
Il pianto antico, la lamentazione mediterranea e precristiana sui defunti, è il tema cruciale su cui Ernesto de Martino mette alla prova l'efficacia delle categorie interpretative elaborate nel "Mondo magico". L'esistenza dell'uomo primitivo è perennemente in bilico tra l'affermazione di sé e della propria presenza e l'universo della labilità in cui è costretto a vivere, dove tutto congiura per l'annullamento e la dissoluzione. La morte di una persona cara e necessaria è l'evento che può provocare il tracollo della instabile bilancia: essa appare uno scandalo irreversibile, una crisi senza orizzonte e apre la strada alla estraniazione dal mondo, al delirio di negazione, al furore distruttivo omicida e suicida. Ma proprio sull'orlo del rischio estremo l'uomo primitivo impara a difendere il proprio precario esserci: nasce il controllo rituale del patire, il pianto collettivo. Il rito - e le molte tecniche di cui si sostanzia - può ora percorrere tutta la tastiera della disperazione, ma appunto in forma controllata. E l'uomo è restituito alla vita, mentre la presenza assillante del morto è trasformata in un'ombra protettrice.
L'immagine dell'Islam contemporaneo è strettamente legato alla sharia, la legge religiosa, tanto che interrogarsi sulla teologia islamica può, a prima vista, sorprendere. Si cercherebbero invano delle divergenze dottrinali nelle discussioni religiose delle società musulmane. Il dibattito è centrato sempre sull'applicazione totale o parziale della legge islamica: in altre parole l'ortoprassia viene prima dell'ortodossia. Ma non è sempre stato così, la teologia ebbe un momento di gloria durante i secoli VIII e IX, prima che l'armonia tra fede e ragione diventasse un ideale inaccessibile. Un periodo in cui si discuteva se è possibile vedere Dio, ci si appropriava dell'atomismo e iniziava quel processo che metteva insieme storiografia, teologia e pensiero politico.
Iraq, Libano, Israele, Palestina: il cristianesimo sta scomparendo dalle sue terre natali? Questo libro nasce dalla documentazione raccolta “dal vivo” in questi paesi, tra i più affascinanti e controversi del mondo. Lo scopo dell’autore, vicedirettore del settimanale Famiglia Cristiana,è il tentativo di fare il punto sulla vita dei cristiani in Medioriente.Quella che è la culla storica della cristianità assiste a un indubbio calo delle presenze dei cristiani, e se le cose continuassero con questa tendenza la situazione non potrà che peggiorare, fino al rischio della completa scomparsa dei cristiani da quelle terre. Una questione cruciale che Fulvio Scaglione affronta presentando situazioni concrete, testimonianze, interviste a personaggi autorevoli, comunità e semplici fedeli cristiani mediorientali.
Questa traduzione del Corano è al tempo stesso fedele al testo originale e proposta in una forma letteraria accessibile anche al lettore non specializzato. L'ampia introduzione, il commento (che, oltre a chiarire le difficoltà del testo, sottolinea analogie e convergenze con la Bibbia e con i princìpi teologici ed etici del Cristianesimo), il glossario e l'indice analitico rendono facile e attraente la lettura e lo studio del libro sacro dell'Islàm.
La Gita, conosciuta anche come Bhagavadgitopanisad, è un grande classico della spiritualità. Si tratta di un poema dialogato di settecento versi, in diciotto canti corrispondenti ai capitoli XXV-XLII del sesto libro dell'epopea sulla battaglia tra Pandava e Kaurava narrata nel Mahabharata. Il testo tradisce influenze diverse e non si può stabilire una datazione precisa, anche se si può ipotizzare il II o I sec. a.C. La Gita occupa un posto centrale nel pensiero indiano ed è considerata un libro sacro, come i Veda e le Upanisad. Ha il valore di un messaggio universale, in quanto parla delle lotte interiori ed esteriori dell'esistenza umana e illumina il mistero della vita. In essa si svolge il dialogo tra un uomo e un dio: tra il principe Arjuna, ufficialmente figlio di Pandu, in realtà figlio del dio Indra, e il suo auriga Krsna, che gli si rivela come dio e mostra come tutto, compresa la guerra intestina che Arjuna deve combattere, faccia parte di un disegno cosmico divino. Una delle caratteristiche più importanti di tutto il testo resta l'importanza attribuita allo yoga, l'unificazione dei sensi e del pensiero. Questa edizione della Bhagavadgita è stata pubblicata per la prima volta da Adelphi nel 1976.
Jaffé Dan Il Talmud e le origini ebraiche del cristianesimo
Alle radici della civiltà giudaico-cristiana: I rapporti tra cultura ebraica e cristianesimo delle origini.
La letteratura talmudica è relativamente poco conosciuta nel nostro paese. Eppure lo studio - privo di ipoteche teologiche o confessionali - dei rapporti tra il giudaismo rabbinico e il cristianesimo primitivo è particolarmente interessante per comprendere le origini religiose del mondo occidentale, la cui civiltà viene oggi così spesso definita "giudaico-cristiana".
Dopo la distruzione del Tempio di Gerusalemme nel 70 d.C., il giudaismo ha conosciuto dei mutamenti profondi e travagliati. I Saggi, gli autori del Talmud, si sono confrontati con altri ebrei, in particolare con quelli che seguivano gli insegnamenti di Gesù, con Gesù stesso e con Paolo di Tarso. Le vicende di questo incontro costituiscono l’oggetto di questo volume. Nell’ultimo capitolo sono passati in rassegna alcuni storici ebrei moderni e contemporanei e la loro visione di Gesù.
Grazie all’uso delle fonti originali, l’autore consente ai lettori di raggiungere una comprensione migliore di quest’epoca complessa, in cui il giudaismo e il cristianesimo hanno cominciato a differenziarsi, e in cui si sono avviati movimenti e meccanismi che hanno pesato sul corso successivo della storia.
Nella più comune manualistica letteraria viene generalmente messo in luce soltanto l'influsso, non sempre ritenuto positivo, che la religione avrebbe avuto sulla storia della letteratura italiana. Ben più importante e del tutto positiva è invece, secondo l'autore, l'influenza che la letteratura ha avuto sulla vita e sulla cultura religiosa degli italiani, grazie all'opera dei suoi più grandi scrittori ed artisti. Se nei primi secoli e finché la religione fu comunemente riconosciuta come il fondamento stesso della cultura e della vita civile, poeti e scrittori hanno variamente contribuito ad adeguare la dottrina cristiana alle esigenze del popolo e all'evoluzione della civiltà degli uomini, tra '800 e '900, tutti, credenti e non credenti, si sono più o meno radicalmente opposti alla nuova cultura fondata sulla fede nella scienza e sull'interesse economico, facendo del mistero di Dio e del bisogno dell'assoluto l'oggetto stesso della loro poesia. Ciò in virtù di quella naturale religiosità che sta alla base della vocazione poetica in ogni luogo e in ogni tempo.
Con questo tomo dell'Opera Omnia si conclude il percorso con cui Julien Ries delinea gli elementi fondamentali dell'antropologia religiosa come nuovo ambito del sapere. Per trovare le tracce che l'homo religiosus ha lasciato nella storia occorre comprendere le modalità tramite le quali si esprime la tensione dell'umanità verso il sacro: prima di tutto, i racconti mitici e le pratiche rituali. La prima parte del volume è dedicata all'analisi del mito, inteso come "costante importante e permanente del sacro". Ries ripercorre le diverse espressioni del pensiero mitico nelle civiltà e nelle culture, a partire dalla preistoria. È quindi ricostruita in maniera puntuale la storia delle teorie del mito, dall'antichità ai giorni nostri, con particolare attenzione alle prospettive psicoanalitiche, strutturaliste e al dibattito teologico.
Non c’è da stupirsi che le religioni orientali suscitino interesse e attraggano molti occidentali anche tra i cristiani che ignorano o poco conoscono i contenuti della propria fede.Del resto vari elementi sono in sintonia con il cristianesimo. Preghiere, austerità di vita e tensione al misticismo spesso armonizzano con la fede cristiana. Lo stesso unico Dio è il Padre e il Creatore e il Signore del mondo intero,ama tutti e tutti vuole salvi.Sebbene molti non abbiano ancora conosciuto la piena rivelazione dell’Amore di Dio, che san Paolo chiama segreto nascosto nel secolo e manifestato per mezzo di Gesù, Dio ha tante strade per raggiungere le sue creature. Perciò, anche tra i non battezzati, ci sono mistici e santi di alto profilo che, con la loro vita aderiscono a Dio, meglio di tanti cristiani. È utile conoscere altre espressioni religiose, e riconoscere i valori che includono,anche per confrontarle con la proposta cristiana e accogliere ciò che in esse ha valore di bene. Ma per farlo correttamente è importante interrogarsi:Conosco io il Vangelo? Come lo traduco in vita?
Il sussidio offre un mini approccio alla conoscenza dei Testimoni di Geova e di alcuni tra gli innumerevoli movimenti pseudoreligiosi che trovano larga adesione soprattutto, ma non solo, tra i giovani molto spesso demotivati perché privi di autentiche proposte valoriali.È importante avere una conoscenza il più possibile approfondita del fenomeno per demitizzare ciò che si presenta talvolta anche in modo fascinoso e per aiutare a superare quel diffuso senso di disagio che porta alla ricerca di novità e di sensazioni forti,al gusto della trasgressione con pesanti conseguenze. Soprattutto urgono proposte che favoriscano la realizzazione della persona matura e libera.Urge riproporre,con stile nuovo,l’intramontabile bella notizia, cioè il Vangelo di Gesù il solo capace di dare risposte vere e superiori alle più profonde aspettative.
Il cristianesimo, e più propriamente il cattolicesimo, che è stato per lunghi secoli la Religione ufficiale della società italiana,e in gran parte europea, si trova ora sempre più immerso in una società pluralista in cui convivono credenti di espressioni religiose diverse.Per superare il rischio di una massificazione e appiattimento del pensiero e delle rispettive identità religiose occorre una reciproca conoscenza e una conseguente capacità di confronto fruttuoso e intelligente. Questo sussidio vuol costituire un piccolo strumento per un approccio essenziale di conoscenza,rispettosa e arricchente dell’ebraismo e dell’islam che, con il cristianesimo, sono religioni monoteiste, cioè credono in un unico Dio e,tutte e tre,si richiamano alla fede di Abramo.
Rivista dedicata alla storia del cristianesimo e alla storia dell'interpretazione cristiana ed ebraica della Bibbia, dall'antichità ad oggi, tema centrale per le scienze umane e teologiche. "Annali di storia dell'esegesi" riserva sempre più spazio ai temi più attuali della storia del cristianesimo e dei fenomeni religiosi con una prospettiva interdisciplinare, nell'intento di seguire lo sviluppo contemporaneo della riflessione scientifica. Gli articoli sono attenti ai diversi ambiti culturali, dall'esegesi alla storia delle dottrine, dall'antropologia culturale alla letteratura, dalla storia dell'arte all'archeologia. In ogni fascicolo appaiono anche recensioni e rassegne critiche. Ogni anno si pubblicano numeri monografici. La rivista è aperta a una forte collaborazione internazionale come mostra il suo comitato scientifico.

