Luis M. Martínez desvela la conexión entre el dolor y la alegría en un camino espiritual profundo. Inspirado en ejercicios espirituales, este libro eleva la fe al transformarla en un vínculo inquebrantable con Dios?.
Este volumen contiene los últimos ejercicios espirituales impartidos por el autor a Concepción Cabrera de Armida, beatificada en 2019 en la basílica de Guadalupe (México). El texto revela a dos almas santas director y dirigida , y por ese motivo se ofrece ahora sin apenas adaptación.
La beata Concepción Cabrera padeció numerosas penalidades, en especial durante el último año de su vida, cuando realiza estos ejercicios. Consumada en la unidad, entró finalmente en la perfecta alegría, que no está en el dolor, como en la tierra, sino en el supremo amor de la bienaventuranza eterna.
Questo piccolo sussidio in preparazione al Natale - in coincidenza con l'inizio dell'Anno Santo 2025 - possa essere un prezioso strumento che, attraverso la meditazione e la preghiera, instilli in ognuno il desiderio sempre più grande di lasciarci fin d'ora attrarre dalla speranza e permetterle che attraverso di noi diventi contagiosa per quanti la desiderano... "Possa la forza della speranza riempire il nostro presente, nell'attesa fiduciosa del ritorno del Signore Gesù Cristo, al quale va la lode e la gloria ora e per i secoli futuri" (Papa Francesco, Spes non confundit, 25).
Sei adorazioni per vivere l'Avvento e il Natale come incontro col Signore che viene, alla luce di alcuni testi del Vangelo e dell'Antico Testamento: 1. Vegliate! (Lc 21,25-36) 2. «Sei tu colui che deve venire?» (Lc 7,18-35) 3. «Che cosa dobbiamo fare?» (Lc 3,2-6.10-14.18) 4. «Non temere» (Lc 1,26-33.38) 5. «È nato per voi un Salvatore» (Lc 2,1-20) 6. «Domandate pace per Gerusalemme» (Is 2,1-5) Uno strumento adatto per la preghiera
Se diciamo semplicemente passo dopo passo, il nostro pensiero corre subito a chi cammina lentamente o speditamente. Se parliamo, invece, di passi in salita, il nostro pensiero va a chi con gli scarponi procede sui sentieri di montagna e con fatica raggiunge la meta. La salita di Gesù al Calvario non è assimilabile né al cammino in pianura, né a quello dello scalatore, esperto o amatoriale che sia. La salita di Gesù è un impegno di cui Lui si è caricato per ciascuno di noi. Un protagonista umiliato e nello stesso tempo impegnato a salvare tutti costruendo una comunità di pace e un mondo di fratelli e sorelle che in prima persona, sebbene con i loro limiti, sono invitati a realizzare qualcosa di "indispensabile" per l'umanità: la PACE. Vogliamo anche noi percorrere con il Cristo la via del Calvario con l'aiuto di veri testimoni della pace. Uomini e donne che hanno creduto che la guerra non solo è un'avventura senza ritorno, ma soprattutto è una tragedia che provoca solo fame e distruzione. Vogliamo credere che questa via crucis non sia un percorso devozionale, ma una vera pro-vocazione. Gesù non è salito invano oltre duemila anni fa. È salito per costruire un mondo di pace che oggi chiede a ciascuno di noi di concretizzare diventando costruttori di una società di fratelli e sorelle che si amano piuttosto che continuare a distruggersi. Buon cammino
Età di lettura: da 4 anni.
Età di lettura: da 4 anni.
Non è mai bello ricevere una raccomandata, a meno che non si tratti di questo. Qui sono raccolte 20 "raccomandate spirituali" con... risposta pagata. Significa che chi le riceve può rispondere liberamente senza doversi accollare nessun onere. Dopo essere state ispirate dalla lettura e dall'approfondimento del Vangelo, passano nel cuore delle persone, dove risiede la scintilla divina, e qui possono generare un'ispirazione ed il desiderio di rivolgersi a Dio con fede rinnovata. Insomma, le raccomandate spirituali provengono da Gesù e a lui ritornano.
La corresponsabilità dei fedeli laici nella vita e nella missione della Chiesa è la parola-chiave di questa ricerca: riconoscere i laici non semplici «collaboratori» del clero ma realmente «corresponsabili» dell'essere e dell'agire della Chiesa. Il ritorno alla logica unitaria del Popolo di Dio, secondo l'autentica dottrina del Concilio Ecumenico Vaticano II, permette di impostare correttamente il rapporto tra sacerdozio comune e sacerdozio ministeriale e di valorizzare effettivamente la partecipazione dei laici alla missione ecclesiale in veste di veri «corresponsabili» e non alla stregua di meri «collaboratori».
Questo libro offre una lettura narrativa del racconto di Giona nel contesto liturgico della Quaresima. La liturgia fa dialogare il racconto della predicazione di Giona e della conversione di Ninive con il Segno di Giona nel Vangelo di Luca e il Miserere. Questo nuovo contesto letterario del racconto di Giona diviene portatore di un nuovo senso, che si arricchisce di significato con le orazioni del Messale e delle antifone della Liturgia delle Ore. Premiato con il Premio Henri de Lubac nel 2021, questo lavoro apre una nuova strada all'interpretazione della Bibbia nella Liturgia
Vera Bonaita aggiunge un nuovo delizioso tassello alla collana "Echi dell'anima", raccontando tante belle storie di animali e di amicizia, incantevoli ed emozionanti nella loro semplicità e straordinarietà; si direbbero quasi fiabe se i protagonisti non fossero persone e animali reali. Il libro, pur spaziando in numerose esperienze di vita, è decisamente biografico, non solo perché si scopre l'autrice coinvolta in prima persona in alcune avventure, ma soprattutto in quanto si legge in filigrana il suo affetto e la sua ammirazione per tutte le creature. Ed è proprio questa sua delicata testimonianza il motore e lo scopo di questo libro: esortare tutti ad amare e rispettare gli animali, che ella definisce: "I nostri tesori". Età di lettura: da 6 anni.
I diaconi sono segni viventi e personali, sono ricordo costante che Gesù Cristo è in mezzo a noi come colui che serve. Guardando il Signore, che è presente nel ministero e nella formazione dei diaconi, ogni battezzato può riscoprire la propria vocazione al servizio e al dono di sé.
L'apparizione di Cristo in croce e l'incontro con il Crocifisso a San Damiano sono due tra gli episodi evidenziati da Bonaventura da Bagnoregio come tappe visionarie che conducono Francesco d'Assisi all'esperienza delle stigmate alla Verna. Insieme a quest'ultima, sono i momenti peculiari in cui il santo ci viene presentato di fronte al Crocifisso: un faccia a faccia intensissimo, raccontato in modo tale che è difficile scindere la visione cristica dall'oggetto croce.
In che modo questi passaggi cruciali sono presentati, o meglio raccontati, dalle miniature di alcuni manoscritti illustrati della Legenda maior bonaventuriana? L'indagine conduce fra immagini cronologicamente prossime, che pure rivolgono agli episodi narrati uno sguardo per nulla omogeneo. Si aprono così scorci sulla dinamica narrativa medievale delle immagini, non mero corredo al testo, ma voce autonoma e peculiare nella tessitura del racconto.
ADELAIDE RICCI, medievista, insegna presso il Dipartimento di Musicologia e Beni culturali dell'Università di Pavia (sede di Cremona). Ha pubblicato studi su pauperes ed enti assistenziali nel medioevo, su temi di storia urbana di toponomastica.
Indaga la tradizione agiografica e il "meraviglioso medievale", con attenzione particolare a immagini e immaginario. Nella sua ultima monografia (Apparuit effigies. Dentro il racconto delle stigmate, Milano 2021) ha proposto una nuova lettura delle fonti francescane, testuali e figurative, che trasmettono il racconto della stigmatizzazione di Francesco d'Assisi.