Negli articoli raccolti in questo libro il quotidiano e il domestico si intrecciamo con riflessioni religiose in cui il femminile è di casa. "Casa, scuola, chiesa" rimanda a spazi fisici, mentali e visioni personali che su un taccuino da viaggio. Le segnalazioni di testi letterari e di opere artistiche invitano chi legge a visitare, anche virtualmente, luoghi e immagini che meritano soste nel pensiero e nei percorsi di ciascuno.
L'autrice Antonella Cattorini Cattaneo (1959) vive a Segrate (Mi). HA insegnato filosofia e storia nei licei e coordinato attività di orientamento post diploma. Da alcuni anni frequenta corsi di aggiornamento presso la Facoltà Teologica dell'Italia Settentrionale di Milano. Specializzata insieme Storia dell'arte, ha collaborato con alcune riviste tra cui "Settimananews.it". Svolge attività culturali e di volontariato insegnando lingua italiana agli stranieri.
"Questo libro è un audace attraversamento nel deserto delle domande, che la vita non risparmia a nessuno. I padri, che quel deserto lo hanno abitato e vissuto, sono presentati come interlocutori vivi, capaci di entrare nelle nostre domande, soprattutto in quelle che non sappiamo formulare bene o che ci fanno un po' paura" (dalla Prefazione di Roberto Pasolini). Le domande mettono in cammino, scomodandoci ci rendono cercatori di vita più che di risposte. Domande come "che atteggiamento tenere di fronte a una relazione intricata?" o "come gestire l'ira che troppo spesso mi prende?"; "è possibile non perdere la speranza?" o "come non lasciarsi travolgere dal vortice della vita quotidiana?" non si accontentano di risposte da manuale, anelano a un incontro, un faccia a faccia con persone che queste stesse domande le hanno attraversate fino a maturare un'esperienza di vita. Questo libretto si propone appunto di favorire questo dialogo tra le nostre domande e alcune grandi figure della tradizione monastica: Antonio e Sincletica, Benedetto e Isacco... Personaggi forse ormai sconosciuti ai più o avvertiti come distanti e inaccessibili, e invece così disponibili, così umani per chi accetta di incontrarli come persone, anziché limitarsi a studiarne i testi.
Il Cristiano non è del mondo, ma è certamente nel mondo. Rivoluzione libertaria, crollo della pratica religiosa, perdita di valori etici… di fronte a questi sconvolgimenti della società, i cattolici si trovano contro corrente. Valutando le sfide da esaminare, l’autore distingue, chiarisce, illumina, incoraggia e ridona la speranza, in un appello forte e coraggioso. Dimostra come sia possibile l’impegno dei cattolici - in particolare dei giovani - nella vita pubblica, in politica, nell’impresa, nell’insegnamento, nei mass media o nella cultura… al fine di essere dei "testimoni senza complessi" per riprendere le parole di Benedetto XVI e "scendere dal balcone" per passare all’azione, come ci ha detto papa Francesco. Siamo invitati a diventare sale della terra per dare il senso vero alla nostra esistenza e a quella di tutti. "La fede non separa lo spirituale dal sociale, anzi dà al cristiano la forza di interagire con il mondo, per rispondere ai bisogni degli altri, specialmente dei più deboli". (Papa Leone XIV)
Viviamo in tempi nervosi: si corre, si sbuffa, si pretende, si risponde male. La maleducazione fa spettadolo, la prepotenza alza la voce, e parole semplici come grazie", "prego", "scusa" sembrano quasi finite fuori catalogo. Eppure funzionano ancora benissimo. Il libro non è un trattato di buone maniere, nè una predica nostalgica. E' un viaggio leggero e concreto nella vita di tutti i giorni - in famiglia, al lavoro, nel traffico, sui social, nei conflitti, nelle giornate storte - dove la gentilezza smette di essere teoria e torna a essere pratica. Con ironia, esempi e uno sguardo attento all'umano, Diego Goso racconta una vertità semplice: la gentilezza non è zucchero e non è debolezza. E' misura, è intelligenza, è stile. Perchè essere sgarbati è facile. Essere gentili, invece, è da persone che hanno capito come stare al mondo.
Esiste una fototessera capace di raccontare ciò che gli altri non vedono? La fototessera dell’anima è questo: uno specchio essenziale che ti accompagna nel momento più decisivo della vita - quando scegli chi diventare. Prima di essere santo, Francesco è stato un ragazzo inquieto, ambizioso, innamorato delle feste e dei sogni. Ha conosciuto l’entusiasmo e la delusione, il successo e la sconfitta. La sua non è la storia di un eroe perfetto, ma di un giovane coraggioso che ha scelto di cambiare sguardo. Ottocento anni dopo, l’avventura di Francesco torna a parlare ai ragazzi della Generazione Z - e a chi li accompagna - con una forza disarmante e attuale. Oggi, dalla sua anima alla tua anima, questo testo svela la fotografia che potrebbe rivelare chi sei… e chi vuoi diventare! Prefazione di Gualtiero Bassetti. Postfazione di Pietro Parolin.
L'architetto Antoni Gaudí è famoso in tutto il mondo e la sua produzione è di ineguagliabile originalità. Le sue opere, uniche nel loro genere, sono tra i monumenti più interessanti di Barcellona. Ed è vero che la sua arte può essere compresa solo in termini di fede, lui che ha progettato la Sagrada Familia, il suo capolavoro, come una Bibbia di pietra, una "foresta di simboli" che eleva l'anima verso Dio. Inoltre, la Chiesa ha avviato il processo di beatificazione, che farebbe di lui il primo architetto laico riconosciuto beato. Se tutti hanno sentito parlare dell'architetto, quanti conoscono l'uomo? Questa è tra le primissime biografie a sondare il mistero di un genio, incomprensibile senza il viaggio interiore di colui che fu un giovane dandy prima di rinunciare al vortice di Barcellona. Avventure e colpi di scena non caratterizzano la vita di Gaudí. L'architetto catalano non è un eroe, ma un avventuriero di Dio, che concluderà la sua vita in solitudine e povertà. Il suo cammino, caratterizzato da marginalità e umiltà, pone molte questioni qui affrontate: era un genio o un pazzo? È stato influenzato dalla Massoneria? Quali sono i suoi legami con la terra e la cultura catalana? Com'era la vita quotidiana di questo monaco architetto? All'ombra della basilica emerge il ritratto di un uomo grande quanto la sua opera. Prefazione di Gabriele Dadati.
Quando pensiamo alla genitorialità iniziamo subito a cercare libri, podcast, blog, corsi, ma la realtà è che un manuale per essere genitori non esiste. I fattori in gioco sono talmente tanti, già da quando si inizia a pensare a un figlio, che è normale sentirsi persi, confusi, spesso inadeguati prima ancora di cominciare. Questo libro non vuole offrire risposte né soluzioni facili. Per quello, lo scoprirete, ci sono i parenti, chi è diventato genitore prima di voi (o anche no) o ChatGPT. Già durante la gravidanza siamo circondati da una lista infinita di "bisogni": il body giusto, il nido perfetto, l'app per le contrazioni, la borsa preparto. Ma oltre le cose, c'è un bisogno che nessuno può mettere nel carrello: il tempo. Tempo per ascoltarsi, prepararsi, cambiare idea. Tempo per non sentirsi soli in questo percorso, qualunque forma prenda. Questo libro è un invito a rallentare, a fare spazio, a non sentirsi sbagliati. E a scoprire che, anche senza manuale, si può trovare una strada. La propria. Prefazione di Francesco Billari.
L'esperienza terrena di Carlo Carretto (1910-1988) è affascinante, perché fu vita intensa, sfaccettata e ricca di opposti. Già presidente della Gioventù italiana di Azione cattolica, dopo anni d'impegno apostolico e sociale, ricevette l'abito dei Piccoli fratelli di Gesù di Charles de Foucauld, il giorno di Natale del 1954, e si unì a una comunità di una ventina di novizi nell'ovest dell'Algeria, a El-Abiodh-Sidi-Cheikh, vicino al deserto sahariano. Il bisogno di silenzio, di essenzialità e la Parola caratterizzarono quel periodo così intenso. I testi del Diario nel deserto di Carlo Carretto, qui ripubblicati a distanza di oltre trent'anni dalla prima edizione, sono il riflesso limpido e sobrio della presenza dello Spirito Santo nella sua anima di novizio e di quanto fu determinante per lui quell'anno di formazione alla vita religiosa nella spogliazione austera del deserto. La fecondità del ministero della Parola fu proprio il frutto di quella rinuncia a se stesso e alle cose terrene, nell'obbedienza alla sua vocazione al seguito di frère Charles de Jésus, cammino di cui questo volume è l'eco fedele.
Un episodio strano, misterioso, narrato nel Vangelo di Giovanni, funge da filo rosso di questo libro: un personaggio pressoché ignoto, Natanaele, si mostra piuttosto scettico su Gesù, che gli viene presentato come il messia; eppure, non appena questi gli confida: «Ti ho visto quando eri sotto l’albero di fichi» (Gv 1,48), Natanaele inizia a credere in lui. Perché? Cos’è avvenuto? Chi era davvero la persona seduta sotto il fico? Risponde Candiard: quella persona sei tu, sono io, è ciascuna e ciascuno di noi che sogniamo di vivere finalmente la nostra vita in pienezza.
La nostra vita sociale, intellettuale, amorosa, è sempre e soltanto la ricerca e il perseguimento della vita vera. Fino alla luminosa evidenza che la vita che desideriamo e la vita che Dio vuole per noi sono una cosa sola.
In queste pagine Candiard, esplorando la routine grigia e opaca della quotidianità anonima, ne svela lo sfavillio segreto che è barlume di eternità. Grande lezione – al tempo stesso umile e sapiente, semplice e alta – di spiritualità, sulla scia dei grandi maestri di sempre.
La tradizione spirituale ha custodito un lessico prezioso, un tesoro di parole capaci di comunicare il mondo della vita interiore, i passaggi del cammino dell'esistenza, l'umano nella sua dimensione di corpo e di affetti, il rapporto con l'altro e con Dio. È un vocabolario che dà voce alla ricerca di senso, dal valore trasversale ed ecumenico, che trova fondamento nella Parola di Dio ed è al contempo proprio dell'esperienza umana universale. Sono parole "antiche" che sembrano riemergere in modo nuovo nel contesto contemporaneo. Ridire le parole della spiritualità significa un po' ritrovarle, cogliendo la sfida di una risintonizzazione del linguaggio del credere sulle frequenze del bisogno di significato che abita il nostro tempo.
"I Fioretti sono una meravigliosa raccolta di miracoli e di episodi della vita di san Francesco e dei suoi primi compagni. Sono scritti in volgare toscano, alla fine del Trecento. Lo stile è semplice, narrativo, mistico, gioioso, popolare, pedagogico e morale, e vi si intravede un grande influsso della letteratura dei frati spirituali, il movimento all'interno dell'Ordine più rigoroso sulla Regola di San Francesco". (Dal Commento di fra Emiliano Antenucci)
Fede, speranza e carità sono tre virtù che oggi, in una società dominata dal vuoto e dal non senso, appaiono superate. Al contrario, l'Autore le presenta come tre vie per la libertà, per ritrovare Dio, sé stessi e gli altri. La fede non nasce dalla paura, ma in risposta all'amore di un Dio che mi ama più di quanto io ami me stesso. Ma la fede da sola non basta: nei momenti difficili può aprirsi alla speranza, che è aspettarsi da Dio ciò che non ci si può aspettare da nessun altro, perché solo lui è affidabile. E, allora, si può smettere di avere paura e si comincia ad amare; questa è la carità: amare sé stessi e gli altri come si è amati da colui che è Amore.