
La bioetica si interessa di ciò che costituisce l’essere umano e il suo ambiente. Non soltanto la ragione, ma anche la fede può contribuire all’etica e all’azione umana giusta. Emerge perciò un interessante crocevia nel modo di comprendere Dio, il Cosmo e l’Essere Umano attraverso la prospettiva della fede, della ragione e della scienza. Questo volume prende in considerazione le domande specifiche di queste tre prospettive di conoscenza rispetto alla vita in generale, all’anima umana e alla persona; analizza, inoltre, come la fede possa costituire delle vere e proprie forme di conoscenza delle verità scientifiche; e traccia la storia del conflitto tra fede e scienza, considerando soprattutto le sfide sollevate da Galileo e Darwin. Il libro, infine, affronta specifici problemi della bioetica relativi a tematiche d’avanguardia come la genetica e le neuroscienze in un crocevia tra teologia, filosofia e scienza.
Una riflessione metodica e un costante riferimento al Magistero della Chiesa riguardo a tematiche sempre più imprescindibili per i cristiani e per l'umanità intera. Un volume di interesse, per valore intrinseco e storico, che si rivolge non solo a medici e operatori sanitari, ma pure a chiunque si rifiuti di rimanere estraneo a qualsiasi questione in merito al bene primario della vita di ogni persona.
Accanimento terapeutico, biotecnologia, clonazione, dna, eutanasia. Termini ormai entrati a far parte del linguaggio comune vengono definiti in modo chiaro e sintetico da una voce autorevole in materia. L'ABC della bioetica per chi vuole comprendere, in chiave cristiana, le problematiche poste dalla medicina e dalla scienza, cogliendo gli aspetti più complessi e dibattuti.
Questo libro prova a rispondere ad alcune domande su amore e matrimonio. La prima: com'è possibile mantenere nel corso del tempo la promessa dell'amore pronunciata in occasione della celebrazione del matrimonio? La seconda: com'è possibile accogliere nella Chiesa tutte quelle coppie che vivono l'amore e che desiderano avvicinarsi a Dio e che hanno alle spalle un precedente matrimonio che è finito? Se proviamo a intrecciare queste due domande sorge una domanda ulteriore che genera i brividi: può un matrimonio finire? Se la risposta è affermativa, che cos'è allora il sacramento del matrimonio e qual è quindi il rapporto tra amore e sacramento? Pian piano, nel corso di queste pagine, attraverso l'ausilio dei concetti della psicoanalisi, si cerca di affrontare queste questioni così delicate.
Occuparsi di bioetica significa occuparsi di vita. Il dolore e la sofferenza sono esperienze di vita, esperienze umane che richiamano il tema della disabilità. La disabilità pone l'accento sulle diverse abilità, sulle risorse sane e non sul limite. Il soggetto disabile e/o diversamente abile è colui che è diversamente sano. La parola chiave è la diversità di chi è sano, non solo di chi è malato. Ciò fa dire che è normale non solo colui che è sano ma anche colui che è malato. Poiché la normalità, come sostiene G. Crocetti, attiene alla capacià di gestire con una certa sicurezza le proprie insicurezze.
Nel libro sono proposti e commentati testi di Teilhard de Chardin sul rapporto uomo-donna e sulla castità che "possono dare un significativo contributo al dibattito attualmente in corso sul ruolo della donna nella Chiesa, sul celibato ecclesiastico, sul significato della pratica della castità nella vita religiosa" (dalla Prefazione di Gianfilippo Giustozzi). Nell'ambito del pensiero di Pierre Teilhard de Chardin (scienziato, filosofo, teologo, Sarcenat 1.5.1881 - New York 10.4.1955), che può essere definito come una "unitaria visione cosmica", il libro di Annamaria Tassone Bernardi (per vent'anni Presidente della storica Associazione Italiana Teilhard de Chardin, esperta e traduttrice delle opere del grande pensatore), presenta l'affascinante riflessione sull'elemento femminile che Teilhard maturò soprattutto grazie all'amicizia con diverse donne che incontrò nell'arco della sua vita (come Leontine Zanta, Maryse Choisy, Lucile Swan). Di particolare rilievo nel libro la proposta di differenti tipologie di testi, commentati dall'autrice, attraverso i quali Teilhard medita sul rapporto uomo-donna e sulla castità. Il primo è un poema, "L'Eterno femminino", composto al fronte nel marzo del 1918, nel quale la donna viene definita come «l'aspetto congiuntivo dell'essere». Il secondo è un importante saggio del 1934, "L'evoluzione della castità", nel quale il gesuita delinea una visione della castità difforme da quella egemone nel modello ascetico, che, per i religiosi, viene pensata soprattutto in termini di "separazione" dal mondo femminile. Il terzo tipo di testi è costituito da tre omelie pronunciate dal gesuita in occasione di matrimoni di parenti o amici.
"Vale la pena, per un politico cristiano, anteporre il progetto culturale e la visione antropologica cristiana agli interessi dell'area politica di appartenenza? È un'utopia credere che si possa coniugare l'etica sociale con l'etica della vita e la fede con la ragione? Ha ancora senso parlare di principi non negoziabili?" Sono alcune delle numerose questioni che l'autrice ha voluto affrontare. Attraverso la sua esperienza di donna, madre, docente, volontaria e politica, Olimpia Tarzia ripercorre quanto avvenuto negli ultimi decenni nel nostro Paese -e non solo- nel dibattito sulla questione antropologica e sui temi etici e il loro rapporto con la politica. Le riflessioni che ne scaturiscono sono certamente utili per chi si accinge, da cristiano, ad impegnarsi in politica e per chi, già impegnato in tal senso, vuole trarre nuovo vigore nel suo vivere la dimensione politica come "la più alta forma di carità". Ma il libro intende anche suscitare inquietudine in chiunque, pur non direttamente coinvolto nell'azione politica, voglia capire, magari reagire e ?alzarsi in piedi'. La vita politica, considerata dall'autrice terra di missione, necessita di passione e coraggio, ma anche di competenze; da qui l'esigenza che ella ha colto di riportare nel testo fondamentali documenti del Magistero inerenti le tematiche affrontate, dal Concilio Vaticano II a Papa Francesco, che arricchiscono il libro con elementi di studio.
La cultura della prevenzione è universalmente riconosciuta come strumento essenziale per il contenimento dei costi sociali e individuali che ogni evento sinistroso comporta. Sul piano etico, come su quello economico, si rivela pertanto auspicabile l'elaborazione di progetti globali di prevenzione che possano articolarsi in momenti diversi. Diffondere la cultura della prevenzione è un dovere morale, e questo lavoro, realizzato con il contributo di specialisti in discipline diverse, definisce gli ambiti entro cui avviare la discussione e operare in concreto.
"La liceità dell'eutanasia nella maggior parte dei casi è sostenuta da pensatori che hanno una visione dell'Uomo immanente e si riferiscono ad un'etica di stampo relativista; l'illiceità dell'eutanasia è invece propugnata da pensatori che sostengono una visione della vita umana trascendente e un'etica forte che prevede l'esistenza di principi morali assoluti. Il libro che introduco non vuole, di fronte a questo panorama, ribadire o sostenere una di queste posizioni o criticarle o rassegnarle, e la ragione è semplice: gli autori non vogliono trattare il problema della liceità o della illiceità dell'eutanasia, ma proporre e sviluppare in modo nuovo l'argomento affrontando il tema di come dovrebbe e potrebbe essere l'approccio specifico della Medicina rispetto alla richiesta eutanasica: il trattamento medico della richiesta eutanasica. È significativo che le conclusioni siano in realtà un "call for work": le opinioni presentate sono intese come una proposta per sviluppare interventi di prevenzione della richiesta eutanasica per la quale è necessario un lavoro interdisciplinare molto aperto e molto caratteristico dello spirito universitario." (dalla Introduzione di Joaquin Navarro-Valls)
Uno dei temi più difficili di tutta la teologia morale trattato in modo approfondito in tutti i suoi aspetti. Il volume costituisce un tentativo di portare luce sulla tematica della pena capitale, trattando in modo dialettico l'autorita dello Stato, da una parte, e il diritto alla vita, dall'altra. La prospettiva principale entro la quale si muove l'autore e quella che proviene dal messaggio cristiano, non evitando pero il confronto con il pensiero laico, specialmente per cio che riguarda la riflessione sulla natura e la finalita della democrazia. Un testo che puo dare un contributo nell'auspicata revisione della posizione del magistero ecclesiale, in vista di un completo superamento della pena di morte.

