L'economia ha ancora bisogno della filosofia? Se i rapporti tra le due discipline sono diventati sempre più rarefatti, Nussbaum è convinta che la seconda sia per la prima un prezioso alleato: il metodo, le argomentazioni e le opzioni fornite dalla storia della filosofia sono in grado di garantire all'economia fondamenta più solide, maggiore rigore e creatività. Il contributo filosofico è necessario per salvaguardare l'equità sociale e per tutelare nell'azione economica l'incommensurabilità delle singole persone e il benessere individuale, oltre che quello totale della società. Senza una comprensione adeguata della natura umana, del nesso tra ragione e sentimenti, del ruolo che l'etica e l'altruismo giocano nella scelta dei fini, oltre che nella determinazione dei mezzi, l'agire economico, per quanto coerente al suo interno, rischia di essere carente nei confronti della realtà. Una realtà complessa, sfuggente e organica che, per quanto difficile da trattare, rappresenta la cornice e il motore dell'economia. I filosofi mettono alla prova le fondamenta dell'edificio economico, non perché esso ceda, ma per evitare che a collassare possano essere l'ambiente e l'uomo che in esso si muove, ignaro di se stesso.
In Italia (e altrove) il pensiero etico-politico, antropologico ed estetico di J. Maritain ha lasciato un segno ed è tuttora presente. Diversamente è accaduto per la sua poderosa ricerca teoretica, rimasta un tesoro nascosto, dove si collocano metafisica, ontologia, gnoseologia, integrazione tra i saperi, filosofia della natura. La svolta postmetafisica di larga parte della filosofia novecentesca ha rotto ogni ponte con la grande tradizione della filosofia dell'essere. Consapevole di questo esito, Maritain sostiene che il ciclo dell'autofondazione della filosofia moderna uscita dal cogito, si è chiuso con uno scacco irrimediabile. È necessaria una nuova partenza speculativa. Il volume esplora i nuclei primari del suo pensiero metafisico per mostrarne le virtualità e le potenzialità inespresse. Smitizzando il refrain sul nesso tra metafisica e violenza, ed esaminando le omissioni dell'odierna postmetafisica e del suo angusto antropocentrismo, si rilancia un pensiero cosmico-realista che illumina la posizione dell'uomo nell'essere e la sua apertura all'Infinito.
Quando faceva il giornalista, Dario Corbo cercava solo la verità che sarebbe piaciuta ai suoi lettori. Da quando non ha più un giornale, ha scoperto molte verità che non gli sono piaciute affatto. Per questo non ne vuol sapere di collaborare con i carabinieri nell'indagine che la ex moglie Giulia aveva intrapreso a costo della vita. Una necropoli etrusca devastata in anni di scavi notturni, un traffico andato ad arricchire la famiglia Currè, il patriarca Vincenzo, la figlia Maddalena che si sta accreditando come gallerista d'arte contemporanea, il suo enigmatico compagno Cosimo Roi, che quei soldi manovra al riparo di una finanziaria svizzera. Corbo ha altre priorità, un figlio di cui occuparsi, il suo amore impossibile per Nora Beckford. Il colonnello dei carabinieri lo richiama ai suoi doveri, e il clan Currè passa all'attacco della Fondazione Beckford e del prestigio che rappresenta. Il piano per entrare da padroni nella Scuda è diabolicamente congegnato, una trappola sottile in cui a cadere per prima sarà proprio Nora, con la sua determinazione, i suoi sogni e le sue fragilità. Ma soprattutto con l'amore per Dario, con cui sta finalmente rompendo le proprie catene interiori. Nel miglior romanzo della serie, come in una spy story, Corbo gioca su più tavoli, indaga e acquisisce informazioni, disinnesca pericoli, manipola amici e nemici, e a ogni interlocutore racconta la bugia adatta, tutto pur di proteggere suo figlio e salvare Nora e la Fondazione. La resa dei conti con il passato, suo e del nostro paese, non può essere rimandata.
Obiettivo di questo Dizionario Teologico degli scritti di Qumran è di illustrare la natura filologica e la valenza teologica del lessico costitutivo della letteratura rinvenuta nei pressi del Mar Morto. La grande varietà di orientamenti metodologici con cui vengono affrontate le problematiche connesse ai vari lemmi consente di esporre in termini esaurienti e articolati la ricezione, la ripresa e la continuazione o anche lo sviluppo dei diversi motivi e filoni teologici della cultura ebraica tradizionale nei secoli a cavallo dei tempi di Gesù, dal messianismo e dall'apocalittica all'ecclesiologia e alla vita comunitaria, come anche di singole figure di grande rilevanza storica e teologica, ad esempio, per limitarsi a questo volume, Melchisedek e Mosè, al quale viene dedicata una trentina quasi di colonne. Tra le voci di questo quarto volume ? racchiuse fra due lemmi d'importanza capitale per la configurazione istituzionale della comunità di Qumran, kôhên «sacerdote» e ma?kîl «istruttore» ? figurano lemmi di grande interesse sia istituzionale sia antropologico sia teologico, ad esempio mebaqqer «sorvegliante, ispettore», lêwî «Levi, levitico», mal'âk «messaggero», mamzêr «meticcio, bastardo», lêb, lêbâb «cuore» , mi?rajim «Egitto», milhâmâh «guerra», mi?wâh «precetto,comandamento», mût «morte», ecc.
Presentando nel 1958 gli scritti che compongono "I viaggi la morte", Gadda suggeriva che, in luogo del comune «saggi», sarebbe forse stato preferibile per definirli il francese entretiens, 'conversazioni'. Con questa discreta indicazione l'ormai celebre autore del Pasticciaccio rivendicava l'estraneità del libro alla «nostra coltura solidificata», e insieme ammantava di rassicurante affabilità la sua vera natura e la missione di cui era investito. Che era quella - come confidava a Livio Garzanti - di delineare il «panorama général» della sua «sindrome», abbracciando un'intera vita e tutta la gamma dei suoi interessi: di consegnare insomma ai nuovi fan una bussola per orientarsi nella più vertiginosa officina del Novecento e comprenderne le leggi. Leggi radicate in una riflessione filosofica che impone la demolizione del mito dello scrittore come vate o profeta, «bambolotto della credulità tolemaica», mentre l'io rappresentatore è un «groppo, o nodo, o groviglio, di rapporti fisici e metafisici» e solo dalla «tensione polare» con la cosa rappresentata nasce l'atto espressivo; e che nella maccheronea o «tumescenza barocca» individua un'arma letale, capace di annientare vaniloquio e falsità, enfasi e «teatrati atteggiamenti», nonché di contrastare l'«uso-Cesira», la lingua piccolo-borghese, «piccoletto grembiule casalingo da rigovernare le stoviglie». Se dunque Gadda, «bracconiere di frodo», fa razzia di varianti lessicali e ortoepiche, se ricorre al frasario gergale dei pratici e ai dialetti - da quello irresistibilmente sincopato e monosillabico dell'industre Milano alla parlata di Roma, «città mondo» - è nel nome di un'esigenza etica e gnoseologica: riscattare la lingua «dall'ossessione della frode» e ricreare la «magìa della verità».
Svidercoschi, decano dei vaticanisti italiani, ci mostra Papa Bergoglio per com’è, per cosa fa e dice. Racconta senza veli un pontificato decisamente controcorrente, ma, anche per questo, controverso; un pontificato volutamente provocatorio, ma, anche per questo, divisivo. Vengono ripercorsi i momenti positivi, il rivoluzionare la figura pontificia, l’affrontare pubblicamente temi scomodi, il riportare alla purezza il messaggio evangelico; e poi, il difendere i poveri della terra, il sostenere le ragioni della pace. Ma – perché ci sono – vengono narrati con estrema franchezza anche i momenti non proprio esaltanti, come certe uscite fuori luogo, l’aprire processi che poi lasciano le riforme a metà, l’ostinazione nel cambiare leggi, tradizioni e pratiche senza consultarsi, senza gradualità, senza pensare alle conseguenze; e poi, la sua visione del mondo così apertamente squilibrata verso il Sud, il voler mantenere a ogni costo un’equidistanza (insostenibile nel caso dell’Ucraina) tra Kiev e Mosca. Sono vicende e situazioni che anche in altre pubblicazioni sono state raccontate, ma come? Com’è stato raccontato Francesco? E, prima ancora, com’è stata raccontata la storia di un Papa che rinuncia, si fa chiamare “emerito” e prende casa in Vaticano? In questo libro l’autore ripercorre il “pontificato rivoluzionario” con obiettività e semplicità, fornendo al lettore le chiavi per avere una propria opinione sulla base di fatti oggettivi.
"Il 4 dicembre del 1934, Simone Weil fu assunta come operaia presso le officine della società elettrica Alsthom di Parigi [...]. Inizia così la fase sperimentale della sua ricerca sull'oppressione sociale che si protrarrà fino all'agosto dell'anno successivo, con due pause imposte da una malattia e dalla difficoltà a trovare un nuovo impiego. Ricerca dolorosa, per il corpo sottoposto a una prova durissima, e per il pensiero costretto a verificare fino in fondo lo stato di abbrutimento fisico e morale a cui gli operai erano ridotti, la loro piena soggezione a un meccanismo produttivo impenetrabile al pensiero. Di questa ricerca Simone Weil volle registrare di giorno in giorno, quasi di momento in momento, i dati oggettivi, le reazioni personali, le prove fisiche e psicologiche, i rapporti tra le persone, in una parola la realtà concreta della condizione operaia vissuta dall'interno. Al lettore viene così offerta una rappresentazione della vita di fabbrica condotta al limite della umana sopportabilità. Una rappresentazione fatta di situazioni, di dettagli, di impressioni fisiche e psicologiche, di descrizioni tecniche delle macchine e dei procedimenti di lavoro, di sofferenze e di angosce, ma anche di insperati momenti di gioia per un cenno di solidarietà o per il fugace sentimento di essere partecipi di una operosa vita collettiva piuttosto che succubi di un degradante asservimento al processo produttivo." (Dalla postfazione di Giancarlo Gaeta)
La trama di questo libro si colloca nell'attuale crisi che il nostro pianeta sta attraversando e che, come si spera, troverà la sua risoluzione quando l'uomo tornerà a riconoscere Dio come Creatore e Ordinatore dell'Universo, secondo Verità, Giustizia e Amore sommo.
Forte del suo cammino di fede, arricchito dagli interventi di padre Pio da Pietrelcina, don Dolindo Ruotolo e don Giuseppe Tomaselli, l'autrice tratta un argomento di fondamentale importanza: "Su questa terra l'uomo non resterà in eterno, tutti dobbiamo morire! Ma, oltre questa vita, cosa troveremo?". La domanda ottiene risposta grazie, soprattutto, alla Teologia semplice e popolare del Sacerdote Salesiano don Giuseppe Tomaselli, racchiusa nei suoi numerosi libretti, nella speranza che, dinanzi allo scenario del mondo ultraterreno, che va dalle tenebre alla luce, il lettore sia indotto ad interrogarsi sul proprio stato di vita e uniformarlo alla suprema volontà di Dio. L'aiuto giunge dal Cielo, dall'Immacolata Vergine Maria, Onnipotente per grazia, modello di santità per il mondo intero, che accoglie e guida fedeli nella battaglia della definitiva liberazione da ogni male.
L'argomento viene trattato anche dal punto di vista filosofico con il contributo di una studiosa di filosofia con esperienza pluriennale nella scuola pubblica.
Paradossalmente e anche contro-intuitivamente, la metafisica è la disciplina che più di ogni altra si occupa della realtà, più, o meglio, prima della fisica e prima della biologia. […] Forse che le cose del mondo reali sono solo quelle che ricadono sotto i nostri sensi esterni, vista, udito, olfatto, gusto e tatto? Oppure si può dire che si possono considerare reali anche i pensieri, cioè l’ars cogitandi, e perfino i sogni? Domanda retorica: ebbene sì, […] possono essere considerate reali anche altre realtà impalpabili, invisibili, inaudibili, ma concretamente presenti nelle nostre vite personali. Matteo, per provare a scrivere dell’anima spirituale, interpella con acribiosa puntualità i grandi pensatori metafisici della Tradizione classica e cristiana, e principalmente Aristotele e Tommaso d’Aquino, ma non trascura di rivolgersi anche ad altre “scuole” di pensiero (dalla prefazione del Prof. Renato Pilutti).
Santa Gemma Galgani e San Pio da Pietrelcina possono essere considerati anime gemelle mistiche. Furono quasi contemporanei: Gemma ha sette anni quando inizia la sua sconvolgente esperienza che culmina con i segni della redenzione nel suo corpo. Francesco Forgione, di nove anni più giovane, a cinque anni inizia a sperimentare i primi fenomeni soprannaturali, fino a vivere pienamente la sua esperienza mistica durante il noviziato (Gemma era appena morta). Entrambi dovettero lottare contro il diavolo, ebbero esperienze celesti simili fatte di rivelazioni, presenze angeliche, di Cristo e della Vergine Maria e vissero la stessa dolorosa esperienza delle stimmate
L'angelologia ci illustra cosa dice la Bibbia riguardo agli angeli, come essi si relazionano con l'umanità e in che modo sono al servizio degli scopi divini. Cosa sono i cherubini? E i serafini? Chi sono gli arcangeli e quali compiti hanno? Esistono gli angeli custodi? Seguendo una chiara e semplice schematizzazione alfabetica, questo libro risponde alle tante domande che spesso ci poniamo riguardo agli angeli e ci aiuta a comprendere la prospettiva di Dio rispetto agli spiriti celesti.
Benvenuti in un viaggio emozionante alla scoperta dei segreti del Natale in compagnia degli Angeli che vegliano su di noi. Questo libro vi guiderà attraverso le sette settimane più belle dell'anno, in un cammino di riflessione e introspezione che Vi permetterà di scoprire il significato profondo delle festività natalizie e di viverle con consapevolezza e gratitudine. Oltre a farvi esplorare i simboli, le tradizioni e le storie che caratterizzano ogni festa del periodo natalizio, vi offrirà degli esercizi pratici per entrare in sintonia con gli Angeli e scoprire la loro presenza costante nella nostra vita. Potrete anche divertirvi con dei giochi spirituali che vi aiuteranno a mettere in pratica gli insegnamenti degli Angeli e sviluppare la vostra spiritualità in modo concreto.
Sarete guidati alla scoperta di un mondo di sensazioni, emozioni e pensieri profondi, che vi permetteranno di vivere il Natale in modo novo e diverso, più intenso e più autentico. Siete pronti ad affrontare questo viaggio alla scoperta dei segreti del Natale, insieme agli Angeli che ci proteggono e ci ispirano?