
La Via Crucis, antica devozione che si ispira ai Vangeli e alla tradizione, oltre che racconto della Passione di Gesù, è racconto della passione dell’uomo. È per questo che le stazioni della Via Crucis di Cristo e dell’uomo sono state spesso riprese e commentate, oltre che dai pittori, dai poeti e dagli scrittori.
Giovanni Battista Gandolfo, rai nato cultore di poesia, ha commentato i brani biblici della Passione con risonanze di poeti e scrittori, e ha steso per ogni stazione un testo di meditazione.
Via Crucis secondo i poeti: un modo nuovo di accostarsi al mistero della Passione di Gesù.
RISONANZE POETICHE DI:
Divo Barsotti
Georges Bernanos
Elena Bono
Paul Claudel
Countee Cullen
Shusaku Endo
Gertrud von le Fort
Mario Luzi
Oscar Vladislas de Milosz
Charles Peguy
Nino Salvaneschi
Ruth Schaumann
David Maria Turoldo
Miguel de Unamuno
Giuseppe Ungaretti
Descrizione dell'opera
L'autore invita a compiere il pio esercizio della Via Crucis contemplando la passione del Cristo, così com'è narrata nei testi dei Vangeli. Egli tuttavia non si limita a richiamare quegli avvenimenti, ma ne sottolinea anche l'attualità, in quanto il Maestro anche attualmente viene percosso, torturato e condannato in tanti fratelli.
«Ancora oggi Gesù è oltraggiato, deriso, spogliato; ancora oggi porta la croce per le strade del mondo e, apparentemente sconfitto, viene inchiodato in croce. Però alla sconfitta per amore segue un'alba nuova di speranza, di vittoria e di vita» (dall'Introduzione).
Sommario
Preghiera iniziale. I stazione. Gesù prega nel Getsemani. II stazione. Gesù, tradito da Giuda, è arrestato. III stazione. Gesù è condannato dal Sinedrio. IV stazione. Gesù è rinnegato da Pietro. V stazione. Gesù è giudicato da Pilato. VI stazione. Gesù è coronato di spine. VII stazione. Gesù è caricato della croce. VIII stazione. Gesù è aiutato dal Cireneo a portare la croce. IX stazione. Gesù incontra le donne di Gerusalemme. X stazione. Gesù è crocifisso. XI stazione. Gesù promette il suo Regno al buon ladrone. XII stazione. Gesù in croce, la Madre e il discepolo. XIII stazione. Gesù muore sulla croce. XIV stazione. Gesù è deposto nel sepolcro. Preghiera conclusiva.
Note sull'autore
Ubaldo Terrinoni, religioso cappuccino di Viterbo, laureato in teologia dogmatica e licenziato al Pontificio Istituto Biblico, insegna Nuovo Testamento all'Istituto filosofico-teologico di Viterbo. È stato ministro provinciale dei cappuccini del Lazio e presidente della Conferenza dei superiori provinciali cappuccini d'Italia. È consultore della Pontificia congregazione per le cause dei santi. Tra le sue pubblicazioni: Lineamenti di pedagogia evangelica, Borla, Roma 1990; Messaggi biblici per vivere, Borla, Roma 1991; presso le EDB: «Se tuo fratello...» (Mt 18,15). Sui sentieri evangelici della vita fraterna (1995); Il vangelo dell'incontro. Riflessioni su Luca (22000); Parola di Dio e voti religiosi. Icone bibliche (22005); C'è l'Aldilà? Indagine biblica sulle ultime realtà dell'uomo (2006); La sapienza del cuore. Meditazioni bibliche (2007); «Buono è il Signore» (Sal 103,8). Il messaggio biblico della misericordia (2008). Collabora con riviste dell'Ordine (Laurentianum e Italia Francescana) e con riviste scientifiche nazionali (Rivista Biblica e Parole di Vita).
Descrizione dell'opera
Nel cammino di conversione dell'autrice, le sette parole pronunciate da Gesù sulla croce rappresentano il luogo in cui viene raccolta in condensato l'esperienza vissuta nel corso di una lunga ricerca dell'amore divino.
Il lettore è così accompagnato a meditare sul Cristo sofferente e glorioso, in un itinerario di purificazione. «Speriamo che i lettori italiani prendano gusto al ricco messaggio di queste meditazioni e vi trovino conforto e approfondimento per la propria fede nel Crocifisso Risorto» (dalla Presentazione di R. Tremblay).
Sommario
Una parola di presentazione (R. Tremblay). Ho sete. Donna, ecco tuo figlio. Ecco tua madre. Elì, Elì, lemà sabactàni. Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno. Oggi sarai con me in Paradiso. Tutto è compiuto. Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito.
Note sull'autrice
Élisabeth Smadja è un'ebrea francese di origine tunisina, convertita al cattolicesimo.
Un aiuto per credenti e noncredenti a comprendere meglio il significato della Croce del Risorto e per una seria, preparata ed efficace celebrazione della Pasqua.
Nel suo cammino lungo la via dolorosa Gesù incontra una folla che gli manifesta odio e disprezzo ma anche chi gli esprime sentimenti di pietà
e compassione compiendo un qualche gesto d’amore per lui. In quella folla ci siamo anche noi. Ognuno è spinto a chiedersi in quale categoria di persone egli incontra il Cristo sofferente: tra coloro che si limitano
ad uno sterile sentimento di compassione, superficiale e passeggero,
oppure con gli Apostoli, fuggiti per paura di compromettersi?
Tra i carnefici che si accaniscono contro di lui, oppure con Maria
e Giovanni o con le pie donne, affezionate e fedeli?
Insomma qual è il nostro ruolo nella Passione di Cristo?
L’indescrivibile e l’inenarrabile è ciò che si prova dinanzi allo spettacolo “MEDITANDO LA PASSIONE” di Cettina Marraffa, Presidente del Movimento Apostolico. Passato e presente diventano una cosa sola.
Anche se il passato della Passione è presentato nell’attualità del presente, questo non significa in alcun caso tradimento o alterazione di ciò che fu, è invece una mirabile lettura in chiave attuale di ciò che è stato ieri. In questa lettura lo spettatore viene come coinvolto, si sente già parte della storia, si immedesima con essa. Anche lui diviene presente, vive con Gesù i vari momenti della sua vita: nel Cenacolo, nell’Orto degli Ulivi, nel Sinedrio, dinanzi a Pilato, presso la croce.
Si immedesima con Giuda che tradisce, con Pietro che rinnega, con Caifa che condanna a morte, con il debole ed impacciato Pilato dinanzi al potere religioso deviato, con la crudeltà dei soldati di Roma che scherniscono e flagellano, con la folla incerta e manipolata che sceglie Barabba, con la Veronica che asciuga il Santo Volto, con la Vergine Maria, la Madre della Redenzione, che prima incontra Gesù sulla via dolorosa e poi riceve tra le sua braccia il Cristo morto deposto dalla croce.
La regista parla all’uomo di oggi con il linguaggio perenne della verità. Lo fa in un modo semplice, chiaro, limpido, a volte anche senza proferire alcuna parola. Il silenzio dei personaggi ed alcuni loro gesti sono più eloquenti che mille discorsi e altrettanti dialoghi. Questo è vero genio creativo, oltre che padronanza piena del messaggio che scaturisce dal Vangelo.
“MEDITANDO LA PASSIONE” non è uno spettacolo, perché la vita non è uno spettacolo. Questa rappresentazione ci dice cosa capita a tutti coloro che scelgono di seguire Gesù da vicino: “Hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi”. “Hanno inchiodato me, inchioderanno anche voi”. I chiodi sono però segno di redenzione compiuta e di salvezza operata, poi si risorge e si ricomincia il cammino fino alla prossima crocifissione che, immancabilmente, si compirà al momento stabilito. Anche per le tue sofferenze, ti diciamo grazie perché sei esempio di come si soffre per il Signore e per il Movimento Apostolico.
Mons. Costantino Di Bruno
Un messale del periodo pasquale aggiornato secondo la nuova traduzione della Bibbia CEI.
Quattro itinerari di cammino della croce per la comunità parrocchiale, oppure per la preghiera personale. I primi tre schemi ripercorrono il tradizionale percorso della Via Crucis proponendo alla preghiera concrete situazioni di passione che ancor oggi l'uomo vive, soprattutto nel sud del mondo. Una particolare attenzione missionaria propone alla riflessione e alla preghiera questi luoghi di precarietà.
Il quarto itinerario si sviluppa attorno al cammino di fede dell'Apostolo Pietro, facendo costantemente riferimento alle sue due lettere.
Cinque itinerari per condividere il cammino della croce grazie all'aiuto dei testimoni. Il testo si presta per celebrazioni comunitarie anche con i giovani ed anche per la preghiera personale. Itinerari:
1) la voce di diversi testimoni: Pietro, Paolo, Giovanni, Maria...;
2) l'apostolo Paolo risponde a Timoteo (attraverso la sua seconda lettera) circa la Passione e morte di Gesù raccontatagli da diversi testimoni;
3) una rivisitazione degli Atti degli Apostoli in dialogo con le nostre comunità parrocchiali e coloro che in essere si impegnano a diverso titolo;
4) un percorso all'interno di Gerusalemme nel pomeriggio della salita al Calvario con la parola dei testimoni;
5) il racconto evangelico di Matteo coinvolge la comunità parrocchiale in una riflessione sul suo essere chiesa.
Questo testo, il quarto della serie «Omelie», si colloca sia dal punto di vista cronologico sia dal punto di vista tematico in continuità diretta con il volume Omelie e istruzioni pasquali.1968-1974,pubblicato nel 2005,in quanto propone la riflessione di don Giuseppe condotta nei giorni di giovedì, venerdì e sabato santo di Pasqua negli anni 1975-1978. Raccoglie vere e proprie omelie (sei) pronunciate durante la liturgia eucaristica e istruzioni (undici), forme particolari di omelie che don Giuseppe rivolgeva nel triduo pasquale alla comunità in occasione della recita di mattutino.Come si può facilmente notare,le istruzioni sono,rispetto alle omelie,assai più ampie,più complesse e più elaborate concettualmente.Il lettore potrà quindi cogliere un pensiero che si snoda,si articola e si arricchisce di testo in testo, e che illumina, sotto la guida egemonica della Sacra Scrittura,aspetti diversi e complementari del mistero pasquale di Cristo. Tra i temi dominanti nelle diverse omelie e istruzioni, si segnalano: il mistero dei giorni dell’amarezza e della passione; l’adorazione della croce che è insieme,in modo inscindibile,adorazione dell’incarnazione e adorazione dell’eucaristia;Gesù che si rivela Maestro,Signore e Servo;il senso e l’importanza del sepolcro;la presenza del Padre nella passione,morte e sepoltura del Figlio;l’adorazione del Risorto e l’adorazione del Padre in spirito e verità. Riflessioni sul triduo pasquale nei quali ciascuno di noi può ricevere le luci più illuminanti e può accogliere dal dono di Dio le grazie più trasformanti.
AUTORE Giuseppe Dossetti (1913-1996), giurista, canonista, professore di diritto ecclesiastico all’Università di Modena, dirigente politico nella Resistenza, deputato all’Assemblea Costituente e nella I Legislatura, vicesegretario della Democrazia cristiana, lascia la vita politica nel luglio del 1952.Nei mesi successivi promuove un progetto per la formazione,a Bologna,di una biblioteca per la ricerca storica e teologica per laici (Centro di documentazione). Nel 1956, ancora laico, dà vita alla comunità Piccola Famiglia dell’Annunziata,con l’assenso dell’allora arcivescovo di Bologna card.Giacomo Lercaro.Nel 1957 lascia la cattedra universitaria. Nel 1959 viene ordinato sacerdote. Diventa stretto collaboratore, durante il Vaticano II e il post-concilio, del card.Lercaro,fino alla conclusione del suo episcopato bolognese nel 1968.Dal 1968 fino alla morte,avvenuta il 15 dicembre 1996,ha vissuto come monaco nelle comunità della Famiglia da lui fondata,in Italia e in Medio Oriente.
Il testo, agile e accessibile, si compone di 8 capitoli: 1. Sulle tracce del Signore risorto; 2. La teologia della croce; 3. Cristo risorto nel segno del pane; 4. Cristo risorto nel segno della Parola; 5. Cristo risorto nel segno della Chiesa; 6. Cristo risorto nel segno dei poveri; 7. Il segno del Risorto nella storia;8.La pasqua della Madonna. L’autore, con la sua esperienza e saggezza, risponde a domande quali: la risurrezione di Cristo è un fatto storico? Gesù ha parlato solo in passato o vuol parlare anche oggi? Come ascoltare lo Spirito Santo che vuol parlare nella nostra storia? Che cosa dice la risurrezione di Cristo rispetto al mistero della morte? Testo di meditazione semplice ed essenziale,ricco di citazioni bibliche,di autori famosi e del magistero. “Cristo è risorto”è la più bella notizia del mondo, perché ha vinto la più brutta notizia, la più tragica realtà: la morte. La risurrezione di Cristo è il kerygma, l’annuncio che ha cambiato tutto nella storia dell’uomo e del mondo. (L’Autore)
AUTORE Alfredo Battisti, nato a Padova nel 1925, èarcivescovo emerito di Udine dal 2001.Ordinato sacerdote nel 1947 e laureato indiritto canonico a Roma nel 1951,ha prestatoservizio a Padova come vicario generale.Eletto arcivescovo di Udine nel 1972,duranteil terremoto del 1976 ha vissuto in prima per-sona il dramma dei terremotati. Dal 1979 al1982 è stato presidente della commissioneCEI per i problemi sociali e del mondo dellavoro. Ha scritto numerosi articoli, nonchétredici lettere pastorali rivolte al clero e alpopolo del Friuli. Per Paoline ha pubblicatonella stessa collana Il paradosso delle beatitudini(2006).
Raccolta delle omelie della Quaresima, della Settimana Santa e di tutto il periodo pasquale fino a Pentecoste. Linguaggio vivo e moderno, al tempo stesso fedele alla tradizione.

