Il volume invita il lettore a riconoscere come la riscoperta del Sacramentarium Gelasianum non sia un esercizio erudito fine a se stesso, ma un vero atto di memoria viva. Nel celebrare il XXV anniversario della Facoltà di Teologia dell'Università Niccolò Copernico di Toruń, l'opera mostra con chiarezza che la tradizione liturgica non è un deposito immobile: è un organismo che continua a parlare, a formare e a provocare l'intelligenza della fede. In questa prospettiva, il Gelasianum si rivela testimone privilegiato di una liturgia romana capace di accogliere e integrare elementi provenienti da altri contesti, offrendo un repertorio eucologico di straordinaria densità, la cui influenza si estende fino ai grandi processi di riforma e rinnovamento della preghiera ecclesiale quali si sono attuati in seguito alla riforma liturgica promossa dal Concilio Vaticano II. La "vitalità" di queste pagine antiche risiede soprattutto nel loro linguaggio. La latinitas liturgica, con la sua precisione e la sua forza sintetica, non solo conserva un patrimonio culturale di lungo periodo, ma rende percepibile una teologia pregata, pensata e trasmessa attraverso formule capaci di plasmare lo sguardo credente. Il volume evidenzia anche la storia della Facoltà di Teologia di dell'Università di Toruń. Se questo libro lascia un'eredità, essa consiste nell'invito a proseguire. Proseguire nella ricerca delle fonti, nella loro edizione e interpretazione; proseguire nella lettura teologica della lex orandi come via privilegiata alla lex credendi; proseguire nel custodire e trasmettere un patrimonio che non appartiene soltanto al passato, ma continua a offrire criteri, linguaggio e forme per il futuro della vita ecclesiale. Così il XXV anniversario diventa non solo un traguardo, ma un passaggio: un'occasione per riconoscere ciò che è stato compiuto e, nello stesso tempo, per rilanciare la ricerca, affinché la tradizione liturgica continui ad essere compresa, amata e pensata come luogo in cui la Chiesa, ieri come oggi e come sempre, trova parole per dire la fede e per vivere la speranza, sempre protesa verso l'eskaton!
È la trasformazione più importante della nostra epoca, eppure la raccontiamo come una sciagura. L'aumento della longevità umana, una delle più straordinarie conquiste della civiltà moderna, viene descritto come una bomba a orologeria: pensioni al collasso, sanità al tracollo, giovani depredati di un futuro. Federico Rampini non ci sta, e scrive un Manifesto per la sua generazione, oggi alle prese con una vecchiaia che nessuno ha mai vissuto così a lungo, in salute e ricca di possibilità. Con l'ironia di chi corre maratone a settant'anni e ha aperto un'impresa nell'età in cui in Italia si andrebbe in pensione, inizia smontando l'industria del panico demografico. I dati dicono che gli anziani sono il mercato di consumatori più ricco della storia, che l'occupazione non è una torta fissa, dove ogni anno in più lavorato da un settantenne toglie il pane a un ventenne, che il vero nemico non è l'età che avanza, ma l'ageism, l'ultimo razzismo legittimato. Lascia poi la parola a esperti e personaggi straordinari: scienziati che hanno esplorato la «curva della felicità» e le nuove frontiere della medicina della longevità, alcuni «magnifici vecchi» che hanno rifiutato il copione previsto per la loro età, fino ai grandi autori e filosofi, dai classici greci a Hemingway, da Seneca a Confucio, alla ricerca di ciò che l'umanità ha pensato sull'età che avanza. Non manca la parte più intima: il ritratto della propria famiglia, la gratitudine verso una generazione di donne da cui c'è ancora molto da imparare; il privilegio di cambiare idea, generoso regalo dell'età, da lasciare in eredità ai giovani; persino le ombre - le malattie neurodegenerative, la solitudine, la fatica di chi accudisce genitori centenari. Alla generazione che trabocca di energia e vitalità come fosse «argento vivo», Rampini offre poi lo sguardo di chi ha vissuto su tre continenti: il Giappone ha inventato il «dividendo della longevità», la Cina investe sulla silver economy, negli Stati Uniti l'età pensionabile è un concetto elastico. Con il piglio del polemista e la scrupolosità del reporter di lungo corso, Rampini firma un libro controcorrente: un invito a ribellarsi al catastrofismo demografico e a guardare ai «secondi cinquant'anni» come alla stagione più libera, produttiva e sorprendente della vita.
Nel paese di Capurso c'è una Santa che legge il cuore delle donne e sembra disposta a esaudirne i desideri piú efferati: è qui che si intrecciano le vite di due famiglie destinate a diventare una sola, e le storie di una comunità che passa dalla certezza della miseria al miraggio della ricchezza. Dopo il successo di La città dei vivi, Nicola Lagioia torna a raccontare il Sud in cui è nato, usando i codici della saga famigliare per modellare un'opera del tutto personale, profondamente contemporanea. Per ogni sguardo che gettiamo all'indietro, ci dice questo libro, ne troviamo un altro che dal passato ci interroga. E chiede conto della nostra ambizione e delle nostre paure, dei nostri amori e dei nostri tradimenti, dell'illusione di essere destinati a qualcosa di grande, di quanto in là siamo disposti a spingerci per diventare ciò che vogliamo. Ci sono momenti della vita che somigliano già a ricordi, o a presagi: momenti in cui sentiamo scorrere le forze violente e senza nome che definiscono il nostro destino. Nunzia Battista, il suo destino, l'ha visto una sera mentre il sole tramontava sulle gravine - era un'immagine nitida, elettrizzante: un collier di diamanti. Forse una premonizione, forse un desiderio cosí forte da diventare per lei il motore di ogni futura decisione, di ogni pensiero, di ogni silenzio. Santa Barbara è innanzitutto la storia di una donna che vuole piú di quello che la vita sembra offrirle, e delle azioni a cui è disposta per realizzare la sua brama. Ma è anche la storia di Nicola, l'uomo che la sposerà e proverà ad abbandonarla, e del figlio Domenico, che erediterà quella stessa fame e fonderà la sua fortuna sul sapere antico delle ricamatrici della zona. È la storia di altri uomini e altre donne a cui la volontà rapace di Nunzia - o quella della Santa ribelle a cui lei rivolge le sue preghiere dissennate - ha assegnato un ruolo nel compimento del suo destino: chi la amerà, chi la tradirà, chi darà fuoco alla sua rabbia, chi rischierà tutto, chi dovrà morire. Dopo La città dei vivi, Nicola Lagioia torna in Puglia per raccontarci mezzo secolo di passioni e tradimenti, madri e figli, fame, talento e ricchezza, il roteare di una giostra. Lo fa con una scrittura mobile e tesa che attraversa il tempo come un vento: corre, si placa, soffia, s'infiltra nelle case, nelle voci, mescola le piccole miserie e i grandi fatti, passa veloce attraverso gli anni, scompiglia i giorni, solleva il fumo delle braci, lo fa danzare e con quello disegna visioni, fa sventolare i capelli, le gonne e le bandiere, per trasformarsi in un canto di sirena, nella voce della Santa. Quella Santa Barbara che ha nascosto il suo cuore in un angolo del paese, in attesa che un bambino dall'animo puro possa ritrovarlo, toccarlo, farlo parlare. Sarà Domenico questo bambino? Oppure Anna, Stella, Vito, Filippo, Ninuccio? O forse un bambino che ancora non esiste, e che dal futuro osserva, attende di essere messo al mondo per esaudire un desiderio, rompere una maledizione, raccontare una storia.
«È il santo al quale vogliamo piú bene, il piú vicino a noi: un uomo che diventa santo senza smettere di essere un uomo. Un uomo che ha sconvolto - sconvolto! - la spiritualità di tutto il mondo fino a oggi, fino ai nostri giorni. Perché san Francesco ha cambiato i sentimenti umani. Non solo: ne ha inventati di nuovi. O meglio, ha tirato fuori sentimenti che avevamo dentro e non sapevamo di possedere. Francesco li ha portati alla luce e li ha fatti esplodere, come fuochi d'artificio». (Roberto Benigni) Un viaggio pieno di sorprese attraverso la breve e avventurosa vita del santo piú famoso della cristianità. Un libro appassionato e poetico che culmina nella lettura e nel commento del Cantico delle creature: un inno d'amore per il creato che ancora oggi, dopo ottocento anni, colpisce ed emoziona per la modernità del suo messaggio. Non un mistico ingenuo e visionario, ma un uomo vitale e combattivo, innamorato di Dio, degli uomini, della natura. Un «sovversivo» che decide di abbandonare ricchezze e privilegi per farsi ultimo tra gli ultimi, promettendo a chi lo segue una nuova felicità: una felicità inedita e scandalosa anche per la Chiesa, che a lungo censurò le testimonianze di chi lo aveva conosciuto. È questo il ritratto del frate di Assisi che emerge dalle pagine di Francesco. Il Cantico, un'opera che vibra tra racconto, poesia e preghiera. Un gesto d'amore verso la parola, la bellezza, la possibilità di credere ancora nella luce. Roberto Benigni narra la vita di Francesco con tenerezza, stupore, e con un'urgenza tutta contemporanea: tra slanci comici e momenti di intensa commozione, la sua voce sembra cercare nel passato una risposta al disincanto del presente.
La psichiatria è una disciplina che è cresciuta nel corso di un secolo in modo continuo e ricco. La sofferenza mentale è forse cresciuta anche a causa dello stress connaturato a una società più complessa che dà molto, ma che, rispetto al passato, chiede molto di più al singolo. Questo volume presenta una sintesi dei temi principali di una materia molto estesa, un "compendio" appunto, di conoscenze che non dovrebbero mai mancare nella formazione di chi - medico, psicologo, infermiere - si affaccia alle problematiche di salute mentale. Il lettore noterà che il volume non è centrato sulle categorie diagnostiche del DSM-5, ma è ricco di casi clinici esemplificativi e si richiama alla tradizione psicopatologica classica, con particolare attenzione a temi quali il rapporto sanitario-paziente, stress e medicina psicosomatica, epigenetica, "il sentire del clinico", l'impostazione delle scelte psicofarmacologiche, le diagnosi dimensionali e le psicoterapie farmacosequenziali; una visione decisamente orientata a superare la dicotomia tra psicologico e biologico che attinge alla vasta scelta di terapie e risorse di trattamento, integrandosi con i più recenti sviluppi delle neuroscienze.
Che cos'è il silenzio? Una casa, una finestra aperta nel giorno di Natale, una cucina di campagna, una pagina di Leopardi, una melodia di Verdi, un vecchio inventario, il ricordo dei genitori. Alessandro Gnocchi conduce il lettore in un viaggio attraverso il silenzio di luoghi familiari e di quello raccontato o mostrato nell'arte e nella letteratura: da Dostoevskij a Chesterton, da Melville a Rilke, ogni incontro diventa l'occasione per riscoprire un silenzio capace di custodire il mistero delle cose e restituire profondità alle nostre relazioni. Un libro da leggere lentamente, lasciando che ogni capitolo apra una porta verso quella quiete interiore di cui il nostro tempo ha bisogno più che mai.
I quattro Vangeli e gli Atti degli Apostoli nella nuova traduzione ufficiale della Conferenza Episcopale Italiana. Un'edizione pensata per i ragazzi che si avvicinano per la prima volta al Sacramento dell'Eucaristia.
Canti di lode e di adorazione del Rinnovamento nello Spirito Santo.
Il cd contiene i seguenti brani:
- Misericordia sei
- Potente sei mio Signor
- Non sono più io che vivo
- Vieni e vedi
- Talità kum
- Fedele è Dio per sempre
- Il nostro cuore offriamo a te
- Ti diamo gloria
- Cerco il volto tuo Signore
- Canterò le meraviglie del Signore
- Signore grazie
- Cantiamo al Signor, grande nell'amor
- reco il volto tuo Signore (unplagged)
Indice:
Il Padre Misericordioso
La Casa costruita sulla Roccia
La Pecora Perduta
Il Fariseo e il Pubblicano
Il Buon Samaritano
Il Granello di Senape
Il Lievito
La Zizzania
La Moneta perduta
Il Seminatore
Il Giudizio Finale
Il Gelso
Il Ricco e il Povero
I Talenti
Gli Operai della Vigna
La Festa di Nozze
Il Fico Sterile
Preghiere