
L'Esposizione della predicazione apostolica è uno tra i più importanti scritti delle origini cristiane: si tratta dell'opera della piena maturità di Ireneo di Lione - è citato il trattato Contro le eresie: già redatto, dunque, quando fu composto questo testo -, e qui viene tentato, per la prima volta, il singolare esperimento di un catechismo per chi è già battezzato. L'Esposizione presenta una struttura attentamente progettata: dapprima la regula fidei, il Credo, e poi l'intera storia della salvezza - con le sue profezie. Al culmine di tutto Ireneo pone il fine provvidenziale di tutta questa vicenda: «Perché l'uomo fosse a immagine e somiglianza di Dio». Si tratta di un imponente lascito spirituale, una sorta di testamento ideale e religioso di uno tra i più influenti autori cristiani delle origini, rivolto non ai "teologi di professione", ma a tutti i battezzati, per ricordare a ciascuno la bellezza della fede professata in Cristo. Questa edizione è la prima di una versione del testo armeno, totalmente rivisto, pubblicata in italiano con testo a fronte in armeno.
Matteo Galloni, in questo libro assai ben documentato, riesce a farci scoprire e gustare il genio di Clemente Alessandrino che ha contribuito, insieme a Panteno e Origene, all'elaborazione di una nuova cultura di eccellenza utilizzando le categorie della filosofia greca che saranno, in seguito, necessarie per le formulazioni dogmatiche dei vari Concili Ecumenici. Galloni ci aiuta a comprendere che la Scuola di eccellenza di Alessandria era una comunità di vita che, utilizzando le categorie filosofiche, ci apre le profondità del mistero cristiano e ci divinizza realizzando qui in terra la familiarità perché il Logos ci genera figli/e dell'eterno Padre tramite lo Spirito Santo. Clemente nel Protrettico (Esortazione), si inserisce nel solco di una tradizione consolidata (si pensi al Protrettico di Aristotele o all'Hortensius di Cicerone che tanto colpì il giovane Agostino), ma l'Esortazione centrale si manifesta irrompendo sin dall'inizio con forza: «Il Verbo (Logos) di Dio è divenuto uomo affinché anche tu da un uomo apprendi in quale maniera un uomo diventi Dio» (Pr I,8,4). L'attualità del testo è allora evidente perché siamo invitati a iniziare una nuova vita liberandoci dalle varie forme di idolatria che da duemila anni schiavizzano l'essere umano. Clemente e Galloni si augurano che, progredendo nella lettura, ci sentiamo elevati, trasformati e chiamati a costruire insieme, animati dal Logos divino, una nuova cultura di amore, pace, libertà, solidarietà e fratellanza per rendere noi e il creato sempre più belli (kalòs) e buoni (agathòs) per vivere la felicità eterna già qui ora in terra! Prefazione di Sergio Zincone.
Questo volume raccoglie 24 omelie di Cirillo di Gerusalemme. Le prime 19 sono indirizzate ai catecumeni e sono state pronunciate nei giorni immediatamente precedenti il loro battesimo, che era celebrato nella grande veglia di Pasqua. Mentre le ultime 5, quelle mistagogiche, sono rivolte ai neofiti nei giorni immediatamente successivi al battesimo. Rispecchiano il tono dell’immediatezza e della familiarità con cui furono pronunciate. Sembra che furono improvvisate e trascritte subito dagli stenografi. Grazie a una prodigiosa memoria mediante ricorrenti citazioni della rivelazione divina Cirillo spiega il battesimo e il simbolo della fede nelle prime 19 e illustra l’infinito valore e gli effetti divini dei sacramenti appena ricevuti, cioè battesimo, cresima e eucaristia. Sono meditazioni radicate nella Parola di Dio, che testimoniano la piena ortodossia di Cirillo. Sono di capitale importanza per l’aspetto liturgico e storico archeologico, perché furono pronunciate, intorno al 350, in prossimità del Golgota e Cirillo fa continui riferimenti a ciò che allora si poteva ammirare a Gerusalemme. È la prima edizione italiana con testo greco a fronte curato da Antoine Augustin Touttée. Introduzione, traduzione e note di Maria Benedetta Artioli.
Estate 1949: «Una piccola baita di montagna ci ospitò nella povertà. Eravamo sole: sole fra noi col nostro grande Ideale vissuto momento per momento… E lì iniziò un periodo di grazie particolari. Avemmo l’impressione che il Signore aprisse agli occhi dell’anima il Regno di Dio, che era fra noi» (Lubich, 1968). Paradiso ’49 espone questo "periodo" vissuto da Chiara Lubich negli anni 1949-1951, e da lei via via condiviso con altri. Esso raccoglie una serie di suoi scritti risalenti a quegli anni, corredati da un ricco apparato di note redatte in tempi successivi dalla stessa Lubich, che esplicitano "quella esperienza" - profondamente innestata nella vita del Vangelo e nella millenaria Tradizione della Chiesa - e ne consentono un approfondimento. Sono pagine dalle molteplici valenze espressive che, pur nella varietà di generi letterari presenti, risultano tutte soffuse da quella "Luce" tipica che caratterizza il linguaggio mistico: essa interpella nell’intimo quanti vi si accostano. Il volume è corredato da due introduzioni, un glossario, diversi indici che offrono a studiosi e lettori un’ampia possibilità di approccio a varie e coinvolgenti tematiche.
La presente pubblicazione vuole essere una proposta per approfondire il vasto corpus origenianum all’interno del campo della teologia spirituale, della formazione mistagogica cristiana e della spiritualità martiriale. Grazie alla lettura integrale dell’esegesi allegorica e della riflessione dogmatica di Origene, si apre un orizzonte interpretativo nuovo, non tanto per le sue opere pastorali ed esegetiche, quanto soprattutto per il suo Perì Archôn, spesso considerato come un’opera di natura filosofica e apologetica rivolta al proselitismo culturale. In modo particolare, lo studio dell’influsso delle correnti filosofiche sullo sfondo dell’esercitazione spirituale, insieme a una lettura attenta del Commento e delle Omelie sul Cantico dei Cantici, ha permesso di reinquadrare e risituare l’opera dogmatica nell’ambito della cura dell’anima in favore della formazione ad intra Ecclesiam, più precisamente nel contesto della catechesi mistagogico-ecclesiale.
La nube della non-conoscenza è uno dei più noti testi di riferimento della mistica cristiana medievale. In queste pagine, l’anonimo maestro certosino delinea con grande vigore dialettico il percorso radicale dell’uomo o della donna che vogliano incamminarsi verso la vita contemplativa: è una via che si apre nell’umiltà e nel distacco da tutto ciò che si possiede e si conosce, e soprattutto nell’abbandono totale all’agire di Dio. Con un linguaggio essenziale e fortemente evocativo, l’autore guida chi legge attraverso un itinerario di spogliazione, dove l’intelletto tace e la volontà si fa nudo impulso d’amore: l’autore della Nube della non-conoscenza parla qui di un «nobile e amoroso nulla», attraverso il quale si rivela l’«alto e santo tutto di Dio». Il volume, che raccoglie i quattro testi principali dell’ignoto estensore, con l’ausilio di un’ampia introduzione e di un ricco apparato di note, restituisce al lettore contemporaneo un insegnamento limpido e un invito: squarciare la nube impenetrabile che si frappone tra l’uomo e il divino e ritrovare così la via disadorna che conduce all’incontro di vita eterna con Dio.
Chiara è donna del suo tempo, ma lasciandosi abitare da Cristo è diventata una donna contemporanea ad ogni tempo.
Per questo a quasi otto secoli dal suo transito è ancora possibile ripercorrere la sua testimonianza e riportare lo sguardo su di lei attraverso i testi che la raccontano e le opere che la rappresentano.
Questo lavoro, articolato in due macro-capitoli, si sofferma anzitutto sulle fonti testuali della santa, per arrivare, in secondo luogo, a mettere a confronto le diverse tipologie iconografiche.
Sarà così possibile mostrare come l'immagine della sua santità venga plasmata sull'esempio della Vergine Maria: Chiara diventa donna nuova e modello per altre donne proprio per questa sua conformitas mariana.
«San Francesco d'Assisi non riteneva necessario che i suoi frati seguissero particolari percorsi di studio, se non finalizzati alla crescita spirituale.
Tuttavia è ormai acquisizione comune della storiografia moderna e contemporanea il fatto che alcuni tra i discepoli del santo di Assisi siano all'origine di diversi indirizzi filosofici e teologici, presenti da tempo nei manuali di storia della filosofia, che consentono oggi di parlare di una scuola filosofica francescana, come Ernesto Dezza fa in questo prezioso e ben documentato manuale.
Nell'Introduzione, l'Autore spiega il percorso scelto: otto autori, di primaria grandezza intellettuale, vengono trattati con profondità soprattutto per le loro tesi aventi ricadute esplicite sul piano filosofico, sempre ricordando che si tratta di figure di maestri in sacra teologia, ciascuno dei quali ha chiara la differenza tra teologia e filosofia e valorizza la filosofia nelle sue specificità».
Lo strumento dell’enneagramma è una metodologia di studio della personalità molto antica, le radici sono addirittura risalenti a oltre duemila anni fa. Questo metodo di conoscenza e crescita umana e spirituale ha beneficiato dell’apporto di una molteplicità di discipline e approcci. Tra questi sono particolarmente interessanti e ancora poco conosciuti, quelli che si intrecciano con la tradizione dei Padri della Chiesa dei primi secoli del Cristianesimo. E in molti testi sull’enneagramma si allude spesso a Evagrio Pontico. Secondo Evagrio la parte razionale - l’intelletto - può cedere all’assalto dei nostri "demoni" solo se la parte passionale è stata già conquistata. In altri termini, la passione è l’elemento primario. È dalla passione che l’intelletto viene corrotto e condizionato, dando origine a quei tarli mentali che definiamo fissazioni. E conoscere i propri "demoni" attraverso l’enneagramma e la sapienza dei Padri non è solo un esercizio teorico, ma una via pratica per ritrovare la propria vera identità.
Con questo volume si conclude la prima traduzione integrale della Concordia Novi ac Veteris Testamenti di Gioacchino da Fiore. Nel precedente (libri I-IV, 2022) Gioacchino ha presentato e applicato il principio della «concordia», che gli ha permesso di individuare puntuali corrispondenze tra serie di generazioni distanti nel tempo e nello spazio. Nel V libro, equivalente per dimensioni alla somma dei precedenti, considera i significati profondi dei racconti dell’Antico Testamento. Entro l’orizzonte della dialettica lettera-spirito, propone dodici specie di «comprensione spirituale» delle Scritture, che includono le sette specie di «comprensione tipica». Queste rivelano l’impronta delle relazioni trinitarie nelle storie bibliche e nei corrispondenti passaggi della storia del mondo. Il grandioso progetto offre un fondamento divino alla concezione dei tre stati della storia e agli annunci di novità imminenti: il ritorno dei Greci all’unione con la Chiesa Romana, la conversione dei Giudei, la venuta dell’Anticristo, l’instaurazione terrena del breve stato dello Spirito.
La mistica beghina Matilde di Magdeburgo ha avuto una grande influenza sul panorama religioso e culturale medievale, ed è stata riscoperta nel XX secolo. Nel suo tempo, Dio era considerato un’entità trascendente, autoritaria e lontana dalla vita del credente, che obbediva alla sua legge con riverenza e timore. Lei scardinò questa idea, dipingendo il Signore che si manifesta intimamente all’amata anima e che si trova in ogni cosa. Senza mai fondere sacro e profano, fece ampio uso di immagini erotiche per descrivere il suo rapporto col Signore, così profondo da rivelarsi come unione d’amore. Quel linguaggio, e il suo modo di vivere la spiritualità, scatenarono contro Matilde una parte della gerarchia ecclesiale, che lei coraggiosamente sfidò rivelandone l’immoralità nel suo libro Das Fliessende Licht der Gottheit (La luce fluente della divinità), uno dei capolavori della mistica.
Questo volume introduce il lettore a una tradizione spirituale la cui originalità, ricchezza, a volte arditezza, apre a orizzonti inediti e sorprendenti. Chiamando a raccolta alcuni dei maggiori esperti italiani, esso si propone di promuovere la conoscenza di una componente essenziale del cristianesimo, quella rappresentata dalla mistica siriaca. Gli autori sono presentati in ordine cronologico, coprendo un arco temporale che va dal IV all’VIII secolo: Efrem il Siro († 373), lo Pseudo-Macario (fine IV sec.) e Giovanni il Solitario (prima metà del V sec.), attivi al tempo della Chiesa indivisa; Giacomo di Sarug († 521), espressione della nascente Chiesa siro-occidentale; Isacco di Ninive (VII sec.), Dadišo‘ Qatraya (VII sec.), Simone di Taibuteh (VII/VIII sec.), Giovanni di Dalyata (VIII sec.) e Giuseppe Hazzaya (VIII sec.), appartenenti tutti alla Chiesa siro-orientale. Gli scritti di questi mistici siriaci, autentici maestri dello spirito pur talora poco conosciuti, si rivelano capaci di nutrire la riflessione del lettore — cristiano e non — anche dei nostri tempi.

