Con il presente Compendio di diritto amministrativo canonico gli autori hanno cercato innanzitutto di offrire agli studenti del corso di licenza in diritto canonico uno strumento di studio per la preparazione dell'esame. Hanno tuttavia pensato in modo particolare anche a quanti, nelle diverse curie ecclesiastiche, devono quotidianamente far uso del diritto amministrativo, affinché possano trovare in queste pagine un sussidio di accesso immediato. Il Compendio si propone di spiegare in maniera sistematica e rigorosa, ma allo stesso tempo sintetica, gli elementi fondamentali del sistema amministrativo vigente nella Chiesa. Gli autori si sono esplicitamente preoccupati di mostrare le basi genuinamente canoniche del sistema: la loro congruenza con i principi di giustizia implicati nel mistero della Chiesa che costituiscono la chiave per una corretta interpretazione e applicazione delle norme e degli strumenti tecnici previsti dal legislatore Nella prima parte vengono studiati il concetto di Amministrazione ecclesiastica e il principio di legalità, in quanto mezzo che concretizza giuridicamente la dimensione di servizio della potestà ecclesiastica di governo. La seconda parte prende in considerazione le diverse manifestazioni dell'attività giuridica dell'Amministrazione ecclesiastica, soffermandosi specialmente sulla disciplina giuridica degli atti amministrativi. La terza parte, infine, si occupa del sistema dei ricorsi di fronte agli atti amministrativi. In tutte le questioni trattate, si è cercato di tenere presente anche la prassi della Curia romana come riferimento più adeguato per colmare le eventuali lacune delle norme vigenti. Nonostante l'impiego di un taglio pratico nella trattazione delle diverse questioni, si è reso necessario spiegare alcuni principi teorici come anche utilizzare determinati concetti tecnici. Per tale ragione, al termine dell'esposizione è stato aggiunto un Glossario contenente il significato di quasi trecento termini impiegati nel Compendio.
Il volume XVI della collana "Annales", dal titolo Le dinamiche processuali nella fase istruttoria del giudizio canonico raccoglie gli atti del 53° Congresso dell'Associazione Canonistica Italiana (ASCAI), che si è tenuto ad Ascoli-Piceno dal 4 al 7 settembre 2023. In esso, i giuristi tanto dell'ambito canonico come di quello civile, si sono interrogati sulle dinamiche processuali nella fase istruttoria del giudizio canonico, principalmente nel processo matrimoniale e nei processi e procedimenti penali, consapevoli che i giudici sono - e devono essere - cooperatores veritatis "servitori della verità", e senza una istruttoria seria e profonda questa loro missione si renderebbe veramente ardua, quando non impossibile. Il Congresso annuale è l'attività principale dell'ASCAI che, da sempre, è impegnata a promuovere il dialogo e l'approfondimento scientifico nel campo del diritto canonico
Il ricorso gerarchico è un'impugnazione mite, modesta; non gli appartengono tutte le formalità e le opposizioni di un processo giudiziale; è fondato sulla fiducia che il Superiore, di fronte alle ragioni addotte, può riconsiderare la decisione già presa. Solo dopo aver esperito il ricorso gerarchico si apre la via al processo giudiziale, al contenzioso amministrativo presso il Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica. Lo scopo del testo è innanzitutto pratico: illustrare come nella Chiesa il ricorso gerarchico si propone, come si evolve nel procedimento e come si conclude con la decisione del Superiore. La trentennale esperienza dell'Autore presso la Segnatura Apostolica ha mostrato quanta distanza si crei in molti canonisti tra il richiamo ai principi supremi del diritto canonico e la mancata conoscenza delle più elementari procedure per agire nell'ordinamento della Chiesa. Il testo conserva il carattere di appunti per le lezioni che l'Autore tiene da anni alla Facoltà di Diritto Canonico della Pontificia Università Gregoriana.
Il volume offre un panorama — con una esposizione agile e sintetica dal taglio prettamente didattico — di alcuni temi “classici” della disciplina di valenza più spiccatamente “giuridica”, imprescindibili per uno studio che risponda agli obiettivi formativi delineati per il Diritto ecclesiastico soprattutto nei Corsi di Giurisprudenza delle Università italiane.
In funzione del conseguimento di tali obiettivi e dei relativi risultati di apprendimento, è opportuno privilegiare, su ogni pretesa di trattazione esaustiva dei vari argomenti — specie alla luce dei nuovi nessi che oggi si vanno individuando tra il diritto e le espressioni sempre più plurali e innovative della religiosità — la proposta di un percorso di riflessione su alcune tematiche fondamentali, che possa soprattutto guidare all’acquisizione delle conoscenze di base e del corretto metodo di analisi per eventuali ulteriori approfondimenti.
Si è dato così uno spazio di qualche rilievo alla tematica delle fonti; attorno alla « laicità dello Stato » si è riunito l’esame di vari temi solitamente oggetto di un esame disgiunto; nell’ultimo capitolo hanno trovato collocazione i temi del diritto ecclesiastico strettamente connessi al diritto internazionale — sia quelli “classici”, sia quelli legati allo sviluppo della tutela nella dimensione ultranazionale della libertà religiosa — con il preciso intento di consentire allo studente di cogliere, in tutta la sua reale portata, l’evoluzione dei problemi di incidenza di quella dimensione sul volto “interno” della disciplina.
L’auspicio finale è che gli studenti possano trarre dal testo lo stimolo per accostarsi con interesse allo studio del Diritto ecclesiastico italiano o, se si preferisce, del Diritto italiano delle credenze di religione.
Negli ultimi anni un'attenzione anche mediatica senza precedenti si è concentrata sulla giustizia vaticana, trovatasi alle prese con un caso dalle dimensioni altrettanto inedite per il minuscolo stato d'Oltretevere. Oltre all'identità dei suoi imputati, a catalizzare un simile interesse hanno contribuito altresì criticità macroscopiche nella gestione del processo, su cui commentatori ed esperti non hanno potuto fare a meno di interrogarsi. Quali gli effetti dei rescritti pontifici che hanno investito la vicenda processuale? Quale il rapporto tra diritto vaticano e diritto canonico? Quale l'impatto della sentenza nell'ordinamento italiano, ma anche sul piano europeo e internazionale? A tali quesiti la presente «analisi critica» mira a fornire risposte.
Nel corso di due millenni la chiesa cattolica ha fatto del diritto canonico uno dei punti di forza per attuare la sua missione religiosa, per incidere sul tessuto sociale e per regolare i rapporti con il potere politico. Questo nuovo manuale traccia la storia del diritto canonico dalle origini ad oggi, secondo diversi piani di analisi: dalle fonti normative alla storia delle istituzioni, dai modelli di Chiesa alle correnti di contestazione o di riforma religiosa, dalla cultura giuridica al più vasto quadro della storia delle società.
Sposarsi in Chiesa vuol dire donarsi reciprocamente nell'amore coniugale per sempre indissolubile, fedele e fecondo. Questo amore sublime presuppone conoscenza e coscienza adeguate del "chi" si sposa e del "perché" ci si sposa. Su questi aspetti del matrimonio è facile cadere in errore anche a causa dell'ignoranza o del dolo, soprattutto nell'odierno contesto post-moderno e scristianizzato in cui vige la norma della libertà illimitata. Ciò accade anche in determinati ambiti "tradizionali" in cui il connubio risponde a certe esigenze culturali non sempre corrispondenti ai valori antropologici e cristiani dell'unità e dell'indissolubilità del matrimonio, né sempre tutelanti le finalità intime del bene dei coniugi e della prole. Il volume indaga sull'incidenza giuridica che l'errore dei coniugi su questi aspetti fondamentali del matrimonio cristiano può comportare per la sussistenza o meno del vincolo, a partire da considerazioni riguardanti sia la natura stessa dell'unione coniugale sia quella della "persona" come soggetto coniugale.
Il testo si propone di rispondere all'esigenza di consegnare ai Superiori e agli Istituti un sussidio pratico circa le necessarie conoscenze e le procedure da seguire nei casi di abusi, compiuti nei confronti di minori e di adulti vulnerabili da parte di membri dell'istituto da loro governato. Gli abusi, visti nella loro origine (si pensi a quelli spirituali e sessuali) non sono atti isolati, ma hanno origine nell'identità della persona che li agisce e tendono a diventare stile di vita, basato sull'abuso dell'autorità che si ricopre e del potere che si esercita. Questi orientamenti si propongono come aiuto ai Superiori Maggiori per il discernimento e la corretta prassi giuridica da mettere in atto.
L'Autore, a partire dalla ricerca storico - canonica, esamina la rilevanza canonica del principio della necessitas Ecclesiae nell'esercizio del primato del Romano Pontefice, avendo come riferimento il pensiero di W. Bertrams, professore della Pontificia Università Gregoriana dal 1941 al 1977. Attraverso lo studio delle fonti storiche, conciliari, e dell'Archivio del Dicastero per i Testi Legislativi, fino ai più recenti orientamenti magisteriali e della riflessione canonica; la ricerca giunge ad offrire una nozione del principio della necessitas Ecclesiae riferita all'estensione e ai limiti dell'esercizio primaziale, con prospettive in merito alla discrezionalità e alla possibile auto-limitazione del Romano Pontefice.
Il tema del bonum coniugum è stato oggetto di costante discussione sia da parte della dottrina canonica e teologica sia della Giurisprudenza de Tribunali Ecclesiastici. Nel libro è affrontato con un linguaggio allo stesso tempo preciso e accessibile, tracciandone la storia, approfondendone gli aspetti gurisprudenziali ed esaminando le sentenze rotali in merito, senza tirarsi indietro di fronte alle tematiche più spinose a esso legate, tra cui la relazione tra bonum coniugum e la vera comprensione del significato e del contenuto dell'amore coniugale e il fatto che il bonum coniugum riguardi tutta la persona nella sua coniugalità e non solo qualche aspetto parziale della dimensione sessuale delle persone dei coniugi.