Un'analisi puntuale e acuta su un concetto cardine della filosofia di Florenskij: la vita come dono ricevuto. La vita si mostra non si dimostra: da questa profonda esperienza scaturisce il pensiero di Florenskij, che permette di ravvisare nella "Sofia" la bellezza che sostiene tutto il creato. La "Sofia" si pone come tratto di unificazione tra sfera visibile e sfera invisibile, cioè creazione nella sua più autentica integralità. Ma se è vero che l'Umanità trova nella creazione la propria coscienza viva, nella stessa Umanità pulsano i battiti della "Sofia", diventando "Sofia" per eccellenza quale trasfigurazione (secondo la cosmologia antica) della sfera celeste nel mondo sublunare. Il rapporto icona-Sofia può essere preso a riferimento del pensiero di Florenskij, dove l'icona è collegata al simbolo e viene letta come trasfigurazione inclusiva del simbolo, divenendo il luogo di una "metafisica concreta" che mutua elementi di realismo. L'essenza della Sofia consiste in un'intersposizione tra Dio e la creazione, facendo in modo che l'amore divino si dilati e si trasmetta attraverso lo spazio-tempo. In questo illuminante piccolo saggio Zaccarelli, da una prospettiva laica e come studioso del pensiero cristiano-orientale, mostra come Florenskij ci indichi la strada per uscire da ogni travaglio manicheo che si fermi al conflitto tra il bene e il male, per cogliere l'esperienza del dono come possibile pienezza di vita. Introduzione di Silvano Tagliagambe.
A partire dal dubbio universale, Descartes giunge al principio primo della sua filosofia, una verità salda e indiscutibile: "Io sono". Su di esso egli fonda un'indagine di uomo, mondo e Dio in cui per la prima volta filosofia e scienza trovano un fondamento comune. Il volume ricostruisce in ordine cronologico la genesi e lo sviluppo di questo percorso, a partire dalla formazione del giovane Descartes presso il collegio gesuita di La Flèche, attraverso un'analisi delle opere condotta passando per testi di fisica, metafisica, geometria, medicina, morale. Dagli scritti e dalle lettere emerge così il contributo decisivo dell'autore, considerato padre del pensiero moderno, alla storia della filosofia e della scienza.
In una lettera a Sabat Ercasty del 14 febbraio del 1924 Neruda scrive di aver terminato il suo nuovo libro, "Veinte poemas de amor y una canción desesperada". La raccolta sarebbe stata pubblicata a Santiago dall'editore Nascimento nel giugno successivo. Neruda aveva allora vent'anni e forse nessuno poteva immaginare che questa piccola opera sarebbe diventata uno dei libri di poesia più venduti in tutto il mondo, tanto da festeggiare l'oltre milione di copie vendute già all'inizio del 1961. A distanza di cento anni, generazioni di lettori, ormai, hanno amato questa raccolta, che in Italia era apparsa per la prima volta nel 1962, e proprio grazie a Giuseppe Bellini, il principale studioso e interprete italiano del grande poeta cileno, oltre che suo amico personale. Questa nostra nuova edizione "commemorativa" in 1000 copie numerate di un titolo che fa parte da tempo del nostro catalogo viene qui arricchita da cinque lettere di Neruda ad Albertina Rosa Azócar - la principale delle donne ispiratrici delle "Venti poesie" -, da una "Piccola storia" dello stesso Neruda, inedita in italiano, che sintetizza a distanza di quasi quarant'anni le origini e i motivi di questa sua opera giovanile, e da un capitolo di "Confesso che ho vissuto" in cui il poeta cileno ricorda i suoi primi libri, dall'esordio di "Crepuscolario" alle "Venti poesie". Giuseppe Bellini ricostruisce nelle pagine critiche iniziali temi e motivi di questa fortunatissima raccolta, anche alla luce delle opere future; e, insieme, ci fornisce un quadro esemplare degli amori giovanili del grande poeta e di quegli anni di formazione umana e letteraria. Edizione commemorativa con altri scritti di Pablo Neruda. Edizione limitata e numerata di 1000 esemplari.
La designazione «farisei» non è attestata prima di Paolo, così come prima del vangelo di Marco non si trova traccia di «sadducei», e un'equiparazione diretta tra Qumran ed esseni resta tuttora incerta. Lo studio di Günter Stemberger cerca di ricostruire, anche comparativamente, la storia e le dottrine di farisei, sadducei ed esseni, fondandosi su un esame delle fonti - Flavio Giuseppe, Nuovo Testamento, scritti rabbinici, letteratura qumranica - sempre approfondito e rigoroso. Ne deriva una ricostruzione che non solo porta a mettere in dubbio, per i tempi di Gesù, la nozione di «partito religioso», ma anche mostra quanto sia problematico voler ridurre alle sole correnti a noi note l'intero giudaismo dei quasi tre secoli compresi tra i Maccabei e la distruzione del tempio nel 70 d.C.
Il 16 ottobre 2024 il Senato ha approvato in via definitiva il disegno di legge per rendere la maternità surrogata «reato universale». La gestazione per altri - già vietata nel nostro paese dal 2004, con la legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita - sarà dunque punibile anche se un cittadino italiano vi ricorrerà in uno stato in cui la pratica dell’utero in affitto è legale. La pena prevista arriva fino a due anni di reclusione, a cui si aggiunge una multa fino a un milione di euro. Aldilà delle questioni politiche, giuridiche, culturali e sociali che solleva, la gestazione per altri pone seri problemi di natura etica, spesso frettolosamente accantonati. Da parte femminista si sottolinea soprattutto il pericolo di un uso strumentale, quando non di uno sfruttamento commerciale, del corpo della donna. Più rare, anche in ambito scientifico, sono invece le riflessioni dedicate all’esperienza che il bambino compie nel grembo materno e nei suoi primi mesi di vita. Anne Schaub-Thomas, psicologa e psicoterapeuta, sulla scorta delle più recenti scoperte delle neuroscienze e della sua esperienza clinica, ci spiega quale sia il grido richiamato nel titolo del libro e, con rigore e delicatezza, presenta gli studi che dimostrano quanto la vita prenatale e i primi mesi dopo il parto costituiscano un periodo di grandissima importanza sia per lo sviluppo psichico del bambino sia per la vita futura dell’adulto. È necessario e urgente, scrive, interrogarsi su quali siano le conseguenze a lungo termine di una pratica tanto artificiale e invasiva, che non può essere valutata soltanto in base al desiderio di avere un figlio trasformato nel «diritto ad avere un figlio», un diritto presunto la cui legittimità è tuttora da dimostrare.
Le intuizioni e il metodo che contrassegnano la proposta morale di Alfonso M. de Liguori (1696-1787) sono ancora uno stimolo per la teologia morale del terzo millennio? I docenti dell’Accademia Alfonsiana, provocati da questa domanda, hanno condotto, in occasione delle celebrazioni per il 150° Anniversario della proclamazione di sant’Alfonso Dottore della Chiesa (1871-2021), uno studio multidisciplinare sull’attualità dell’insegnamento del patrono dei confessori e dei moralisti. Il volume raccoglie e ripresenta il frutto di tale ricerca e della sua condivisione in ambito accademico. Un percorso sviluppato in aree diverse del sapere teologico - storico-fondamentale, antropologico, sistematico-morale - che ha coinvolto docenti e studenti e che oltre ad indicare gli studi già editi sui diversi argomenti ha sostenuto il confronto diretto con i testi del Dottore Zelantissimo.
Il cinema americano fin dalle sue origini ha optato per un racconto coerente e comprensibile che mette al centro della storia un eroe o un'eroina, portatori di determinati valori e visioni del mondo. Ognuno di questo eroi segue un arco narrativo che lo porta ad uscire dal mondo ordinario per affrontare l'ignoto e ritornare al mondo di partenza, profondamente modificato nella sua psicologia e nel suo modo di essere. È quello che viene definito "il viaggio dell'eroe", lo storytelling che, fin da prima della nascita del cinema, caratterizza i grandi racconti che sono stati narrati nel corso della storia dell'umanità. Dal cinema primitivo a quello contemporaneo questo modello narrativo non è sostanzialmente cambiato, ma quello che è cambiato radicalmente è la tipologia di eroi od eroine che vengono raccontate. Come e perché si è passati dall'eroico pompiere raccontato in uno dei primi film del cinema muto americano all'anti-eroe nichilista Joker, dell'omonimo film vincitore dell'Oscar, che non spegne gli incendi ma invece li appicca creando caos e violenza per le strade della città? Il libro, attraverso l'analisi di alcuni film paradigmatici delle varie epoche del cinema (dal muto alla contemporaneità), racconta ed analizza questo mutamento, figlio del cambiamento del contesto socioculturale di cui i film sono uno specchio.
Calendario da scrivania con supporto cm 8,5 x 12
«Renzi, Gentiloni, Conte 1, Conte 2: quattro governi - mai espressione di una volontà popolare - che hanno attraversato come meteore (o quasi) uno spazio temporale di più di sei anni e che ho tentato di raccontare in 190 articoli pubblicati su Avvenire, Corriere della Sera, Huffington Post, Il Foglio, Il Giornale, Il Rifomista, Il Tempo, Il Sole 24 Ore, La Stampa, Milano Finanza, Quotidiano Nazionale. Un insieme di eventi, personaggi e situazioni che hanno segnato uno dei periodi più controversi della politica italiana, caratterizzato dal senso di colpa della classe dirigente politica, incapace di qualsiasi resistenza all'onda d'urto del populismo. Con il parallelo avvento di una nuova élite, che ha portato il Paese alla deriva, rinnegando i sani principi che avevano ispirato i nostri padri costituenti.»
Benché presente nel mondo naturale, dai vegetali ai minerali e agli animali, il rosa è stato prodotto dagli esseri umani in epoca relativamente tarda. In Europa prima del XIV secolo lo si incontra raramente, sia nella cultura materiale sia nell'arte, mentre appare con una certa frequenza nell'abbigliamento alla fine del Medioevo grazie a una tintura importata inizialmente dalle Indie e poi dal Nuovo Mondo, il legno di brasile. La moda del rosa raggiunge il suo apice attorno alla metà del XVIII secolo, quando questo colore viene associato al romanticismo e alla femminilità e diviene simbolo di dolcezza, piacere e felicità. Nello stesso periodo, i floricultori riescono a produrre delle rose rosa, e con un successo tale che il nome del fiore finisce per designare il colore che fino a quel momento era stato confinato nella gamma dei gialli o dei rossi. Oggi il rosa è meno presente nella vita quotidiana rispetto all'epoca romantica, e si caratterizza per una certa ambivalenza: se secondo alcuni è di cattivo gusto, secondo altri è un colore emblematico della modernità, e lo troviamo nella pop art o nella cosiddetta pink culture, ma anche in due fenomeni di grande successo: il rosa Barbie e la Pantera rosa.
Quando nel 1880 si organizzò a Venezia il III Congresso geografico internazionale, il comitato ordinatore propose la pubblicazione del Liber secretorum fidelium crucis di Marin Sanudo Torsello. Nell'occasione il Sanudo fu equiparato al ben più famoso Marco Polo, suo coetaneo, entrambi giudicati sommi viaggiatori e geografi. Chi fu, dunque, Marin Sanudo Torsello e per quale motivo fu allora reputato "sommo" e degno di cotanta attenzione? È quanto si tenterà di rispondere in questo libro, il cui intento non è soltanto ricostruire una biografia, per quanto affascinante e per molti versi seducente, ma anche tratteggiare i caratteri di un'epoca e definire i contorni di un fenomeno crepuscolare - nebuloso e saturo di pregiudizi come pochi altri - quali furono le tarde crociate due-trecentesche, dette anche le crociate di carta.