Nel giugno del 1940 l'esercito italiano attacca la Francia sul confine alpino: i francesi sono già prostrati dalla disfatta appena subita a opera dei tedeschi, ma i fanti italiani avanzano con enorme fatica e l'equipaggiamento inadatto miete più vittime, per assideramento, delle pallottole nemiche. "Alla prova della montagna il fascismo era già finito", scrive Bocca. L'autore ha girato il mondo e all'Italia ha dedicato diversi libri: qui ritorna alla "patria alpina", alla provincia incastonata tra le montagne da cui proviene e che diventa il crogiuolo in cui si mettono alla prova gli uomini e le idee. Dalla grande schiatta piemontese dei maestri di antifascismo - i Gobetti, i Galimberti, gli Einaudi, i Bianco - al rapporto con i valligiani nella Guerra di Liberazione, alla scoperta dell'eredità occitanica tra Piemonte e Francia, dalla provincia eterna che produce buoni alimenti ma è politicamente sempre rivolta al passato, fino alle montagne amatissime in cui ha passato la sua giovinezza di forte sciatore e che sono ora anch'esse vittime dell'industrializzazione, trasformate in palestre meccanizzate per il tempo libero.
Cosa sono i settimanali diocesani? Quando sono nati? Dove si leggono oggi? Quale la loro funzione? A queste e a molte altre domande intende dare risposta il volume. I settimanali diocesani in Italia sono una realtà che edita circa 800mila copie complessive, per un numero di lettori attorno ai 2.400.000. Questo ponderoso volume si propone come una fotografia dei settimanali esistenti e delle loro diverse tipologie, ne ripercorre la storia, la difficile situazione che caratterizza il presente e poi si volge in avanti per rispondere all'interrogativo se ci sia un futuro per la stampa. "Questo libro non vuole essere l'ultima fotografia di gruppo dei giornali delle Chiese italiane. Lo scrivo per ridare speranza e rilanciare la stampa diocesana annota l'autore nell'introduzione -. Ma per non scomparire è necessaria una svolta". Il volume si articola in sei parti. La prima fa rivivere la storia dei settimanali cattolici, partendo dalla proclamazione dell'unità d'Italia nel 1861, citando tra l'altro alcuni passaggi dell'enciclica Etsi Nos di Leone XIII, datata 1882, con i quali il Pontefice intende dare impulso alla stampa cattolica per avversare l'onda liberale, con l'invito esplicito a fondare giornali anche quotidiani per contrastare le idee e le testate degli anticlericali. I settimanali diocesani sono poi protagonisti della vivace stagione editoriale d'inizio XX secolo, mentre attraversano grandi difficoltà durante il ventennio fascista...
Queste meditazioni teologiche ci offrono un originale approccio alla fede come il "grande affare". Gesù stesso amò parlare del regno di Dio con immagini di tipo economico: la perla preziosa o il tesoro nascosto per i quali vale la pena lasciare tutto in vista del centuplo. Del resto come può essere credibile e desiderabile il dono della fede se esso non si mostra conveniente, "capace di colmare la vita di un nuovo splendore e di una gioia profonda anche in mezzo alle prove?" (Francesco), se esso non risulta utile per affrontare le sfide del vivere, a compiere ciò che di più vero e di più profondo il cuore desidera?
C'è una fede segreta, sconosciuta e misteriosa, che porta a incontrare e conoscere figure come quella di San Charbel (1828-1898), monaco cristiano maronita libanese. Le miracolose guarigioni che si sono verificate grazie alla sua intercessione sono in continuo aumento in tutto il mondo e riguardano persone di ogni fede e di ogni credo. Santificato nel 1977 da Papa Paolo VI, questo monaco taumaturgo è la testimonianza di una fede immacolata e incontaminata che si manifesta attraverso la via nascosta di Cristo e una vita eremitica e solitaria, grazie alla sua arma più potente: la preghiera. In questo libro la vita e i miracoli sono accompagnati dalle preghiere, le litanie e la novena: chi si rivolge a lui ottiene qualche particolare grazia.
L'avvertimento dell'oltre trama l'arte contemporanea: un avvertimento che può cogliersi nel profondo dell'espressione come riflesso di un'ansia, come turbamento e ricerca non di rado drammatica di ragioni e sensi del mistero della vita. Una ricerca in genere non inquadrabile in un ambito confessionale, che non assume l'ansito di una speranza coltivata come dichiarata religio, ma che può essere vivissima, attingere più di tante pallide e retoriche manifestazioni confessionali alla sapienza del mistero. Come nel caso di tre grandi artisti del Novecento - Morandi, Rothko e Manzù - di cui l'autore, conosciuto critico d'arte, indaga l'opera e la vita.
Le famose Losungen, testi biblici e meditazioni giornaliere, preparate ogni anno, a partire dal 1731, dalla Chiesa evangelica dei Fratelli Moravi (Unità dei Fratelli di Herrnhut). La presente edizione, tradotta e adattata per il lettore italiano, è la 294a.
Tra le Litanie, le più famose sono quelle "lauretane", ritenute un capolavoro della preghiera popolare. In esse si alternano temi dottrinali, poetici, biblici, patristici, liturgici e popolari su Maria. Chi le recita esprime il suo atto di fede, di lode, di supplica accorata e di riconoscimento della santità di Maria, opera dell'agire amorevole di Dio Padre. L'autore, mediante la meditazione di ogni invocazione, offre al lettore il gusto di contemplare e di "approfondire" spiritualmente ogni invocazione contenuta in queste Litanie.
Che cosa sappiamo davvero di Dante Alighieri? Le tracce lasciate dal poeta nei documenti del suo tempo sono pochissime. Le notizie tramandate dai primi biografi intrecciano ricordi autentici e fioriture leggendarie. Tracce e notizie trovano una chiave di lettura solo grazie al monumento autobiografico che l'Alighieri ha costruito nelle sue opere. Senza mai dissimulare lo scarto fra critica dei documenti e interpretazione storico-letteraria, il libro disegna così il profilo di una possibile "'vita di Dante scritta da esso". Con un saggio di Giuliano Milani.
Gli avvenimenti significativi della nostra vita sono sempre numerosi: più o meno importanti, alcuni felici e fastosi e altri, purtroppo, anche tristi. Non sono mai da dimenticare le ricorrenze, da vivere con il cuore e da cogliere come momenti di comunione con i nostri cari. È consuetudine accompagnarli con un augurio o una frase, con parole anche comuni per dire cose fuori dal comune: questo libro ne propone alcune delle più belle e conosciute, ricordando che una buona parola detta a tempo opportuno è come il bacio di un'anima a un'altra anima. Parole così completano la gioia di fare un dono... ma non sempre riusciamo a trovare quelle giuste.
Dall’aprile 1992 la Bosnia Erzegovina è sotto il fuoco e
il sangue…l’Oasi della Pace sta forse sprofondando?
Milioni di amici di Medjugorje – una vera costellazione
in tutto il mondo - sono appesi ai fax di Suor Emmanuel.
Sin dai primi giorni della guerra ci tiene col fiato
sospeso, descrivendo con realismo e profondità una
Medjugorje circondata da orrori.
Rimasta lì insieme ad altri due fratelli e a una sorella
delle “Beatitudini”, ha condiviso l’angoscia di questo popolo. Nel mezzo della
bufera, i suoi legami di profonda intimità con i giovani che vedono aprirsi il
cielo, ma anche con tutto il villaggio, le hanno permesso di rivelarci l’aspetto
nascosto, segreto, sorprendente di Medjugorje senza i suoi pellegrini! Quasi la
Medjugorje “prima della Madonna”!
Oltre ai fax sulla guerra, troviamo racconti appassionanti, veri e propri flash
inediti della storia santa di Medjugorje. Umorismo ed emozioni si mescolano
in modo toccante. È stato necessario che uno sguardo di preghiera ed un
cuore profondamente unito al villaggio, ci riferissero quello che nessun
giornalista ha potuto dire. Ti benedico Emmanuel per essere stata portavoce
di quelli che non hanno accesso ai mass-media.
Accanto agli orrori, ecco anche degli splendori. In fondo all’inferno, ecco il
cielo sulla terra. Di fronte all’assurdo, la pedagogia materna della Gospa, più
luminosa che mai. Quanto ne abbiamo bisogno per uscire dal nostro coma
ormai avanzato!
Se cerchi la pace del cuore anche quando tutto crolla, leggi questo libro!
(P. Daniel Ange)
La storia della medicina non è separabile da quella politica e sociale nella quale si inscrive, ma non sono pochi gli storici che, trattando dell'una, tacciono dell'altra, considerandola inessenziale ed estrinseca. Hanno dimenticato che, tra il XVIII e il XIX secolo, Parigi fu il centro della medicina universale, resa illustre da protagonisti del pensiero filosofico, dell'innovazione clinica, dell'agire politico. In seguito, la medicina ha cessato di essere una scienza dell'uomo per diventare una confederazione di tecniche. Quale contromisura? Per rimediare agli eccessi dello scientismo e del tecnicismo ci si augura oggi il ritorno a quella "medicina della persona" che si affermò durante la Rivoluzione francese. Giorgio Cosmacini contribuisce qui a recuperare la memoria di un patrimonio ideale in gran parte dissipato o dimenticato, ricercando anche le cause e le conseguenze di tale perdita culturale.
Un libro che ci propone uno sguardo" sul rito: dal significato del termine alle nuove prospettive di studio, dalla sua sintonia con la sfera religiosa all'analisi di una ritualità particolare, tra le più antiche, quella dei funerali. "