
Questo opuscolo, sostituisce la precedente edizione; riporta la versione del "Padre Nostro" approvata dalla CEI, differendo unicamente per la parte grafica. Pensato per i fanciulli, continua ad essere un valido sussidio per un cammino di fede verso Gesù in quanto contiene preghiere e formule per la preparazione ai sacramenti. Età di lettura: da 6 anni.
Il Padre Nostro: la preghiera che alimenta l'anima, che distoglie dall'«io» e fa rivolgere lo sguardo verso l'alto e verso l'altro... Gli scorrevoli capitoli di questo libro sono dedicati ognuno a un'espressione della Preghiera di Gesù, per approfondirne i significati e i dettagli. Un modo per riscoprire il Padre Nostro non solo come orazione, ma anche come documento storico, nel processo della sua trasmissione fino a noi e della traduzione in italiano moderno, fino alle ultime novità: l'autore infatti illustra i motivi che hanno portato i vescovi italiani a correggere l'espressione «e non indurci in tentazione» in «e non abbandonarci alla tentazione». Perché Dio non induce al male. È l'uomo che cede, mentre Dio sostiene...
Nel Padre nostro diciamo: «Non abbandonarci alla tentazione». È giusto esprimersi così? Oppure la formulazione tradizionale – «Non ci indurre in tentazione» – dovrebbe restare, come provocazione per il nostro modo di pregare e di pensare? La posta in gioco è delicata.
Le voci degli esperti chiamate a raccolta in questo libro consentono di riconsiderare criticamente l’attestazione biblica, di approfondire il senso dell’agire di dio nella storia e il senso della richiesta d’intervento del Padre che l’uomo avanza nella preghiera, di sottoporre ad esame la prassi liturgica, di testare le relazioni ecumeniche.
Che cosa vuol dire propriamente “tentazione”? Che cosa significa esservi “indotti” da Dio? Come va compresa questa strana richiesta del Padre nostro formulata in termini negativi?
Si tratta di riscoprire l’Oratio dominica – “la preghiera del Signore” per eccellenza – per noi che vogliamo manifestare la nostra fede, la nostra speranza e la nostra carità.
Papa Francesco, quando era ancora un giovane prete, in Germania per i suoi studi di teologia, vide la raffigurazione della Vergine che scioglie i nodi nel quadro dipinto verso il 1700 dal pittore tedesco Johann Georg Melchior Schmidtner e conservato ad Augusta, da cui ebbe origine una grande devozione mariana. Ne rimase profondamente colpito. Tornato in patria, si impegnò a diffonderne il culto in Argentina e, con la sua elezione a sommo Pontefice, la devozione a Maria che scioglie i nodi si è estesa in tutto il mondo. Il volume, scritto con linguaggio semplice e accessibile a tutti i fedeli, è interamente dedicato a questa speciale devozione mariana ed è così organizzato: Una introduzione con la storia del dipinto, della sua devozione e di come Papa Francesco l'abbia riscoperta; Che cosa sono i nodi da sciogliere, che opprimono la vita dei fedeli e ne impediscono un sereno cammino, per i quali viene chiesta l'intercessione della Vergine; La preghiera a Maria che scioglie i nodi; La Novena; Il Rosario.
Di domenica in domenica il Risorto dà appuntamento ai suoi: il suo vangelo li raggiunge nelle loro fatiche, nei loro dubbi e nelle loro speranze. La sua Parola è una realtà viva: domanda di essere accolta e messa in pratica, oggi. È questa la vera fatica del credente: tenere sempre il cuore aperto, lasciarsi interpellare, disposto alla conversione. Le preghiere di questo libro nascono da questo ascolto, ascolto personale e ascolto condiviso con altri cristiani. Le loro reazioni e le loro esperienze sono il terreno fecondo in cui sono nate. Non intendono "coprire" la Parola, cioè sovrapporsi ad essa, ma casomai destare una risposta che parte dalle labbra per investire l'esistenza. Dall'ascolto, dunque, del vangelo della liturgia domenicale sorge il dialogo orante con il Tu che nella Scrittura torna a parlare a noi, per rispondere agli interrogativi e ai problemi che punteggiano la nostra vita quotidiana.
In un mondo che sembra aver confuso la sazietà con la felicità, papa Francesco indica nuovamente il cuore di tutto il messaggio del Vangelo, dedicando un ciclo di catechesi all'unica preghiera che Gesù ha insegnato ai suoi discepoli: il "Padre nostro-. Si tratta, come ben evidenzia don Luigi Maria Epicoco nell'introduzione al volume, di una preghiera che insegna la preghiera, di una preghiera che ci svela quale deve essere l'orientamento del cuore che bisogna avere nella preghiera. Soltanto se ci ricordiamo che Dio è Padre, ha senso allora rivolgergli anche una parola, mettersi in ascolto della sua, comprendere, cioè, che nel cristianesimo la cosa che conta di più è la relazione. Queste catechesi sono come una grande educazione che il Papa ci consegna attraverso la spiegazione del "Padre nostro-. Sono parole che cambiano il nostro modo di stare al mondo, il nostro modo di essere cristiani, il nostro modo di credere, il nostro modo di pregare. Rendono ancora più splendenti le parole che Gesù ci ha lasciato nel Vangelo. Prefazione di Luigi M. Epicoco.
Il giovane Francesco, orfano in ricerca, è da sempre attratto con forza inesorabile da una dimensione di silenzio e preghiera. Nei primi anni del Novecento, ispirato da un sogno, parte alla volta del Monte Athos, lasciando dietro di sé ogni fardello della propria vita. Rimarrà sulla Santa Montagna fino alla morte, assumendo il nome di Giuseppe l’Esicasta e divenendo monaco fervente, in particolare nella preghiera del cuore e nella visa stretta dell’ascetismo. Dall’incontro tra questa straordinaria personalità e uno dei suoi primissimi discepoli nascono queste pagine biografiche, fedeli e sobrie, che testimoniano della ricchezza e fecondità dell’Anziano Giuseppe: proprio dalla sua esperienza prenderà avvio la rinascita spirituale ortodossa del Monte Athos.
Autore
Giuseppe il Giovane, divenuto in seguito l’Anziano Giuseppe di Vatopedi, fu tra i primi che si fermarono presso Giuseppe l’Esicasta a condividerne l’esigente vita ascetica. Rimasto a Néa Skiti per circa trent’anni, si spostò successivamente a Vatopedi, monastero tra i più importanti dell’Athos, in cui a partire dal 1990 ristabilì una rigida regola cenobitica e dove concluse nel 2009 la propria esistenza terrena. I suoi discepoli tuttora popolano la Santa Montagna, nel solco dell’eredità di quel primo maestro di vita e soprattutto di preghiera.
Conoscere l’esperienza dei Padri del Deserto significa mettersi in ascolto della loro voce, eco fedele di un’altra Voce, forte e impetuosa come il vento che spazza le aspre solitudini in cui questi uomini si sono purificati. La voce di Martyrius Sahdona risuona per la prima volta all’orecchio del lettore italiano in questa traduzione originale dall’inedito Libro della perfezione. In più troviamo altri scritti spirituali, tra cui le lettere, sempre sul tema della preghiera e della vita in volontaria solitudine. Un’esperienza ancora poco conosciuta, ma ricca di spunti per quella battaglia spirituale che sempre più coinvolge l’uomo, assetato di fecondo silenzio nel frastuono del deserto contemporaneo.
Autore
Sahdona, monaco siriaco più conosciuto con la forma latina del suo nome, Martyrius, nacque vicino a Kirkuk, nell’odierno Iraq, intorno alla fine del VI secolo. Si ritirò a vita eremitica fin dalla giovane età, su influenza di due figure femminili per lui particolarmente importanti: la madre e la guida spirituale di quest’ultima, l’anziana Shirin. Uomo di grande profondità e spessore, Sahdona fu spesso al centro di vivaci dispute nella Chiesa d’Oriente. Autore prolifico, ha lasciato tra i propri scritti uno dei più apprezzati trattati di spiritualità della letteratura monastica.
Il santo viaggio è un itinerario alla scoperta del senso più profondo dell’esistenza: passo dopo passo si cammina alla “scuola di Maria”, guidati dalle parole di san Luigi Maria Grignion di Montfort! Tappa fondamentale è la consacrazione alla Vergine Maria, perché – come insegna il Montfort – a Gesù si arriva attraverso Maria. Chi intraprende questo percorso vede la sua vita trasformarsi, si accorge che ciò che gli sembrava impossibile diventa possibile, scopre di non essere solo e si sente, finalmente, un figlio amato dalla Madre celeste!
Questo libro non è una semplice illustrazione di cosa sia la Divina Volontà, ma è un compendio con modalità chiare e strategie semplici, che il Signore stesso insegna, per entrare nel moto ininterrotto del Divin Volere e possederne la Vita. In modo immediato e realizzabile nella vita di ognuno di noi, si recuperano gli Atti Divini girando in tutto quello che è opera di Dio, imparando a farlo già durante la meditazione dei “libri di Cielo”.
Il volume raccoglie il ciclo di catechesi sulla preghiera del “Padre Nostro” tenute da Papa Francesco nel corso delle Udienze generali dal 5 dicembre 2018 al 22 maggio 2019. Con parole semplici il Pontefice spiega a più riprese il significato di questa breve preghiera, che «affonda le sue radici nella realtà concreta dell’uomo» (Udienza generale, 12 dicembre 2018, Piazza San Pietro). Le riflessioni di Papa Francesco evidenziano l’importanza di pregare con umiltà, il valore dell’esame di coscienza e il dono del perdono. La Prefazione è a firma del Cardinale Walter Kasper.
«Ci insegni a pregare» si sentiva spesso dire Madre Cànopi. E se è vero che la preghiera non si può insegnare, in questo volume la monaca benedettina ci conduce per mano in un viaggio interiore alla ricerca di Dio, di se stessi e degli altri. Il libro non intende fornire una spiegazione teorica, definizioni precise o metodi di preghiera. È invece la semplice risonanza di un'esperienza che ha accompagnato Madre Cànopi per tutta la sua vita, e che ne fa intuire il valore, l'efficacia, e insieme ne suscita anche il profondo desiderio. Perché la preghiera non è solo dono da accogliere e arte da apprendere, ma soprattutto il «respiro» e il «grido dell'anima».

