
"Questo libro mette in rilievo l'importanza culturale che la storia delle religioni può assumere in una società desacralizzata, e sviluppa un'ermeneutica sistematica del sacro e delle sue manifestazioni storiche... Il 'sacro' è un elemento strutturale della coscienza, e non uno stadio della sua storia. Un mondo pieno di significato è il risultato di un processo dialettico che può essere definito come la 'manifestazione del sacro'. La vita umana si carica di significato attraverso l'imitazione di modelli paradigmatici rivelati da esseri sovrannaturali; l'imitazione di questi modelli al di là dell'umano costituisce una delle caratteristiche fondamentali della vita 'religiosa' comune a qualsiasi cultura ed epoca." (Dalla prefazione)
In queste pagine sono raccolti insegnamenti provenienti da varie fonti, uniti da un unico filo: la realtà della presenza divina nell'uomo. Questa certezza è sufficiente a cambiare la propria vita, se realizzata con coerenza. La parola dei maestri è come una coppa d'oro, che contiene i tesori della vita, dalla quale l'uomo può bere e dissetarsi.
Osho parla del gioco della vita e di come abbandonarsi al suo perenne fluire. Ma parla anche della creatività e della consapevolezza dell'amore, delle relazioni e delle loro perversioni, aiutandoci ad affrontare la paura che ci mantiene stranieri a noi stessi, guidandoci per mano sul sentiero dell'illuminazione. Un sentiero che si snoda sulle rive dell'ignoto, là dove la nostra dimora può avere stabili fondamenta.
L'amore e il desiderio nascono magicamente nell'incontro fra uomo e donna. Tuttavia come dimostra l'esperienza di molte coppie, spesso questi sentimenti profondi finiscono per svanire, per lasciare il posto alla noia e al disincanto. Ma qualcosa si può fare: ecco un libro dedicato alla coppia che non si rassegna all'esaurirsi della passione.
"Mi ricordo che quando mi sposai, la zia di mio padre - sopravvissuta ad Auschwitz - si presentò al matrimonio con il numero tatuato sull'avambraccio coperto con una benda. Io sapevo che l'aveva fatto per non stendere un velo di tristezza sulla nostra festa. Eppure questo è proprio il ricordo più nitido che ho a tutt'oggi della cerimonia del mio matrimonio. Lo sforzo terribile di non infettarci con la sua tristezza, con la sua tragedia. Ebbi l'impressione che sotto quel sottile strato di garza ci fosse un abisso infinito che minacciava di risucchiare tutto: la festa, la felicità, la musica, la nostra stessa vita..." Intervista di Matteo Bellinelli.

