
I più autorevoli sondaggi indicano che anche gli italiani, come più in generale gli europei, manifestano in maggioranza un favore nei confronti dell'eutanasia. È pure abbastanza noto che la parola «eutanasia» - proprio perché va a lambire il tabù della morte - fa scattare in ciascuno reazioni forse più emotive che razionali. Questo libro, con linguaggio chiaro e documentato, si propone di comprendere quali siano le ragioni di questo favore verso l'eutanasia. Innanzitutto, cerca di chiarire la terminologia che si usa quando si parla di questo argomento. In secondo luogo, approfondisce le ragioni mediche, sociali, morali, giuridiche a favore e contro l'eutanasia. Infine, in riferimento al quadro normativo italiano, mostra come la legislazione vigente in Italia sia in grado di proteggere a sufficienza la libertà dei cittadini circa l'autodeterminazione in materia di fine vita; mentre l'introduzione dell'eutanasia porterebbe, contrariamente a quanto si crede, a una riduzione della libertà personale dei soggetti più fragili, rispetto ai quali finirebbero per decidere parenti e medici.
"Amoris Laetitia" di Papa Francesco incoraggia la Chiesa ad accogliere, accompagnare, discernere, integrare i fedeli in situazioni matrimoniali complesse, in vista della loro riammissione anche ai sacramenti. Questo libro è un vademecum a servizio dell'autoformazione dei laici interessati e dei presbiteri che li accompagnano. In queste pagine si danno indicazioni teoriche e pratiche per svolgere fruttuosamente il cammino di discernimento. I laici troveranno una forte valorizzazione della propria coscienza e una chiamata alla conversione. Conversione che tocca anche i presbiteri che sono stimolati al compito di annunciatori della gioia del Vangelo, della sua verità e misericordia, e nella formazione della coscienza dei fedeli.
Il confine tra la vita e la morte si è fatto più incerto. Fino a metà del secolo scorso l’arresto cardiaco e la cessazione della respirazione autonoma erano criteri sufficienti per stabilire la morte di una persona. Con l’avvento della medicina di rianimazione questi criteri sono divenuti labili. Da un lato, infatti, questa branca della medicina compie ogni giorno i suoi miracoli, dall’altro lato produce situazioni in cui i danni subiti dal soggetto non ne consentono il pieno recupero e, in altri casi ancora, impedisce la morte, ma non consente la ripresa delle capacità relazionali. Ci si pone di frequente la domanda se ci si trovi ancora di fronte a persone umane vive o a corpi umani tenuti in vita artificialmente. Il caso recente di Eluana Englaro ha riportato alla ribalta il dibattito sui confini della vita, ma anche su temi strettamente connessi: morte cerebrale, prelievo degli organi, testamento biologico.
L’indagine di questo libro prende le mosse dalla questione centrale affrontando dal punto di vista antropologico, filosofico ed etico la spinosa questione del “quando” si muore.
In questo libro l’autore si propone di spiegare in modo molto semplice, ma preciso il contenuto della legge 40 del 2004 sulla procreazione assistita e le scelte giuridiche ed etiche fatte dal legislatore in materia di fecondazione artificiale. Nell’excursus delle varie pagine vengono così toccate le questioni essenziali relative alla vita nascente.
Questo libro vuole dare voce a chi non ha ancora una voce per difendersi. La diffusione della pratica abortiva in gran parte dei Paesi del mondo, ha fortemente indebolito la sensibilità delle coscienze dei nostri contemporanei a riguardo della protezione dell’embrione. Per questo bisogna fare chiarezza nel campo bioetico. E’ molto importante approfondire i temi fondamentali della bioetica della vita nascente, per conoscere la sostanza delle questioni e i principi etici che devono regolarle.
Accurato e documentato studio su tutto ciò che ruota intorno al tema dell’eutanasia, d a un excursus storico sul mondo greco e romano alle vicende drammatiche dei regimi totalitari del 1900 ai progressi della medicina oggi.
L’uso stesso delle parole è cambiato, lo stesso termine può avere vari significati.
Temi fondamentali:
Capire le parole: eutanasia, accanimento terapeutico, diritto a morire con dignità.
Progressi della medicina, fattori socio culturali, diritto e eutanasia.
I casi dell’Olanda, degli USA e dell’Australia. Le ragioni a favore – le ragioni contrarie all’eutanasia.
La posizione della Chiesa cattolica.
L’insegnamento di Papa Francesco: confusione sull’idea di uomo e cultura dello scarto. Cosa chiedono veramente i sofferenti.
Autore: Michele Aramini è presbitero della diocesi di Milano. Insegna teologia morale, presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore.
La questione ambientale è una delle più complesse che oggi l'umanità si trova ad affrontare. Il libro presenta un percorso chiaro per accompagnare il lettore nella comprensione dei diversi aspetti della protezione del nostro pianeta. Il tutto in sei passi fondamentali: la presentazione del problema con dati e informazioni; il rapporto tra ambiente e salute umana; la relazione tra economia e natura; gli approcci etici, giuridici e politici della problematica ambientale; il Cristianesimo e l'ambiente; la concezione della natura presso le altre religioni, in particolare presso il Buddismo.
Don Michele Aramini è docente di bioetica. Insegna presso l'Università Cattolica e l'Università Uniecampus. Svolge il servizio pastorale di cappellano all'Università Carlo Cattaneo LIUC. E' l'autore di numerosi volumi per diverse case editrici. Tra tutti ricordiamo Introduzione alla Bioetica (Giuffrè). Collabora da anni con il quotidiano Avvenire.
Il dibattito etico e culturale sui pazienti in ‘stato vegetativo permanente’ è meritevole di particolare rilievo non solo perché è stato recentemente al centro dell’interesse dell’opinione pubblica, ma soprattutto perché rappresenta un caso sintomatico della medicina contemporanea.
Nel libro sono raccolti gli Atti del Convegno che il Comitato Etico dell’Istituto San Raffaele ha realizzato nell’ottobre del 2009.
Il dibattito si è concentrato su questioni di grande rilievo etico, antropologico e teologico: l’identità del paziente e le sue relazioni, l’autonomia e la cura, la tecnica e la cultura, la morte e la promessa dell'evangelo, che autorizza il credente a sperare ‘oltre la morte’.
Alfredo Anzani, è segretario del Comitato Etico HSR.
Contemplando la "morte del Giusto" narrata negli apocrifi, si può comprendere cosa voglia dire "ben morire" e cosa s'intenda per "dignità nel morire". La morte di San Giuseppe è maestra del prendersi cura degli agonizzanti e dei morenti, e della vita che volge al termine. L'autore suggerisce una riconsiderazione della figura del santo nella vita della Chiesa, partendo dalla genesi della pia devozione al "Patrono della Buona Morte" fino ad arrivare agli ultimi approfondimenti bioetici e pastorali sul fine vita.
Cinquant'anni dopo la pubblicazione di Humanae vitae, il suo messaggio profetico rimane più attuale che mai. Tra i primi ad aver capito il significato profondo del documento di Paolo VI e ad averlo spiegato in modo coerente e convincente era la discepola di Ludwig Wittgenstein e autorevole filosofa di Oxford e Cambridge, Gertrude Elizabeth Margaret Anscombe. Il volume raccoglie quattro dei suoi interventi più incisivi che aiuteranno il lettore a scoprire le intenzioni profonde e il significato perenne del testo magisteriale pubblicato ormai mezzo secolo fa.
Uno degli aspetti più celebrati del recente progresso civile è il grandioso sviluppo della medicina. Eppure, attendibili indizi segnalano che, stranamente, cresce anche il potere della malattia sull’uomo. Essa paralizza la libertà, il timore di esserne raggiunti è oggi più che mai insistente, la cura della salute si fa ossessiva. Se da un lato, grazie alla medicina, cresce il potere tecnico sulla malattia, dall’altro diminuiscono le risorse morali per affrontarla. Si deve infatti riconoscere che la malattia pone anche, e non marginalmente, un compito morale. Per questo, oltre a liberare l’uomo dalla malattia, è necessario fare di tale condizione un tempo in cui volere, e non in cui sospendere la vita in attesa che passi. La tradizione cristiana considerava la malattia come tempo di ‘penitenza’: non solo nel senso di pena e di espiazione, ma soprattutto nel senso di un tempo che propone il rinnovato appello alla conversione, chiedendo di riconsiderare la propria vita con altri occhi. Questo aspetto della malattia oggi non è più riconosciuto. Si parla con insistenza di etica della medicina, non di morale della malattia. Il valore in questione è sempre e solo il sollievo dalla sofferenza. Chi vive quell’esperienza in forme gravi, vede svanire le evidenze ovvie che sostenevano la sua vita nel tempo ‘normale’ della salute, ed è quindi coinvolto in una lotta per la speranza. Essa è vissuta oggi in modo solitario e implicito, viene rimossa dalla comunicazione reciproca, o perché è oggetto di tacita censura o perché non si dispone delle parole per esprimerla. Il saggio di Angelini denuncia i diversi modi nei quali si esercita tale censura, e consente al malato di sostenere la lotta per riappropriarsi della speranza restituendogli la parola.

