
Perché Joseph Beuys si è rinchiuso per tre giorni in una galleria in compagnia di un coyote? Perché Chris Burden si è fatto sparare a un braccio? Perché Alberto Burri dipingeva con la fiamma ossidrica? Perché Mona Hatoum ha proiettato la sua gastroscopia? Perché Marina Abramovic ha trascorso un'intera Biennale di Venezia a scalcare ossi di manzo? Tuo marito sta indugiando perplesso, non capisce per quale ragione dovrebbe seguirti a un temibile vernissage, lui che non distingue un acquerello da un olio. Eppure un modo per fargli cambiare idea c'è. Basta sfogliare queste pagine e lasciare che Mauro Covacich, con allegra semplicità, venga a darti una mano e vi conduca insieme nel mondo dell'arte contemporanea.
Un brindisi a sorpresa nella Mosca di Andropov, la ricerca di un negozio di strumenti musicali a Istanbul, una tournée con i Rolling Stones, un viaggio a Capo Nord con sosta allo Star Club di Amburgo, culla dei Beatles; la cooperativa l'Orchestra e il festival Rock in Opposition, in giro per l'Italia sul "pulmone d'acciaio" durante la prigionia di Moro, la conquista di Berlino, gli Stormy Six che battono i Police, una serata alla Scala con Robert Fripp e una mezza lite con John Zorn. Episodi avventurosi e bizzarri di una vita on the road, di cui è disseminata anche la sua esperienza di critico e studioso. Franco Fabbri - chitarrista degli Stormy Six e musicologo ripercorre quasi cinquant'anni di popular music e di sinistra italiana, dal Movimento studentesco alla vittoria elettorale di Pisapia, dai primi festival alternativi degli anni sessanta alle tre generazioni che festeggiano insieme il nuovo sindaco di Milano in piazza del Duomo cantando "Stalingrado". "Raramente" sostiene Ivano Fossati "il vivere e il fare musica sono stati raccontati in maniera così autentica." Arricchite da una serie di rare fotografie, le memorie raccolte in "Album bianco" richiamano l'estensione nel tempo e nello spazio di "White Album" dei Beatles, dando vita a un eclettico diario musicale, vissuto come un romanzo di formazione della generazione del Sessantotto.
Si può capire il Medioevo senza la musica? Davvero l'arte, l'architettura, la cultura, la filosofia, la poesia e la letteratura medievali sono comprensibili amputando da esse l'universo sonoro che le ha attraversate? La musica è la grande assente, in genere, dalle ricostruzioni storiografiche del Medioevo, sebbene essa sia profondamente radicata nelle matrici dell'Occidente. L'assenza della musica dalle abituali pubblicazioni storiche e di storia dell'arte medievale è peraltro ben comprensibile se si pensa alla rarità delle fonti e alla difficoltà di ricostruire realmente il "suono" medievale. Sul versante musicologico, gli specialisti si trovano di fronte al compito non facile di integrare il fenomeno sonoro con le altre espressioni artistiche e con la vita medievale in generale. Lo scopo di questo atlante è quello di proporre tale integrazione e di fornire al lettore, anche non musicologo, una immagine articolata, piana, godibile, e tuttavia scientificamente rigorosa, della musica nel contesto della vita medievale. Per realizzarla, sono stati coinvolti in un'ottica multidisciplinare molti dei più importanti musicologi, noti internazionalmente, insieme con archeologi, studiosi dell'acustica e dell'architettura, filosofi e storici del pensiero medievale. Quarantacinque autori per comporre un atlante storico complesso ma di facile lettura, anche perché ogni capitolo può essere consultato direttamente, senza aver letto i precedenti.
"Quando il sole della cultura è basso sull'orizzonte, anche i nani proiettano grandi ombre." Con questa citazione di Karl Kraus si apre questo nuovo saggio di Jean Clair. Con la chiarezza e la lucidità che ne caratterizzano lo stile, l'autore riprende e approfondisce in questo testo alcuni dei temi trattati nel suo libro "La crisi dei musei" (Skira 2008). Le amare riflessioni di un amateur, una passeggiata solitaria attraverso l'arte di oggi, le sue manifestazioni e le sue espressioni. Il ritratto impietoso di un paesaggio saccheggiato, venale e mortificato, di un'allegria vagamente funerea.
"Almost Cut My Hair. Musica rock e società americana negli anni '60 e '70" è un'analisi della società americana alla luce dell'influenza che la nascita del rock'n roll ha avuto sulla cultura, sulla politica e quindi sulla storia di questo ventennio. L'opera, cui è preceduta un'imponente indagine su svariati fronti (accademico, letterario, giornalistico ed ovviamente musicale), approfondisce i legami tra la forza della nuova musica e i cambiamenti sociali che ne sono scaturiti, rendendo evidente come non si sia limitata ad essere il contenitore delle energie evolutive affermatesi nel contesto in esame, bensì vera origine dell'esplosione che ha irreversibilmente modificato la faccia degli Stati Uniti. Passando con destrezza dagli eventi storici e politici da un lato e quelli musicali dall'altro, l'autore ci regala in queste pagine tutto il fermento dei mitici '60s e la frustrazione dei decadenti '70s. L'opera è suddivisa in due volumi (1960-1968) e (1969-1979) ed è arricchita da recensioni e schede monografiche e risulta un'utile guida ad un ascolto consapevole del rock americano da Elvis Presley a Patti Smith.
Le caratteristiche della costruzione della basilica di San Pietro così come la conosciamo oggi - ricostruita durante il Rinascimento sulla sede originaria dell’antica basilica paleocristiana - sono strutturate in base a un sistema simbolico che fa riferimento alle origini della Cristianità e ai precetti della Riforma cattolica.
L’elemento che caratterizza principalmente la "nuova San Pietro" è l’inedito simbolismo centrato sulla relazione che si instaura tra la cupola centrale, l’altare e la tomba del Santo. La connessione di questi tre elementi innalza l’autentico asse verticale di incontro tra natura e sopranatura. Un tale asse verticale incrocia quello orizzontale centrato sulla piazza antistante la basilica, circondata dal colonnato.
Il simbolismo di ogni singola cappella è armonizzato con quello di tutte le altre, ma è nei mosaici che il messaggio di cui la basilica è portatrice si snoda in maniera estensiva.
Troviamo mosaici nella cupola centrale, nelle cappelle laterali, nelle cupole delle singole cappelle e nelle pale d’altare; ettari di tasselli che generano il più esteso apparato musivo al mondo.
L’intento di questo libro è condurre per mano il lettore attraverso l’armonia e la grandezza di questi mosaici, analizzando le tematiche che questi portano in scena. In questo modo, restituendo il messaggio complesso e articolato della Basilica.
Si tratta di una lettura iconografica essenziale per comprendere lo spazio e le immagini di San Pietro. La Cappella del battesimo, per esempio, ritrae tre scene nella propria cupola: il battesimo con acqua, il battesimo con il sangue (martirio) e il desiderio. Ciò prova quanto nella tradizione cristiana la salvezza universale dell’umanità sia stata da sempre tematica fondamentale.
Ogni cappella, con la relativa cupola e pala d’altare, intreccia il proprio dialogo con la storia della Chiesa e della sua dottrina.
Il volume, curato dalla veneranda Fabbrica di San Pietro, presenta una messe di inediti materiali iconografici e documentari e insieme introduce e conduce il lettore nel cuore della prima chiesa del Cristianesimo occidentale. L’opera è impreziosita da una campagna fotografica appositamente realizzata, che avvicina il lettore a questi capolavori con un dettaglio sino ad ora mai visto.
The characteristics of the construction of St. Peter's Basilica as we know it today - rebuilt during the Renaissance on the original site of the ancient Christian basilica - are structured according to a symbolic system that refers to the origins of Christianity and the teachings of the Catholic Reformation.
The main element that characterizes the "new St. Peter" is centered on the symbolism of the unusual relationship that develops between the central dome, the altar and the tomb of the saint. The connection of these three elements raises the true vertical axis of the encounter between nature and sopranatura. A vertical axis that intersects the horizontal axis centered on the square outside the basilica, surrounded by colonnades.
The symbolism of each chapel is consistent with that of all others, but in the mosaics that the message that the church is the bearer winds extensively.
Are mosaics in the central dome, in the side chapels, the domes of the individual chapels and altarpieces; hectares of tiles that create the largest mosaic in the world system.
The intent of this book is to lead the reader by the hand through the harmony and the greatness of these mosaics, analyzing the issues that they bring on stage. In this way, complex and returning the message of the Basilica.
This is an important iconographic reading to understand the space and the images of Saint Peter. The Chapel of baptism, for example, depicts three scenes in his dome water baptism, baptism by blood (martyrdom) and desire. This proves that in Christian tradition, the universal salvation of mankind has always been a key theme.
Each chapel, with its dome and altarpiece, weaves its dialogue with the history of the Church and its doctrine.
The volume, edited by the venerable Fabric of St. Peter has a wealth of unreleased material along with iconographic and documentary introduces and leads the reader into the heart of the First Church of Western Christianity. The work is enhanced by a specially made photographic campaign, which brings the reader to these masterpieces with a detail never seen until now.

