
Mettere insieme, un alunno dopo l'altro, una classe di adulti analfabeti: questo cerca di fare Ariosto Aliquò, detto Osto. Figlio di un tappezziere puparo che dopo uno sgarbo involontario a un boss mafioso si è visto incendiare il teatro, Osto emigra dalla Sicilia in una terra ancora più povera, il Polesine: cerca di rastrellare gli scolari necessari a guadagnare, in base a una vecchia legge, il diritto a quello stipendio ridotto che spetta ai "maestri magri". Lì conosce Ines, una giovane vedova di guerra. E lì, in un mondo sospeso tra la terra e l'acqua, nasce un amore forte, malinconico e allegro. Il libro è il primo romanzo del noto giornalista, inviato del "Corriere della Sera".
"Che gli scandali avvengano", dice Gesù (Vangelo di San Matteo, 18, 7) intendendo che essi smaschereranno i malvagi che li provocano. E Luca Canali penetra nei recessi più segreti di vittime e colpevoli, protagonisti di moderni scandali in una silloge di racconti e personaggi tutti diversi ma tutti accomunati da una stessa complicità (l'alto burocrate, la bella e sensuale cinquantenne, il mediocre politico, il ragazzo che non riesce ad amare, l'omosessuale avventuroso e sereno, l'usuraio per vendetta ecc.), che svelano dove si annida il Male, e spesso ottengono una laica redenzione oppure il verdetto finale della morte.
Dopo una scenata dello stravagante marito, Bernard, fisico tanto ambizioso da aspirare al Nobel, Irène se ne va di casa. Il giorno seguente torna, ma lui non c'è più. Ha lasciato un laconico biglietto: "Se vuoi ritrovarmi, devi cercare Einstein". Irène corre in biblioteca a consultare libri sul padre della relatività, ma la materia le risulta indigesta. In compenso incontra Léo, misterioso e affascinante giornalista scientifico che si offre di raccontarle la storia della fisica fin dagli albori. Passeggiando nei parchi o nei musei di Parigi, o davanti al Panthéon dove si trova il Pendolo di Foucault, Léo parla degli antichi egizi e dei pitagorici, di Platone e Giordano Bruno, di Democrito e Galileo, con scorribande nell'astronomia e nell'alchimia. Le "lezioni" sono intessute di aneddoti e di esempi concreti, sono storie di successi ma anche di clamorosi fallimenti e di colossali errori, e Irène comincia ad appassionarsi e a comprendere l'universo del marito. Ma il giornalista improvvisamente scompare...
L'opera completa di Gogol', geniale creatore di un vero mondo a sé, folle e fantastico e nondimeno reale, presentata in due volumi. Il secondo volume presenta le opere del grande autore russo da "Le anime morte" a "La confessione dell'autore".
L'autore raccoglie in questo volume una decina di saggi letterari scritti negli ultimi anni per la "New York Review of Books" e una prolusione intitolata "Che cos'è un classico". Nei saggi riflette con piglio di narratore su alcuni autori del passato (Defoe, Dostoevskij, Musil e Borges), e su alcuni romanzi di autori contemporanei (Byatt, Mahfuz, Rushdie e Oz). Una sezione è dedicata agli autori che hanno scritto sull'Africa e in particolare sul Sudafrica: Nadine Gordimer, Doris Lessing e l'afrikaner Breyten Breytenbach. In "Che cos'è un classico" cerca di dare risposta al concetto di classico a partire dall'analisi della celebre conferenza di T. S. Eliot, considerando sopratutto l'alterna fortuna di J. S. Bach.
Un bicchiere di vino rosso gettato in pieno viso durante una festa - un'onta immotivata eppure avvertita come ineluttabile - è la scintilla che innesca un viaggio a ritroso nella vita di Stefan Vogel. Nato e cresciuto nella Germania Est pre-perestrojka, Stefan accetta di avvallare e perpetrare la bugia materna di sé come poeta d'avangurdia sperando di farne uno strumento di riscatto sociale e di fuga verso il luogo che solo incarna ogni aspettativa e ambizione: gli Stati Uniti d'America. La via imboccata, che dal plagio quasi naif giunge fino al vile tradimento, in un percorso di costante autodregadazione, sembrerebbe condurlo alla meta. Ma non basta un oceano a fermare le menzogne ormai sbrigliate. Né una vita a espiarle. Il sogno americano e il suo fallimento acquisiscono in questa rivisitazione inedita lucentezza, grazie a una scrittura elegante e misurata idonea a esprimere tanto i dissidi interiori di un antieroe ambiguo e fragile, quanto il ritmo incalzante di un plot fitto e ben congeniato.
Due gemelli siamesi, separati dopo 33 anni di condivisione degli organi, possono finalmente entrare nel mondo normale e imparare di nuovo a vivere scoprendo le gioie e le disillusioni della normalità. Da un'altra parte del mondo vive una famiglia in difficoltà, in una provincia inglese dell'Azerbaigian. La giovane e bella Ludmila è pronta a rifarsi una vita, ma un giorno uccide il nonno, e questo nonno non può morire: c'è il magro mensile di una pensione da mantenere a ogni costo, l'unica fonte di sostegno in un paese in guerra tra milizie violente e disperate. Quando il bel viso di Ludmila appare su un sito internet di contatti matrimoniali, come una perfetta promessa sposa russa, gli eventi cominciano a prendere una piega diversa, si intravede la possibilità di un amore, l'alternativa di un mondo diverso, forse il sogno di una vita nuova.
Alcuni scrittori di valore sono anche stati matematici di professione: da Omar Khayyam a Bram Stocker, da Lewis Carroll a Alexander Solzenicyn. E non è raro che in alcuni romanzi ci siano pagine dedicate alla matematica o con matematici protagonisti. In questa antologia vengono però raccolti solo quei racconti che per intero ed esplicitamente si sono ispirati al mondo della matematica (per tema o struttura del racconto). Due storie di Borges ispirate a quei "libri di logica e matematica letti ma non perfettamente compresi", l'integrazione matematica come integrazione razziale in Pynchon o il rapporto tra uomo e donna sotto forma di anello di Moebius in Cortázar. Tra gli altri racconti si ricordano quelli di Calvino, Buzzati, Huxley, Cheever e McEwan, Saramago, Del Giudice, Voltolini, Musil. Uno spazio particolare è riservato alla fantascienza, che con la matematica ha spesso mostrato grandi affinità.
"Voci raccolte per strada e sogni a occhi aperti, realtà farneticate e deliri realizzati, parole erranti che ho trovato o che mi hanno trovato." Così Eduardo Galeano definisce le storie che raccoglie da molti anni, sistematicamente, nei suoi viaggi intorno al mondo, ma soprattutto in America Latina, e poi riscrive trasfigurandole con la sua poesia. Quelle contenute in questo libro sono leggende, credenze popolari, apologhi delle tradizioni indigene, brevi racconti filosofici o mistici, frammenti onirici: narrazioni senza tempo che ci parlano tuttavia del presente, invitandoci a esercitare il dubbio rispetto alla realtà quotidiana, a guardarla da una diversa prospettiva. Come accade anche in altri suoi libri, lo scrittore uruguayano infrange, in "Parole in cammino", i limiti del genere letterario fondendo prosa e poesia, completando o commentando il testo con le suggestive illustrazioni dell'artista brasiliano José Francisco Borges, componendo, con innumerevoli timbri, una voce collettiva che celebra il mistero e la meraviglia della vita umana.
Sono le tre del mattino, e tutto sembra tranquillo, nel museo di storia naturale di Atlanta. Nessuno potrebbe immaginare che nelle sue sale si è appena consumato un omicidio. E un furto da milioni e milioni di dollari. È Deborah Miller, curatrice del museo, a scoprire il corpo, avvertita da una misteriosa telefonata. Nella stanza segreta dietro la libreria giace, in una pozza di sangue, il cadavere di Richard Dixon, il fondatore del museo. Accanto a lui, una collezione di preziosi reperti archeologici risalenti all'antica Grecia. Ma il più importante di tutti - un'antica maschera funeraria - è stato rubato. Al suo posto un foglio, e una sola parola: Atreus. Dai pochi indizi a sua disposizione, Deborah capisce che la chiave di tutto è in quella maschera: solo ritrovandola potrà scoprire chi ha ucciso Richard, e perché. Presto, tuttavia, Deborah si renderà conto di non essere la sola a cercarla: qualcuno è disposto a tutto pur di impossessarsene. Qualcuno che sta tirando le fila di un complotto che viene dal passato. Qualcuno che ha già ucciso e che non esiterà a farlo ancora.
John Waters è uno stimato professionista e padre di famiglia. La sua relazione con Lily, da cui è nata Annelise, non è certo più la stessa di quindici anni prima - specie fra le lenzuola - e con il socio Cole non mancano piccoli attriti. Ma John, che ha ormai passato i quaranta, è un uomo soddisfatto. L'incontro con l'affascinante Eve Sumner mette improvvisamente in questione l'apparente equilibrio dei suoi affetti. La donna gli sussurra parole che Waters credeva di aver dimenticato, riportando in vita un passato ormai lontano. Vent'anni prima, John aveva avuto un'intensa relazione con Mallory Candler: passionale, sensuale, ma psichicamente disturbata. John l'aveva infine lasciata, ben prima della sua tragica e violenta fine per mano di un maniaco. Ma com'è possibile che Eve conosca dettagli che solo Mallory e lui condividevano? E come può essere che Eve dica di essere Mallory? Prima che Waters riesca a dare risposta alle sue domande, si ritrova accusato di un brutale omicidio, che non ricorda di avere commesso...

