
Le nuove conquiste della biologia, e della genetica in particolare, sollevano molti nuovi problemi etici e sociali che si impongono con urgenza alla nostra attenzione. Ma siamo veramente informati? Sappiamo se è tecnicamente possibile clonare un essere umano? Cosa sono le cellule staminali? E soprattutto: e lecito donare per riprodurci? E per curarci? In questo volume Paolo Vezzoni risponde a queste e ad altre domande.
Sulla scia dell'Esortazione apostolica Amoris Laetitia di Papa Francesco, il volume intende offrire un contributo alla riflessione sul significato della sessualità umana e sulla famiglia. Lo fa attraverso un approccio che l'autore definisce interdisciplinare. In altre parole, sulle questioni più dibattute in materia di sessualità, la Chiesa oggi non può non tener conto dell'evoluzione che c'è stata nelle diverse scienze umane; tuttavia non può nemmeno rinunciare ad annunciare quello che Papa Francesco chiama il "vangelo" della famiglia, la bellezza ed esclusività dell'amore tra un uomo e una donna. Alla luce di tutto ciò, il Card. Giuseppe Versaldi non teme di affrontare anche le questioni più spinose, come la possibilità o meno di benedire coppie omoaffettive, di ordinare sacerdoti persone con tendenze omosessuali, amministrare il battesimo a persone transgender... Lo fa secondo il principio di san Paolo della verità nella carità: la Chiesa accoglie tutti, però una verità senza carità può trasformarsi in rigido rigorismo, mentre una carità senza verità può diventare relativismo lassista.
Sono ancora nelle mente di tutti alcuni casi che hanno turbato l'Italia: il caso Englaro, il caso Welby: casi in cui il diritto alla vita è sembrato scontrarsi col diritto alla cura, la libertà col dovere terapeutico. Su questi temi così controversi si confrontano in questo libro due voci diverse: quella di un laico - Umberto Veronesi - e quella di un credente - Giovanni Reale -, quella di un medico, impegnato nella cura del corpo, e quella di un filosofo, preoccupato per definizione dello spirito. A unirli, nel confronto dialettico delle ragioni dell'uno e dell'altro, la convinzione che la moderna medicina debba recuperare il fattore umano, come avveniva nella medicina antica, debba tenere in debito conto le sofferenze psicologiche prodotte dai mali fisici e, soprattutto, debba rispettare la libertà della scelta. Nessuno può decidere sulla vita di un uomo, e meno che mai può decidere lo Stato, per legge. L'autodecisione, per guanto riguarda la vita, è irrinunciabile. Togliere all'uomo l'autodecisione significa negargli la libertà, ossia il bene più grande che Dio gli ha dato. E per questo laici e credenti possono concordare.
Secondo la definizione della IASP (International Association for the Study of Pain) e dell’Organizzazione mondiale della sanità, il dolore «è un’esperienza sensoriale ed emozionale spiacevole associata a danno tessutale, in atto o potenziale…». C’è quindi, nel dolore, una componente percettiva, ma c’è anche una parte esperienziale che è lo stato psichico collegato alla percezione di una sensazione spiacevole. È questa la parte privata, interiore, che rappresenta, in fondo, la vera e propria esperienza del dolore. Ma esiste un senso nel dolore? Il dolore può colpire il corpo o la mente, compenetrare entrambi modificando irrimediabilmente la percezione del vivere. È senza dubbio uno dei più importanti e formativi aspetti dell’esistenza umana, declinato in vario modo da filosofi, religiosi, teorici e intellettuali e descritto da ogni essere umano con accezioni e sfumature differenti. Umberto Veronesi combatte quotidianamente il dolore del corpo e le sue ripercussioni sull’anima e, da conoscitore dell’evoluzione storica delle religioni, riflette sul significato del dolore nella storia e sulla propria esperienza di medico e di scienziato.
Consapevole che il matrimonio e la famiglia costituiscono uno dei beni più preziosi dell'umanità l'autore vuole far giungere la sua voce ed offrire il suo aiuto a chi, già conoscendo il valore del matrimonio e della famiglia, cerca di viverlo fedelmente, a chi, incerto ed ansioso, è alla ricerca della verità ed a chi è ingiustamente impedito di vivere liberamente il proprio progetto familiare. Sostenendo i primi, illuminando i secondi ed aiutando gli altri, l'autore offre il suo servizio ad ogni uomo preoccupato dei destini del matrimonio e della famiglia.
Si rivolge anche ai giovani, che stanno per iniziare il loro cammino verso il matrimonio e la famiglia, al fine di aprire loro nuovi orizzonti, aiutandoli a scoprire la bellezza e la grandezza della vocazione all'amore e al servizio della vita.
Questo libro studia le questioni etiche che insorgono nel trattamento di esseri umani malati, nell’immediata “vicinanza” alla nascita, cioè nella fase prenatale e immediatamente postnatale. Il titolo potrebbe dare l’impressione che tutta l’attenzione si concentri su ciò che è eticamente corretto fare con il neonato al quale rimangono poche ore di vita. Questa, però, è solo la parte più appariscente del problema che, in realtà, riguarda anche la tendenza, abbastanza comune, a disfarsi del feto portatore di malattie o disfunzioni, vere o supposte tali.
Come reagisce un uomo alla notizia della gravidanza della donna? Perché la spinge all’aborto o cerca in tutti i modi di convincerla a tenere il bambino arrivando a gesti estremi per salvarlo? Perché i maschi di oggi tacciono, o devono tacere, non riuscendo a esprimere una posizione forte sull’aborto? L’incapacità di accogliere la vita nascente è connaturata alla figura maschile o è espressione delle tendenze secolarizzate e abortiste del nostro modello culturale? Quale influenza hanno, nel ricorso maschile e femminile all’interruzione di gravidanza, le critiche condizioni economiche in cui viviamo? La non conoscenza della crudeltà delle procedure abortive alimenta il silenzio della coscienza negli uomini? La legge 194 ha un effetto diseducativo sui giovani perpetuando nei maschi il disorientamento verso la vita concepita? L’esperienza dell’aborto ha un impatto traumatico sulla psiche maschile? Se sì, chi e come può rispondere al bisogno di ascolto e comprensione di questi uomini tormentati?
L'autore
Antonello Vanni, educatore e docente di Lettere, perfezionato in Bioetica presso l’Università Cattolica di Milano, ha approfondito i temi della responsabilità e della tutela della vita umana ne Il padre e la vita nascente. Una proposta alla coscienza cristiana in favore della vita e della famiglia (Nastro 2004). Ha curato la documentazione scientifica del libro Cannabis. Come perdere la testa e a volte la vita di Claudio Risé (San Paolo 2007). Ha insegnato presso la facoltà di Bioetica dell’Ateneo Regina Apostolorum di Roma e presso l’Istituto per ricerche e attività educative di Napoli sul tema “adolescenti, media e droga“. Nel
2009 ha pubblicato il libro Adolescenti tra dipendenze e libertà. Manuale di prevenzione per genitori, educatori e insegnanti (San Paolo) analizzando le situazioni di dipendenza più diffuse tra gli adolescenti (dal tabacco all’alcol, dalle droghe alla dipendenza da Internet e cellulari) e fornendo ai genitori e agli insegnanti consigli pratici per prevenirle sulla base degli studi più aggiornati.
Il volume espone le teorie del dr. Aardweg a proposito dell'omosessualità.
In ogni casa c’è una stanza da letto, dove la coppia s’incontra in un meraviglioso abbraccio dei corpi. In questo scambio, però, può essere sconosciuta l’unione delle anime. Percorrendo le pagine di questo libro prenderemo consapevolezza di un dono: l’uomo e la donna, uniti nel sacramento delle nozze, ricevono l’accesso a una stanza interiore. Lì tutta la persona va incontro all’altra. Solo nella conoscenza e nel dono i due trovano insieme il loro compimento nell’amore.
Un invito a riscoprire il proprio corpo come libretto d’istruzioni per il culmine dell’intimità di coppia. Un libro consegnato dalle coppie alle coppie.
Lo studio vuole offrire maggiore chiarezza a coloro che ricercano la propria vocazione, vogliono approfondire il mistero della loro chiamata o della condizione che stanno vivendo. Partendo dalla constatazione che la categoria "stati di vita" è un concetto socio-giuridico, problematico per la stessa riflessione canonistica, si ripercorrono le obiezioni che la teologia solleva alla bipartizione/tripartizione del popolo di Dio, formulando un nuovo vocabolario per definire la condizione di ogni cristiano. L'alleanza nuziale tra Dio e il suo popolo è riconosciuta come l'origine rivelata della sponsalità e verginità, proprie di ogni battezzato ed espresse esistenzialmente, in modo differente, nel matrimonio e nel celibato. La relazione tra Maria e Giuseppe, simbolo storicamente compiuto, unico e irripetibile, di queste due vocazioni paradigmatiche, anche per i non battezzati, è il luogo nel quale il compimento dell'alleanza si fa carne, significando e relativizzando il matrimonio e il celibato al regno dei cieli.
Un saggio che ricostruisce la storia della fecondazione assistita in Italia, a partire dalla prima "figlia" italiana della provetta nata vent'anni fa. Grazie a molte testimonianze di prima mano, si raccontano le storie delle madri-pioniere e i progressi delle tecniche, ma anche gli imbrogli, favoriti dall'assenza di norme a tutela dei pazienti. Il vero Far West è stato quello delle donne usate per anni come cavie, delle rivalità fra i "maghi della provetta", della pressione delle case farmaceutiche. Si ricostruisce a grandi linee l'interferenza della Chiesa, l'incapacità dei politici di arrivare a una legge condivisa, le forzature della Commissione bioetica. Testimonianze dal popolo della fecondazione assistita e dei portatori di malattie genetiche.

