
Protagonista di un libro della Bibbia di soli 48 versetti, Giona è il prototipo dell'uomo dal cuore contratto, che tenta di fuggire di fronte alla chiamata di Dio, alla missione da Lui indicata. Per questo Giona è anche ciascuno di noi, la nostra comunità, la Chiesa. La sua storia è la nostra storia.
Descrizione dell'opera
Diceva Jean Guitton che se avesse dovuto rinunciare a tutto il Vangelo per una sola scena, che potesse riassumerlo, avrebbe certamente indicato quella dei due discepoli di Emmaus.
L'episodio fa parte di un trittico mediante il quale l'apostolo Luca presenta, nel capitolo 24 del suo Vangelo, la risurrezione di Gesù.
L'autore si avvicina a questo brano secondo il metodo della lectio divina, proponendo dopo il testo una lettura di tipo più esegetico, versetto per versetto, per cercare di capire che cosa vuol dire, offrendo poi alcuni spunti di riflessione più personale per tentare di cogliere che cosa il testo ha da dire al lettore, oggi. Il tutto è seguito da una preghiera e da alcune domande per la riflessione.
Con un linguaggio stilisticamente gradevole, egli mostra grande capacità di far risaltare il "tesoro nascosto" nel testo, anche grazie a una serie di osservazioni incisive che inducono all'introspezione.
Sommario
Introduzione. I. Testo (Lc 24,13-35). II. Lectio. III. Meditatio. 1. La strada della vita. Oratio per la riflessione. 2. La fragilità e la grazia. Oratio per la riflessione. 3. I richiami indispensabili. Oratio per la riflessione. 4. Il cuore in fiamme. Oratio per la riflessione. Conclusione.
Note sull'autore
Renzo Mandirola (Rovegno [GE], 1951) è prete dal 1976. Appartiene alla Società delle Missioni Africane (SMA), dove ha ricoperto diversi ruoli di responsabilità. Licenziato in teologia biblica, ha svolto il suo apostolato in Africa in una parrocchia rurale, all'interno di un'équipe di ricerca sull'inculturazione e al servizio della formazione permanente di preti e suore. In questa prospettiva di attenzione alla Scrittura e all'etnologia, ha scritto diversi testi in francese e in italiano. Negli ultimi anni ha curato un'edizione delle lettere e un'antologia di testi del fondatore del suo istituto, Melchior de Marion Brésillac nonché, in collaborazione, una storia della Società delle Missioni Africane. Presso le EDB ha pubblicato: Quei due di Samaria (1994), Tre donne, tre Marie (1996), Giona. Un Dio senza confini (1999), Quattro di quelli. Storie di sequela (2008).
La Lettera di Paolo ai Filippesi viene esaminata in questo libro attraverso tre sguardi. Il primo (Lectio) è orientato a spiegare il testo dal punto di vista letterale e del senso insistendo sulle sfumature del vocabolario biblico e aiutando il lettore a dotarsi di una competenza biblica. Il secondo (Meditatio) enuncia i temi del vissuto presenti nella Lettera e li sviluppa in riferimento alla contemporaneità pastorale ed ecclesiale in un confronto continuo con la tradizione spirituale cristiana. Il terzo (Oratio) è infine costituito da un testo per la preghiera ideato dall’autore.
Sommario
Introduzione. I. Fare memoria. II. Annunciare il vangelo. III. Cristo, vita nostra. IV. Il coraggio di essere cristiani. V. Al servizio della comunione. VI. Un esempio da imitare. VII. Impegno per la salvezza. VIII. L’importanza dell’amicizia. IX. Scegliere l’essenziale. X. Rimanere in corsa. XI. Perseverare nella gioia. XII. Cristo ci basta. Conclusione.
Note sull'autore
Renzo Mandirola, prete della Società delle Missioni Africane, ha svolto il suo apostolato in Africa, ricoprendo diversi ruoli di responsabilità all’interno del suo Istituto. Licenziato in Teologia biblica, ha pubblicato con EDB Quei due di Samaria (1994); Tre donne, tre Marie (1996); Giona. Un Dio senza confini (1999); Quattro di quelli. Storie di sequela (2008); In cammino con il Risorto (2010).
Sette donne delle scritture di cui non si conosce il nome, ma che ci parlano con la loro vita. Un itinerario di lectio divina per riflettere seriamente, in modo aperto e non apocalittico, sul tema del ruolo delle donne nella Chiesa. Una preghiera iniziale, il Vangelo, una lectio essenziale, la meditatio, una preghiera finale e alcune domande per aiutare nella riflessione. "Quella che stiamo vivendo non è semplicemente un'epoca di cambiamenti, ma è un cambiamento di epoca" – direbbe papa Francesco. In questo cambiamento, nella visione e nell'azione del Papa, le donne occupano un posto speciale e nuovo. Esse da sempre hanno rappresentato e rappresentano la componente più importante della Chiesa, eppure la meno rappresentata nei suoi posti chiave, quella con meno diritto alla parola
I Vangeli raccontano di incontri trasformanti, di sguardi che cambiano la vita. Lo sguardo di Gesù non è solo un dettaglio narrativo, ma un ponte tra il divino e l'umano, capace di interrogare, guarire, liberare e chiamare. Questo libro raccoglie sei riflessioni ispirate alla Scuola della Parola, offrendo un percorso di meditazione attraverso episodi evangelici in cui lo sguardo di Cristo si posa su uomini e donne, risvegliando domande profonde e aprendo nuove strade. Con una struttura che unisce Lectio divina, meditazioni, preghiere e spunti per la riflessione personale e comunitaria, questo testo è un invito a lasciarsi incontrare dallo sguardo di Gesù e a riscoprire la sua presenza nella propria vita.
Un libro documentato, che nasce nell'ambito di un convegno internazionale. In un presente di guerre diffuse, un libro per trovare strategie di pace Per i credenti, per scoprire aspetti inediti della figura di Gesù secondo i vangeli. Per laici, per scoprire le tecniche di azione nonviolenta di Gesù nel suo tempo "Un testo che ci guida alla scoperta della figura di Gesù come operatore di pace nonviolento. Un uomo che insegna come prevenire e arrestare la violenza, in modo effettivo e creativo. Il libro esplora anche gli atti di resistenza civile di Gesù, le sue azioni di riconciliazione e i suoi interventi in difesa degli innocenti. La sua cura per costruire una comunità nonviolenta e la sua scelta di vivere, appieno e fino alla fine, una vita nonviolenta può essere di grande ispirazione nel tempo complesso che viviamo, non solo per i cristiani".
Come fu letto il Vangelo di Matteo dagli "hoi exo" - "quelli di fuori", come li chiamavano le comunità cristiane -, greci per nascita e per cultura, che lo scoprirono nella loro lingua comune, la koiné, così chiara e naturale, nonostante il sostrato aramaico ipotizzato dagli studiosi? Ce ne fornisce un'idea la traduzione di Enzo Mandruzzato, che aderendo con assoluta fedeltà al testo greco di Matteo ne fa risaltare la purezza remota, la ruvidezza e arcaicità. Per la sua notevole diversità rispetto alle versioni canoniche, essa può sconcertare e suscitare anche obiezioni di carattere filologico, ma ha indubbiamente il merito di consentire al lettore di avvicinarsi, come per la prima volta, all'archetipo testuale del "buon messaggio" - nel quale Cristo è ancora "l'Unto", la Chiesa "comunità", il battesimo "immersione" -, di riscoprire il senso e la sonorità originari delle parole che una millenaria stratificazione di traduzioni ha arricchito di profondi significati teologici, ma ha privato nel contempo della loro freschezza sorgiva. Nell'apparato di note che completa il volume, il curatore chiarisce le scelte linguistiche del suo lavoro e fornisce, insieme a informazioni sul contesto storico-geografico, i riferimenti veterotestamentari necessari alla comprensione di quella che può essere considerata come la prima grande sistemazione narrativa, operata da Matteo sulla scorta di Marco, delle sparse testimonianze orali e scritte della vita di Gesù.
Come fu letto il Vangelo di Matteo dagli "hoi exo" - "quelli di fuori", come li chiamavano le comunità cristiane -, greci per nascita e per cultura, che lo scoprirono nella loro lingua comune, la koiné, così chiara e naturale, nonostante il sostrato aramaico ipotizzato dagli studiosi? Ce ne fornisce un'idea la traduzione di Enzo Mandruzzato, che aderendo con assoluta fedeltà al testo greco di Matteo ne fa risaltare la purezza remota, la ruvidezza e arcaicità. Per la sua notevole diversità rispetto alle versioni canoniche, essa può sconcertare e suscitare anche obiezioni di carattere filologico, ma ha indubbiamente il merito di consentire al lettore di avvicinarsi, come per la prima volta, all'archetipo testuale del "buon messaggio" - nel quale Cristo è ancora "l'Unto", la Chiesa "comunità", il battesimo "immersione" -, di riscoprire il senso e la sonorità originari delle parole che una millenaria stratificazione di traduzioni ha arricchito di profondi significati teologici, ma ha privato nel contempo della loro freschezza sorgiva. Nell'apparato di note che completa il volume, il curatore chiarisce le scelte linguistiche del suo lavoro e fornisce, insieme a informazioni sul contesto storico-geografico, i riferimenti veterotestamentari necessari alla comprensione di quella che può essere considerata come la prima grande sistemazione narrativa, operata da Matteo sulla scorta di Marco, delle sparse testimonianze orali e scritte della vita di Gesù. Con un testo di Boghos Levon Zekiyan.
La lettura delle Scritture sante guidata dallo Spirito (lectio divina) consente d'incontrare e di ospitare nella nostra vita Gesù, il veniente, la Parola di Dio che si è "abbreviata" nel seno di Maria e nel libro della Sacra Scrittura. Le meditazioni dei testi evangelici dei tempi di Avvento e Natale consentono di riconoscere ed accogliere Gesù, la Parola che "è venuta nell'umiltà della nostra natura umana", che "verrà di nuovo nello splendore della gloria" e che viene ora "per invitarci ed ammetterci alla comunione con sé e con il Padre". Con suggerimenti e domande per "vivere la Parola" nella propria vita quotidiana.
Il testo integrale del Vangelo secondo Matteo, tradotto e commentato da Rosalba Manes. Versione dal testo originale in una lingua italiana fluente e suggestiva, per rendere la sorprendente ricchezza del linguaggio evangelico; commento fondato su un'accurata analisi del testo, arricchita da sensibilità e intuizione femminili; particolare attenzione alla presenza decisiva delle donne nel racconto evangelico.

