Come non si improvvisa l'amore, così non può essere improvvisata la nostra preghiera di adorazione. È attraverso le Rivelazioni che Gesù ha fatto a santa Margherita Maria, che possiamo conoscere il vero messaggio della spiritualità del Sacro Cuore, il senso della nostra Consacrazione al Cuore divino di Gesù. In queste adorazioni, non solo vogliamo leggere con il cuore il suo messaggio, ma vogliamo accogliere dentro in noi la sua richiesta di amare con Lui, ma attraverso di noi. È un atto d'amore che Gesù compie verso noi avvicinando il suo Cuore al nostro e infiammandolo della sua stessa carità. Così il nostro cuore si rende capace di un amore più grande, un amore capace di "riparare" tutto quello che offende il suo Amore, e liberare l'umanità della "dannazione eterna". Strumento utile per l'aiuto alla preghiera di tutte le persone che faticano a stare in adorazione. Per chi è devoto al Sacro Cuore di Gesù.
Gli enti locali olandesi hanno svolto nel tempo un ruolo fondamentale nell'accoglienza e nell'integrazione dei minori non accompagnati, con cura di affidarli in contesti omoculturali. La ricerca studia il modello nato da questa esperienza e ne analizza la fattiblità in Italia.
A 400 anni dalla nascita di Blaise Pascal (1623-1662), questa agile selezione di brani aventi carattere aforismatico e provenienti dai suoi scritti filosofici, religiosi ed apologetici mette in evidenza come proprio oggi ci sia bisogno di Pascal per affermare il valore della ragione; per riguadagnare la dimensione del sacro; per immergerci nella "grandezza e miseria" dell'umano; per abbracciare il mistero dell'Uomo-Dio, Gesù Cristo.
La filosofía de la naturaleza es la ciencia filosófica que ha sufrido más altibajos a lo largo de la historia. En el mundo clásico está en el centro del pensamiento y constituye la piedra de toque de las escuelas; durante la Edad Media ocupa una posición subalterna, aunque importante, dentro de una cosmovisión que ve en el universo la creación de Dios. Con el giro antropocéntrico del Renacimiento aparece un nuevo enfoque en los estudios naturales, conjugando las matemáticas con la experiencia. Al mismo tiempo, la física filosófica recobra importancia y se convierte en escenario de pugna por la primacía. Con el Barroco la ciencia natural alcanza definitiva madurez y pone en apuros el viejo esquema unitario del saber. La crisis se ahonda durante la Ilustración; Immanuel Kant hace un último y agónico esfuerzo para restablecer la situación, pero fracasa y la ruptura entre ciencia y filosofía se produce a comienzos del siglo XIX, sin que hasta el momento se haya dado la reconciliación. La filosofía todavía lucha por recobrar una identidad consensuada y la ciencia se ve confrontada con desafíos cada vez más difíciles de sobrellevar por sí misma. En estas condiciones, la filosofía natural tiene una oportunidad de recobrar sus fueros y contribuir eficazmente a reparar la reinante atomización del saber.
Juan Arana Cañedo-Argüelles es académico de número en la Real Academia de Ciencias Morales y Políticas de Madrid. De 1974 a 2020 impartió docencia de filosofía en universidades españolas y americanas. Su investigación está centrada en la filosofía de la naturaleza y en la historia de las relaciones entre ciencia y la filosofía, temas sobre los que ha publicado algunas decenas de monografías y centenares de artículos.
Dalla metà del XII secolo, si delinearono in Italia due tendenze perfettamente convergenti nella volontà di perfezionare il sistema procedurale e di fondarlo sulle basi del processo romano, quella dei civilisti e quella dei canonisti, che diedero vita ad un rito nuovo e originale, nato dall'interazione tra giuristi, legislatori e giudici. Prese così corpo il processo romano-canonico: romano per la terminologia e per l'utilizzo dei concetti fondamentali attinti dalla compilazione giustinianea; canonico per le numerose e significative innovazioni introdotte dalla legislazione pontificia e dalla dottrina canonistica, oltre che per lo spirito di buona fede e di equità di cui venne ammantato dal diritto della Chiesa. Dall'Italia e dai suoi tribunali laici ed ecclesiastici il nuovo rito si diffonderà rapidamente in tutta Europa e, variamente declinato dai particolarismi locali, costituirà fino alla fine del Settecento il processo di diritto comune.
Quest'opera in due volumi, risultato di una ricerca scientifica pluriennale condotta da un gruppo di studiose e di studiosi del tema, presenta per la prima volta il quadro nazionale dell'applicazione della legislazione razzista e antisemita del 1938 nell'università italiana. L'«arianizzazione» degli atenei si realizza a partire dalla fine degli anni Trenta nel contesto del già esistente processo di fascistizzazione dell'università italiana e si sviluppa poi negli anni successivi del regime e della guerra mondiale producendo conseguenze immediate, di medio e lungo termine sull'intera istituzione. Questa trasformazione delle università italiane in istituzioni razziste e antisemite viene qui indagata, per quanto lo consentano le fonti disponibili, in tutte le sue diverse fasi e aspetti (censimento, espulsioni, sostituzioni, provvedimenti contro gli studenti, materie razziste e politica della razza, reintegro parziale e incompleto ed epurazione dei razzisti nel dopoguerra). Il primo volume dell'opera raccoglie i contributi sulle realtà universitarie di Trieste, Venezia e Padova, Torino (Università e Politecnico), Genova, Firenze, Pisa (con un lavoro specifico dedicato agli studenti pisani) e Siena, Perugia (l'Ateneo e l'Università per Stranieri), Cagliari e Sassari, Palermo, Messina e Catania.
Per comprendere il rapporto delle società medievali con la malattia e, soprattutto, con il malato, è necessario uno sguardo ampio e diacronico, che coinvolga non solo la storia della medicina, ma anche i concetti e gli orientamenti della riflessione religiosa e della dottrina medica, le diverse agenzie terapeutiche, le strategie adottate dalle comunità. Uscendo da una lettura teleologica della storia della medicina, ancora molto frequente, il volume si apre a una storia culturale e sociale, che rivela la complessità delle risposte di una civiltà diversa da quella contemporanea non solo in termini di conoscenze tecniche e scientifiche. Si scopre, così, che anche nel medioevo ci si prendeva cura dei malati.
Saper condurre osservazioni sistematiche è una competenza necessaria per tutti coloro che si trovano a lavorare con i bambini. Il volume propone una guida ai principi e alle tecniche osservative, con un'attenzione particolare alla loro applicazione nei contesti educativi. In quest'ottica, si introducono i molteplici elementi che concorrono alla pianificazione e alla realizzazione dell'osservazione e si discutono le misure ricavabili dalle diverse strategie di rilevazione, con riferimento anche ai principali indici di affidabilità dei dati raccolti. Viene altresì segnalata l'importanza dell'osservazione ai fini della conoscenza del processo educativo, dell'ambiente in cui esso avviene, della programmazione e della successiva valutazione delle pratiche attuate e delle attività svolte. Si presentano, infine, alcuni strumenti per la valutazione di differenti aspetti dello sviluppo infantile all'interno dei contesti educativi. Una serie di esemplificazioni e di esercitazioni permette al lettore di calarsi concretamente nel ruolo di osservatore.