La polvere del mantello di san Martino, il dentino da latte di Gesù Bambino, migliaia e migliaia di frammenti della Vera Croce recuperata da sant'Elena: se scorriamo l'elenco delle innumerevoli reliquie conservate nei nostri santuari e nelle nostre chiese, non possiamo trattenere lo stupore e l'ironia per una 'tipica' testimonianza della superstizione e dell'oscurantismo medievale. Ma se quello delle reliquie può apparire un mondo esclusivamente connesso con l'aspetto devozionale, con la fede e con l'esaltazione del sacro, esplorare le storie a loro legate ci conduce in un inedito mondo fatto di viaggi avventurosi, raggiri, contese teologiche, battaglie campali e rapporti di potere secolari. Basta ricordare l'importanza che hanno per Venezia e Bari le reliquie di san Marco e san Nicola, rispettivamente trafugate da Alessandria d'Egitto e da Myra. Sono storie che vedono protagonisti non solo santi e uomini di Chiesa, ma anche sovrani, condottieri, donne straordinarie, nobili e personaggi minori come pirati, ladri, abili millantatori e tanta povera gente in buona fede. Inseguendo queste storie il lettore sarà trasportato dal palazzo imperiale di Costantinopoli a ciò che resta del Calvario presso Gerusalemme, dal cuore dell'Arabia alla brumosa Britannia, dalle abbazie ai palazzi reali, dalle piccole pievi rurali fino alle cattedrali delle più grandi città d'Europa.
In un eremo sperduto tra le montagne del Libano, immerso nel silenzio e nella preghiera, san Charbel Makhlouf ha vissuto una vita di profonda devozione e miracoli straordinari. Monaco maronita e mistico del XIX secolo, ha incarnato con straordinaria intensità la ricerca dell'unione con il divino, trasformando la sua esistenza in una testimonianza vivente di fede e santità, capace di toccare il cuore di milioni di fedeli in tutto il mondo. Questo libro conduce il lettore in un viaggio attraverso la vita e il messaggio di san Charbel, dall'infanzia semplice alla decisione radicale di abbracciare la vita eremitica, fino agli eventi straordinari che hanno segnato la sua canonizzazione. Il racconto si intreccia con le testimonianze di coloro che, ancora oggi, sperimentano la sua potente intercessione attraverso guarigioni inspiegabili e segni che sfidano ogni logica. Un viaggio spirituale che invita a riscoprire il valore della preghiera, della solitudine e della fiducia nella Provvidenza.
Il libro racconta la transizione del papato dalla fine dell'antico regime agli ultimi tre pontificati, nuovi ma con limiti evidenti di governo. In una crisi profonda del cattolicesimo l'assolutismo papale sembra essere al suo apogeo ma non riesce a riformare la curia romana e si scontra con difficoltà serie: il rapporto con il denaro, la comunicazione, la problematica santità papale. L'eredità di Ratzinger resta fondamentale, tra l'altro, per il rapporto con l'ebraismo, per la riflessione sull'estinguersi della fede in Occidente e per l'azione lucida e determinata contro lo scandalo degli abusi, ma poco efficace è stato il suo governo. Irrisolto e contraddittorio risulta invece il pontificato di Bergoglio, caratterizzato da una decisa volontà riformatrice ma anche da scelte che hanno finito per accentuare le divisioni nella Chiesa, rendendo in questo modo urgente una riflessione sull'esercizio del potere papale e sulla collegialità episcopale.
Sei cresciuto anche tu con l'immagine di un san Francesco impeccabile, già santo, già "altro" rispetto a noi. Poi cresci, e scopri che la santità non è una scorciatoia, ma una fatica che passa dalla carne, dalle contraddizioni, dalle domande senza risposta. Ed è esattamente da lì che passa anche la storia di Francesco. Questo libro prova a restituire Francesco alla sua umanità, liberandolo da una santità levigata e irraggiungibile. Non il santo da calendario o da citazione motivazionale, ma un uomo vero, ferito, inquieto, affamato di senso, di amore, di riconoscimento. Un uomo che non nasce santo, ma che impara lentamente a stare dentro la propria vita, senza sconti. Ne scaturisce il ritratto di un Francesco credibile e vicino, in cui ogni lettore può rispecchiarsi profondamente.
La chiesa di Palestina e di Gerusalemme – il luogo, poi chiamato «terra santa», in cui Cristo patì, morì e risorse –, come pure la chiesa di Antiochia – dove per la prima volta si parlò di «cristiani» –, sono le regioni originarie della fede ecclesiale in Gesù il Cristo. Dalla comunità gerosolimitana la predicazione cristiana si propagò nella «mezzaluna fertile» e per vie disparate raggiunse le regioni della Mesopotamia, della Persia e del Caucaso.
Nel periodo che separa il concilio di Calcedonia e la fine del VI secolo, prima dell’esplosione islamica, in quelle regioni si formarono chiese con gerarchie autonome, ed è questo il tempo in cui fattori di natura gerarchica iniziano a entrare nel panorama delle chiese locali, creando quell’immagine nebulosa che ancor oggi caratterizza il cristianesimo nel Medio Oriente.
Questo nuovo tomo della grande cristologia del card. Alois Grillmeier – dovuto alle cure di Theresia Hainthaler – mira a inquadrare gli sviluppi della dottrina cristologica in un’area variegata e complessa che si distinse per i grandi centri di studio e le figure di pensatori eminenti. Come nei tomi già pubblicati, ricchissimi indici – lessicali, onomastici e analitici – facilitano un uso altamente proficuo di un’opera senza precedenti.
Sant'Agostino, il grande teologo che ha plasmato l'immaginario del cristianesimo occidentale; il pensatore che, con i suoi scritti, ha inciso in maniera indelebile sulla cultura europea, basti pensare alle Confessioni. Agostino che si converte nei dintorni di Milano grazie al vescovo Ambrogio.
Ma Agostino d'Ippona era anzitutto un africano, vissuto su quelle coste del Continente che si affacciano sul Mediterraneo. E solo per cinque anni della sua vita ha abitato in Italia, anni certamente decisivi per lui, con l'incontro con Ambrogio e la conversione a Dio. Ma il resto della sua vita, oltre settant'anni, è tempo, pensiero e fatti d'Africa.
Catherine Conybeare, in pagine che si leggono con il gusto del romanzo, intrise dell'acribia della grande studiosa, offre una biografia del Santo d'Ippona che ci restituisce tutta l'africanità (dimenticata) del grande intellettuale e vescovo nato a Tagaste, nell'attuale Algeria.
A Roma Agostino si era sentito fuori posto. Sapeva di essere un outsider rispetto alla società romana. Il suo attaccamento alla terra di provenienza non lo ha rinchiuso in un angusto particolarismo ma ne ha aperto gli orizzonti, in particolare nella comprensione di cosa sia la fede in Cristo, ancorandolo ad una precisa cultura.
Conybeare ci racconta la storia di Agostino l'Africano, «il primo uomo moderno» (Leone XIV). Una storia tutta da scoprire e da assaporare.«Un'indagine, a lungo attesa, sul grande teologo africano.
Il significato del suo esserci contemporaneo diventa più chiaro che mai grazie a questo testo eccellente»
Rowan Williams
«Conybeare offre analisi illuminanti dei testi e delle idee fondamentali di Agostino»
The New Yorker
«Agostino non avrebbe potuto sviluppare i suoi temi centrali senza il suo punto di vista l africano»
Catherine Conybeare
Come i gesuiti hanno deviato dalla linea del loro santo fondatore Ignazio di Loyola per diventare la testa di ponte del modernismo nella Chiesa.
Il catalogo della mostra "Luce da Luce: Nicea 1700 anni dopo" del Meeting di Rimini 2025 offre un percorso storico, teologico e spirituale attraverso gli eventi connessi al Concilio di Nicea del 325, mirato a riconoscere come la presa di coscienza della verità che Dio "è" Padre e non solo "fa" il Padre cambia la prospettiva sul mondo, mettendo l'essere figli e l'amore al centro di ogni cosa e offrendo attraverso il simbolo della fede mattoni sempre nuovi per costruire nel deserto.
Il libro raccoglie le catechesi del Papa sulla preghiera. Ne emerge una speciale pedagogia: il cristiano è accompagnato a prendere consapevolezza del cuore stesso della propria fede, del nutrimento vero per la sua relazione con Dio. La preghiera è il cuore della missione della Chiesa e porta di accesso a Dio. Preziosa perla che introduce le catechesi del Papa è il commento di Paolo Curtaz, teologo, cercatore di Dio ed evangelizzatore free-lance. Pagine altrettanto intense le sue che consentono di entrare nella bellezza delle parole del Papa e nella concretezza della preghiera, dono che ognuno è chiamato ad accogliere e a far vivere personalmente e comunitariamente. Con il commento di Paolo Curtaz alle catechesi di papa Francesco sulla preghiera.
La storia contemporanea del Medio Oriente trova tra le intime pieghe del suo cuore non poche pagine di storia della Chiesa. Le fonti del periodo preso in esame attestano che, nella compagine della ricchezza della Chiesa in Oriente, il vincolo della fede apostolica tra Gerusalemme e Roma trova una forma storica concreta nel Patriarcato latino di Gerusalemme.
Identità e missione del Patriarcato venivano puntualizzate nel consiglio dato dal Patriarca Valerga ai sacerdoti nel suo testamento: «rammentino continuamente di qual Signore eglino sono ministri e a quale scopo sublime essi devono tendere nel condurre le anime affidate alle loro cure (...) rammentando che lo spirito di sacrificio è il primo carattere del sacerdozio cristiano, e che la carità è il massimo distintivo dei veri discepoli di Cristo».
L'opera concreta e schietta di molte donne e uomini ha portato alla fioritura di una diocesi cattolica in oriente attraverso i carismi spirituali degli ordini religiosi, prima fra tutti la Custodia di Terra Santa, e grazie al fedele sostegno dell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme.
Attraverso indagine storica e lo studio delle lettere pastorali dei Patriarchi, il volume si propone come una sorta di guida introduttiva allo sviluppo storico, geografico e teologico del Patriarcato latino dalla sua ricostituzione nel 1847 al 1948.
Davide Meli, Cancelliere del Patriarcato latino di Gerusalemme, vive in Terra Santa dal 2007. Formatosi presso il Seminario Redemptoris Mater in Galilea, esercita il ministero pastorale in Giordania.
Ha conseguito il dottorato in Sacra Teologia presso la Pontificia Università Lateranense e, dal 2018, insegna Sacra Teologia e Storia della Chiesa negli Istituti teologici affiliati alla stessa Università in Terra Santa. Tra le sue recenti pubblicazioni si segnalano: Baptism: Audiences by Pope Francis (2023); Il Capitolo del Patriarcato latino di Gerusalemme e la sua rinascita in epoca contemporanea («Chiesa e Storia», 2012); Tre relazioni "ad limina" sul Patriarcato latino di Gerusalemme (1877, 1893, 1913) («Chiesa e Storia», 2018).
Il volume nasce in occasione della mostra allestita a Castel Sant’Angelo e dedicata a San Giovanni Paolo II, raccontato attraverso l’obiettivo di Gianni Giansanti, uno dei più importanti fotoreporter italiani. Grazie a oltre vent’anni di reportage, il libro restituisce la figura di Karol Wojtyła nei suoi molteplici aspetti: l’uomo semplice, il pontefice protagonista di eventi epocali come la caduta del Muro di Berlino, e il santo che ha segnato profondamente la storia spirituale e politica del Novecento. Le immagini si intrecciano con saggi critici, testimonianze e documenti che guidano il lettore in un percorso visivo e spirituale. Ne emerge il ritratto di un papa che ha saputo parlare con un linguaggio universale fatto di gesti, prossimità e coraggio, e di un fotografo capace di trasformare ogni scatto in memoria storica e racconto poetico. Il catalogo non è solo un omaggio alla santità di Giovanni Paolo II, ma anche alla sensibilità artistica di Giansanti, che ha saputo coglierne lo sguardo, i gesti e la presenza carismatica, restituendo un viaggio nella memoria e un invito a riscoprire i valori universali di pace, dignità e dialogo tra i popoli.