Il 25 giugno 1946 si insediò in Italia l’Assemblea costituente, incaricata di redigere la nuova Costituzione dello Stato. L’elezione dei deputati che ne fecero parte avvenne contestualmente al referendum istituzionale sulla scelta tra monarchia e repubblica. I cattolici sostennero senza esitazioni l’iniziativa, prima, e il suo risultato, poi. Il ruolo che svolsero durante i lavori dell’Assemblea fu centrale e Paolo Pombeni ci aiuta a capire come essi si inserirono nel "momento costituente", cioè in quella fase di destrutturazione e di ricostruzione del sistema politico italiano che si aprì nel luglio 1943 e si chiuse a dicembre del 1947, quando fu approvata la nuova Carta: non si trattò semplicemente di diventare membri il più possibile eminenti di una società civile data, ma di entrare nel "drappello di testa" di quella che apparve sin da subito come una vera e propria rinascita.
Come nasce Israele? Che cosa accade quando una storia antichissima irrompe nel tempo della politica, intrecciandosi con le aspirazioni nazionali, i conflitti del Novecento e gli squilibri del Medio Oriente? Mario Sznajder ripercorre la nascita e l'evoluzione di Israele, dalle origini del movimento sionista alla fondazione dello Stato nel 1948, fino ai profondi mutamenti che hanno caratterizzato il Paese negli ultimi decenni, dall'ascesa di Benjamin Netanyahu alle tensioni che continuano a ridefinirne il ruolo nella regione. Attraverso l'intreccio di storia, politica, ambizione e tradizione, ricostruisce il complesso rapporto tra identità, territorio e sovranità. Un racconto storico rigoroso e accessibile che restituisce la complessità di una delle vicende fondative e più controverse del mondo contemporaneo.
In un momento in cui la politica sembra ridursi a uno scontro senza coraggio, senza speranza e senza visione, il volume ci invita a riflettere su temi affrontati dalla rivista «Mondoperaio» e dall'Istituto Luigi Sturzo in riferimento alla costruzione di una politica adeguata alle nuove sfide. Il punto di partenza sono le idee e le posizioni emerse nei due seminari «Cristianesimo e socialismo alla prova della politica», «Le idee del socialismo ci salveranno» e in un terzo dedicato ai cattolici e al Codice di Camaldoli. Appare opportuno, inoltre, un rimando al volume «Macinare la Prima Repubblica» (pubblicato dal Mulino nel 2024), in cui si riflette sul momento virtuoso, tra la fine degli anni Cinquanta e l'inizio dei Sessanta del secolo scorso, in cui si realizzò un confronto politico, tra esponenti della cultura cattolica e di quella laica e socialista, su come guidare e aiutare l'Italia a non perdersi di fronte ai mutamenti, nei consumi e nei costumi, dettati dalla modernizzazione post-bellica. La combinazione è ancora oggi valida, capace di far emergere le condizioni da cui trarre una ispirazione intelligente e coraggiosa per affrontare l'attuale mutamento. Un passaggio radicale e drammatico che richiede un effettivo salto di qualità per fare appello al risorgere di una cultura cattolica e laica ispirata a un nuovo riformismo progressista.
In un paese come l'Italia, che si pensa e rappresenta come mono-etnico e mono-religioso, la diversità indotta da fenomeni religiosi variabili è sia un dato di fatto sia una sfida culturale e politica, che fa emergere identità ibride, multietniche e multiconfessionali. La diversità di fede, incarnata dalle nuove generazioni, diventa un prisma tramite cui leggere i percorsi di crescita di giovani cresciuti in Italia, ma con un retroterra familiare di origine straniera. Anche in seguito al conseguimento della cittadinanza italiana, l'alterità religiosa, vera o assegnata dall'esterno, contribuisce ad attribuire loro un'immagine di estraneità. Il volume indaga, tra curiosità e diffidenze, la comparsa di una «cittadinanza religiosa», vista come il faticoso cammino di un'italianità ormai religiosamente plurale.
Il Novecento è stato il secolo del cattolicesimo politico in Italia, dalla sua prima sperimentazione, al suo successo e infine alla sua crisi. Si sono sviluppate in quel periodo forme organizzate di militanza e partecipazione politica di credenti che hanno proposto un'identità strettamente legata ai valori cristiani. Il volume ne segue la parabola, indagandone lo sviluppo nel tempo, tra continuità e mutamento, in un'ottica segnata dalla sua fine. L'attenzione viene posta sui risvolti organizzativi, sul rapporto con il mondo cattolico, sulle relazioni sociali e la collocazione nel sistema politico di tali gruppi e partiti. Al centro di questa evoluzione viene sicuramente posta la stagione della centralità democristiana nella storia del Paese, con l'obiettivo però di interpretarla sul lungo periodo e sulle sue estese relazioni. Una sezione comparativa collega l'approccio designato per l'Italia alle esperienze accadute in Germania, Francia, Spagna, Austria e America Latina, collocando il percorso storico in un orizzonte più ampio.
«Non sono ciò che sono, ma ciò che fanno: nella storia degli angeli si nasconde la più antica teoria del potere». Quando appaiono non si lasciano riconoscere facilmente. Hanno un aspetto ordinario, il volto e il corpo di un uomo qualunque. Ridono, piangono, parlano, litigano anche tra loro. Eppure non sono mai ciò che sembrano. Gli angeli sono di gran lunga le creature più curiose della mitologia cristiana: hanno un corpo fatto d'aria, volano e sono divini solo per partecipazione. Ma soprattutto, stando al mito, fanno parte della più antica delle società del cosmo, quella dove tutto dovrà tornare alla fine della storia. Il nome che la teologia riservava alla loro comunità era gerarchia, letteralmente 'potere sacro', la misura della fusione tra divinità, potere e socialità. Per essi, la divinità non era però una qualità del loro essere, ma la pura esperienza sociale di esseri superiori agli altri. Con la raffinata scrittura di tutti i suoi libri, Coccia racconta la storia e la logica di questi miti e mostra come essi continuino a influenzare il pensiero politico e sociale occidentale nella modernità europea.
Comunque vada a finire, lavorare stanca, e senza la generosità, l'attenzione, la freschezza delle mie meravigliose cavie, la pigrizia avrebbe preso il sopravvento. A loro, a voi, va tutta la mia riconoscenza e tutto il mio affetto. Vi guardo in questo momento, e so che questo fermo immagine non mi abbandonerà mai. Il mondo non è tutto ciò che accade, ha detto Wittgenstein. Sarà vero? A giudicare da quello che succede nel mondo reale, accadere non basta. Nessuno può pretendere un amore eterno, ma un amore che durasse meno di un secondo difficilmente si potrebbe definire tale. Il mondo è composto prima di tutto di cose che restano, e di effetti che sopravvivono alle loro cause. Non è fatto solo di enti (come ci hanno insegnato troppe volte all'Università), ma anche di operazioni tecniche, di conoscenze scientifiche, di atti di volontà. Il mondo, e il suo variopinto arredamento, è tutto ciò che resta: così dice l'autore, tra confessioni, riflessioni e deduzioni in questo libro nato dalla sua ultima lezione universitaria, e prolegomeno a una nuova metafisica del restare, non dell'essere.
La tesi di questo libro è scomoda: l'estremismo non è soltanto una deviazione o un'eccezione, ma un modo sempre più comune di abitare il presente. Comunicazione, politica, lavoro: anche in ambiti così diversi troviamo l'impulso di eliminare ogni mediazione, ogni misura, ogni limite. Lo stesso esercizio del pensiero oggi si trasforma spesso nel suo opposto e al dubbio si preferiscono dogmi e opinioni che non ammettono repliche. Anche a partire da episodi legati alla vita quotidiana, l'autore risale ad alcuni nodi fondamentali del pensiero occidentale, intrecciando Aristotele e i social media, Kant e l'intelligenza artificiale, Nietzsche e quella "volontà di potenza" che esprime il bisogno di avere ragione a ogni costo. Ne nasce una filosofia del limite: non un invito alla rinuncia, ma la ricerca delle condizioni che rendono ancora possibile il confronto. Un libro per cercare un punto d'incontro tra chi la pensa diversamente, senza confondere il dialogo con la resa.
Ultimo e incompiuto progetto di Aby Warburg, l'Atlante delle immagini Mnemosyne è una delle opere più affascinanti del pensiero novecentesco e costituisce la sintesi delle ricerche che il grande storico della cultura aveva dedicato - attraverso saggi, conferenze e inedite riflessioni - alla tradizione classica e alla relazione tra parola e immagine. Composto da circa 1.200 immagini fra loro diverse per genere e dimensioni, illustra come i valori espressivi fondamentali della rappresentazione della vita in movimento e della gestualità delle passioni siano stati trasmessi dall'Antico, siano poi riemersi nel Rinascimento e perdurino come impronte vive fino alla cultura contemporanea. Questa edizione, introdotta da una disamina della genesi e della struttura di Mnemosyne, propone le fotografie originali scattate nel 1929 e la ricostruzione di tutte le tavole dell'Atlante, accompagnate da un commento chiaro e approfondito, frutto del lavoro dei curatori e del Seminario Mnemosyne: uno strumento prezioso per comprendere un'opera che ancora oggi si presenta come un enigma affascinante e un laboratorio inesauribile di idee.
Dopo la presentazione generale dello scritto inviato da Paolo alla comunità di Roma, così rivoluzionario che - a giudizio dell'autore - il cosiddetto sensus fidelium è spesso sguarnito di fronte a ciò che la teologia di Romani vuole mettere in rilievo, il volume si concentra sull'analisi strutturale, filologica ed esegetica del testo della lettera. La parte finale propone, invece, uno studio sul contesto storico culturale dello scritto paolino.
Tra il 1895 e il 1897, nel clima vivace della Belle Époque, la giovane carmelitana Teresa di Lisieux ricevette dalla priora il compito di fissare per iscritto la sua storia spirituale. Nacque così un testo autobiografico, semplice ma intensissimo, che inizialmente non aveva l'ambizione di diventare un'opera letteraria. Le pagine dei suoi manoscritti, poi confluite nella Storia di un'anima, rivelano però una straordinaria profondità: Teresa racconta in prima persona il suo itinerario di fede, la vita quotidiana nel convento, le piccole difficoltà, le aridità e la fiducia totale in Dio. Il suo stile limpido e disarmante conduce il lettore dentro una spiritualità che trasforma la semplicità in sapienza.