Per la prima volta la cultura occidentale trova, nella presente pubblicazione, il testo integrale degli Atti del Secondo Concilio Niceno (svoltosi nel 787). Fu un momento importantissimo per la Chiesa e per l'arte poiche venne definitivamente ammesso il culto delle immagini sacre. Logica autentica e unica dell'arte sacra e che l'icona e una meraviglia per i nostri occhi, non fatta dalla nuda mano dell'uomo, ma trascrizione reale della Parola di Dio". Nel 787 a Nicea il Concilio Ecumenico Settimo ha organizzato questa dottrina stabilendola per la Chiesa Universale. Quella del Niceno II e lezione decisiva per l'arte della nostra cultura cristiana, ma anche per tutta l'arte. Gli Atti pubblicati in questi volumi sono un documento di alto valore storico e teologico, utile per tutti coloro che intendono conoscere ed approfondere un tema cosi importante. "
A far l’amore s’impara.... e a essere casti pure. Ma all’inizio sia dell’una che dell’altra parte ci deve essere un dono che ci sorprende e che ci disciplina nel tempo. Oggi la castità cristiana non è più considerata un valore; nonostante ciò rimane, insieme all’accettazione della morte, uno dei pochissimi modi per rimanere persone. Attingendo soprattutto dai Padri monastici, don Giuseppe Forlai dà voce allo “spudorato” bisogno che la nostra società post-umana ha della castità evangelica quale realtà praticabile da tutti i battezzati, sia come scelta fatta per tutta la vita, sia come condizione periodica. Leggendo queste pagine, caro lettore, tieni sempre a mente che, offrendo al Signore la debolezza della tua natura e riconoscendo la tua impotenza, senza accorgertene riceverai il dono della castità.
"Quando vedo i tuoi cieli, opera delle tue dita, la luna e le stelle che tu hai fissato, che cosa è mai l‘'uomo perché di lui ti ricordi, il figlio dell'uomo, perché te ne curi? Davvero l'hai fatto poco meno di un dio, di gloria e di onore lo hai coronato. Gli hai dato potere sulle opere delle tue mani, tutto hai posto sotto i suoi piedi tutte le greggi e gli armenti e anche le bestie della campagna, gli uccelli del cielo e i pesci del mare, ogni essere che percorre le vie dei mari" (Sal 8, 4-9)
Abbruzzese William nato a Erba (Co) nel 1977.
Ordinato presbitero nella Chiesa di Milano nel 2005.
Licenziato in Sacra Teologia con indirizzo spirituale presso. la Facoltaà teologica dell'Italia Settentrionale nel 2018. Attualmente e vicario di pastorale giovanile presso la Comunità pastorale san Giovanni Battista con sede a Oggiono (Lc).
Lettura spirituale della vita e dei testi dei sette monaci di Tibhirine, uccisi nel 1996 in Algeria e beatificati nel 2018. Resi celebri dal film Uomini di Dio, questi trappisti hanno incarnato alcuni valori cristiani che gli autori mettono in risalto per la vita di ogni fedele: il primato della preghiera, la vita comunitaria, la fedeltà nella prova, l'attraversamento delle crisi... Con un linguaggio semplice, questa vicenda di grande rilievo assume una dimensione universale
La vita di ciascuno di noi è stata attraversata dall'amore, con le sue luci e le sue ombre: i primi innamoramenti acerbi, le illusioni che fanno volare e poi cadere, le ferite che lasciano segni, le relazioni tiepide che anestetizzano più che accendere. Con uno sguardo insieme ironico e intimo, Massimo Gramellini intreccia memorie personali, dialoghi con amici, divorzi, perdite e rinascite, regalandoci una storia che tocca i temi universali dell'affettività: il possesso e l'attaccamento, il tradimento e la gelosia. Ne nasce un viaggio interiore che oscilla tra il desiderio di un amore assoluto, capace di trasformare e scuotere, e la paura di farsi male; tra la sete di sentirsi vivi e la tentazione di rifugiarsi in legami solo rassicuranti. In questo percorso, grazie anche al fondamentale incontro con Platone e i miti greci, il racconto diventa una storia di educazione sentimentale e di crescita esistenziale e spirituale: la storia di tutti noi, che aneliamo all'amore, ci disperiamo per amore e a volte vi rinunciamo, senza mai afferrarne del tutto la natura sfuggente di vero, intimo bisogno che coincide col sogno più profondo che alberga in tutti noi. Un sogno talmente grande che ci lascia ogni volta incantati, travolti o spaventati dalla sua immensità. L'amore è il perché è la storia di un sogno, e di un risveglio.
Il regno di Dio è il fulcro della predicazione di Gesù e il nucleo della fede cristiana. Oggi sembra però trascurato nell'annuncio ecclesiale e nella teologia. Vi domina infatti ampiamente una dottrina della redenzione incentrata sulla croce e la risurrezione: per il Catechismo della Chiesa cattolica, centro della buona novella è essenzialmente il mistero pasquale; per la teologia, salvezza e redenzione non si ricollegano in modo incisivo con la predicazione di Gesù; nelle preghiere eucaristiche è raro che compaia in modo esplicito il messaggio di Gesù sulla venuta del Regno; la signoria di Dio, concetto chiave in teologia biblica, è estranea a molti fedeli... Christoph Böttingheimer cerca perciò di riportare al centro dell'attenzione il messaggio sul regno di Dio, spiegandone il senso e l'importanza. Il regno di Dio è già presente o deve ancora venire? In che misura il ritorno di Cristo, che sembra prendere il posto della venuta del Regno, si riferisce all'universo intero? La redenzione e la salvezza derivano soltanto dalla passione e morte di Gesù in croce, o c'è di più? Dato che l'odierna crisi ecclesiale è di fatto una crisi della fede, è essenziale chiedersi: l'annuncio attuale riflette integralmente il messaggio del Gesù consegnatoci dai vangeli canonici? Una indagine rigorosa che si interroga in modo specifico sul messaggio centrale di Gesù, finito in secondo piano. Il teologo di Eichstätt intende quest'opera in chiave molto personale: come espressione di proprie ricerche e anche di proprie lotte, come appello a "pensare oltre".
Nel 1221 due naufraghi approdano fortunosamente sulle coste della Sicilia. Vestono il saio dei frati francescani. Si chiamano Giulietto e Antonio. Quest'ultimo si inginocchia, chiedendo perdono, davanti al vescovo del luogo e comincia a raccontare la sua storia... Così inizia S.Antonio di Padova, il film che narra la vicenda di Fernando di Buglione, giovane portoghese che contro la volontà del nobile padre scelse il convento invece di combattere contro la minaccia musulmana. Ovvero, S.Antonio, il nobile cavaliere che divenne fedele seguace di San Francesco, servitore della Chiesa con la Parola invece che con la Spada. Umiltà, superbia, orgoglio istintivo, docilità, fuoco vivo e cenere: queste le molte anime di Antonio, che in soli trentasei anni di vita non fu solamente il Santo dei miracoli conosciuto da tutti, ma anche un appassionato difensore dei valori della giustizia, della solidarietà e della pace sociale, un accanito nemico dell'usura e, infine, un instancabile predicatore, sempre in viaggio... Sant'Antonio è interpretato da Daniele Liotti, giovane ma già affermato attore italiano. Accanto a lui, con la direzione e la sceneggiatura di Umberto Marino, recita Enrico Brignano. Nel cast, Glauco Onorato, Josè Sancho, Peppino Mazzotta, Vittoria Puccini, Francesco Stella, Luigi Burruano. Le riprese si sono svolte interamente in Spagna nel settembre 2001, in alcune splendide località come Trujillo, Plasencia, Santillana Del Mar e il monastero di Veruela. "Sant'Antonio di Padova" è stato realizzato con la collaborazione dei frati della Basilica di Sant'Antonio di Padova.
Non è saggio – assicura il Qoelet – sostenere che «i tempi antichi erano migliori del presente» (Qo 7,10), tuttavia, di fronte al disorientamento esistenziale di una società in cui i valori che contano non sono quelli religiosi, ma il denaro, il successo, il piacere ad ogni costo, è percepito da molti il bisogno di respirare un’aria più spirituale. A questa ricerca di interiorità la chiesa risponde offrendo ai suoi fedeli, nel ciclo liturgico annuale, molte feste della Vergine Maria e dei santi. Il concilio Vaticano II ne ha conservate alcune – quelle più amate dal popolo cristiano – e le ha arricchite con appropriati testi biblici. In questo volume sono spiegate alla comunità le letture di queste festività e del Triduo Pasquale. L’opera completa Ascoltarti è una festa con i precedenti tre volumi per gli anni A-B-C.
Destinatari
Operatori pastorali, sacerdoti e catechisti, ma per i centri di ascolto.
Autore
FERNANDO ARMELLINI, dehoniano, è licenziato in Teologia e Sacra Scrittura. È stato missionario in Mozambico per alcuni anni. Attualmente svolge attività di insegnamento e di conferenziere in Italia.
Il volume del Dottor Francesco Salvatore Rea affronta con completezza e fluidità di stile il tema delicato della delibazione delle sentenze di nullità matrimoniale, all'esito del riformato processo canonico come disciplinato dal Motu proprio “Mitis Iudex Dominus Iesus”, partendo dall'esame del rapporto giuridico processuale nella sua declinazione concreta nei giudizi civili e nel giudizio della Chiesa, dando ragione delle peculiarità dell’uno e dell’altro sistema nell'ottica comune del giusto processo. In questo ambito particolare il volume affronta con precisione e con un ricco e puntuale apporto delle fonti più accreditate il complesso rapporto delle misure processuali speciali con il diritto di difesa nell'imprescindibile necessità della sua salvaguardia.
In particolare, l'autore evidenzia l'importanza del processo canonico, anche nella forma “brevior” - introdotta dalla Riforma operata da Papa Francesco dopo i due Sinodi sulla famiglia - come scelta giudiziale con tutte le garanzie tipiche e proprie di tale strumento, imprescindibile complemento della “norma missionis” della Chiesa, pur dando conto della rinnovata attenzione sugli aspetti di un'autentica pastorale giudiziale della famiglia.
Il solido e dettagliato apparato critico e l'originalità delle intuizioni danno al volume il pregio di essere frutto di una ricerca capillare nell'ottica di una comparazione tra i due ordinamenti, civile e canonico, che dà ragione di un'arricchente vicendevole complementarietà e rende la lettura assolutamente consigliata per chi, anche non esperto di diritto canonico, si trovi a operare nel crinale tra i due sistemi proprio sul terreno del riconoscimento degli effetti civili alle pronunce giudiziarie.
FRANCESCO SALVATORE REA (1988), Ph.D.- Avvocato. Consegue, con lode e Menzione, la Laurea Magistrale in Giurisprudenza (LMG/01) presso l'Università degli Studi di Napoli “Federico II” con una tesi in “Storia e Sistemi dei Rapporti tra Stato e Chiesa”. Ottiene il Dottorato di Ricerca, 28° Ciclo, presso il medesimo Ateneo, in “Tutela Giurisdizionale dei Diritti nell’Ordinamento Interno ed Internazionale” - Curriculum in Diritto Canonico ed Ecclesiastico. Consegue la Specializzazione, con Lode, in “Ordinamento Giuridico e Finanziario Vaticano” presso la “Libera Università degli Studi Maria Santissima Assunta” (L.UM.S.A.) di Roma. Consegue, con Lode, un Master Degree in Teologia presso la “School of Theology and Religious Studies” della “Catholic University of America”, Washington D.C. (USA) nel 2015. Nel medesimo anno consegue l'attestato in Filosofia e Teologia propedeutico allo studio del diritto canonico presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, Sezione San Tommaso. Dal 2013 è Cultore della materia in Diritto Canonico ed Ecclesiastico presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell'Università degli Studi di Napoli “Federico II”. Collabora con la cattedra di Diritto Ecclesiastico e con la cattedra di Storia e Sistemi dei Rapporti tra Stato e Chiesa della medesima Università. Ha conseguito l'abilitazione all'esercizio della professione forense dinnanzi alla Corte d'Appello di Napoli nel 2014. Nel 2017 ottiene il diploma in “Il nuovo processo matrimoniale e la procedura Super Rato” presso il Tribunale Apostolico della Rota Romana, con votazione “Summa cum Laude”.
Il nuovo sussidio liturgico-pastorale di Avvento e Natale per seguire e condividere il cammino della Chiesa nell'Anno liturgico.
Il titolo Haec Dies Domini deriva dall'incipit del graduale del giorno di Pasqua. L'album contiene 30 canti della tradizione gregoriana, eseguiti dal coro Haec Dies di Alba, diretto dal M° Ezio Aimasso. Sono brani che segnano alcuni momenti importanti di preghiera della giornata: la Messa, i Vespri e la Compieta. Ci sono infatti la Missa Orbis Factor, i Vespri monastici e la Compieta monastica, oltre alla Missa de angelis e al Tota pulchra, il più antico canto mariano conosciuto, in una versione a due voci, inframezzata da tocchi della campana tibetana. Un'opera che valorizza il repertorio liturgico antico, riscoprendone la bellezza e la spiritualità, dedicata a tutti gli amanti della musica sacra e del canto gregoriano. Canti: Kyrie (Orbis factor) - Gloria (Orbis factor) - Sanctus (Orbis factor) - Agnus Dei (Orbis factor) - Deus in adiutorium - Dixit Dominus (Ant et Ps 109) - Fidelia (Ant et Ps 110) - In mandatis (Ant et Ps 111) - Sit nomen (Ant et Ps 112) - Benedictus Deus (Capitulum) - Quam magnificata sunt (Resp) - Lucis creator optime (Hymnus) - Dirigatur Domine (Versiculus) - Si offers (Ant et Magnificat) - Pater noster - Oratio et Benedictio - Deus in adiutorium, Confiteor - Cum invocarem (Ps 4) - Qui habitat (Ps 90) - Ecce benedicite Dominum (Ps 133) - Te lucis ante terminum (Hymnus) - Videbunt faciem (Capitulum) - Custodi nos Domine (Versiculus) - Preces Oratio et Benedictio - Salve Regina (t. solemnis) Noctem quietam - Kyrie (De angelis) - Gloria (De angelis) - Sanctus (De angelis) - Agnus Dei (De angelis) - Tota pulchra.
In scena è la storia del folletto Natalino, il postino di Babbo Natale, che vola in sella alla sua bici cometa, raccogliendo le lettere dei bambini di tutto il mondo. Quando torna nella fabbrica di giocattoli, avviene uno scambio tra la posta di Città Grande e quella di Paese Dimenticato. I bambini di Città Grande, ricevendo i regali sbagliati, andranno su tutte le furie; ma per fortuna Natalino, insieme ai suoi amici folletti, troverà l'idea giusta per mettere tutti d'accordo. Sei canzoni, dalle melodie originali e dai ritmi e suoni moderni, si alternano ai dialoghi di questo spettacolo, creando momenti musicali ora giocosi e divertenti, ora teneri e suggestivi. È una proposta teatrale e musicale completa di indicazioni per la realizzazione dei costumi e delle coreografie; un modo per promuovere, con fantasia e divertimento, una festa di Natale decisamente meno consumistica e più solidale, e per ricordare ai bambini - e anche ai grandi - che è davvero più bello donare che ricevere.