
La solitudine c’è sempre stata. Oggi è però diventata qualcosa di più grande, accentuata ed esasperata nei suoi risvolti negativi dal Covid-19. Il Tavolo sulla salute mentale istituito presso l’Ufficio Nazionale per la pastorale della salute ci orienta e guida nell’analisi, nella ricerca e nello studio delle diverse situazioni di solitudine, affrontate da molteplici angolature. Così, alla formulazione a più voci di proposte di risposta si accompagna l’esigenza profetica di leggere le circostanze per anticipare una serie di scenari: tanto per una progettualità pastorale, quanto a servizio del mondo sanitario, come pure per dare voce a tutti i sofferenti, a tutte le persone che non riescono altrimenti a trovare punti di riferimento. E non sorprenda la varietà di situazioni critiche prese in considerazione.
I cristiani, inviati nel mondo per essere annunciatori e testimoni credibili di Cristo, Redentore dell'umanità, allo stesso tempo «sono tenuti ad animare il mondo con lo spirito cristiano» (cfr. Gaudium et spes, n. 43). La loro missione, dunque, è immensa sia nella Chiesa sia sulla terra. Con riferimento a quest'ultima il loro compito è di costruire la convivenza umana e di condurla al suo fine. Ciò va compiuto aderendo fedelmente al Vangelo, usufruendo della sua forza, uniti con tutti coloro che amano e cercano la giustizia, la pace, in un dialogo fraterno. Così facendo, risveglieranno in tutti i popoli una viva speranza (cfr. Gaudium et spes, n. 93). La Chiesa, con tutte le sue componenti, è responsabile, della costruzione del Regno di Dio: iniziato da Cristo, è autonomo e indipendente rispetto a tutti i regni terreni. Li trascende e avrà compimento alla fine dei tempi.
Prosegue la Collana degli Insegnamenti di Papa Francesco. Al suo interno sono raccolti in ordine cronologico discorsi, omelie, catechesi e tutta la sua attività istituzionale dal 1° luglio 2017 al 31 dicembre 2017.
Manuale di spiegazione e di attuazione a livello pastorale della sinodalità a partire dal Documento finale del Sinodo dedicato appunto alla sinodalità. L’autore, esperto canonista, indica alcune applicazioni in ambito pastorale di quanto il Documento stabilisce, testo che Papa Francesco ha assunto come magistero pontificio. In particolare, viene affrontato il tema del voto consultivo e deliberativo all’interno degli organismi ecclesiali.
"Dilexi te", titolo della prima Esortazione apostolica di Papa Leone XIV, significa "Ti ho amato" e riprende il versetto del libro dell’Apocalisse 3,9, una dichiarazione di amore da parte di Dio per una sua comunità cristiana, che non aveva alcuna rilevanza o risorsa ed era esposta alla violenza e al disprezzo. Papa Francesco, che, nell’Enciclica Dilexit nos, aveva approfondito l’amore divino e umano del Cuore di Cristo, stava preparando, negli ultimi mesi della sua vita, un documento sulla cura della Chiesa per i poveri e con i poveri, intitolato proprio Dilexi te, immaginando che Cristo si rivolga ad ognuno di loro dicendo: Hai poca forza, poco potere, ma "io ti ho amato" (Ap 3,9).Papa Leone, sentendo di aver ricevuto come in eredità questo progetto, si dichiara - all’inizio del documento - felice di farlo proprio, aggiungendo alcune sue riflessioni, per proporlo all’inizio del suo pontificato, "condividendo il desiderio dell’amato Predecessore che tutti i cristiani possano percepire il forte nesso che esiste tra l’amore di Cristo e la sua chiamata a farci vicini ai poveri".
Dilexi Te, ti ho amato, è la prima e attesissima esortazione apostolica di papa Leone XIV. Il testo mette al centro l’amore verso i poveri, in dialogo con la Dilexit nos di papa Francesco. È solo nella cura dei poveri che la chiesa può restare fedele al Vangelo, e in questa fedeltà le sue opere, le sue istituzioni e le sue esperienze diventano atti profondamente politici. La prefazione di don Mattia Ferrari nasce dall’incontro tra la sua testimonianza quotidiana al servizio dei migranti e quella di Francesco e Leone, che nei loro scritti consegnano un Vangelo vissuto prima ancora che pensato.
Leone XIV scrive una Esortazione apostolica portando a termine quanto papa Francesco stava preparando in continuità con la Dilexit nos. Il presente documento, ribadendo la cura della Chiesa per i poveri, immagina che Cristo si rivolga personalmente a ciascuno di essi, rivelando loro il suo amore e la sua vicinanza. Prefazione di Chiara Amirante
Nel cuore di Cristo pulsa un amore che abbraccia i poveri, gli ultimi, i dimenticati e si traduce in prossimità, giustizia e misericordia.
La Chiesa è chiamata a essere povera con i poveri, luce nelle tenebre, speranza nel dolore.
La prima Esortazione apostolica di Leone XIV, in continuità con il pensiero di Papa Francesco, è un canto di compassione e giustizia, un invito a camminare con chi non ha voce, a riconoscere in ogni volto ferito la presenza viva di Dio. Numerosi gli spunti per la riflessione, numerose le spinte all'azione.
Un testo che non si legge soltanto: si vive.
La prima esortazione apostolica di papa Leone XIV, simbolicamente firmata nella festa di san Francesco, viene presentata con una prefazione di fra Carlos Alberto Trovarelli, ministro generale dei francescani conventuali che evidenzia la spiritualità francescana sottesa al documento. Padre Giulio Albanese, missionario comboniano, uno dei massimi esperti sul tema della povertà ha curato l'Invito alla lettura.
Fra Carlos A. Trovarelli è ministro generale dei frati minori conventuali dal 2019. Giulio Albanese, missionario comboniano è direttore dell’Ufficio per le comunicazioni sociali e dell’Ufficio per la cooperazione missionaria del Vicariato di Roma. Ha fondato e diretto per molti anni l’agenzia di stampa Misna. Collabora con varie testate, fra cui Avvenire e L’Osservatore Romano. È anche membro del Consiglio per la Sezione per i Rapporti con gli Stati e le Organizzazioni Internazionali della Segreteria di Stato della Santa Sede. Le sue ultime pubblicazioni con EMP: Libera nos Domine. Sulla globalizzazione dell'indifferenza e sull'ignoranza dell'idiota giulivo (2020); Poveri noi! Con Francesco dalla parte dei poveri (2017).
Dilexi te, "Ti ho amato" è il primo documento di Leone XIV, firmato nella mattina del 4 ottobre, festa di san Francesco d’Assisi. Richiama nel titolo la quarta e ultima enciclica di papa Francesco, Dilexit nos, sull’amore umano e divino del cuore di Gesù Cristo. La contemplazione dell’amore di Cristo ci aiuta a coltivare una maggiore attenzione alle sofferenze degli altri e ci rende strumenti del suo amore, scrive il Papa, in continuità con il Magistero di Francesco. E chiede alla Chiesa di liberarsi dall’autoreferenzialità per ascoltare il grido dei poveri, perché la scelta prioritaria dei poveri sia una via di straordinario rinnovamento spirituale e sociale al contempo. L’invito per ogni cristiano è a guardare con lucidità anche alle prassi quotidiane, nella consapevolezza che la presenza dei poveri è indice di ingiustizia sociale e disuguaglianze. «Sia attraverso il vostro lavoro, sia attraverso il vostro impegno per cambiare le strutture sociali ingiuste, sia attraverso quel gesto di aiuto semplice, molto personale e ravvicinato, sarà possibile per quel povero sentire che le parole di Gesù sono per lui: "Io ti ho amato" (Ap 3,9)».
Dilexi Te è la prima esortazione apostolica di Papa Leone XIV, documento incentrato sull’amore verso i poveri, in continuità con l’enciclica Dilexit Nos di Papa Francesco. Un testo rivolto a tutti i cristiani. «Avendo ricevuto come in eredità questo progetto, sono felice di farlo mio - aggiungendo alcune riflessioni - e di proporlo ancora all’inizio del mio pontificato, condividendo il desiderio dell’amato Predecessore che tutti i cristiani possano percepire il forte nesso che esiste tra l’amore di Cristo e la sua chiamata a farci vicini ai poveri». «L’amore per i poveri è un elemento essenziale della storia di Dio con noi e, dal cuore stesso della Chiesa, prorompe come un continuo appello ai cuori dei credenti». Un’edizione speciale che si avvale della Guida alla lettura di Mons. Vincenzo Paglia.
Il diciassettesimo rapporto sulla dottrina sociale della Chiesa parla di "guerra demografica". La scelta del titolo sta a significare che il taglio è volutamente politico: la diminuzione della popolazione è in parte conseguenza di un'avversione, per non dire di un odio, nei confronti dell'uomo considerato creato "a immagine e somiglianza di Dio", e quindi dotato di una dignità superiore. Il calo demografico è il frutto di una strategia pianificata e utilizzata come strumento di guerra tra stati e tra centri di potere. Le sostituzioni demografiche a seguito delle migrazioni, la pianificazione centralizzata e ormai diffusa e spesso imposta dell'aborto come nuovo dogma politico generalizzato, le pratiche eutanasiche e del suicidio assistito, la concezione della vita umana come dannosa per l'ambiente, la convergenza sui temi dell'"estinzione" dei movimenti eco-terroristici e degli indirizzi dei centri di potere internazionali, sono indici di una pianificazione contro il genere umano. Il rapporto analizza questo macro-fenomeno soprattutto dal punto di vista geo-politico ed economico, ma anche culturale e giuridico. L'attacco alla vita umana produce povertà e le guerre demografiche mettono in pericolo l'indipendenza delle nazioni. In molte parti del mondo - si pensi all'Estremo Oriente ma anche all'Europa occidentale - il crollo demografico è il primo problema sociale. La riflessione è arricchita dall'analisi di alcuni casi particolari: Russia, Francia, Estremo Oriente, Inghilterra, Europa, Ungheria, fino al piccolo El Salvador.

