Una conversazione che non rinuncia alle «domande scomode» sulla fede e la Chiesa, sugli anni del concilio Vaticano II, la politica italiana, la pace e l’etica sociale. In questo libro-testimonianza monsignor Luigi Bettazzi, vescovo emerito di Ivrea e per anni figura di primo piano della vita ecclesiale, si racconta senza eludere gli interrogativi «impertinenti».
Consacrato dal cardinale Giacomo Lercaro, Bettazzi diventa vescovo ausiliare di Bologna nel 1963, partecipa a tre sessioni del Vaticano II e nel 1966 viene destinato alla diocesi di Ivrea. Due anni dopo viene nominato presidente nazionale di Pax Christi, il movimento cattolico internazionale per la pace, e nel 1978 presidente internazionale. Nel 1985 vince il Premio dell’Unesco per l’educazione e la pace.
Figura di riferimento del movimento pacifista, nel 1978, insieme ai vescovi Clemente Riva e Alberto Ablondi, propone alla Curia vaticana di offrirsi prigioniero delle Brigate Rosse in cambio del presidente della Democrazia Cristiana Aldo Moro. Diviene celebre per un pubblico scambio di lettere con il segretario del Partito Comunista Italiana Enrico Berlinguer, per le battaglie sull’obiezione fiscale alle spese militarie sull’obiezione di coscienza e, più di recente, per i suoi pronunciamenti sul riconoscimento delle unioni civili.
Nel volume si affronta la questione delle migrazioni e delle immigrazioni, che emerge dalle cronache dai cinque continenti e viene specificatamente affrontata dai due saggi centrali di Ettore Gotti Tedeschi e Anna Bono. L'enorme problematica è approfondita con realismo cristiano, al di là del velo di ignoranza che la versione dominante impone, evitando retorica e luoghi comuni.
L'atteso documento firmato dal Pontefice alla chiusura dell'Anno Santo della misericordia. Dalla lettura di queste pagine emergono le "novità" stabilite da Francesco per continuare il tempo della misericordia anche dopo la chiusura delle Porte Sante.
Come ogni anno la parola del card. Angelo Scola entra in tutte le case e accompagna le famiglie a riconoscere il vero senso della festa del Natale e a preparare il cuore alla sua celebrazione. Un modo semplice ma efficace per portare gli auguri durante le benedizioni natalizie affinchè "la famiglia definita come 'Chiesa domestica' diventi sempre più luogo di preghiera, di accoglienza e di condivisione. Sarà così dimora di speranza e scuola di misericordia".
La morale della Chiesa non è la morale degli specialisti, non è una morale “fredda da scrivania”, elaborata con rigore razionale e deduttivo; è la morale che si fa vicinanza, accompagnamento, assunzione dell’altro; è la morale di pastori misericordiosi che, come il loro Signore, non temono di “entrare nel cuore del dramma delle persone” prospettando le vie del bene possibile e aiutando il discernimento personale senza mai sostituirlo.
Papa Francesco ci invita a sviluppare una «pastorale del vincolo» (AL 211) come chiave per tutta la pastorale familiare. Siamo chiamati ad accompagnare chi si prepara al matrimonio e a fortifi care le famiglie nella loro vocazione. Pertanto questa pastorale del vincolo indissolubile è la chiave per comprendere il cammino d'integrazione delle persone di cui si parla al capitolo VIII. La sfi da consiste nello sviluppare creativamente pratiche concrete di accompagnamento che permettano di rigenerare il desiderio di questi nostri fratelli per condurli di nuovo alla vita piena di Gesù, in consonanza con i sette sacramenti.
"Le situazioni che viviamo oggi pongono sfide nuove che per noi a volte sono persino difficili da comprendere. Questo nostro tempo richiede di vivere i problemi come sfide e non come ostacoli: il Signore è attivo e all'opera nel mondo". Queste parole, pronunciate da papa Francesco al Convegno ecclesiale di Firenze, offrono un prezioso suggerimento per guardare al grande travaglio che caratterizza questo inizio di Terzo Millennio. Uno degli aspetti più vistosi del "cambiamento d'epoca" di cui parla il Papa è il tumultuoso processo di mescolamento di popoli e culture in cui oggi siamo immersi. Più di dieci anni orsono, proposi di descrivere questo processo con l'"ardita metafora" del "meticciato di civiltà e culture", da intendere come "mescolanza di culture e fatti spirituali che si producono quando civiltà diverse entrano in contatto". L'umana avventura della libertà di ogni singolo e di ogni popolo non fa che mostrare la profondità dell'amore di Dio che ha scelto, per comunicarsi, di passare, con la croce di Cristo, attraverso la libertà finita e il suo continuo vagabondare.
"Il primo pilastro - o punto cardinale - di una buona politica è la sua ispirazione etica o tensione ideale.
Oggi - spiega Papa Francesco - è forte la preoccupazione e la tendenza a conquistare spazi sempre maggiori di potere, per ottenere in tempi brevi risultati immediati, data l'urgenza dei bisogni impellenti; si introduce, così, una dicotomia assoluta con l'altra urgenza di un programma coraggioso di riforme, la cui attuazione richiede invece tempi medio-lunghi.
La difficoltà a comporre tra loro queste due urgenze è resa maggiore dalla presente crisi di valori, che induce chi ha il potere a posporre i valori all'efficacia, la qualità alla quantità, e ciò aggrava la crisi della politica. Pertanto, per la realizzazione di una "buona politica", bisogna cambiare mentalità".
Dal saggio introduttivo di Padre Bartolomeo Sorge
Questo libro è pensato come un commento biblico-teologico alla Costituzione dogmatica sulla rivelazione divina Dei Verbum, che viene ripercorsa e analizzata in modo sistematico, offrendosi quale valido strumento per la comprensione di un documento oggi quanto mai attuale.
Dopo le precedenti lettere Rallegratevi, Scrutate e Contemplate continua con questa quarta Lettera - il percorso di riflessione sulla Vita consacrata, che si snoda sul fil rouge del libro del Cantico dei Cantici: "Portare lo sguardo nel profondo del nostro vivere, - si legge nell'introduzione chiedere ragione del nostro pellegrinare alla ricerca di Dio, interrogare la dimensione contemplativa dei nostri giorni, per riconoscere il mistero di grazia che ci sostanzia, ci appassiona, ci trasfigura". Il testo richiama ogni consacrata e ogni consacrato ad annunciare la Parola di Gesù ed evangelizzare le genti. Alla fine del testo sono inoltre presenti delle riflessioni del Santo Padre Francesco, tratte dai suoi Angelus ed udienze generali.
Dopo le precedenti lettere Rallegratevi, Scrutate e Contemplate continua con questa quarta Lettera - il percorso di riflessione sulla Vita consacrata, che si snoda sul fil rouge del libro del Cantico dei Cantici: "Portare lo sguardo nel profondo del nostro vivere, - si legge nell'introduzione chiedere ragione del nostro pellegrinare alla ricerca di Dio, interrogare la dimensione contemplativa dei nostri giorni, per riconoscere il mistero di grazia che ci sostanzia, ci appassiona, ci trasfigura". Il testo richiama ogni consacrata e ogni consacrato ad annunciare la Parola di Gesù ed evangelizzare le genti. Alla fine del testo sono inoltre presenti delle riflessioni del Santo Padre Francesco, tratte dai suoi Angelus ed udienze generali.