La risposta di Simon Pietro: «Ti voglio bene» alla domanda di Gesù risorto: «Mi ami?» restituisce forza allo spirito umano, illumina, conforta e rafforza la fede e la trasforma in fiducioso abbandono all'amore che ci precede. Anche la chiesa, che è madre, sull'esempio di Maria, vuole donare nella celebrazione del mistero pasquale quella gioia interiore che è vera forza.
Dalle parole della Sequenza di Pasqua e dal risuonare dell'esperienza evangelica di Maria di Magdala, nascono brevi riflessioni, raccolte in queste pagine, che ci aprono al senso della Pasqua, alla risurrezione di Gesù, e a quanto può significare ancora per la vita di ognuno. «Cristo, mia speranza, è risorto» è il grande annuncio che risolleva dalla notte della fede, è il sole che splende sulle speranze deluse, è l'inaudita risposta di Dio. Il libro si chiude con una preghiera: «Risorgi, Signore Gesù, tra le lacrime di chi non ha più speranza, tra le macerie di chi ha una vita da ricostruire...».
Una exploración al misterio del universo femenino, su capacidad crítica y sus inagotables recursos, su disposición a la acogida y a la ternura, su empatía y su apertura a la vida.
Nuestro tiempo acelerado, obsesionado en hacer cosas útiles, mina la disposición femenina a la acogida y a la ternura, y su apertura a la vida. Hay una escisión entre su dimensión erótica y su dimensión materna, entre el amor a sí misma y el amor al otro. Si el exceso del componente erótico-narcisista conlleva egoísmo y aridez afectiva, el desequilibrio hacia el componente materno origina conductas sofocantes.
La autora explora aquí el misterio del universo femenino, su capacidad crítica y sus inagotables recursos, que serán de gran ayuda para quien no se contenta con relaciones parciales e incompletas, sino que busca encontrarse, respetarse y quererse bien.
Una de las obras imprescindibles para entender la base filosófica que dio origen a la visión cristiana del mundo y de la vida.
Este volumen recoge las lecciones dictadas por el autor en las Gifford Lectures de 1931, en la Universidad de Aberdeen. A menudo se piensa que la Edad Media posee una literatura y un arte bien reconocibles, pero carece de filosofía propia. Pero de igual modo que el arte o la literatura medieval tiene fundamentos anteriores, igual sucede con la filosofía. En este caso, el autor la presenta como la filosofía cristiana por excelencia, penetrada por la tradición griega y capaz de producir una visión del mundo específicamente cristiana.
El espíritu de la Filosofía Medieval es una de las obras imprescindibles para entender los presupuestos filosóficos que dieron origen a la visión cristiana del mundo y de la vida.
Una exploración por el origen, objeto y método de la disciplina que se ocupa de la Revelación de Dios, "fundamento" de toda labor teológica. Incluye un extenso capítulo sobre el diálogo ecuménico.
La Teología Fundamental se ocupa de los fundamentos de toda labor teológica: la Revelación de Dios al hombre y su transmisión en la Iglesia, el deseo de Dios y las razones para creer, la libertad y el poder transformador de la fe. Esta disciplina nace de la actitud espontánea de todo creyente: la de la fe que busca entender. La autora concluye su obra con un extenso capítulo sobre el diálogo ecuménico.
Publicado en el centenario de la ordenación de san Josemaría Escrivá, el libro explora su enseñanza sobre la espiritualidad laical, donde destaca la llamada de los laicos a la santidad y a la misión apostólica en la vida cotidiana.
Este libro ve la luz en el centenario de la ordenación sacerdotal de san Josemaría Escrivá de Balaguer, fundador del Opus Dei y maestro de espiritualidad laical y secular.
El papa Benedicto XVI hizo colocar su imagen en la Basílica de San Pedro con unas palabras de Jesús Yo, cuando sea levantado de la tierra atraeré a todos hacia mí (Jn 12,32) que entrañan el corazón de su enseñanza.
Ese corazón lo constituyen los dones recibidos en el Bautismo: la filiación divina adoptiva, el sacerdocio común y la herencia de los hijos de Dios: todas las realidades creadas que los laicos están llamados a santificar tratando de ser contemplativos y de realizar la
misión apostólica en su vida diaria. De esos dones trata este libro.
La consapevolezza dell'iniziativa di Dio come favorisce la nostra preghiera e la nostra apertura ontologica a Lui? Dove si svolge la relazione con Lui e quali sono le sue tracce in noi e attorno a noi? Come portare l'esperienza mistica nella ricerca dei giovani e nel dialogo con le altre religioni e con i non credenti? Esistono delle costanti di una mistica naturale? Queste le domande da cui si sono mossi i lavori del Convegno internazionale di mistica cristiana, svoltosi ad Assisi dal 27 al 29 settembre 2024, sul tema "Mistica e preghiera. Per un dialogo nel mondo", nel contesto dell'Anno della Preghiera indetto da papa Francesco, in preparazione all'anno giubilare.
L'opera cerca di mostrare che la concezione del diritto divino ecclesiale dipende molto dalla nozione di diritto con cui esso viene messo a fuoco. Dopo aver presentato in tal senso la dottrina di alcuni autori, si esplora la fecondità in questa materia di un approccio realista al diritto inteso come bene giuridico. Per tale via si comprende meglio la piena giuridicità dello ius divinum, e si riafferma la sua indole intrinseca rispetto al mistero della Chiesa nonché la sua concretezza storica. Si coglie altresì il suo essere un diritto eminentemente soprannaturale avente una struttura naturale, si conferma la sua immutabilità nell'essenziale e la sua indispensabilità, si scorgono con più ampiezza il suo contenuto (adoperando il concetto di bene giuridico fondamentale), le diverse modalità della presenza degli aspetti divini nei beni giuridici ecclesiali (come presupposto, come bene assoluto, come principio e come punto di riferimento), e il profondo intreccio tra aspetti divini e aspetti umani dei beni giuridici. In questo modo si evidenzia l'onnipresenza del diritto divino nelle questioni canoniche e pertanto la sua rilevanza pratica.
L'evoluzione storica delle dinamiche relazionali tra diritto della Chiesa universale e diritti delle singole Chiese orientali mostra vari profili di interesse. Sul piano strettamente scientifico la ricostruzione dei modelli di relazione a partire dal Decreto di Graziano e, soprattutto, l'analisi del successivo loro sviluppo nel corso dei secoli evidenzia non solo il valore dottrinale e intellettuale dei singoli autori quanto, soprattutto, la fruttuosità del dialogo tra canonistica e teologia morale. Sul piano più generale la ricerca fornisce ulteriori elementi per dimostrare come a partire dalla Riforma gregoriana si sia andato affermando un romanocentrismo in cui la distinzione tra latinità e romanità e, successivamente, tra universalità e romanità è divenuta sempre più opaca. La deriva uniformante che ne è seguita, facilitata peraltro dai travagli storici del cristianesimo in Oriente, ha diluito le specificità proprie dei diversi iura orientalia, assimilandoli sempre più al diritto latino. Il Concilio Vaticano II e la sua ecclesiologia di comunione, resa viva ed operante nella Chiesa dai Codici latino ed orientale, sono oggi le fondamenta su cui ricostruire una pluralità giuridica che sia specchio fedele della multiformità ecclesiologica della Chiesa.
È un libro per giovani e meno giovani, per chi vuole riflessioni fresche che guidino nella comprensione dei Vangeli della Domenica. Le meditazioni si riferiscono ai brani evangelici delle Domeniche secondo il calendario liturgico romano. Lo stile quotidiano e brillante del giovane autore lo ha già reso molto noto nel web, tanto che i suoi commenti sono scaricabili e possono essere ricevuti via e-mail dai fedeli. Questo libro li raccoglie e li rende agibili e consultabili da tutti. Prefazione di Bruno Maggioni.
Cos’è il fine pio e come tutelarlo: l’autore parte dalla vicenda delle confidenze, un tempo nel quale i modelli risolutivi delle istanze fondamentali della vita sociale erano i principia quali strumenti per risolvere i contrasti della vita sociale, e intende farvi trovare origine la vicenda giuridica del trust, indicandone i possibili sviluppi anche nella tutela dei beni ecclesiastici. Così evidenzia che il genus delle fondazioni fiduciarie di culto, come inserite nell’ordinamento canonistico, ha caratteristiche simili a quello che fu definito «a pious trust» per il perseguimento di fini ecclesiali. E così il trust si rivela strumento moderno per rendere operative nel mondo secolare le fondazioni fiduciarie di matrice canonistica, (ri)trovandovi una duttile figura di «ecclesiastical trust» adatta alla tutela e alla corretta gestione dei beni della Chiesa, sulla base di un programma d’altruismo che ben esprime la condotta cui mirano il trustee e l’amministratore del patrimonio ecclesiastico.