
La consulenza genetica è un processo di informazione e comunicazione che precede e segue l'effettuazione di un test genetico. La consulenza genetica non si limita a trasmettere informazioni mediche, ma implica anche il riferimento ad aspetti etici e giuridici che riguardano l'identità della persona e la libertà/responsabilità rispetto a scelte individuali e sociali. L'incremento di informazioni in qualche misura "sovraccarica" eticamente l'uomo, rendendo le scelte problematiche sotto vari profili. Si parla spesso di "appropriata" consulenza genetica. Ma che cosa significa consulenza genetica "appropriata"? Diversi sono i modi di considerare l'"appropriatezza" della consulenza in base al paradigma antropologico ed etico di riferimento. Anche la normativa sulla consulenza genetica lascia ancora aperte diverse problematiche, sia a livello legislativo che giurisprudenziale, nazionale ed internazionale. I contributi raccolti in questo volume consentono di delineare percorsi di riflessione, nel contesto della discussione bioetica e biogiuridica attuale.
Le nuove possibilità tecno- scientifiche di intervento sull'uomo finalizzate al "potenziamento/miglioramento" della sua salute "oltre la terapia", delineano nuovi percorsi verso la salute "perfetta". Molteplici sono gli interrogativi etici e giuridici emergenti. E' lecito usare farmaci e tecnologie non solo per curare malattie, ma anche per "potenziare" capacità fisiche, mentali ed emotive? Diverse le possibili risposte, nel contesto del pluralismo morale, tra posizioni estreme favorevoli (il perfezionismo) e sfavorevoli (l'antiperfezionismo). Il volume raccoglie il contributo di esperti alla ricerca di una riflessione critica ed equilibrata sul tema sul piano morale e giuridico, con particolare riferimento alla filosofia del diritto, al diritto privato, costituzionale e penale.
C'è contrapposizione fra "buona morte" e "dolce morte"? E allora: dove comincia e dove finisce la dignità del vivere e del morire? In Europa e nel mondo sono in crescita i Paesi che hanno approvato una legge sull'eutanasia e sul suicidio assistito. Il "diritto alla vita" presume anche un "obbligo alla vita"? E con quale prerogativa - affermano i fautori dell'eutanasia - la società vieta a uno di voler morire se liberamente lo sceglie? Monsignor Paglia - uno dei più autorevoli esponenti della Chiesa di Francesco, consigliere spirituale della Comunità di Sant'Egidio e Presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia - affronta con estrema delicatezza e lucidità tutti gli aspetti legati al "fine vita" che continuano a suscitare aspri confronti in Italia e nei paesi europei. In un saggio che farà discutere, l'autore insiste sulla necessità di allargare gli orizzonti evitando gabbie ideologiche o ambigue urgenze legislative. Sono in campo profonde dinamiche affettive, culturali e spirituali e sarebbe riduttivo trattare i problemi al di fuori di una visione umanistica e sapienziale. Paglia non disdegna di mettere in guardia un Occidente che pare aver posto nel dimenticatoio alcune grandi verità: ogni persona, unica e irripetibile, è patrimonio dell'umanità; gli anziani e i morenti possono insegnarci qualcosa fino all'ultimo respiro; a nessuno piace morire dimenticato; solo accettando il traguardo della morte - che tutti ci affratella - potremo avere una vita intensa, feconda di relazioni personali autentiche e di valori umani condivisi, una vita degna di essere vissuta, fino alla fine.
C'è contrapposizione fra "buona morte" e "dolce morte"? Dove comincia e dove finisce la dignità del vivere e del morire? Il "diritto alla vita" presume anche un "obbligo alla vita"? E con quale prerogativa - affermano i fautori dell'eutanasia - la società vieta a un individuo di voler morire se liberamente lo sceglie? Monsignor Paglia affronta tutti gli aspetti legati al "fine vita" che continuano a suscitare aspri confronti in Italia e nei paesi europei, e insiste sulla necessità di allargare gli orizzonti nel trattare i problemi, evitando gabbie ideologiche o ambigue urgenze legislative, e di riportare il dibattito all'interno di una visione umanistica e sapienziale.
Una lettura che interroga e apre riflessioni importanti sulla gioia e la fatica di costruire, giorno dopo giorno, la propria storia familiare davanti a Dio.
Il libro racconta la vita quotidiana di una coppia alle prese con sei figli, con tutta la gioia e la fatica di educarli; ma affronta anche problemi di fertilita, il dramma dell'aborto, l'accoglienza dei portatori di handicap, la scelta di adozione.
Uno dei temi più dibattuti nel nostro tempo e cioè il rapporto con il dolore nella fase terminale della vita e le dichiarazioni anticipate di trattamento del malato, affrontato con grande competenza e chiarezza da un professionista esperto di cure palliative. Tutte le visioni etiche sottolineano la necessità di mettere un argine al “dolore inutile” per dare qualità agli ultimi tempi della propria esistenza. Un saggio utile per capire e confrontarsi sul valore del “biotestamento”.
DESCRIZIONE: Buona o malvagia, amica o nemica, la morte è la vera prospettiva della vita. C’è una naturalità della morte che noi però abbiamo oggi perduta: nel pensiero antico il buio che si oppone alla vita è fonte di lamento o rimpianto, ma non di scandalo, è nell’ordine del destino che può essere crudele, come lo è perfino la morte di un bambino: Rachele può piangere i suoi figli, ma sa che il potere della nascita è il suo potere, un potere che genera sopravvivenza. Allora – al di là di ogni pianto – la morte si inserisce in questo piano creaturale, è premessa o condizione di nuova vita. La “civiltà” moderna e postmoderna ha però devastato questo ritmo biologicamente determinato con le guerre di massa, con lo sterminio di massa, con il genocidio ideologicamente predeterminato; a milioni ancor oggi si muore di fame, di sete, di corpi spogliati e venduti. Se la vita non conta nulla, che può allora contare la morte? Dove la vita è invece diventata potenzialmente lunghissima, la biologia, la medicina tecnologica operano continue “scoperte”, in una incessante modifica dell’esistente (rappezzato, riparato, via via sostituito) in una disarmante o orripilante rassegna. A questa vita dilatata corrisponde, contradditoriamente, la “morte celata”, nascosta nel gelo degli obitori, nel progressivo indebolimento del lutto, nella volontà di rimozione. Vale allora per noi la preghiera forse più umana: la preghiera per una “buona morte” del De profundis, un grande grido che dal buio profondo dell’anima sale alla speranza. Speravit anima mea...
COMMENTO: A partire da una riflessione biblica, il tema della morte tra religione e cultura contemporanea.
SAGGI DI : Luigi Berzano- Paolo Borgna - Paolo De Benedetti - Giovanni Filoramo - Amos Luzzatto - Laura Novati - Sandro Spinsanti - Piero Stefani - Ida Zatelli.
BIBLIA, Associazione laica di cultura biblica, da più di vent'anni si propone un compito di alta divulgazione e conoscenza biblica.
L'aggettivo "laico" che figura nella sua titolazione allude alla dimensione accogliente dell'Associazione, di cui fanno ugualmente parte cristiani di ogni confessione, ebrei e agnostici, purché interessati al dialogo, allo studio dei testi criticamente e scientificamente fondato.
Per questo da sempre articola la sua azione in seminari, convegni, viaggi di studio, che si tengono in ogni parte d'Italia e all'estero, cui sono invitati a partecipare i maggiori specialisti italiani e stranieri.
Per dare maggiore visibilità e diffusione al suo lavoro, alla ricchezza dei materiali raccolti, l'Associazione ha deciso di avviare la pubblicazione di: I libri di Biblia/Studi e I Libri di Biblia/Testi.
Nella prima serie si presentano i risultati più significativi dei convegni annuali; nella seconda si pubblicano libri anticotestamentari, neotestamentari, deuterocanonici, apocrifi, accompagnati da un saggio introduttivo e da un'appendice storico-critica.
Humanae vitae ha dato inizio ad una colossale avventura intellettuale in cui filosofi, teologi, sociologi, medici, biologi, pedagogisti e pastoralisti si sono messi al lavoro per ricomporre una figura umana della sessualità in cui l'uomo potesse vivere una vita piena, sostenibile nel tempo. Questo Dizionario mira a mettere a disposizione del lettore il successo di tale avventura. I massimi esperti internazionali sono stati chiamati in causa per spiegarci in 200 voci i risultati più preziosi ottenuti in questi anni. Il titolo - Dizionario su Sesso, Amore e Fecondità - mette a fuoco il valore della carne e la sua significatività, nella fattispecie, della carne sessuata, con la sua richiesta di senso e di accompagnamento. Ma la sequenza Sesso - Amore - Fecondità rimanda alla convinzione che il mistero della sessualità si svela proprio nel dinamismo che comporta e nella propria interrelazione dove l'una porta all'altra. Ecco allora nella sua profondità e bellezza il "mistero nuziale" che l'esperienza erotica nasconde. In questa voluminosa opera si raccolgono i frutti di cinquant'anni di ricerca e di lavoro sul campo, e si offrono al lettore le chiavi di lettura necessarie per decifrare l'enigma della sessualità secondo il progetto del Creatore. Il Dizionario si costituisce come un'opera di riferimento per docenti e studenti universitari, così come per chiunque fosse interessato alla materia. La sua novità, chiarezza, concretezza e profondità lo qualificano come un'opera in cui il lettore può trovare un'argomentazione ragionata e le chiavi di lettura necessarie per strutturare la comprensione dei temi e per avviarne una ricerca.
L'interdisciplinarieta' di approcci cui questo testo approda permette di capire il senso umano del generare e le forme della fecondita' nelle quali si manifesta.

