Non è un semplice libro di don Gabriele Amorth, ma il racconto straordinario delle esperienze e degli insegnamenti del celebre esorcista, formatosi alla scuola di padre Candido Amantini, che ha combattuto le forze del male per gran parte della sua vita. Per conoscere il male e sapere come affrontarlo non c’è guida migliore: don Amorth chiarisce concetti fondamentali e affronta tematiche delicati ed essenziali, fornendo risposte chiare alle domande cruciali sulla natura del male e sulle strategie per contrastarlo. Don Amorth nei suoi approfondimenti e chiarimenti affronta moltissime tematiche, offrendo al lettore una visione completa e informata: dall'occultismo agli esorcismi, dalla magia alle infestazioni, dalla libertà all’azione del diavolo. Nel libro troverai risposte alle domande che anche tu ti sarai posto: chi è veramente il diavolo? Come riconoscere se si è colpiti dal maligno? Che cos'è e come avviene un esorcismo? Come affrontare il male concretamente? A oggi, l'insegnamento di don Amorth rimane una fonte sicura e affidabile da cui attingere conoscenza per poter identificare il male e apprendere quali sono le strategie per sconfiggerlo.
Come parlare di Dio, oggi, dentro un contesto di pluralismo religioso senza perdere l’unicità della rivelazione cristiana, ed allo stesso tempo nel rispetto dell’identità di coloro che vivono accanto a noi?
Un tempo era abbastanza facile parlare di Dio, dentro una cultura cristiana essenzialmente condivisa e dentro le strutture ecclesiali che permeavano il vissuto quotidiano delle persone. E oggi chi è Dio? Come parlarne, dentro un contesto di pluralismo religioso? Come vivere oggi una testimonianza cristiana, che ritrovi il coraggio di esprimersi e sia al tempo stesso rispettosa dell’identità religiosa di coloro che vivono accanto a noi?
Come si può affermare la volontà salvifica universale del Dio cristiano, senza cadere nella proposta minimalista di una semplice tolleranza religiosa? Domande e spunti di risposte per ripensare e ridire la fede nel Dio di Gesù Cristo alle donne e agli uomini dei nostri giorni?
In questo lavoro l'autrice propone una specifica e inedita interpretazione del senso del diaconato, non senza offrire un'ampia panoramica storica, dalle origini al Vaticano II. Restituito dopo secoli di oblio come grado autonomo e permanente, il diaconato sollecita la Chiesa a riconsiderare la teologia complessiva del ministero ordinato, decostruendo il modello tridentino di leadership clericale e promuovendo una chiesa sinodale e missionaria. In più, spinge la Chiesa a estendere la propria presenza oltre le strutture ecclesiali, raggiungendo i luoghi di lavoro e di vita familiare: i diaconi sono coinvolti nella vita ordinaria (spesso coniugati e con figli, svolgono una professione, intrattengono relazioni di amicizia e di vicinato...), sicché il loro annuncio può avere il sapore delle gioie e delle fatiche del quotidiano. In definitiva, l'agire pastorale dei diaconi - e in futuro, si spera, della diacone - introduce nuove voci, nuovi linguaggi, nuove prospettive sulla realtà: favorisce lo sviluppo di quello stile di servizio che deve qualificare l'intera comunità, non solo alcuni singoli. Noceti, così facendo, apre criticamente la riflessione all'oltre, a un di più decisivo. Una affermata specialista internazionale del tema offre una sintesi e apre a nuove prospettive per la teologia e la pastorale.
Bellet riflette sulla figura di Cristo e sul suo potere sovversivo, interrogandosi sul senso che può avere, per un mondo caotico come è la società contemporanea, far rivivere la nozione di fede.
Descrizione
Questa non è un’opera di esegesi, di teologia o di devozione. La posta in gioco è un’altra e risiede in quello spazio suggerito dall’espressione di Paolo: «Noi proclamiamo un Messia crocifisso, scandalo per i Giudei, follia per i pagani» (1 Cor 1,23).
Che senso ha questo sovvertimento, se lo pensiamo oggi? Sul crinale tra libero pensiero, teologia e spiritualità, Bellet medita sullo scandalo della Croce, che sovverte decisamente la violenza delle logiche umane fondamentali. In questi tempi travagliati il grande teologo francese riafferma la misura in cui la Croce smaschera la vera natura della manipolazione e dell’incitamento all’odio. In definitiva, fa di una mente critica, illuminata dal Mistero pasquale, la chiave per eccellenza per pensare e plasmare il mondo di domani.
Sì, si può salvare il mondo dal caos e l’essere umano dalla miseria se si ama Dio con la sola forza dello spirito critico.
L'opera rappresenta un'ideale introduzione alla cristologia sviluppata da Tommaso d'Aquino nella Tertia Pars della Somma teologica: le sue pagine mirano ad esaminare i contenuti fondanti delle cinquantanove quaestionesche, nel suo capolavoro, il Dottore Angelico dedica al mistero del Verbo incarnato per mostrare come ogni teologia che voglia dirsi tale non possa che essere imperniata sul Crocifisso esaltato ovvero sulla struttura esemplare che l'Assoluto decide di rivelare (e mediante cui stabilisce di rivelarsi) nella pienezza dei tempi. Prefazione di Giuseppe Barzaghi. Postfazione di Gerhard Ludwig Müller.
Il libro si svolge tra due punti focali. Nel primo si discute su quale modello di scienza si può fondare oggi la teologia, evitando lo scoglio del riduzionismo scientifico che impone alla teologia il suo quadro epistemologico e il difetto opposto della strategia di auto-immunizzazione, per cui alla teologia basterebbe la sua credenza interna. Nel secondo fuoco si prendono in esame due documenti di teologia liturgica, Desiderio desideravi (2022) di papa Francesco e Gestis verbisque (2024) del Dicastero per la Dottrina della Fede, per corroborare la tesi della necessità di una teologia comparata; una teologia che ha bisogno delle scienze umane per esercitare il suo compito critico riguardo alla mediazione rituale della fede e per non essere emarginata dal dibattito pubblico.
Il Rettore dell'Università "San Damaso" di Madrid offre un'ampia panoramica sulle questioni di maggior rilievo nella produzione teologica in lingua spagnola. Il testo si concentra sul modo in cui emerge nell'attuale società spagnola la questione religiosa e la domanda su Dio, così come la ricezione nella riflessione teologica, in ordine alla trasmissione della fede. Il 750° anniversario della morte di san Tommaso d'Aquino è un'occasione preziosa per richiamare la profondità e l'attualità del pensiero dell'Aquinate in particolare nell'ambito del pensiero politico. Chiude il fascicolo la nutrita - e molto apprezzata -rubrica con la presentazione degli articoli di maggior interesse metodologico delle principali riviste teologiche internazionali.
Perché una riforma missionaria e comunitaria della Chiesa che metta in pratica l'ecclesiologia del popolo di Dio richiede lo sviluppo di un modo sinodale di essere, lavorare, relazionarsi e vivere? Per rispondere a questa e ad altre domande, nella prima parte del libro - intitolata «Pensare la sinodalità» - i due autori presentano le motivazioni per intraprendere il "cammino sinodale", ritornando ai presupposti fondanti dell'ecclesiologia del Vaticano II. Esaminano poi come la Chiesa si costruisce sinodalmente, a livello tanto locale quanto universale, grazie al contributo di diversi attori e soggetti, attraverso relazioni comunicative come l'ascolto, il dialogo, la conversazione, la restituzione. Non evitano, infine, di affrontare le questioni ancora aperte, i nodi problematici, le sfide che emergono a livello di spiritualità, teologia e prassi. La seconda parte del volume - intitolata «Iniziazione alla sinodalità» - offre un momento di analisi concreta e fattiva della realtà a livello di atteggiamenti e resistenze personali e sul piano della vita comunitaria.
Per la prima volta una delle nuove voci più interessanti della narrativa italiana racconta di sé e del proprio rapporto con il sacro. Paolo Malaguti, affermato narratore del NordEst, condivide con il lettore la propria educazione in una famiglia cattolica "vecchio stile" attraverso continui richiami a una tradizione contadina secolare in cui la fede si confondeva con la quotidianità. Con ironia, partecipazione e uno sguardo sereno alla semplicità di un mondo passato, Malaguti offre confidenze di sé che diventano una dichiarazione di amore per un certo senso del vivere. Prefazione di Andrea Monda.
Don Tonino Bello ed Enzo Bianchi sono il segno di come ormai la Chiesa segue un'utopia scambiandola per profezia. Dopo il Concilio Vaticano II sono saliti al potere i contestatori della Chiesa: questi, credendo che ogni male risiedesse nel passato hanno indicato la via del futuro. Da questo libro intervista tra Vito Palmieri e monsignor Nicola Bux emergono le linee guida della Chiesa degli ultimi decenni che ne hanno sancito la crisi: l'annuncio di Cristo è stato ridotto a pretesto per parlare d'altro (poveri e migranti), mentre il cristianesimo ha lasciato il posto a un umanesimo che vuole realizzare alcuni valori (democrazia, eguaglianza, fraternità, accoglienza, pace) che con il Vangelo hanno ben poco a che vedere. L'epidemia di Covid ha fatto il resto, chiudendo le chiese e convincendo i pochi fedeli rimasti che basti collegarsi in streaming per partecipare alla messa. Sarà possibile ricostruire fondati su questa certezza: la Chiesa è il corpo mistico di Cristo e non lo strumento per realizzare il paradiso in terra.
L'autore, ripercorrendo la formazione e lo sviluppo dell'etica sessuale cattolica a partire dall'insegnamento dell'apostolo Paolo fino al nostro tempo, mette in luce come la fedeltà a tale insegnamento può assumere oggi modalità diverse da quelle indicate materialmente da Paolo, sempre tuttavia in obbedienza allo stesso principio di realtà che guidava l'apostolo. In modo particolare si può oggi affermare che la moralità dell'agire sessuale non è in radice stabilita dalla configurazione giuridica della relazione tra le persone ma dalla forma esistenziale di tale relazione prima e indipendentemente dalla configurazione giuridica.