Questo libro nasce nel frastuono e nell’affanno, nel disordine e nel subbuglio in cui siamo quotidianamente immersi. Nasce dalla fatica di mettere insieme i frammenti di senso che ci possono consentire di vivere. Nasce dal desiderio di dire e di capire che ‘la vita non è il male’, come scrive Vasilij Grossman in Vita e destino, per quanto la presenza del male possa apparire ai nostri occhi invadente e pervasiva. ‘La vita non è il male’ non è una tranquilla e ovvia constatazione, è il risultato di un atto più o meno rischioso, come emerge dalle molte storie che sono state raccolte nel libro, cercandole non solo nei testi delle antiche sapienze o nelle parole delle tradizioni religiose e dei grandi maestri, nelle narrazioni letterarie e cinematografiche di scrittori e registi, ma anche nelle immagini e nelle cronache che in questi anni continuano a inquietarci, e negli atti di coraggio che elevano la condizione umana. Perché il bene non smette di affiorare, di rinnovarsi, di esistere. Cercare il bene significa anche domandarsi se esso sia un fatto soltanto individuale o se sia possibile, e in che modo, anche un’altra misura, più estesa. Se sia in definitiva possibile costruire una ‘rete di fraternità’. La risposta è appena accennata. Starà al lettore darle compimento. Una mappa preziosa, segnata con lucidità da due voci autorevoli e appassionate.
Può Dio intervenire nel tempo e nella storia?
Che cosa è l’intervento di Dio?
Qual è il relativo atteggiamento dell’uomo contemporaneo?
Gli può bastare solo quello ideologico o semplicemente razionalista?
Queste ed altre domande stanno sullo sfondo del libro. Curiosità ed interesse verso le tematiche trattate saranno ampiamente ripagate dalla lettura del testo. Ogni pagina sarà una piacevole sorpresa. I fioretti di fratel Cosimo parlano di un Dio più presente di quanto si possa pensare, simpatico, teneramente materno, che si prende cura di ogni essere vivente. I fatti straordinari, avvolti nel mistero, non sempre spiegabili razionalmente o scientificamente, che si verificano alla Madonna dello Scoglio, riportano il lettore ad un atteggiamento di ascolto e di apertura.
"Il Redentore del mondo, che, innalzato sulla croce, aveva stabilito di attirare tutto a sé, in modo meraviglioso attirò a sé la venerabile sua serva Marghertita M. Alacoque, affinché essa, penetrando fin dentro il suo Cuore, gustasse, alla stessa sorgente, la dolcezza dell'infinito amore e la spandesse in mezzo agli uomini. Fu così che la venerabile Margherita fece scorrere come un fiume, su tutta la terra, quelle dolcissime acque che aveva attinto dal Costato aperto di Cristo, con l'unico e ardente desiderio di ammirare i cuori degli uomini purificarsi in questo oceano di acque vive e veder nascere nei loro cuori una sorgente zampillante fino alla vita eterna" (Pio IX nel Decreto di beatificazione del 24 giugno 1864)
Questo libro propone ai lettori un corso di Esercizi Spirituali fondato quasi esclusivamente sul testo della Lettera di san Paolo ai Galati. Questa Lettera può servire da base per Esercizi Spirituali, tanto più in quanto essa insiste molto su aspetti fondamentali della fede cristiana.
Paolo Curtaz ripercorre il cammino di Abramo (il cercatore), Isacco (lo scampato), Giacobbe (l'astuto), Giuseppe (il sognatore) e delle loro discendenze, delle matriarche e di uomini e donne della Bibbia che hanno dedicato la loro vita alla ricerca di Dio con forza e determinazione incrollabili; perché o la vita è ricerca, passione e scrutamento o finisce con l'essere uno sterile susseguirsi di giorni. La grande notizia della Parola è che ognuno di noi ha un destino, ognuno di noi è chiamato da Dio, ognuno è capace di Dio, ma dobbiamo metterci in cammino per scoprirlo e comprenderne la volontà. Un libro scritto nella convinzione che o l'uomo si fa viandante in cerca, in continuo movimento, o non è. O trasforma la sua vita in una splendida caccia al tesoro, o avvizzisce in un vuoto che diventa incolmabile.
Prendendo spunto dalle parabole della misericordia secondo Luca, Turoldo riflette lungamente sul tema dell'amore di Dio: di un Dio che è "infelice" per non vedere pienamente realizzata la felicità dell'uomo oggetto del suo amore. Un libro in cui meditazione e passione si intrecciano, silenzio e grido si compongono. A distanza di decenni dalla sua prima edizione, vale ancora presentare questo volume con le parole di un grande critico letterario, Geno Pampaloni: "Una fervida contraddizione fa da sottofondo a questo ricchissimo libro e a tutta l'opera di padre Turoldo. Da un lato, il canto di gloria a Dio ("Dio d'amore, o fonte di gioia / vogliamo offrirti un inno di grazia"); dall'altro il sentimento penitenziale, l'umiltà, l'invocazione al silenzio. Da un lato l'illusione umana di "raggiungere l'infinito", anche con "le parole più grosse e sonanti"; dall'altro la consapevolezza che Cristo è "premuroso di non tradire l'infinito". Da un lato la sintesi, l'entusiasmo e la gioia della riconoscenza; dall'altro, l'umiltà di quella riconoscenza".
L'Anno Santo della Misericordia promosso da papa Francesco è stato, per milioni di persone nel mondo, un'occasione di riflessione sulle opere di misericordia corporali e spirituali. Il Giubileo volge ormai al termine, ma non deve venir meno l'attenzione alle opere di misericordia, e non solo da parte del popolo cristiano, ma anche da quello laico e non credente. Esse infatti rappresentano principi e valori assoluti riconducibili a una morale tutta umana, radicati nel cuore dell'uomo in quanto tale. In quest'ottica, Giancarlo Montalbini e Pia Pullici traducono le opere di misericordia in un linguaggio più attuale, che, senza snaturarle, consenta di calarle nella realtà che viviamo oggi affinché siano una guida sicura nel nostro agire quotidiano.
Il Natale contemplato e cantato da vari autori: brani scelti dalla Sacra Scrittura, dai discorsi di papa Francesco, di Benedetto XVI, Pasternak, Turoldo, Tonino Bello, Padre Pio, Stevenson ecc. La chiave di lettura è data dalla frase in prima pagina: "Ogni volta che amiamo, ogni volta che doniamo è Natale" (Dale Evans Rogers). Le illustrazioni si alternano con i testi e ritraggono alcuni fra i presepi più dell'arte napoletana.
Per ogni giorno dell'Avvento l'autore suggerisce una riflessione, un esercizio pratico e un piccolo rituale da sperimentare concretamente, anche insieme ad amici e familiari per riscoprire la ricchezza esistenziale dell'Avvento e del Natale. Per ognuna delle quattro domeniche di Avvento, viene poi offerta una breve meditazione che aiuta ad approfondire il mistero e la magia di questo tempo speciale. Infine Grünn spiega, facendone emergere tutta la potenza positiva, i simboli dell'Avvento e del Natale: il bambino divino, la corona, la candela, il presepio, l'albero, l'angelo, la stella, la notte santa?
Pagine che danno la sveglia allo spirito, 365 spremute, 365 compresse spirituali a concentrazione massima, punti luce, schegge di saggezza che rafforzano il cervello e massaggiano il cuore.
"Questo libro di fra' Benigno è un invito pressante a imparare il distacco dalle cose di quaggiù per aspirare a quelle di lassù. Una sorta di cura di bellezza spirituale urgente nella nostra vita segnata dalle rughe profonde della brama di noi stessi e delle cose che ci appartengono." (dalla Prefazione di Alessandra Turrisi).
L'infinito della Bellezza, il nuovo lessico della gioia, "Amoris laetitia", l'amore che parla una nuova lingua, il riconoscimento, la preghiera del Papa a Maria, "Madre di Misericordia e del Bell'Amore". L'infinito della Bellezza, questa "esperienza personale" di Nunziella che coinvolge tutti nella significanza mariana dell'essere cristiani, nella beatifica convivialità trinitaria dell'Amore: "Non si tratta tanto di imitare Maria, quanto di accogliere dallo Spirito Santo una grazia di partecipazione alla vita di lei, lasciandoci quasi vivere da questa dolcissima Madre per entrare in lei e instaurare, tramite lei, l'unico rapporto possibile con Gesù, quello appunto di Maria". "La Madre, la Figlia, la Sorella, la Vergine Sposa, la Madre della Chiesa... come dire, se la nostra fede fosse un'idea non avremmo bisogno della Madre, ma la nostra fede è vita, e non c'è vita senza la Madre." (dalla Prefazione di Nino Barraco)