La devozione al Bambino di Praga, approvata dalla Chiesa, è da secoli fonte di grazie di conversione, guarigione e protezioni dai pericoli imminenti. La Chiesa riconosce inoltre il fatto che la devozione al Bambino Gesù metta in luce gli aspetti importanti del mistero della nostra salute e che, grazie a ciò, può essere un cammino di vita spirituale.
Molti santi e mistici, soprattutto Carmelitani – come Teresa di Lisieux, Giovanni della Croce, Edith Stein – hanno posto la loro fede sotto il manto del Bambino di Praga che apre alla piccola via dell’infanzia spirituale. Moltissimi bambini sono messi sotto la sua protezione.
Questo libro, tra storia e spiritualità comprende anche una sezione di preghiere, litanie, la novena al Bambino di Praga e la piccola Corona a lui dedicata da Santa Margherita.
La diffusione della devozione è mondiale, in Italia il santuario che più svilupperà questo culto è quello dei Carmelitani di Arenzano (Genova), fondato nel 1889.
Questo libro è una meditazione sul mistero della Trinità che costituisce il centro della nostra fede, fonte dell’intera opera di salvezza. L’autore invita all’adorazione proponendo il Rosario della Trinità e numerose preghiere e spunti di riflessione.
Tiziano Soldavini, sacerdote diocesano e Dottore in Scienze e Tecniche di Psicologia della Comunicazione, presta il suo servizio presso l’Istituto Nazionale Malattie Infettive “Lazzaro Spallanzani” di Roma. Conduttore radiofonico a Radio Mater, ospite fisso a Radio Vaticana, è autore di numerosi testi di meditazione.
Gesù non parla d'amore. Ama. E, con i suoi gesti, indica il cammino dell'amore. Cinque icone evangeliche, che presentano altrettanti gesti d'amore compiuti da Gesù, sono lette come gradini che disegnano una ''scala dell'amore''. (Luigi Galli)
Le ore scorrono rapide. Impossibile fermarle. Il credente però le può «redimere». Don Davide ci suggerisce come. Ho pensato alle giornate di Gesù e alle mie, alle nostre, e ho provato a scandirle in quattro capitoli che seguono il corso naturale del tempo: mattina, giorno, sera, notte. Cercherò di identificare non soltanto il tempo cronologico, ma anche ciò che l’ora in questione è in grado di evocare: un atteggiamento, un sentimento, un’attenzione. Passeremo così attraverso l’ora della preghiera, del tradimento, della chiamata, del lavoro, della sosta, del cammino, della tentazione, del desiderio, della stanchezza, della speranza. Il tutto cercando di lasciarci conquistare dalla Parola e dall’esempio di Gesù» (dall’Introduzione).
Contenuto
Erri De Luca ci presenta un Gesù uomo, inserito nella storia reale della terra di Palestina, ci parla di Giuseppe e di Maria, delle loro paure, i dubbi, le attese, in un continuo dialogo tra Antico e Nuovo Testamento. Egli ci narra di un contesto sconosciuto, intuisce, immagina, deduce, guarda alla storia di Cristo con un occhio al presente. Ma tutte le informazioni su di lui sono penultime. Manca quella annunciata e ancora differita: la fine del frattempo, tra la sua prima vita, provvisoria, e la seconda, la definitiva. Il tempo della cristianità dopo di lui è prolunga di supplementari, in attesa di compiersi del tutto.
Destinatari
Per chiunque non intenda smettere di cercare e per chi crede che di Gesù non si sappia mai abbastanza.
Autore
Erri De Luca è nato a Napoli nel 1950. Ha conciliato impegno politico e sociale con la scrittura e il lavoro manuale. Ha studiato da autodidatta l’ebraico ed è un lettore assiduo della Sacra Scrittura. Si definisce un non credente, cioè uno che pur avendo a che fare tutti i giorni con la Bibbia non dà del tu a Dio. Ha pubblicato in questa stessa collana Nocciolo d’oliva (2002). Tra le moltissime sue opere: Non ora, non qui (1989), Una nuvola come tappeto (1991), Aceto, arcobaleno (1993), In alto a sinistra (1994), Alzaia (1997), Ora prima (1997), Tu, mio (1998), Tre cavalli (1999), Montedidio (2001), Il contrario di uno (2003), Solo andata. Righe che vanno troppo spesso a capo (2005), In nome della madre (2006), L’ospite incallito (2008), Pianoterra (2008) e L’isola è una conchiglia (2008), Il giorno prima della felicità (2009). Ha tradotto e curato vari libri della Bibbia.
L'Autore ha provato a leggere, attraverso l'umanità che incontra ogni giorno, le follie quotidiane di questo presente; ma ha saputo anche trovare, negli stessi sguardi, ciò che è vivo, che cammina, che dà coraggio e che guarda oltre, preparando, inconsapevolmente, il futuro.
Queste pagine vogliono essere il tentativo di offrire alcuni tratti dello spirito di San Paolo al cristiano di oggi, come eredità possibile dell'anno a lui dedicato.
“Dio non si lascia raggiungere facilmente.
Bisogna avere l’anima del nomade per trovarlo...”
(Théodore Monod).
Cosa avviene nell’uomo quando si lancia nell’avventura del cammino? Perché decide di partire? Da sempre l’uomo, in ogni cultura e spiritualità, si è messo in strada ed è partito, alla ricerca della felicità o attratto da una speranza. Seguendo la strada dei nomadi di Dio che nella Bibbia camminano al passo di una promessa, fino al pellegrino Gesù che nel corso del suo cammino illumina i passi di ogni uomo che incontra, l’autore ci presenta i pellegrinaggi di oggi, verso luoghi in cui uomini e donne cercano giorno dopo giorno uno squarcio di cielo sulle rive della loro terra. Queste pagine possono diventare compagne di viaggio in cui troveremo poesie, meditazioni, racconti, parole di conforto nel nostro metterci in cammino.
Jacques Nieuviarts (1950), religioso assunzionista, unisce le sue competenze di biblista e professore di esegesi a un’autentica passione per il pellegrinaggio e per le sue dimensioni di interiorità, passione che coltiva guidando ogni anno numerosi viaggi in Francia e in Terrasanta. Collaboratore delle Edizioni Bayard, ha curato tra l’altro una nuova traduzione del profeta Isaia.
La prassi della paternità spirituale è il terreno in cui le Chiese misurano l’unità che già sperimentano nella costante preoccupazione della trasmissione della vita di fede come il bene più prezioso, che ha bisogno di padri e madri spirituali che con fedeltà e intelligenza, con pazienza e misericordia sappiano farsi interpreti della paternità di Dio come Gesù Cristo l’ha narrata nella sua vita tra gli uomini.
Il presente volume raccoglie gli Atti del XVI Convegno ecumenico di spiritualità ortodossa, che ha visto cristiani d’oriente e d’occidente considerare l’evoluzione del rapporto di paternità spirituale.
Contributi di: N. Abou Mrad, A. Arjakovsky, E. Bianchi, P. Chondzinskij, G. Chrysostomou, O. Delouis, D. Gavalas, G. Gluchova, S. Joantă, G. D. Martzelos, N. Kauchtschischwili, A. Peckstadt, D. Perović, G. M. Prochorov, N. Ju. Suchova, M. Van Parys, S. Yangazoglou.
"Il mio breve romanzo "Non te lo dico" induce ogni lettore ad interpretare come più gli piace il messaggio che ho inteso trasmettere. Quando mi ammalai di sclerosi multipla ero giovane (28 anni) e piena di progetti, ma in un attimo tutti i miei sogni svanirono. La mia nuova condizione di ragazza svantaggiata mi portò a riflettere. Cercai una spiegazione al perché alcuni esseri umani abbiano una vita più facile e fortunata di altri." (Dalla Premessa) La storia di Annette, protagonista del romanzo, rispecchia quella dell'autrice. È un viaggio, una strada da percorrere insieme per ritrovare quel senso della vita fatta di piccole e grandi "cose"... un viaggio alla ricerca della felicità.
Un libro interamente dedicato alla felicità, di cui viene rivelata la «ricetta» attraverso un commento a ciascuna delle otto beatitudini enunciate da Gesù nel Discorso della montagna.«La felicità non è superficialità. È autenticità. È bellezza. Ma nella pienezza. Non è facilità. È impegnatività. Non è fugace impressione. È lenta maturazione. L'essere dell'uomo è elasticizzabile all'infinito. La capacità del suo profondo è abissale. Il suo abisso di anelito grida verso l'abisso dell'Essere. Che ha rivelato un volto, un cuore, delle mani. E ha proclamato il manifesto della felicità sul monte, appunto, delle Beatitudini. Le Beatitudini sono il profilo di Gesù, il Signore. E vedere tutto in questa prospettiva esige l'accettazione del mettersi con la testa in giù, secondo l'espressione di Francesco copia vivente di Gesù beato. Testa in giù - ovviamente - rispetto alla gerarchia dei valori per il mondo. Ma solo con la testa in giù si coglie la strada della felicità-salvezza. Certo, c'è da pagare il costo delle Beatitudini. È la croce, ma bifronte: da una parte, il volto del Cristo appassionato; dall'altra il volto del Cristo risuscitato. Da una parte si distende l'Uomo del dolore; dall'altra si slancia l'Uomo della speranza. Sì, le Beatitudini indicano la strada della croce ma della croce luminosa. È la croce già muro di disperazione diventato ponte di elevazione» (dalla Prefazione dell'autore)
Presentazione del libro di Alessandra Borghese e del cardinale Carlo Caffarra
“L’esperienza della fede fa nascere in me il desiderio di scoprire sempre più la verità”. Con queste parole Alessandra Borghese, giornalista e scrittrice, ha riassunto le motivazioni che l’hanno spinta a chiedere al cardinale. Carlo Caffarra, arcivescovo di Bologna, di scrivere questo libro, intitolato “La verità chiede di essere conosciuta”, che consiste in un dialogo a tutto campo nel quale il cardinale interviene su alcuni dei temi che più interessano l’uomo dei nostri tempi. “Mi interessava scrivere questo testo – ha proseguito la giornalista – per capire meglio cos’è la proposta cristiana e per riproporla a tutti in modo semplice. Il cardinale ha risposto a tutte le domande che gli ho posto, senza paura di esprimere giudizi controcorrente e scomodi rispetto alla mentalità comune. Per me è stata un’esperienza umana e spirituale importantissima”.
Il cuore dell’incontro è stata la testimonianza del cardinal Caffarra, il quale ha spiegato le ragioni che lo hanno spinto a scrivere questo volume che, come ha detto Alberto Savorana, portavoce di Comunione e Liberazione e moderatore dell’incontro “è un testo con un titolo molto simile a quello del Meeting di quest’anno, perché la verità è sempre un avvenimento, non un discorso”.
“Ho accolto la proposta di Alessandra Borghese per due ragioni: – ha precisato il cardinale – la prima è che, diventando prete, ho contratto un debito con ogni uomo, quello di parlare di Gesù Cristo, nella certezza che quando un uomo lo incontra è salvo. Il libro è una grande occasione per pagare, in parte, questo debito e per parlare anche della Chiesa, perché l’uomo senza la Chiesa non incontrerà mai Cristo, ma l’idea che si è fatto di Cristo. La Chiesa è la presenza di Cristo vivo in mezzo a noi”. Caffarra ha poi spiegato la seconda ragione che lo ha spinto a scrivere il libro: “L’Occidente secolarizzato per la prima volta nella storia sta tentando di edificare la sua umanità come se Dio non esistesse, riponendo la sua salvezza solo in se stesso. Questo è l’evento più drammatico della storia dell’umanità, che conduce l’uomo alla disperazione per ostinazione, come la chiamava Kierkegaard. Questo è il secondo grande tema del libro, nel quale si testimonia come è possibile incontrare la presenza di Cristo come risposta alle esigenze più importanti dell’uomo”.
Secondo il cardinale, che si è commosso nel raccontare episodi della sua esperienza a testimonianza delle sue affermazioni, “esistono fatti, non dottrine, come i santi o i momenti più grandi della vita che permettono di incontrare questa Presenza oggi: la grande liturgia della Chiesa (di cui il libro parla diffusamente) è il più grande di questi fatti, perché rende il Mistero visibile e presente”.
Caffarra ha concluso il suo intervento commentando il titolo del Meeting: “Il cristianesimo è un incontro, un avvenimento. Se non è così la proposta cristiana si riduce ad una predica noiosissima”.
(M.C.)
Rimini, 25 agosto 2009