in cui questi uomini si sono purificati. La voce di Martyrius Sahdona risuona per la prima volta all’orecchio del lettore italiano in questa traduzione originale dall’inedito Libro della perfezione. In più troviamo altri scritti spirituali, tra cui le lettere, sempre sul tema della preghiera e della vita in volontaria solitudine. Un’esperienza ancora poco conosciuta, ma ricca di spunti per quella battaglia spirituale che sempre più coinvolge l’uomo, assetato di fecondo silenzio nel frastuono del deserto contemporaneo.
Autore
Sahdona, monaco siriaco più conosciuto con la forma latina del suo nome, Martyrius, nacque vicino a Kirkuk, nell’odierno Iraq, intorno alla fine del VI secolo. Si ritirò a vita eremitica fin dalla giovane età, su influenza di due figure femminili per lui particolarmente importanti: la madre e la guida spirituale di quest’ultima, l’anziana Shirin. Uomo di grande profondità e spessore, Sahdona fu spesso al centro di vivaci dispute nella Chiesa d’Oriente. Autore prolifico, ha lasciato tra i propri scritti uno dei più apprezzati trattati di spiritualità della letteratura monastica.
Anthony Bloom ha scritto diverse opere pregevoli sulla preghiera e ha costituito per lungo tempo un riferimento importante per i cristiani di lingua inglese, sia appartenenti all’ ortodossia che al di fuori di essa. Questo testo si presenta in modo tuttavia particolare. Coloro che hanno familiarità con le opere del Metropolita di Sourozh troveranno i suoi insegnamenti esposti in maniera estremamente ordinata e accessibile, mentre per quanti non hanno ancora scoperto la profondità spirituale dei suoi scritti sulla preghiera, queste pagine si presentano come l’ introduzione ideale. Aiutati dall’intelligente opera di redazione effettuata da Hugh Wybrew, uno degli uomini che più hanno fatto per il dialogo ecumenico in seno alla chiesa d’Inghilterra, abbiamo veramente la possibilità, giorno dopo giorno, di entrare nei misteri della preghiera cristiana. Una preghiera che è dapprima incontro, che si lascia misurare dalla Scrittura, e resta sempre aperta alla novità inesauribile del mistero consegnatoci nell’evangelo.
"Il momento più bello della giornata è quando si prega, perché si parla con chi più si ama." (Chiara Lubich) Per Chiara Lubich la preghiera è un'espressione dell'unione con Dio e nello stesso tempo una via per raggiungere tale unione. Anche questo aspetto della vita spirituale si colloca all'interno del carisma dell'unità e in esso trova la sua genuina espressione e i tratti più originali. L'Autore ha raccolto alcuni scritti della Lubich sulla preghiera con l'intento di "gettare uno sguardo su come lei pregava" e conoscere di più la sua profonda interiorità. Dopo un'introduzione sul significato della preghiera, Ciardi offre un excursus sulla preghiera nella vita di Chiara e una intervista in merito fatta a Eli Folonari, sua segretaria particolare. Seguono una scelta di pensieri di Chiara sul tema e alcune sue preghiere.
Nella nostra vita inquieta e alla ricerca di senso, ci vengono proposti tanti metodi di meditazione da poterci addirittura confondere! Perché non ritornare invece alla secolare tradizione spirituale del nostro patrimonio cristiano? Per vivere l'intimità silenziosa con Dio abbiamo bisogno di punti di riferimento e queste pagine - un piccolo prezioso vademecum sulla preghiera - ci fanno condividere l'esperienza dei suoi autori, radicata nella tradizione spirituale della Chiesa. L'incontro silenzioso con il Dio vivente sarà allora fonte di approfondimento spirituale, di trasformazione interiore, di pace e di relazione più libera con il prossimo.
La preghiera più bella nasce da un'ispirazione dello Spirito Santo. Lo Spirito Santo ci guida nella preghiera: ci fa fare esperienza di Gesù e sperimentare la paternità del Padre. La preghiera più bella é l'invocazione allo Spirito Santo, é lasciarsi guidare, illuminar, affascinare dalla bellezza del Padre e conquistare dallo splendore del Figlio. la preghiera più bella é preghiera vera, bella e buona che trasforma in veri, belli e buoni.
In questo piccolo testo di preghiera trovate la preghiera più bella, le preghiere classiche e le preghiere di guarigione per sperimentare che è possibile guarire con la preghiera.
Unendo un'accurata lettura dei testi biblici alla ricerca del loro senso teologico, in queste pagine Daniel Marguerat intende riflettere sul senso del pregare e su questioni di fondo quali: Perché pregare? Quale Dio preghiamo? In che modo siamo esauditi?
Tra le numerose ninfee dipinte da Claude Monet la migliore - secondo Charles Péguy (1873-1914) - non sarà l'ultima, frutto di un crescente apprendimento, bensì la prima, figlia dello stupore. Solo lo stupore, infatti, veramente conosce. Il resto è "sistema" rigido, è imporsi del "bell'e fatto", è invecchiamento prodromo della morte. Non è più avvenimento. Con questa rivoluzionaria impostazione Péguy ha guardato il "mondo moderno" denunciandone la forza avvilente, ha combattuto per la "città armoniosa", ha ritrovato la fede di quand'era bambino, ha vissuto da "cristiano della comune specie", ha cantato le meraviglie della "giovane speranza" e la grandiosa avventura di Eva/umanità. Ed è morto in battaglia, perché il rapporto con l'Eterno e con l'Infinito si gioca tutto nella brevità di un tempo e nella carnalità di uno spazio.
E se un medico diagnosticasse a vostro figlio la Sindrome di Down? Se le sue parole stravolgessero la vostra esistenza, i vostri desideri, le vostre aspettative, i vostri sogni? Se da quella scoperta dolorosa i dubbi e le incertezze prendessero il sopravvento? Se ogni decisione nella coppia lasciasse spazio a una discussione, a un contrasto, a un disaccordo? Se l'amore s'incrinasse? Se nulla fosse più come prima, prima di un figlio... La prima volta che ho visto le stelle è un palpitante racconto a più voci sull'urgenza di una madre e di un padre di provare a stare in equilibrio dopo la perturbazione di una nascita. È una storia potente e toccante sulla disabilità, sull'accettazione di una verità immutabile e tormentosa. È un viaggio affascinante e imprevedibile nel mondo dei bambini. È una piccola grande storia che mostra e testimonia il cammino che gli adulti possono compiere per imparare a guardare il mondo attraverso gli occhi dei bambini, alla loro altezza, con la stessa stupefacente meraviglia. Gianfranco Mattera ci apre alla conoscenza di una paternità e maternità vere, andando oltre gli stereotipi e i luoghi comuni.

